Salta al contenuto

King, soldatino e Dartagnan…

[photopress:MTGClimate_0238.png,thumb,alignleft]E’ una questione controversa quella comparsa sulle pagine del “Corriere della sera”. Si parla di auto elettriche e si scopre un altro caso di scommesse fatte sul cavallo sbagliato o, quantomeno, senza aver almeno approfondito un po’ la propria conoscenza sul mondo delle corse. Qualche tempo fa abbiamo affrontato il rischio di compiere scelte affrettate che vanno nella direzione opposta a quella che ci si prefigge di percorrere. In questo caso però un problema apparentemente circoscritto ad una realtà importante, ma pur sempre di modeste dimensioni può portare a riflessioni di ben più ampio respiro.

La notizia viene da Catania. Ben cento tra auto e furgoni di vario genere a propulsione elettrica, per lo più inutilizzati, pur essendo stati acquistati in tempi abbastanza recenti, saranno presto inviati alla rottamazione, con sorte analoga a quella di un altrettanto cospicuo numero di mezzi elettrici che per amor di carità sono stati (s)venduti a 100 Euro l’uno dall’amministrazione della città di Palermo. Tra le cause dell’impiego così limitato di questi mezzi, gli elevati costi di gestione e manutenzione, con particolare riferimento alla sostituzione delle batterie, la scarsa autonomia e, a quanto pare, anche la potenza dei motori, evidentemente inadatta all’impiego sulle strade della città. C’è da chiedersi come sia possibile che, in fase di definizione dell’acquisto, nessuno si sia posto almeno uno degli interrogativi che avrebbero fatto emergere queste difficoltà. La risposta potrebbe essere banale, il 65% dei fondi impiegati appartenevano a sovvenzioni della Comunità Europea. Tralasciando il fatto che anche quelli che vengono da Bruxelles sono soldi di tutti noi, anche il rimanente 35%, però, potrebbe essere una discreta somma per le casse comunali. Infatti lo era, circa 5 miliardi delle vecchie Lire. Spendibili magari in una direzione un po’ più orientata alla salvaguardia ambientale, visto che adesso ci sono cento rottami di auto in più, cioè più o meno cento m3 di ferro, plastica e gomma da sotterrare e, c’è da esserne certi, anche cento mezzi nuovi in più (in qualche modo dovranno pur essere sostituiti, oppure non servivano?), rigorosamente a combustibile fossile però, perché non credo che le salite di Catania siano state nel frattempo addolcite.

Una ultima considerazione. Un’altra delle cause dello scarso utilizzo dei mezzi sembra fosse l’assenza di un adeguato numero di centraline per la ricarica. Nei giorni scorsi alla città di Catania sono stati assegnati altri fondi per una politica di incentivazione all’acquisto di bici con pedalata assistita e scooter elettrici. Nell’augurare a questa iniziativa miglior fortuna di quella che la ha preceduta, si spera che i problemi di ricarica siano stati nel frattempo risolti, altrimenti finiremo per assistere ad un’altra parodia delle avventure di Mandrake, Pomata e Felice.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAmbienteAttualitàEnergia

Un commento

  1. ZOLLA

    invece di rottamare o svendere le auto, io metterei a spingere in salita quelli che le hanno fatte comprare. Se dovesse servire gli darei anche un paio di frustate ( turboassistita), per quanto riguarda la ricarica, a mio parere dovrebbe essere effettuata a Palermo il cui comune comprò nel 1998 ottantotto Seicento Elettra per 3,4 miliardi
    di lire. Oggi non funzionano più e le mette all’asta per una cifra ridicola
    Qualche miliardo di vecchie lire o milione di nuovi euro , investiti in pannelli solari produrrebbero ancora energia ….ma forse la Sicilia ha poco sole?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »