I dati NOAA aggiornati a luglio 2012

Le anomalie di temperatura media mondiale terra+oceano (GHCN-M 3.1.0) scaricabili da qui sono state aggiornate con i dati relativi al mese di luglio 2012. Si può trovare una descrizione dell’aggiornamento precedente (giugno 2012) qui.
Le differenze di temperature (novembre 2011-luglio 2012) si presentano così: (pdf)

Fig.1: Differenza tra l’anomalia di novembre 2011 e quella di Luglio 2012.

Le correzioni apportate al dataset NOAA dopo l’aggiunta della temperatura (terra+oceano) di un mese appaiono complessivamente come nella figura successiva (pdf). Per confronto, sono presenti anche gli eventi caldi (rossi) e freddi (blu) del periodo elencati alla destra del grafico.

Fig.2: Confronto tra le differenze di anomalie da dicembre 2011 a luglio 2012, rispetto a novembre 2011.

I dati di luglio mostrano un andamento cha appare diviso in tre parti: un primo periodo, dall’inizio a circa il 1910, un secondo, dal 1910 al 1950 e un terzo, dal 1960 ad 1990, nei quali la differenza di temperatura rispetto a novembre 2011 rappresenta o il limite superiore o quello inferiore dell’intera fascia di variabilità. Dopo il 1990 il tracciato si posiziona all’interno della fascia, ritornando, nel 2012, agli estremi superiori, come si nota meglio nelle medie mobili della successiva fig.3 (pdf) che però termina nel 2010 a causa della finestra della media mobile.

Fig.3: Medie mobili a passo 51 mesi (4.25 anni) dei valori rappresentati in Fig.2.

Con i 9 mesi che ho adesso a disposizione ho fatto nuovamente le operazioni iniziate dai dati di aprile 2012:

1. Ho calcolato con i minimi quadrati (non pesati) la pendenza del grafico di Fig.1. L’andamento di mese in mese delle pendenze è mostrato nella Fig.4 (pdf) insieme al fit parabolico. La parabola dei minimi quadrati ha perso significato in quanto l’oscillazione finale viene confermata dai dati di luglio. I dati numerici sono disponibili qui.

Fig.4: Differenze di anomalie: evoluzione temporale delle pendenze. La linea continua è il fit parabolico (pesato con la varianza dei fit delle singole pendenze).

2. Nella Fig.5 (pdf) ho calcolato le pendenze delle anomalie (cioè dei dati originali) utilizzando ancora una relazione lineare. Le pendenze sono diminuite costantemente fino ad aprile per poi risalire a maggio e a giugno e scendere nuovamente a luglio (il fit lineare è disponibile qui, pngpdf). Fermo restando che, date le incertezze, i dati di Fig.5 possono essere rappresentati da una retta orizzontale, si noti che aprile 2011 è il mese in cui il dataset NOAA raggiunge la pendenza inferiore. Come si vedrà successivamente, ad aprile 2011 cambiano anche altri parametri.

Fig.5: Pendenza delle anomalie mese dopo mese. Si noti che il fit lineare delle anomalie non ha molto senso: qui viene usato come indicazione di massima della situazione complessiva.

3. Gli spettri di potenza dei 9 dataset mensili disponibili vengono mostrati nella successiva Fig.6 (pdf) e nell’ingrandimento della sua parte sinistra (Fig.7, pdf).

Fig.6: Spettro di potenza di tutti i dati disponibili. Da notare la differenza di potenza (altezza) dei massimi e anche lo spostamento della posizione (periodo corripondente al massimo). I calcoli degli spettri sono stati fatti con kr=2 (per una discussione su questo punto vedere il post per i dati di aprile 2012)

Fig.7: Come Fig.6. In evidenza la situazione per i massimi di periodo minore.

Nelle Figg. 6 e 7 sono presenti per confronto i periodi (che chiamerò “astronomici”) legati alle interazioni tra Sole e pianeti, elencati in Scafetta (2010) e presenti in altri dataset e in molti proxy: solo un massimo – sui 6 mostrati- (14.5-15 anni) è nettamente entro una fascia rosa, mentre altri due (5-6 e 21-22 anni) sono al bordo inferiore delle rispettive fasce, forse con tendenza ad uscirne. (N.Scafetta: Empirical evidence for a celestial origin of the climate oscillations and its implications. Journal of Atmospheric and Solar-Terrestrial Physics72, 2010, 951-970, pag.954). Ripeto la domanda del post precedente: è possibile che l’omogenizzazione dei dati tenda a cancellare alcuni periodi caratteristici? Ad esempio, non sono mai stati presenti i periodi di 10-11 e 12 anni.

Da notare anche la tendenza del periodo 21-22 anni alla progressiva uscita dalla fascia (21.5±5% anni). La fig.8 (pdf) mette in evidenza un salto improvviso, sia nella durata del periodo che nella potenza spettrale, ad aprile 2012; da questa data in poi tutti i periodi di 20 anni sono al di fuori della fascia “astronomica” (ciò sono sotto la riga verde) anche se si nota un progressivo avvicinamento al limite inferiore.

Fig.8: Evoluzione temporale del periodo (cerchi neri, scala sinistra) e della potenza spettrale (rombi rossi, scala destra) del massimo a circa 20 anni. La riga orizzontale verde è il limite inferiore (21.43 anni) della banda rosa di fig.7 corrispondente a questo massimo.

Ho aggiunto un nuovo valore all’altezza dei periodi di 66, 62, 21-22 e 9 anni e alla tabella rappresentata in Fig.9 (pdf)

Fig.9: Andamento temporale dell’altezza di 4 massimi nello spettro di tutti i dataset. Il grafico per 21-22 è lo stesso mostrato in Fig 8.

Il periodo di 62 anni, “morto” dopo aprile 2011, quando i parametri del dataset subiscono un improvviso cambiamento, continua a non essere presente.

Dal grafico si vede che i tre periodi “ancora vivi” si comportano nello stesso modo, con una potenza minima ad aprile-maggio e un aumento successivo, variamente rappresentato sia in forma che in ampiezza.

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Author: Franco Zavatti

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