I dati NOAA aggiornati a maggio 2012

Le anomalie di temperatura media mondiale (GHCN-M 3.1.0) scaricabili da qui sono state aggiornate con i dati relativi al mese di maggio 2012. Ho descritto l’aggiornamento precedente (aprile 2012) qui.
Le differenze di temperature (novembre 2011-maggio 2012) si presentano così (pdf).

Fig.1: Differenza tra l’anomalia di novembre 2011 e quella di Maggio 2012.

insieme alla posizione temporale degli eventi caldi (triangoli rossi) e freddi (triangoli blu) riportati negli elenchi a destra.
Si nota un avvicinamento alla linea di zero, in particolare nella parte iniziale del grafico (1880-1920), come si vede nel confronto tra tutti i dataset disponibili (pdf)

Fig.2: Confronto tra le differenze di anomalie da dicembre 2011 a maggio 2012, rispetto a novembre 2011.

Tutti i dati, tranne dicembre 2011, mostrano un andamento simile: in particolare, attorno al 1892 si nota un aumento di temperatura (presente anche in dicembre, seppure debole) che dovrebbe indicare l’evento ENSO del 1892.
Le differenze e le somiglianze diventano più leggibili, nel grafico successivo con le medie mobili a 4.25 anni (51 mesi) di tutti i dataset mensili (pdf).

Fig.3: Medie mobili a passo 51 mesi (4.25 anni) dei valori rappresentati in Fig.2.

Il grafico non mostra niente di particolare, tranne, ancora, lo smussamento dell’ampia “insenatura” presente nei dati di febbraio e marzo tra il 1886 e il 1912. Nella parte tra il 1960 e il 1990, si conferma la struttura di aprile. Dopo il 1986 si vede un’ampia saccatura che contribuisce a dare un’impressione generale di minore pendenza complessiva.

Avendo a disposizione 7 set di dati ho ripetuto le operazioni fatte per i dati di aprile 2012:

  1. Ho calcolato con i minimi quadrati (non pesati) la pendenza del grafico di Fig.1. L’andamento di mese in mese delle pendenze è mostrato nella Fig.4 (pdf)

Fig.4: Evoluzione temporale della pendenza dei dati NOAA. La linea continua è il fit parabolico (pesato con la varianza dei fit delle singole pendenze).

insieme al fit parabolico. I dati numerici sono disponibili qui. Dal grafico sembrerebbe confermata la tendenza del coefficiente angolare a diminuire dopo marzo 2012, anche se con oscillazioni che vanno ben al di là degli errori.
Ho calcolato gli spettri di potenza dei 7 dataset mensili disponibili e li mostro nella Fig.5 (pdf) e nell’ingrandimento della sua parte sinistra (Fig.6, pdf).

Fig.5: Spettro di potenza di tutti i dati. Si noti la differenza di potenza (altezza) dei massimi e anche lo spostamento della posizione (periodo corripondente al massimo). I calcoli degli spettri sono stati fatti con kr=2 (per una discussione su questo punto vedere il post per i dati di aprile 2012)

Fig.6: Come Fig.5. In evidenza la situazione per i massimi di periodo minore.

Nella figura 7 (pdf) mostro il confronto tra la precedente Fig.6 e i massimi legati alle interazioni tra Sole e pianeti elencati in Scafetta (2010), notando come solo un massimo – sui 6 mostrati- (14.5-15 anni) sia nettamente entro una fascia rosa, mentre altri due (5-6 e 21-22 anni) siano al bordo inferiore delle rispettive fasce, forse con tendenza ad uscirne.

Fig.7: la Fig.6 confrontata con i periodi “planetari” in N.Scafetta: Empirical evidence for a celestial origin of the climate oscillations and its implications. Journal of Atmospheric and Solar-Terrestrial Physics 72, (2010), 951-970, pag.954

Ancora, ho registrato l’altezza dei periodi di 66, 62, 20-21 e 9 anni e l’ho aggiunta alla tabella rappresentata in Fig.8 (pdf)

Fig.8: Andamento temporale dell’altezza di 4 massimi nello spettro di tutti i dataset. Le linee continue sono i fit parabolici non pesati.

Dalla tabella (e dal grafico) si vede che il periodo di 9 anni riflette in buona sostanza l’aspetto del periodo di 66 anni. Per quanto riguarda il periodo di 62 anni, bisogna notare che dallo scorso mese di aprile è completamente scomparso, trasferendosi a circa 59 anni nella forma di un cambiamento di pendenza.
Nel post precedente avevo tentato una interpolazione poco significativa per tracciare l’ultimo punto a destra del grafico azzurro, ma bisogna riconoscere che questo massimo non si ricava più dai dati successivi a marzo 2012.

 

 

 

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Author: Franco Zavatti

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3 Comments

  1. Ciò che mi meraviglia è la mancanza di ciclicità con periodo di undici anni (il ciclo solare, tanto per intenderci). Resta da vedere che fine farà il ciclo ventennale. Molto interessante, infine, il comportamento del ciclo di periodo 60/62 anni: mi sembra che rispetto agli altri cicli la variazione di potenza è minore mentre quella di posizione è piuttosto importante. Un aspetto che mi lascia alquanto perplesso è costituito dalle forti oscillazioni della pendenza media dei dati (da un mese all’altro). Il tutto in una perplessità molto più generale che ci perseguita da mesi, ormai: perché questi benedetti dati ballano?
    E per chiudere un incoraggiamento a F. Zavatti affinché prosegua, mese per mese, il suo lavoro certosino. La faccenda, come scrissi tempo fa, è sempre molto interessante.
    Ciao, Donato.

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    • Grazie per l’incoraggiamento. Sicuramente continuerò a tenere d’occhio -e a conservare a futura memoria- i file con i dati mensili.
      Per il ciclo di 11 anni, non so cosa dire: proprio 10 minuti fa ho fatto lo spettro dei raggi cosmici di Usoskin (dati sul sito paleoclimatico NOAA) e c’è, netto, il massimo di 11 anni, addirittura nella sua struttura a tre picchi già vista e discussa in precedenza. Devo notare, però, che anche in hadcrut3vgl ci sono i picchi a 10.4 e a 12.3 e non a 11 anni.
      Ciao
      Franco

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  1. Climatemonitor - [...] di giugno 2012. Si può trovare una descrizione dell’aggiornamento precedente (maggio 2012) qui. Le differenze di temperature1 (novembre 2011-giugno 2012) si…

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