Salta al contenuto

Debunking o profezie di sventura?

La definizione di Wikipedia: Un debunker è un individuo che mette in dubbio e smaschera affermazioni false, esagerate, anti-scientifiche o pretenziose. I debunker spesso focalizzano la loro attenzione su […] ricerche compiute al di fuori del metodo scientifico o solamente pseudoscientifiche.

I lettori di Climate Monitor mi scuseranno se uso una terminologia comune nella rete ma certamente poco diffusa nel linguaggio comune. Non saprei come altro definire i tragici e catastrofici risultati dell’ultima fatica della solerte Susan Solomon, ex co-chairman del Working Group 1 dell’IPCC, membro dell’Accademia delle Scienze americana ed ora NOAA. Qualche mese fa avevo già commentato questa notizia, ma ora che la ritroviamo su parecchi nostri media (qui e qui), mi sorge il dubbio che questa non nasca per cementare il catastrofismo del riscaldamento globale, quanto piuttosto per smontarlo.

Che senso avrebbe altrimenti dichiarare che non c’è nulla da fare e subiremo gli effetti delle nostre malefatte climatiche per i prossimi mille no, duemila, anzi tremila anni? Certo la prospettiva non è rosea… Siccità da Dust Bowl, livello dei mari sempre più alto e danni ulteriori da definire perchè il contributo che lo scioglimento dei ghiacci potrà dare a tutto questo è un pò incerto. E meno male! Non oso pensare cosa potrebbero raccontarci se ci fosse qualche certezza in più. Tranquilli…sono solo modelli.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inNews

8 Comments

  1. alessandrobarbolini

    non mi preoccupano i vari IPCC o quantaltro dicano,tanto sappiamo tutti che é una minima parte del mondo scientifico che da credito a queste teorie farlocche che non hanno un minimo fondamento…quello che piu mi preoccupa é la incessante pubblicita che danno oramai a questa moda di sparlare del clima da parte dei media,i giornali e in primis RAI,MEDIASET,,ecc ecc capitanati dai vari TG..é una vergogna é male informazione ,mettono il bavaglio a quella parte della comunita scientifica che dissente da questo catastrofismo diventato oramai ripugnante inqualificabile poco obbiettivo..é pericoloso e allo stesso tempo vergognoso…e poi disegnare scenari validi tra 90 anni é un auto bumerang contro tutti e tutti …scienziati o non scienziati,dalla persona di strada a finire con l,ultimo dei appassionati di meteo climatologia…

  2. @ Lorenzo
    Questa tua sarebbe una giusta riflessione se a parlare non fosse un personaggio di primo livello nel settore. Certamente questo dà autorevolezza alle affermazioni, ma assicura anche massima diffusione a messaggi piuttosto opinabili.
    Gli inglesi hanno inventato lo speaker corner, di lì ognuno può salire su una cassetta di frutta e dire quello che gli pare. Quando la cassetta di frutta diventa un palcoscenico così vasto sarebbe meglio non spararle così grosse.
    gg

  3. Lorenzo Fiori

    Beh…se uno ha capacità di discernimento perchè prendersela tanto con i toni apocalittici-catastrofisti, semplicemente non ci fa caso e basta…poi se ci mettiamo a sindacare ogni minima affermazione che qualcuno fà ne alimentiamo solo la portata…

  4. Antonio Marino

    Non volendo crare un precednete,negativo per il futuro del blog che mi ospita,condivido lo scritto di Guido Guidi atto ad evitare successivi interventi dai toni troppo accesi e mi scuso se anche io mi sono lasciato prendere la mano dall’istintività nel mio intervento iniziale,corretto nell’ideologia ma non altrettanto nell’esposizione della stessa.

    Antonio Marino

  5. Sergio Musmeci (Copernicus64)

    Il catastrofismo credo sia il miglior alibi per non far niente. Per questo va rigettato.

  6. Non è una questione di reponsabilità, si può dire tutto ed il contrario di tutto senza necessariamente dover trascendere.
    Come moderatore di questo blog vi devo chiedere di evitare toni troppo accesi o terminologie che evochino ben altri scenari. Non è possibile elevare una critica all’informazione dai toni troppo accentuati alzando ancora di più la voce. Non siamo daccordo su questo genere di approccio alla ricerca ed alla divulgazione, punto. Continuiamo semplicemente ad affrontare i temi nello specifico lasciando volentieri ad altri il compito di strapparsi i capelli.
    gg

  7. flaviob

    Caro Antonio,
    mi associo al tuo pensiero. E poi perchè qualcuno si dovrebbe sentire offeso se metti in dubbio le previsioni fatte per l’anno tremila.
    Sono io che mi sento profondamente offeso e preso per i fondelli da chi propone modelli millenari..
    E’ già difficile sapere a 48 ore dove colpirà una retrogressione fredda…
    Penso a chi finanzia e da credito a tali persone.
    Pensa solo a cosa ha scatenato questa crisi finanziaria mondiale, li chiamano “titoli tossici”, forse sono come l’informazione che ci stanno propinando sul clima.
    Prima o poi scoppierà.
    Cordialmente
    FlavioB

  8. Ok sono solo modelli,ma coloro che li usano sono dei veri e propri TERRORISTI nel proporre i risultati delle loro “imprese” scientifiche.
    Ho letto più volte dell’apocalittico scenario che ci prospettano per il futuro,ma il massimo della presunzione viene raggiunto dalle seguente dichiarazione. soprattutto nella frase di chiusura:
    “Siamo soliti pensare ai problemi d’inquinamento come a cose che possiamo sistemare – ha commentato la ricercatrice -. La gente immagina che, se fermiamo le emissioni di Co2, il clima tornerà alla normalità in 100 o 200 anni. Non è vero. Quello che stiamo vivendo è invece un cambiamento irreversibile”.

    Vorrei tanto sapere come si possa avere la pretesa di stilare una previsione climatica di portata millenaria,sono stati allegati al socumento finale della ricerca grafici riportanti dati che coprono un arco temporale futuro che va fino all’anno 3000, ve lo scrivo anche in lettre ANNO TREMILA caso mai crediate ad un errore di scrittura.

    Mi permetto di segnalarvi il seguente link http://www.pnas.org/content/106/6/1704.full , vi troverete i grafici di cui vi ho scritto.

    Il tutto è stato “sparato” subito dai vari mezzi di imformazione internazionali verso l’opinione pubblica, vittima incosapevole dell’ennesimo episodio di stupro informativo.

    Penso che la cosa più opportuna che possano fare all’istante tutte le parti in causa citate, sia quella di scendere dal piedistallo “presuntuoso” sul quale si sono sistemati e dal quale si permettono di emettere sentenze che definire vergognose è riduttivo.

    Questa sera ci sono andato giù pesante nell’esporvi il mio personale modo di vedere le cose e le persone che ce le propongono,di tali affermazioni mi assumo tutte le responsabilità del caso, non si sa mai che qualcuno si dovesse sentire anche offeso.

    Antonio Marino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »