Grazie Gleick!

E’ passata quasi una settimana dal tanto clamoroso quanto imbarazzante caso dei documenti sottratti (e uno falsificato sembrerebbe) dallo Heartland Institute. L’artefice ormai lo conosce il mondo intero, in quanto alla fine ha deciso di fare outing: è il celebre (ex) scienziato Peter Gleick. Nel perfetto stile moderno, di parole ne sono già state scritte a profusione. Noi oggi cercheremo di fare il punto della situazione e proveremo a mettere sul tavolo qualche riflessione in più.

Come è stato possibile il verificarsi di un evento come il “Fakegate”? Uno scandalo che, probabilmente, è il secondo peggior atto di autolesionismo da parte degli ambientalisti, dopo la tristemente famosa pubblicità dei bambini che saltavano in aria, perchè non allineati col pensero ambientalista (ve la ricordate? Se non erro uscì nel periodo del summit di Copenhagen).

Ritengo che i tentativi in corso da parte dei duri e puri del disastro alle porte di riabilitare la figura di Gleick, siano davvero patetici. Ai tempi del Climategate, lo ricordo bene, chi pubblicava quelle email veniva additato come complice di un furto (lo facevano anche alcuni blog-gregge italiani). Oggi, gli stessi blog-ovini, cantano le gesta del Prode Gleick. Il nostro eroe, infatti, facendosi passare per un’altra persona (attenzione, il cyber squatting e il phishing sono illegali un po’ ovunque nel mondo) ha addirittura sfidato le multinazionali del petrolio, questi mostruosi leviatani artefici di qualsiasi nefandezza. In sostanza come un moderno martire, si è immolato per la causa, con l’estremo sacrificio (per uno scienziato), di buttare nel cesso la propria carriera per un gesto che probabilmente nemmeno un quattordicenne avrebbe mai lontanamente pensato di compiere. Forse più che un martire è uno sconsiderato kamikaze, dal momento che lo stanno scaricando tutte le maggiori organizzazioni scientifiche di cui faceva parte. Per cosa? Per un pugno di informazioni che più avanti analizzeremo e per un documento che, con tutta probabilità, è falso.

Quali sono queste preziosissime informazioni, la cui divulgazione legittima fa assurgere un millantatore fraudolento al ruolo di eroe della causa climatica?

I finanziamenti! Ma ovviamente quale potrebbe essere la preoccupazione principale per il movimento salva-pianeta? Ovviamente dimostrare che i loro acerrimi nemici, la blogosfera, gli anti-scienziati, tutti siano finanziati dalle Big Oil.

Ebbene, lo Heartland, che si occupa anche si sanità e istruzione, non solo di clima come pensano i suoi detrattori, ha in bilancio la bellezza di 7 milioni di $ provenienti da donazioni (di cui 7 anonime). Tanti soldi davvero. Ma cosa diventano se raffrontati ai 68,5 milioni di $ utilizzati solo per i fini di “pubblica educazione” dal WWF? O che dire del Fondo di Difesa Ambientale, che annovera ben 141 donatori anonimi? Tra questi, statene certi, figurano anche le Big Oil o loro consociate, perché lungi da noi pensare che questi ultimi portino l’anello al naso.

Infatti, su questo specifico argomento delle donazioni, vorrei chiudere ricordando che alla fin fine chi riceve più soldi dalle compagnie petrolifere, sono proprio i gruppi ambientalisti (andate a leggere i bilanci, se ne avete voglia).

Chi scrive non ha alcun interesse a difendere questa o quella associazione, azienda o ente. Aggiungo che le attività di lobbying sono sempre esistite e per una lobby che tira a destra, ce n’è una che tira a sinistra. Per una che vede bianco, l’altra vedrà nero. Questa è la storia e direi che a grandi linee, non c’è nulla di cui stupirsi.

E veniamo al documento che, più di tutti ha suscitato l’indignazione del mondo ambientalista e serrista (e dei blog-ovini, pure quelli nostrani). Il documento programmatico, nel quale come una diabolica Spectre, i “negazionisti” tutti operano per il disfacimento del mondo intero, plasmando a propria immagine e somiglianza la mente dei bambini e degli adulti (vi suona familiare? Ah certo, è quello che stanno facendo i più estremisti tra gli ambientalisti…)

Ma questo documento riporta talmente tante incongruenze e stranezze da essere sembrato fin da subito un falso. Innanzitutto il documento è scritto in prima persona (stranissimo per un documento programmatico di un gruppo) e tra le altre cose non reca la firma di alcuno. E la prima persona non è quella del presidente dello Heartland, Joseph Bast. Chi se ne intende afferma che il suo stile è completamente differente, mentre il documento appare scritto in modo scoordinato e fin troppo banale. Ad ogni modo, chi è esperto di queste faccende sostiene in modo convincente l’inattendibilità di questo documento. Io non ho strumenti per sostenere se sia falso o meno, probabilmente lo è. Da un punto di vista emotivo, costituisce una pistola davvero troppo fumante, un bel cannolo alla crema servito sul piatto d’argento dei catastrofisti. Da un punto di vista più razionale, tra le tante stranezze del documento c’è un paragrafo che sembra un po’ ricalcare il famoso detto: “La gallina che canta, è quella che ha fatto per prima l’uovo”.

Leggete il seguente paragrafo (il grassetto è mio):

Heartland plays an important role in climate communications, especially through our in-house experts (e.g., Taylor) through his Forbes blog and related high profile outlets, our conferences, and through coordination with external networks (such as WUWT and other groups capable of rapidly mobilizing responses to new scientific findings, news stories, or unfavorable blog posts). Efforts at places such as Forbes are especially important now that they have begun to allow highprofile climate scientists (such as Gleick) to post warmist science essays that counter our own.

In questo paragrafo, quasi sicuramente, si annida il colpevole e anche una delle motivazioni principali che l’hanno spinto a compiere questo gesto insensato. Un lapsus freudiano? Per chi non lo sapesse, nel mese di gennaio c’è stato uno scambio di battute al vetriolo tra Gleick e Taylor, avvenuto sulle pagine di Forbes, dove entrambi gestiscono una rubrica.

Tutto è iniziato il 5 gennaio, giorno in cui lo scienziato (prossimamente disoccupato) Peter Gleick assegna i rinomatissimi premi “Bad Science” per il 2011. Vi risparmio l’articolo, perchè arbitrariamente e dal suo altissimo ed integerrimo scranno assegna primo, secondo e terzo posto (ma anche quarto e quinto!). Il 12 gennaio James Taylor, sulle stesse pagine, risponde per le rime a Gleick (e di certo non gliele manda a dire). Quest’ultimo commenta l’articolo di Taylor ed ecco che parte una accesissima discussione, di quelle che ogni tanto albergano nei blog. Ma nel commento di Gleick, ecco l’altro lapsus freudiano che lo ricollega a quello visto poco sopra, sentite cosa scrive l’integerrimo scienziato:

I wonder, however, if Taylor would publish the list of who really DOES fund the Heartland Institute. It seems to be a secret (…)

Come emerge da questo commento, la bestia nera di Gleick sono proprio i finanziamenti dello Heartland (oltre a Taylor stesso).

In apertura di questo articolo, ci siamo chiesti “perchè”?

E la risposta potrebbe risiedere tutta qui: un immenso scatto di ira, dettata vuoi per frustrazione, vuoi per lo sconfinato ego di Gleick (entrambe le cose le potete trovare in qualsiasi altro catastrofista, comunque). Ed ecco che lo scienziato di fama mondiale con un solo gesto, getta alle ortiche la propria carriera-immagine-rispettabilità e aiuta come nessun altro avrebbe saputo fare meglio, la causa scettica. Semplicemente, “ha dato di matto”.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Licenza Creative Commons
Quest'opera di www.climatemonitor.it è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.

