Il febbraio 2012 ed il paragone con altri inverni storici

In queste settimane le televisioni portano nelle nostre case immagini che mostrano grandi accumuli di neve nelle più diverse parti d’Italia. Tuttavia tali immagini sono per molti versi tendenziose in quanto l’obiettivo giornalistico prevede di attrarre il pubblico presentando gli aspetti più estremi dei fenomeni senza molto riguardo per la rappresentatività degli stessi.

Nonostante ciò la domanda è quanto mai pressante, se vogliamo anche per ristabilire un’ordine che non sia condizionato dal sensazionalismo o, se del caso, per confermarlo. Il paragone, del resto, qualcuno aveva pensato di farlo ancora prima che questa fase di freddo intenso si manifestasse. Figuriamoci se ora non ci sarà la battaglia dei record. Sicché, seguendo un’idea dell’amico Luigi Mariani, abbiamo deciso di chiedere alla comunità di CM di provare a fare qualcosa tutti insieme.

Si tratta di quanto segue:

Per tentare una prima interpretazione quantitativa, si è spesso paragonato il febbraio 2012 ai grandi inverni del 20° secolo (1929, 1956 e 1985) e tuttavia è saggio aspettare che almeno le bocce siano ferme prima di esprimere giudizi. Ad ogni modo prima o poi le bocce si fermeranno e già da ora possiamo iniziare a domandarci su cosa potrà reggersi in termini quantitativi un paragone efficace.

A nostro avviso il paragone potrebbe essere condotto con riferimento ai seguenti elementi:

  1. Circolazione: si potrebbero raccogliere e analizzare le cartografie di geopotenziale e temperatura, ad esempio disponibili su Wetterzentrale.
  2. Temperature al suolo: una volta consolidati i dati più recenti, si potranno utilmente confrontare le serie storiche disponibili. Al riguardo potrebbe essere problematico reperire dati sul 1929.
  3. Altezza della neve fresca caduta. Difficilmente si riuscirà a realizzare una cartografia dell’altezza della neve caduta. Parte delle informazioni potrebbe essere reperibile dalle osservazioni sinottiche, ma ci sarà da capire se e quali informazioni possano essere disponibili in relazione alla diffusione spaziale dell’evento. Per il resto mi pare che di dati nivometrici ve ne siano ben pochi. Ciò vale in particolare per le zone di pianura e fondovalle ove non è sensato mantenere nivometri a ultrasuoni e dunque sarebbe oggi essenziale l’attività di volontari disponibili a registrare con continuità dati di neve fresca operando manualmente su platee in cemento lontane da fonti di calore ed ostacoli (non parlo di cose impossibili: reti di volontari che misurano pioggia e neve manualmente sono attive anche presso la NOAA.
  4. Cartografia della neve fusa (da totalizzare su un periodo il più possibile lungo poiché non tutti i pluviometri sono riscaldati): In questo caso qualcosa si può ottenere – Luigi ha già prodotto carte utilizzando i dati della rete agrometeorologica nazionale di CRA-Cma ex Ucea – ma si dovranno comunque tollerare inaccuratezze.

A fronte di ciò sarebbe una gran cosa avviare una raccolta di dati fra i lettori (ammesso che qualcuno stia misurando). Sempre Luigi, a Milano, ha registrato un totale di 17cm di neve fresca, di cui 12 caduti fra il 31/1 ed il 2/2 ed altri 5 caduti la notte fra 9 e 10.

Penso che possano essere utili, data la scarsa rappresentatività di dati che necessariamente avranno una disomogenità intrinseca, anche documentazioni fotografiche, scritti o documenti del passato. Insomma tutto quanto sarà possibile reperire, in forma grezza o, se chi dovesse decidere di dare una mano volesse cimentarsi, anche in forma di post-elaborazione, avendo cura però di conservare ogni traccia del proprio lavoro.

Chi legge queste pagine sa che normalmente non frequentiamo forum specifici, pur sapendo che questi oltre ad essere animati da grande passione, sono spesso fonte di informazioni preziose. Perciò vi chiedo di diffondere la notizia il più possibile potrebbe essere un esercizio interessante, sia per gli aspetti più squisitamente tecnici, sia per tentare una sorta di collaborazione trasversale nella vasta e quanto mai variegata moltitudine degli appassionati di questa materia.

Naturalmente, oltre alle adesioni, attendiamo anche ogni forma di suggerimento.

PS: non c’è una dead line, ma neanche possiamo aspettare la prossima estate!


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Author: Guido Guidi

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28 Comments

  1. Salve Ten.Col. Guido Guidi
    da anni raccolgo e catalogo eventi meteo in lombardia e più specificatamente nella mia provincia che è Bergamo, porto quindi il mio contributo alla raccolta di dati per una miglior comprensione al doppio evento atmosferico gelido che ha colpito le nostre regioni nelle prime due settimane di febbraio.Ecco i dati: 30Gen tmax +3°C Tmin-1.3°C / 31Gen tmax-1.5°C tmin-4°C / 01Feb tmax -2.2°C tmin -4.4°C / 02Feb tmax -1.8°C Tmin -4.3°C neve accumulata al suolo 13cm – 16 cm in periferia / 03Feb tmax -3.1°C tmin -6.5°C / 04Feb tmax -2°C tmin -11.2°C / 05Feb tmax -3.2°C tmin -7.8°C / 06Feb tmax -2.5°C tmin -10.8°C / 07Feb tmax -2°C tmin -8.1°C / 08Feb tmax +4.3°C tmin -5.2°C / 09Feb tmax +4.1°C tmin -5.3°C / 10Feb tmax -2.1 tmin -4.2°C / 11Feb tmax -1.8 tmin -6.8 / 12Feb tmax -2.2°C tmin -9.3°C / 13Feb tmax +1.5°c tmin -7.3 / 14Feb tmax +3.3°C tmin -5.2°C / 15Feb tmax +7.1°C tmin -3.2°C / 16Feb tmax +8.1°C tmin -2.2°C / 17Feb tmax 10.2°C tmin -1.1°C
    Un caro saluto
    MeteoFulvio extreme events chaser

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  2. Queste due carte a confronto fra questa ondata e quella del ’56

    2012
    [Img]http://www.meteogiornale.it/attachments/images/news/maxi/22598_1_1.gifé[/Img]

    1956
    [Img]http://www.meteogiornale.it/attachments/images/news/maxi/22598_1_2.gif[/Img]

    Pitta

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  3. Carissimo Guido,
    a conclusione di questa intensa e duratura ondata di gelo continentale (che per alcune zone ha connotati ‘storici’), potresti riassumere quale sia stata la disposizione barica e le dinamiche che hanno consentito dopo diversi anni di assenza l’espansione dell’anticiclone russo verso la mittle europa?? Visto la rarità delle sortite dell’orso russo, rimane estremamente affascinante conoscere quali siano le pedine che debbano essere opportunamente sistemate affinchè l’anticiclone russo si espanda fino all’Europa.

    Saluti

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  4. Io mi permetto di aggiungere: a me pare, guardando le dinamiche in gioco, che siamo più vicini ad un 1956 che non ad un 1985. Anche come effetti mi pare che il 1985 fu molto violento ma breve mentre il 1956 fu assai più lungo ma forse non così potente nel singolo evento. Da ciò mi verrebbe da pensare che questo inverno non ha speso tutte le cartucce e che qualche cosa di serio ce lo si possa attendere sul finire del mese e nella seconda metà di marzo. Ma queste sono solo impressioni. Tuttavia seguo molto volentieri la mia impressione, che già da metà dicembre mi aveva fatto pensare ad un evento eclatante sul finire di gennaio….

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  5. Un saluto a tutti.
    Da Trento un piccolo contributo per la cronaca del gennaio 1985, dato che dell’inverno 2011-2012 non si segnalano a oggi né precipitazioni degne di nota (a quasi tutte le quote) né temperature da record.
    Dal sito http://www.meteotrentino.it nella sezione neve-ghiacci si possono consultare i dati delle tante stazioni (campi neve) di rilevazione presenti sul territorio della provincia di Trento a partire dal 1980-1981 (per alcune di esse) a questo indirizzo: http://www.meteotrentino.it/neve-ghiacci/Husky/mod1/elencostazioni.aspx?ID=132

    Come dato significativo riporto i dati di Folgaria-Passo Sommo 1360m slm poichè in tutta la parte centro meridionale della provincia gli accumuli furono abbondanti fino alle basse quote, fatte salve alcune zone con maggiori o minori apporti dovuti alla particolare conformazione orografica: dal 4 al 14 gennaio 1985 temperature estremamente basse (min. da -18° a -25°, max da -4° a -13°); dal 14 al 17 gennaio 197 cm di neve fresca.
    Sempre dalla stessa sezione del sito i quaderni di nivologia danno un resoconto dell’andamento nivo-meteorologico dell’inverno 1984-1985 con le statistiche delle stazioni e dei fenomeni valanghivi.
    Personalmente ricordo che sotto casa in città misurai l’altezza della neve a 185cm.
    Per il ’56 e il ’29 per ora solo qualche ricordo di genitori o racconti sparsi, pochi dati.
    Ciao, Roberto

