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Global cooling da satellite

Roy Spencer ha postato sul suo blog gli ultimi dati provenienti dalle sonde satellitari. La media troposfera si sta raffreddando rapidamente, le ultime rilevazioni mostrano il dato per gli ultimi giorni di ottobre 2011 inferiore a quello di tutti gli anni che precedono da quando sono disponibili queste informazioni.

Sulla pagina ufficiale dell’AMSU è disponibile un tool molto interessante che consente di estendere il paragone all’intero arco dell’anno. Analizzando quanto trasmesso dal Channel 6 della sonda si scopre che il 2011 è stato quasi sempre abbastanza freddino.

Con le temperature medie superficiali globali che proseguono su un pattern stazionario ma su valori elevati, si accentua la differenza tra suolo e quota. Per chi non lo sapesse, non è nei valori assoluti che risiede la chiave di comprensione dei fenomeni atmosferici. Quello che conta è il gradiente termico. Caldo sotto, freddo sopra vuol dire più energia disponibile.

http://data.giss.nasa.gov/gistemp/graphs/Fig.A2.gif

Questa potrebbe essere la chiave di lettura degli eventi intensi dell’ultimi periodo. Con una riserva importante. Nelle previsioni di disfacimento climatico lo strato troposferico che sta subendo un raffreddamento (che non viene dalla stratosfera) dovrebbe riscaldarsi con un rateo tre volte superiore a quello che si riscontra al suolo.

Meteorologia batte climatologia 1 a 0.

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Published inAttualitàMeteorologia

2 Comments

  1. Claudio Costa

    Sempre sulle T segnalo questa analisi del Reitano (molto chiara secondo me)http://www.climalteranti.it/2011/11/03/ecco-perche-il-riscaldamento-globale-non-si-e-fermato/

    Mi piace l’approcio del Reitano perchè utilizza le T della bassa troposfera, che sono quelle che dovrebbero risentire meno degli errori di campionamento.(isole di calore prelievi marini ecc)

    Mi piace l’ultimo grafico dal quale è evidente che la temperatura media del decennio 2000-2010 è più alta del decennio 1990-2000 che a sua volta è più alta del decennio 1980-1990.

    Ovviamente come tutti sanno il trend degli ultimi 30 anni è in crescita, ma quello che manca nell’analisi del Reitano è il commento sui ratei.
    Siamo stati bombardati per un decennio dai ratei di riscaldamento presi però nei decenni 80 e 90 e proiettati anche per il futuro come se fossimo di fronte a ratei di riscaldamento eccezionali e mai visti. Nel 4° rapporto IPCC si dice senza precedenti nell’ultimo millenio, addirittura il Claudio Della Volpe dice senza precedenti nell’ultimo milione di anni.

    Quindi la prima analisi che si deve fare è che il trend lineare degli ultimi 30 anni è sicuramente di riscaldamento, ma visto la stasi degli ultimi 13 anni, il rateo di crescita è vistosamente calato.
    Se vogliamo proprio fare i pignoli non è corretto abbraccaire solo 30 anni perchè si perdono le fasi PDO – e +.
    Quindi analizzando il trend degli ultimi 60 anni,(vorrei sottolineare che è il ciclo di Scafetta, ma qualcuno dice che è un caso) sicuramente si vedrebbe un trend lineare di riscaldamento ma il rateo sarebbe inferiore a quello degli ultimi 30 anni e decisamente inferiore a quello degli anni 80 e 90.
    Un rateo che non è nulla di catastrofico di eccezzionale e di mai visto, anzi perfettamente sovrapponibile ai ratei di riscaldamento del periodo caldo medioevale.
    Mi piace tornare sempre al periodo caldo medioevale, perchè secondo la stima delle forzanti radiative di Hansen 2005 inserita nel 4° rapporto IPCC le misere forzanti naturali solari stimate da Hansnen non sono in grado di spiegare manco un terzo del riscaldamento del periodo caldo mediovale (dove non si riscontrano picchi d gas climalteranti) che ha esattamente gli stessi ratei di crescita del 1900 (vedi Ljungqvist 2010 con i dati proxy fino al 2000 qui http://www.climatemonitor.it/?p=20060) a dire il vero le forzanti naturali syimate non spiegano manco il riscaldamento dal 1600 al 1940.

    Ergo è IMPOSSIBILE che la stima delle forzanti naturali sia corretta….non lo è nemmeno lontanamente.

    Ecco perchè a Mann fu commissionato di far sparire il periodo caldo medioevale.

    […]
    Commento moderato.
    Claudio, quello che fanno gli altri non ci interessa. Nemmeno se ci riguarda.
    gg

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