Author: Sancho Senza Panza

Share This Post On

24 Comments

  1. Ma questa storia di Gleick è stupenda! nessun sceneggiatore l’avrebbe pensata, in pratica è una ripicca da adolescente contro il Taylor “Heartland plays an important role in climate communications, especially through our in-house experts (e.g., Taylor)” e contro la Heartland che rispetto all’IPPC riesce ad avere forse un centesimo dell’attenzione dei media sulla questione ma vista da un altro punto di vista (grazie ai finanziamenti di chi viene maggiormente danneggiato dalla teoria della mitigazione climatica)
    Evidentemente anche solo un centesimo di dissenso fa saltare i nervi.
    Rilancio: una ficton sulla diatriba tra climatologi deglio ultimi 10 anni sarebbe sicuramente un successo c’è tutto : l’intrigo internazionale, la rivalità tra le singole personalità, gli ideali traditi: il desiderio di ridistribuire la ricchezza, di aiutare il terzo mondo, di diminuire l’inquinamento, di affrancarsi dal petrolio e dal carbone, ..e dagli arabi…e dai repubblicani americani sbagliando però completamente i metodi, cioè esagerando con il catastrofismo climatico che si sta rivelando assolutamente controproducente.

    Post a Reply
    • Claudio – ci sono delle domande senza risposta riguardo la tempistica. Gleick non ha agito da solo (alcuni documenti hanno il timestamp della Costa Est che non e’ una nave), DeSmogBlog ha pubblicato la sua analisi un po’ troppo presto dopo aver ricevuto i documenti, e ThinkProgress pure. C’e’ anche un video anti-Heartland troppo professionale per essere fatto in un giorno.

      Insomma Gleick con tutta probabilita’ ha confessato per proteggere gli amici degli amici, e preferisce fare la figura dello scemo che tirar giu’ meta’ del cambioclimatismo.

    • se ci fosse ancora quel gran genio di M Crickton che con “Stato di paura” aveva già intuito tutto……, lui si che saprebbe come fare, che saprebbe come raccontare queste vicende da fanta politica

  2. In questo post si parla di una persona (Gleick) e delle sue azioni per attaccare un intero movimento, semplicementer perchè il movimento stesso non ne ha preso le (doverose) distanze. Molto generico e approssimativo, direi superficiale, anche perchè è vero il contrario. Non difendo nessuno, ma il movimento ambientalista è davvero eterogeneo, e sono davvero poche le associazioni che ricevono e accettano fondi dalle big oils, così come sono pochi i gruppi che difedono all’infinito chi ha deciso di gettar la propria carriera in un buco; della serie ..”fare di tutta un erba un fascio”????
    E poi, termini come negazionisti, catasrtofisti …ricordano più la pseudoscienza di Cecchi Paone che la climatologia….Chiedo scusa, la mia non è una critica, è solo una domanda, ma perchè non si scrive (quasi) mai di scienza pura????
    All’università leggiamo spesso questo blog, ma ora, ultimamente, si parla di clima entrando sempre nel merito di chi ha torto o ha ragione.
    Grazie

    Post a Reply
    • Simone,
      il punto è che questo blog è nato perché non c’erano altre realtà web (per non dire mediatiche) che provassero a vedere le cose da una diversa prospettiva. Hai ragione, si dovrebbe cercare di più il dialogo, ma ti invito a leggere i toni dei commenti e dei post su quei blog che si ritengono (sbagliando) nostri antagonisti. Capiresti quanto è vasto quel fascio d’erba.
      Ad ogni modo cercheremo di far tesoro del tuo consiglio, sebbene questa vicenda, che può essere affrontata in tanti modi, dimostri chiaramente che i primi ad aver messo la scienza nel cassetto sono coloro che si arrogano l’esclusiva del diritto alla parola.
      gg

    • Invito Simone a far finta di essere uno scettico del clima per una settimana, visitare i vari blog cambioclimatisti, e poi farci sapere dove si fa di tutta l’erba un fascio.

    • Interessante la proposta di Maurizio Morabito. Simone faccia una prova verità, e poi ci venga a raccontare. Parta pure dai blog italiani, vedrà che non resisterà nemmeno 24 ore.

    • Io l’esperienza la feci qualche anno fa. Dopo quel che lessi mi accampai da queste parti e qui sono restato. Qualche volta torno a leggere i blog nostrani e non che la pensano in maniera diversa da chi frequenta abitualmente CM, ma me ne pento subito. Ciò che mi infastidisce è il tono degli articoli e, soprattutto, dei commenti: insulti, anche a livello personale, commiserazione, supponenza, ecc., ecc..
      Ciao, Donato.