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  6. da me a modena dal 31 gennaio 2012 al 12 febbraio 2012 complessivamente ho misurato circa 85 cm di neve ..con due giornate con tormenta..minime di -12 gradi…nonostante questo sicuramente stato un avvenimento climatico di una certa importanza spettacolare ,che lo differenzia leggermente dal leggendario 1985 resta la piu ampiezza dell,evento che ha coinvolto tutta l,italia..—che dire riassumendo finora l,inverno nel giardino di casa mia
    (INVERNO 2012 A UN PASSO DALLA LEGGENDA)

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  7. Da parte mia crecherò di dare un commento più esteso alla toscana oltre che a iena dove vivo.
    Per il centronord toscana non credo sia stato abbattuto nessun record storico. Il freddo, intenso, non ha mai gelato fiumi, cosa che mi pare accadde nel 1985.
    Per la zona centrosud (siena, arezzo, grosseto) il discorso è decisamente diverso. Le tre provincie in questione hanno subito un vero e proprio flagello. Localmente sono stati abbattuti i livelli del 1956 a quote attorno ai 200-300 metri. Ma la cosa che maggiormente mi ha impressionato, ad esempio rispetto al 1985, è la capacità con cui la poca neve caduta (parlo per la zona di siena) il 31 gennaio e 1 febbraio, a tutt’oggi si sta mantenendo sulle colline attorno ai 250 metri. Non avevo mai visto in vita mia mantenersi 10 cm di neve così tenacemente al suolo della bassa collina senese per oltre 15 giorni! Da noi la neve dura un paio di giorni (nel 1985 una settimana…poi scirocco a lavare tutto). Stavolta i 10 cm hanno avuto una grande longevità. Su altre zone dell’aretino, senese e grossetano (sopra tutto le zone sud, est ed ovest del senese, sudest grossetano, nordest aretino) sono caduti fino al metro di neve. Una mia collega che abita a 10 km da siena ha raccolto mezzo metro di neve tra il 31 gennaio ed il 1 febbraio, ed altri 50 cm tra 10 e l’ 11 febbraio.
    Parere mio: per queste 3 provincie della toscana si è tranquillamente batutto i record del 1985 come neve (non ovviamente come freddo) e localmente anche quelli del 1956. Rispetto a due anni fa (altra nevicata storica a metà febbraio) ciò che colpisce è la durata dell’evento. Mai vista in vita mia!

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  8. Grazie per l’invito, posso fornire dati sulla mia zona.Ci troviamo a 210 slm nelle Marche, a circa 4 km dalla costa del medio Adriatico. il paese si chiama Campofilone in provincia di Fermo.Inizio col dire cose certe. Almeno per la nostra zona Febbraio 2012 non e’ paragonabile ne per il freddo ne per durata e neanche per accumulo nevoso a nessun evento del secolo scorso almeno per quanto riguarda il freddo, l’accumulo nevoso e’ stato superiore solo a quello del 1985 e 1991, ma non a quelli del 29,56,63,79, 96,05. Come si sa il nostro versante e’ direttamente esposto a correti orientali,quindi,in inverno pur trovandoci a pochi km dal mare e non troppo in altezza almeno una spolverata di neve e’ quasi garantita tutti gl inverni salvo poche eccezzioni. Tornando a l’ultimo evento posso senza dubbio dire che e’ stato rilevante per durata ma non per accumulo di neve, che complessivamente ne e’ caduta circa 55/60 cm con accumulo massimo di 25/30. il giorno piu’ freddo e’ stato lunedi 6 con una massima di -2 ed una minima di -3.8(con cielo notturno coperto)quindi non e’ certo poco,comunque la temperatura massima solo in tre o quattro giorni a superato lo 0. Per diritto di cronaca, nel nord e l’interno della mia Regione gli accumuli nevosi sono stati rilevanti ma solo ad Urbino e provincia e’stato battuto qualche primato per neve al suolo ma nessuna localita’ si e’ avvicinata a record di temperatura negativa! Grazie.

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  9. Salve

    Posso fornire un dato di confronto sulla mia cittadina, formia (LT), che fa parte del bassolazio, tirreno meridionale (sud-pontino), e credo che sia una delle zone meno nevose d’europa:-(
    Il dato che ho, risale all’inverno 1956 (50 cm di neve con gli accumoli), nevicò ad intermittenza da primi giorni di febbraio e smise i primi di marzo marzo,fonte mio zio:-), invece nel gennaio 85 nevicò per 3 giorni sempre a fasi alterne con circa 15 cm di neve di accumoli, infine ultima nevicata 12 febbraio 2010, 10 cm di neve bagnata, ma rimane un episodio isolato, il giorno dopo la neve era già sciolta.
    Per concludere l’inverno 2012, da noi e credo in tutto il bassolazio non si è visto manco un fiocco di neve, diciamo che il “generale” potrebbe riservare ancora qualche sorpresa, ma fino a prova contraria, per noi, gli inverni storici, rimangono ancora il 1956 e il 1985.

