Uh, oh, preparate i cappotti…

Una Macchia Solare del maggio 2010 vista alla massima risoluzione attualmente possibile per le immagini spaziali. La Terra è in scala. - The Royal Swedish Academy of Sciences, V.M.J. Henriques (sunspot), NASA Apollo 17 (Earth)

L’amico Maurizio Morabito ieri ci ha segnalato l’imminenza di un annuncio su novità inerenti l’attività solare. Nel pomeriggio poi l’annuncio è arrivato e bisogna dire che è valsa la pena di attendere.

Pare che dopo aver invano inseguito la previsione di un Ciclo Solare particolarmente intenso (quello in corso) aggiustando al ribasso le previsioni man mano che l’attività magnetica della nostra stella andava scemando, ora parecchi studiosi di Sole e dintorni si siano convinti che il Sole entrerà in uno stato di quiete prolungata, con un Ciclo Solare 25 (il prossimo) che potrebbe ritardare molto o addirittura non iniziare proprio.

Questo significherebbe Macchie Solari in numero molto esiguo o addirittura assenti per molti anni, qualcosa di paragonabile al Minimo di Maunder, un periodo di sette decadi (1645-1715) con il Sole praticamente addormentato. Vi dicono qualcosa i numeri tra parentesi? In quegli anni c’è stato l’apice della PEG (Piccola Età Glaciale), cioè non propriamente un bagno turco per questo Pianeta.

Qui trovate il comunicato in questione, con i riferimenti ai tre diversi studi che pur affrontando il problema da diversi punti di vista giungono alle stesse conclusioni. Ah, mi pare giusto sottolineare l’ultima riga dell’articolo, una frase di tale Frank Hill, che pare sia il direttore associato del National Solar Observatory:

“If we are right, this could be the last solar maximum we’ll see for a few decades. That would affect everything from space exploration to Earth’s climate.”

“Se siamo nel giusto, questo potrebbe essere l’ultimo ciclo solare che vedremo per qualche decade. Questo avrebbe effetto su tutto, dall’esplorazione spaziale al clima della Terra.”

Direi che sia comprensibile il proposito dell’amico Maurizio Morabito di vendere a Hollywood il soggetto di un film in cui il riscaldamento globale ce lo hanno mandato gli alieni per salvarci da una nuova piccola PEG. Si tratterà solo di spiegare tutto questo alla temperatura media superficiale globale, che piena com’è di anabolizzanti al sapore di bias urbano e interpolazioni acrobatiche difficilmente vorrà collaborare. Poco male, visto che il clima ha già virato da qualche anno verso la modalità raffreddamento globale. Prima, molto prima che giungessero le evidenze solari.

Com’era il forcing solare? Ah, costante. Sì sì, certo certo.

Mettiamola così. Nella malaugurata ipotesi che costoro avessero ragione, vorrà dire che la Terra, stufa marcia di stare a sentire tutte le nostre diatribe climatiche, ha deciso di fornirci l’esperimento più reale che si potesse immaginare. Se il Sole va in quiete e il global warming prosegue (nei fatti però, non nei fogli excel dei gestori di dataset di temperatura), vuol dire che ci abbiamo messo lo zampino, o meglio, zampone. Se così non sarà, catastrofisti tutti a casa, gli scenari climatici li buttiamo nel cestino e ci dedichiamo tutti diligentemente all’adattamento, cosa che comunque converrebbe fare già ora.

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Author: Guido Guidi

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2 Comments

  1. Mi sembra ci sia anche una terza possibilità: che lo zampino ci sia ma sia stato molto sovrastimato.

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