    • E’ la stessa proposta che ho fatto a un mio amico! E gli ho chiesto anche di fare l’inverso, cioè di presentarsi come pro AGW in un blog scettico, per vedere di nascosto l’effetto che fa, come dice Jannacci.

    • No infatti la sua non è una critica, in compenso parla di pseudoscienza. Delle due, l’una.
      CG

  3. Non perdetevi da WUWT…”Global warming is making the world cooler”…notizia da un giornale australiano…

    Post a Reply
    • dal tuo link:
      “see how many windmills are not turning and you will get my point: there are already 14,000 abandoned windmills onshore in the US”
      14 mila… nei soli Stati Uniti, a cui aggiungere quelli nel resto del mondo, e lo dice una persona che approva la critica ai “negazionisti”….

    • “Premature technology deployment is thoroughly bad engineering […]”
      Concetto che qui è stato sottolineato più volte, ma ora espresso in mirabile sintesi.

  4. Prossime domande: perché proprio Gleick è stato sistematicamente “pompato” come una star del cambioclimatismo? E come mai gli è stato permesso di spacciarsi per climatologo proprio da quelle anime belle che protestano se parla di clima chi non fa parte del Cerchio Magico?

    Il problema in fondo sembra essere che i ranghi serristi sono ormai così ridotti e disperati che qualunque frescone può farvi carriera, basta dica le frasi giuste anche se insulse.

    Post a Reply
  5. Voleva far scacco matto e invece ha dato di matto 🙂
    Una partita a scacchi mal giocata.
    Quanto al condizionamento dei bambini, vi invito a seguire i programmi per bambini di RAI 3, e guardarvi qualche cartone, per esempio quello in cui Barbapapà distrugge una diga (gli attivisti duri e puri sono contro l’idroelettrico, che pure è di gran lunga la maggiore fonte rinnovabile, e quella che fa credere alla gente che le fonti rinnovabili abbiano qualche peso concreto nella produzione elettrica), o un film sugli animali, non ricordo il titolo ma era di due parole di cui una “animals”, in cui un diavoletto della Tasmania, e altri animaletti riescono ad aprire l’acqua per svuotare una diga. Non ho visto la fine (sinceramente, era chiedermi troppo).
    Ma a questi non viene in mente che distruggendo una diga, o svuotandone l’acqua causerebbero migliaia di morti ? No, eh ?
    I cartoni sono pieni di concetti ambientalisti, e sono un vero e proprio lento ed inesorabile lavaggio del cervello. Meno male che molti cervelli sono abbastanza intelligenti da non farsi lavare. Ma questi ci provano.
    Non credete alle mie parole, andate a guardarvi un po’ di cartoni, come tocca fare a me, per ragioni di famiglia.
    Quanto ai finanziamenti, è calda calda questa ennesima notizia:
    con il commento di Surse Pierpoint
    Hewlett Foundation grants $100 million to the ClimateWorks Foundation? And poor Heartland’s $4 million is “troubling”?
    http://www.hewlett.org/grants/11228
    il ricco che si lamenta che qualcun altro riceva troppi soldi (ma molto meno di quelli che riceve lui)
    Che pena !

    Post a Reply
    • Botteri, la ringrazio per i trenta secondi di risate che mi ha regalato, la sua tirata contro quei cattivino dei Barbapapà è davvero fantastica. Perché non scrive lei storie per bambini? Chessò, gli racconti la storia della piattaforma buona che resiste all’assalto dei delfini cattivi, o delle scimmie malvagie che vogliono far scoppiare le condutture per irrigare con il petrolio l’insalata, o delle simpatiche ciminiere che colorano di grigio le nuvole nel cielo…
      E poi: ancora con la storiella del peso delle rinnovabili? Visto che a quanto pare, secondo lei, il resto del mondo è afflitto da una terribile forma di stupidità da cui sono immuni solo i militari (e gli economisti di Chicago, quelli sì che sono intelligentissimi), provi a dare un occhiata al sito della difesa USA e a digitare renewables o energy efficiency. O anche il Pentagono è in mano agli ambientalisti?
      E per la storia dei finanziamenti, diciamo che il movimento verde si sta dando da fare per colmare un ritardo di una cinquantina d’anni. Decisamente, deve fare ancora parecchia strada…