    Carlo

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    • Carlo,
      basso Lazio costiero. Perché nell’entroterra ne ha fatta parecchia.
      gg

    • Salve

      si è vero, mi scusi Guidi, non ho precisato, intendevo il “basso Lazio costiero”

      Carlo

    • Scusami Carlo, mi sa che Napoli (la mia città) toglie il primato a Formia in quanto a città meno nevosa d’Europa. Il fatto che difficilmente Napoli veda pioggia continua, neve o fenomeni nuvolosi perduranti io lo chiamo “Effetto Parthenope” (in tema di microclima locale). Quando si parla di fiocchi a Napoli si intende sui punti più alti (oltre i 300 m slm) e più esposti alle correnti. Nel ’56 (racconto dei miei avi) so che a Napoli centro (zona in cui abito…stiamo parlando di pochi metri slm) nevicò grandiosamente con accumulo di circa 20 cm. Nell’85 fioccò in modo sempre spettacolare ma che non portò nessun accumulo sul centro città. Questo febbraio 2012 non è assolutamente storico per Napoli, sia per precipitazioni (assolutamente niente neve su Napoli centro) nè in termini di temeratura (-1 la minima registra a Capodichino, che è un mini-altipiano più esposto ai venti orientali, ma +2 registrata da me). Cosa molto diversa per quanto riguarda l’Irpinia dove (ho vissuto in prima persona) ho visto zone di collina (400m slm) giungere ad accumuli di 1 metro (compatta) e 20 cm fresca (fatta nel weekend 11-12). Molti non ricordavano tanta neve dall’inverno ’73 (anno che non ho mai sentito nominare in nessun forum e neppure qui).
      Purtroppo il mio aiutino storico si ferma qui…non ho strumenti adatti per poter effetturare misurazioni di valore scientifico.

      Ad ogni modo, bella collaborazione! E’ sui dati che si può incominciare uno studio e la cooperazione e collaborazione fra molti è fondamentale in qualsiasi settore.

      Giuseppe C.

  10. Milano Centro (Cadorna): 5 giornate di ghiaccio consecutive, roba che sinceramente non ricordo di averi mai visto in città, nemmeno nel 1985. E 7 giornate consecutive per la stazione meteo di Linate, la quale ne ha viste altre 3 consecutive lo scorso weekend.

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    • “5 giornate di ghiaccio consecutive, roba che sinceramente non ricordo di averi mai visto in città, nemmeno nel 1985”.
      L’affermazione non regge se si scorrono le serie che ho citato nella mia mail precedente. Infatti ad esempio si trova:
      1985: 12 giorni di giaccio consecutivi (dal 5/1 al 16/1)
      1989/90: 11 giorni di giaccio consecutivi (dal 29/12/1989 al 8/1/1990)
      1991: 6 giorni di ghiaccio consecutivi (dal 5 al 10 febbraio).
      Potrei proseguire….
      LM

      PS: quanto sopra dev’essere letto alla luce delle seguenti premesse:
      1. ogni città è una collezione di migliaia di condizioni microemteorolgiche diverse
      2. Brera è comunue collocata in una zona di plateau dell’isola di calore urbano di Milano.

  11. Provo a cimentarmi in qualche prova di bilancio per il febbraio 2012.

    La mia stazione di Milano – via Modigliani, sita nella parte ovest della città, nel periodo 1-13 febbraio ha registrato una media della minime di -4.1°C.

    Per avere un’idea del livello di anomalia di tale valore ho ripostato in calce alla presente e in ordine decrescente i 20 anni più freddi della serie 1763-1995 di Milano Brera con riferimento al periodo 1-13 febbraio (fonte dai dati: Buffoni, Chlistovsky, Maugeri, 1996. 233 anni du rilevazioni termiche giornaliere a Milano Brera, Edizioni CUSL, Milano).

    Anno più freddo in assoluto è risultato il 1803 con -8.5 seguito dal 1956 con -8.0. Si noti che il 2012 si colloca al 15° posto subito dopo il 1857 e subito prima del 1864. Nel 20° secolo sono risultati più freddi del 2012 solo il 1956, il 1929 ed il 1991 (nulla da dire su 1929 e 1956; più inatteso il 1991).