    • Diego, Lei non ha ancora capito cosa pensano gli scettici. Pensi un po’ che il mio colore preferito è il verde, e sa perché ? Perché io amo l’ambiente, per quanto Le possa sembrare strano. Mi incanto davanti ad un lago, o ad una montagna, amo l’aria pura, amo l’acqua pulita. Amo gli animali, e gli animali sono i primi a capirlo. Un paio di giorni fa c’era un cane spaventatissimo, il padrone mi ha detto che è così da quando l’ha avuto, ha paura di tutto. Si muoveva impaurito, di qua, di là, ma non aveva la minima paura di me. Lo capiscono subito.
      Ma tutto questo non fa di me una persona che odi l’umanità, che la colpevolizzi oltre ogni logica.
      Io lo chiamerei buonsenso, poi faccia Lei. 🙂
      I delfini cattivi… le condutture di petrolio per irrigare l’insalata… ne ha di fantasia strana Lei, eh ?
      Quanto al peso delle rinnovabili, leggo, da un sito ambientalista (articolo del 23/12/2011):
      http://www.terranews.it/news/2011/12/dell%E2%80%99elettricita-prodotta-un-quarto-e-rinnovabile
      Titolo elettrizzante:
      “Dell’elettricità prodotta un quarto è rinnovabile”
      e infatti
      “A livello nazionale, secondo i dati forniti dal gestore della rete elettrica Terna, elaborati nel rapporto, il 25,5 per cento dell’energia prodotta in Italia nel 2010 è stata rinnovabile”
      ma se andiamo a vedere il dettaglio:
      “Nel mix rinnovabile nazionale resta elevata la quota dell’idrico, storicamente utilizzato su larga scala nel nostro Paese, al 66,4 per cento. Seguono le biomasse al 12,3, che superano l’eolico (11,9%), il geotermico (7%) e il fotovoltaico (2,5%).”
      cioè, cala Trinchetto
      il colpo delle rinnovabili lo fa l’odiato idroelettrico, quello che i duri e puri ambientalisti vorrebbero sabotare, ma che è buono per portare su le percentuali da sbandierare a chi passa distratto.
      Ma se togliamo il 66,4% (del 25,5%) dell’idroelettrico, cosa rimane ?
      E cosa contano poi il fotovoltaico e l’eolico, che portano a casa incentivi faraonici, e che finanziamo con le nostre bollette, pagando l’elettricità che producono a prezzi oltre ogni logica di mercato ?
      L’eolico un 11,9% (di quel 25,5%)
      il fotovoltaico addirittura il 2,5% (del 25,5%)
      e Lei mi viene a criticare perché, dopo aver visto buttare tanti soldi e tante speranze in queste tecnologie sedicenti “rinnovabili”, noto che il loro peso sia ancora a questi risibili livelli ?
      (“rinnovabili” sono il Sole, e il vento, ma non le tecnologie con cui queste energie sono ricavate… e ve ne accorgerete, se la Cina dirà stop… perché una tecnologia dovrebbe dirsi “rinnovabile” se lo fosse interamente la sua produzione, ed ogni materiale impiegato in essa, e non solo la fonte energetica da cui deriva.)
      Ora può continuare a ridere, se ne ha ancora voglia, ne ha facoltà.

    • La ringrazio intanto per avermi concesso facoltà di ridere, avrei comunque continuato a esercitarla, le occasioni non mancano, qui come altrove. Noto che in risposta al mio suggerimento (il sito della difesa Usa) mi indica i dati sulle rinnovabili in Italia. Se il gioco è a sviare il discorso, ci sto e rilancio con qualche numero anch’io: nel 2005 la potenza fv cumulata nel mondo era di circa 5.000 MW, nel 2011 era di 67.350 MW, Numeri piccoli, ma il tasso di crescita fa impressione. I prezzi dei moduli sono scesi da 5,5 euro/kw del 2001 a 0,62 euro/kw per film sottili di produzione tedesca. Ancora, tassi (di diminuzione) che fanno impressione. Il gioco può continuare a lungo, io però ho meno tempo di lei (e me ne rammarico), mi limito a porle, se vorrà rispondere, qualche domanda:
      – mi pare chiaro che siamo nel mezzo di una transizione energetica (Smil sostiene che le transizioni richiedono una cinquantina d’anni, chissà…). Secondo lei, quale tra i due sistemi (per semplificare: fossili vs rinnovabili) ha i margini di sviluppo più ampi, le curve di apprendimento più rapide, le economie di scala migliori, i margini più ampi per l’innovazione?
      – siccome poi viviamo in quella che è stata definita l’era della geoenergia, quale dei due sistemi avrebbe gli impatti meno destabilizzanti sulla geopolitica? Le tensioni nello stretto di Hormuz, quelle nel mar Cinese e quelle intorno al Caspio (giusto per fare qualche esempio recente) ci sarebbero se fossimo (semplifico molto) meno dipendenti dal petrolio? Tra l’altro, il sito della difesa Usa (sempre quello) parla di efficienza e rinnovabili come elementi essenziali per ridurre la dipendenza Usa dal petrolio straniero, per tamponare gli impatti della volatilità dei prezzi e per proteggere i militari impegnati nelle zone di guerra (tantissimi muoiono negli attacchi ai convogli che trasportano i combustibili).
      – da quello che scrive mi pare di capire che in lei, oltre alla conoscenza del concetto di LCA, alberga ancora qualche traccia di biofilia 😉 mi dica: quale dei due sistemi ha la LCA migliore? Quale, in altre parole, gli impatti minori sull’ambiente?
      – E poi, e poi chiudo e riprendo a lavorare: ma perché, quando voi “scettici” parlate di rinnovabili, non menzionate MAI l’efficienza energetica? Me lo spiega, perché a me sembra che parlare di rinnovabili senza parlare di efficienza equivalga a fare un discorso monco.
      Grazie

    • Veramente piu’ che scettico io mi ritengo realista e non mi risulta che nessuno di noi, scettico o realista che sia, sottovaluti l’efficienza energetica. Mi sorge pero’ una curiosita’: perche’ voi “verdi” quando parlate di efficienza vi riferite sempre al consumo, e mai alla produzione dell’ energia?

      Fortunatamente io vivo in UK dove il P.M. Cameron ha appena concordato con la Francia una “joint venture” per la costruzione di nuove centrali nucleari.Per cortesia non mi citi la “Verde Germania”, perche’ lei, essendo una persona informata, sa benissimo che il prossimo Cancelliere, se il suo governo non sara’ dipendente dai verdi, rivedra’ la risoluzione sul nucleare.

    • @ Diego

      Ogni volta che si parla di energie rinnovabili si finisce su argomenti che nulla hanno a che vedere con la mitigazione climatica.

      Lei lo sa che il primo punto per cui la UE obbliga il finanziamento alle rinnovabili è la mitigazione climatica?
      Lei sa quantificarla?
      No!
      Nessuno può farlo ma ci sono le stime dell’Hadley center secondo cui se tutto il mondo avesse applicato Kyoto, e se fosse vera la stima delle forzanti antropica ( che invece è clamorosamente sbagliata visto che manca il 30% del calore stimato schwartz 2010) la mitigazione climatica sarebbe di 12 centesimi di grado entro il secolo.
      Questa mitigazione è ridicola è meno della barra di erore della misurazione delle T . Ma il costo kWh delle rinnovabili (escluso idroelettriche e geologiche) è dalle 10 alle 20 volte più alto rispetto a fonti come il carbone di cui ci sono scorte per i prossimi 2000 anni

      La seconda motivazione al prelievo per le rinnovabili è: mantere il capitale in UE!
      Altra balla! tutte le bioenergie ( tranne quelle da reflui e rifiuti) creano un ammanco nelle produzioni italiane (o europee) di cereali ( che devono per forza di cose essere importati dal sud america che per aumentare le produzioni deve deforestare) quindi il capitale va in sudamerica, non agli arabi ai russsi ma sempre all’estero.
      I pannelli solari si fanno con l’energia del carbone e adesso la Cina è il primo produttore mondiale quindi anche con i pannelli il capitale va all’estero