    Da rilevare infine che dei 20 anni più freddi della serie di Brera, 3 sono caduti nel XVIII° secolo (1768, 1784 e 1795), ben 8 nel primo cinquantennio del XIX° secolo (1803, 1814, 1816, 1829, 1830, 1839, 1842, 1848), 4 nel secondo cinquantennio del XIX° secolo (1857, 1858, 1864 e 1895), 2 nel primo cinquantennio del XX° secolo (1917, 1929) e 3 nel seondo cinquantennio del XX° secolo (1956, 1963 e 1991).

    Colpisce il rigore dei mesi di febbraio della prima metà del XIX° secolo, allorchè ebbe il suo apice la piccola era glaciale.

    1 1803 -8.5
    2 1956 -8.0
    3 1829 -6.4
    4 1795 -6.3
    5 1929 -6.0
    6 1814 -5.6
    7 1839 -5.4
    8 1991 -5.2
    9 1830 -5.1
    10 1858 -5.0
    11 1848 -4.9
    12 1784 -4.9
    13 1842 -4.2
    14 1857 -4.2
    15 1864 -3.8
    16 1895 -3.7
    17 1768 -3.7
    18 1917 -3.6
    19 1963 -3.5
    20 1816 -3.3

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  12. Guido possiamo tentare anche un confronto storico utilizzando le serie degli indici della Artic Oscillation, NAO e altri indici di teleconnessioni e indicatori biotici vegetazionali sensibili a danni da gelo come la vegetazione mediterranea (olivo) che è molto sensibile alle gelate inferiori a -8 -10 °C e alcune specie quali mirto anche superiori

    Reply
    Gianluca, agli indici ci avevo pensato, ma agli indicatori biotici no. Tipico esempio di impatto. Altra ottima idea.
    gg

    Post a Reply
  13. retrogressioni di questo tipo probabilmente furono la carattersitica degli inverno del decennio 1890-1900, provero’ a setacciare l’archivio di weeterzentrale

    Reply
    Ottima idea Paolo. Grazie.
    gg

    Post a Reply
  14. Dimenticavo di segnalare che il nuovo record appartiene a Gavoi 833 mslm, con -17° registrati dalla stazione ARPAS

    Post a Reply
  15. I dati relativi alla Sardegna, in quanto a temperature al suolo parlano chiaro: questa ondata di gelo è stata record. Infatto per ben 5 volte negli ultimi giorni è stato battuto il record di freddo in una località Sarda, registrata ad Illorai il 13 Febbraio 1999. Qui trovate le temperature più fredde registrate in Sardegna: http://sardegna-clima.it/index.php?option=com_content&view=article&id=882:estremi-di-temperatura-minima-in-sardegna-&catid=60:notizie-flash&Itemid=247

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  16. Granarolo Emilia (BO): temp minima -12, giornate di ghiaccio ho perso il conto ma almeno 10; accumulo 80cm complessivi (55+10+15), ma c’e` da dire che rispetto all’85 i cumuli di neve (da spazzaneve) sono decisamente meno alti (la meta`, toh).

    Colline bolognesi a 250mt: 120cm

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  17. comunque secondo me qui non si tratta di stilare classifiche, ma solamente quantificare questo evento, alla fine conta poco sapere se questo evento è stato maggiore o minore di altri… c’è stato punto.

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    • Gianni, ovvio che lo scopo è questo. Raccogliere le informazioni e farne tesoro sia dal punto di vista strettamente tecnico, sia, perché no, in termini di impatto. Non vorrei che qualcuno perdesse di vista il fatto che fare previsioni serve a questo, fornire informazioni atte a limitare gli impatti.
      Grazie per il contributo.
      gg

  18. inizio con i miei dati:
    Filottrano (AN) circa 200 slm
    neve caduta: 1 metro e 80 complessivi (1 metro 3/6 febbraio) 80 cm (10/12 febbraio)!
    temp. minima del periodo -5,3°
    temperatura costantemente sotto lo zero per giorni
    disagi impressionanti!

    tutto arrotondato per difetto… perchè da considerare il vento con accumuli ben superiori e con alcuni cm persi nella misurazione perchè il peso fa abbassare lo spessore dopo poche ore.

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  19. Per quello che posso cercherò di dare un mano anche con la Limet e la rete dati ligure. Anticipo che la Liguria è sta la regione meno colpita da eventi nevosi, specialmente sulla costa dove sono presenti le maggior parte delle centraline meteo. Sicuramente abbiamo abbondanza di dati sul versante delle temperature, Umidità e vento un pò su tutto il territorio. Vi terrò informati.

    Pitta

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