      Il terzo punto che giustifica il prelievo per le rinnovabili è :l’affrancarsi dall’importazione di energia!
      Ennesima balla!
      Per prourre biomassa serve gasolio e urea, per produrre silicio elettronico serve il carbone, e anche l’alluminio delle pale eoliche si fa sempre con il carbone.
      Non sono energie alternative al carbone se il carbone dovesse finire sarebbero energie finite.
      Nella direttiva 20 20 20 la questione climatica è venuta ancora meno perchè obbligano la produzione del 20% di energia da fonti di rinnovabili tra cui non c’è il nucleare, quindi non da fonti che abbattono le emissioni. In realtà non interessa affatto la questione climatica che il nucleare risolverebbe con costi economici vantaggiosi, il catastrofismo climatico è solo un pretesto.

    • Diego, Lei è troppo intelligente per non aver capito dove volevo arrivare. Ma se non fosse così, nel senso che non avesse capito dove volevo arrivare, glielo spiego meglio (spero), partendo da quello che ha scritto Lei:
      “nel 2005 la potenza fv cumulata nel mondo era di circa 5.000 MW, nel 2011 era di 67.350 MW, Numeri piccoli, ma il tasso di crescita fa impressione.”
      Cosa si capisce da qui ? Buone notizie per il fv, che va a gonfie vele.
      Lei mi spinge ad andare in America, ma io vivo in Italia, Lei no ?
      Esce una notizia su un sito ambientalista:
      “Dell’elettricità prodotta un quarto è rinnovabile”
      Cioè la gente capisce questo:
      “Ok, tutto bene per le rinnovabili. Sapevamo che le fv erano ok, siamo tranquilli, possiamo continuare ad investire nelle fv.”
      Ma c’è un trick in tutto questo. Il miglioramento del fv, incentivatissimo, è in realtà questione di nicchie, che per quanto crescano, sempre nicchie rimangono, e non sarà incentivando delle nicchie che risolveremo il problema energetico nazionale. Il trick dov’è ? Nel presentare i buoni risultati della nicchia, da sola, senza dare punti di riferimento.
      Un numero, dice Shelburn, senza punti di riferimento, dice ben poco.
      Che lei spari MW senza dare idea di che percentuale siano rispetto al fabbisogno italiano di potenza (o nel mondo, se preferisce, ma io parlavo dell’Italia, e Lei stava rispondendo a me) non serve a niente.
      Tra l’altro per fv ed eolico si parla di “potenza installata”, ma l’energia prodotta è scarsa, perché il Sole è soggetto al tempo atmosferico, e di notte si fa trasportare su una barca dall’altra parte del pianeta, secondo gli antichi egizi 🙂 …oh, scusi, non è così, ma il risultato è che il fv non produce nulla, di notte, né l’eolico quando c’è poco vento o ce n’è troppo.
      Si guardi cosa stia facendo il fv in un Paese guida, la Germania
      http://www.sma.de/en/news-information/pv-electricity-produced-in-germany.html
      i GW installati sono 25, ma di questi, oggi, ne sono stati prodotti solo 5,4 per un periodo brevissimo, e la finestra, tenga presente dovrebbe essere di 24 ore…provi ad allungarla, nella sua mente a 24 ore, e a giudicare che poca cosa sia quel monticello che ha una vetta di 5,4 GW… quanto sarà durata la produzione a 5,4 GW ? …un quarto d’ora ? Certo non 24 ore.
      Ma quando si parla di fv ed eolico si parla sempre di potenza installata, come se si producessero a 25 GW per 24 ore.
      Ma veniamo al punto essenziale. Avevamo detto che ci hanno spinto a farci una certa idea del fv, tecnologia vincente in un campo, le rinnovabili, vincente. Ma quel 25,5 % NON è fv, è in gran parte idroelettrico (66,4%). Che significa questo ? Significa che quella percentuale delle rinnovabili non ha, credo, grandi prospettive di crescita. Si arrabbierebbero gli animali e si unirebbero per scagliarsi contro l’uomo. Non parliamo poi degli atti terroristici di Barbapapà… 🙂
      Quindi, quando c’è da dare idea che staremmo parlando di qualcosa di concreto, il fv viene messo insieme all’idroelettrico, per tirarlo su come percentuale. Quando però si vuol far credere che stia crescendo, viene scorporato, per mostrare che può crescere (vero) e che starebbe lì e lì per avere un peso concreto (falso).
      Questo è il gioco delle tre carte, e si fa a Napoli, città in cui vivo, non me lo insegnate.
      Presentare solo una parte della verità è un modo che si presta alla menzogna.
      Non dare riferimenti chiari è un modo che si presta alla menzogna.
      Non si capisce perché si continui a buttare i soldi in una tecnologia-brioche, costosa e assurda, come sarebbe assurdo dare brioche al popolo che chiede pane.
      Si vuole affrancarsi dagli Arabi ? Lodevole iniziativa, ma una iniziativa, pur lodevole, se antieconomica è destinata a fallire. Si punti semmai sulla ricerca, non su un mercato tenuto su con gli incentivi e contratti di favore.
      Quale mercato ha le prospettive migliori ? Il Sole emette un’energia due miliardi e duecento milioni (grossolanamente) maggiore di quella che raggiunge la Terra (di cui solo una minimissima parte viene sfruttata dall’uomo). In prospettiva vedo vincente questa energia, solare extraterrestre. Ma quando sarà pronta ? Tra varie decine di anni, forse centinaia ?
      Chissà nel frattempo se non si imporranno altre tecnologie ?
      Le rinnovabili ? Sono davvero rinnovabili l’eolico attuale, o il fv attuale ? Il Sole, certo che sì, ed anche il vento, ma non le tecnologie per sfruttarli… “ma si stanno migliorando le tecnologie !” Certo, e ne sono ben contento. Quando saranno concorrenziali, ne riparleremo. Nel frattempo mi lascerei guidare più dall’economia che dall’ideologia, per quanti buoni motivi possa avere.
      Anche perché siamo in un periodo di crisi, e le brioche non ci salveranno.
      La sua domanda seguente non capisco bene se si riferisca all’impatto delle rinnovabili o a quello della mia presunta biofilia.
      Dovrebbe riferirsi alle rinnovabili, sul cui impatto sul pianeta ci sarebbe tutto da discutere, perché dietro a pretesi impatti bassi, a volte si nascondono sorprese. Tenga anche presente che si è voluto enfatizzare il ruolo della CO2. Lo stesso concetto di LCA nasce secondo una visione del mondo che è più ideologica che scientifica, a mio parere, e che tende a dare potere ad una certa parte, come dimostrato dall’affanno con cui le ditte tentano di presentarsi come amiche dell’ambiente. Che, in sé, se fosse interpretato con buon senso non sarebbe una cosa malvagia, ma tale lo diventa quando viene portata (questa visione) oltre il giusto. Tutte le esagerazioni sono pericoli, sono male. Lo è l’ambientalismo, esagerazione di un condivisibile amore per l’ambiente; lo è la biofilia estrema (amo me stesso, e ci tengo a vivere, ed amo l’umanità, ma non amo la vita a tale grado da tradire me stesso e i miei ideali), lo è la necrofilia, controparte della biofilia di cui mi accusa. Sotto sotto si sta forse schierando con malthus ? Non mi sorprenderebbe, la visione miope e statica di certo ambientalismo parte proprio dall’incapacità di percepire la dinamica del progresso. Tant’è che credono nell’impronta ecologica ! Se fosse stata inventata nella preistoria, quando questo pianeta non poteva nutrire più di un milione di esseri umani, quanti pianeti ci sarebbero voluti per sfamare la popolazione attuale ? Circa settemila, a dimostrazione che l’impronta ecologica fareste bene a buttarla nella spazzatura. Quanto all’efficienza energetica, vuole controllare, per favore, la differenza tra quella di una centrale nucleare e quella di un parco eolico o fotovoltaico ?
      Quanto scritto è, ovviamente, solo la mia personalissima, opinabile opinione.

    • Comunque io fiabe ne ho scritte, ed anche poesie, e con una ci ho vinto anche un concorso di poesia. Se vuole gliene mando qualcuna allo stesso prezzo col quale mi pagano i petrolieri per scrivere quel che scrivo, e cioè gratis 🙂

    • il film è “animals united”, e questo è il trailer:

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »