Salta al contenuto

Tutti i termometri sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri

Siamo certi che ci scuserete per la modifica nel titolo del motto tratto dal libro “La fattoria degli animali” di George Orwell: « Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri».

Di problemi legati alla misura di temperature record  ottenute senza tener conto del cambio di strumentazione, ad esempio passando dallo screen allo shield, ne abbiamo già scritto in passato su CM come in “Clamoroso: è estate e fa caldo”. Torniamo sull’argomento prendendo spunto dalla  “WMO TECHNICAL CONFERENCE ON METEOROLOGICAL  AND ENVIRONMENTAL INSTRUMENTS AND METHODS OF OBSERVATION” organizzata dalla CIMO WMO (The Commission for Instruments and Methods of Observations del “World Meteorological Organization” ), che si è svolta dal 15 al 18 ottobre 2012 a Bruxelles.

Nell’interessantissima conferenza sono stati presentati numerosi lavori sulla strumentazione meteorologica, trovate dei riassunti delle presentazioni a questo link. In molte presentazioni si sono toccati temi legati all’ormai desueto “global warming”, ora più noto come “climate change”. Grazie ad alcune foto ricevute possiamo riportare su CM (in alcuni post di cui questo è solo il primo) anche alcune slide delle due presentazioni introduttive, tutto al solo scopo di stimolare qualche riflessione.

L’apertura del convegno è avvenuta con la presentazione dello svizzero Prof. Bertrand Calpini -Presidente della CIMO.  Il Presidente ha mostrato i risultati delle ultime “Intercomparison” svolte con il “controllo” della WMO,  particolarmente interessante è sembrato il risultato del confronto, effettuato in Algeria, tra numerosi “sistemi di misura della temperatura ed umidità”

Sinteticamente l’errore nella campagna sperimentale nella misura della temperatura massima misurata dai diversi  sistemi APPENA USCITI DALLA FABBRICA e messi in campo è stata “up to 1.5deg”.

Cosa sarebbe successo dopo mesi o anni di invecchiamento in seguito al funzionamento operativo, eventualmente anche  in condizioni estreme?

Spero in futuro di poter approfondire i dettagli dell’intercomparison in campo e del perché i risultati spesso sorprendono chi è abituato lavorare in laboratorio. Comunque per i più curiosi segnalo che il report è qui.

Errore significa in alcuni casi che la temperatura massima potrebbe essere anche più alta di quella rilevata che già sembra un valore straordinario, però se correttamente tenessimo sempre conto dell’incertezze nei valori misurati quante certezze giornalistiche sull’eccezionalità dei record sparirebbero, specie tra quelli dati con differenze che presentano l’ultima cifra significativa al decimo/centesimo di grado?

Forse se avessimo le stesse incertezze sulla misura della temperatura corporea, prima di curarci una “febbre da cavallo” prendendo una medicina costosa ed amara, cercheremo prudentemente di migliorare i sistemi di misura.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAttualità

7 Comments

  1. […] Organization”), che si è svolta dal 15 al 18 ottobre 2012 a Bruxelles, abbiamo già scritto su CM. Nell’interessantissima conferenza sono stati presentati numerosi lavori sulla strumentazione […]

  2. Filippo Turturici

    A fisica tecnica, ci insegnavano che, anche con strumenti da centinaia se non migliaia di euro, é impossibile scendere sotto un’incertezza di misura di ­­0.2°C in una stanza chiusa a temperatura costante. Non errore sistematico, ma incertezza strumentale.
    Inoltre, bisognerebbe anche dire una volta per tutte che non c’é alcun controllo di qualitá su tali stazioni: forse, procedure per assicurare la qualitá degli strumenti, ripetute regolarmente, non farebbero male.
    Nessuno puó negare che i ghiacciai alpini o il pack artico si stiano sciogliendo; ma non é mera accademia dire che, senza una buona campagna di misurazioni strumentali, é impossibile conoscere le grandezze in gioco. E senza adeguate analisi sul presente, tantomeno é possibile fare previsioni sul futuro.

    • Fabio Spina

      Hai perfettamente ragione, solo che sei ottimista. In laboratorio per la misura della temperatura non hai necessità dello screen/shield, quindi la stima dell’incertezza in campo è sicuramente più ampia. Per i discorsi sulla qualità hai perfettamente ragione, ma sembra difficile far capire che “non tutti i numeri sono dati esatti”.

  3. Alvaro de Orleans-B.

    Segnalazione molto interessante, grazie!

    Il rapporto finale sul confronto delle differenti schermature disponbili comercialmente si trova direttamente qui:

    http://www.wmo.int/pages/prog/www/IMOP/publications/IOM-106_Ghardaia/IOM-106_Report.pdf

    A pag. 54 le conclusioni (ma conviene dare un’occhiata al resto!)… questo rapporto dovrebe essere di obbligata lettura per quasiasi policymaker impegnato sul fronte “mitigazione dell’AGW”.

    • Fabio Spina

      Vedremo se lo studio è citato nel prossimo rapporto IPCC, aspettiamo fiduciosi.

  4. donato

    “up to 1.5deg”

    Errore nella misura della temperaura massima fino ad 1,5°. Probabilmente si tratta di errori sistematici. Se così fosse di tali errori ci si è potuti rendere conto perché si è effettuata una campagna di misurazioni utilizzando diversi strumenti di misura e, successivamente, comparando i risultati. Il problema, secondo me, riguarda anche tutte le altre stazioni di misura che, però, non vengono sottoposte a controllo nel senso che non vengono eseguite serie di misurazioni con strumenti diversi per stabilire l’entità degli errori sistematici neanche quando viene modificata la strumentazione utilizzata. Si preferisce, per quel che ho potuto capire, (V. Venema, nel suo blog) eseguire correzioni su base statistica mediante comparazione con i risultati di altre stazioni “vicine” (vedi algoritmo di omogeneizzazione utilizzato da NOAA, per esempio). Considerando che i siti di misurazione sono distanti anche centinaia di chilometri, ho la netta impressione che la bontà delle misurazioni, alla luce di questa “filosofia”, non potrà che peggiorare. Menne e gli altri curatori dei vari dataset sostengono di no. Io, però, continuo ad avere molti dubbi e preferirei i vecchi, ma collaudati, metodi di correzione degli errori sistematici. Speriamo che iniziative come quella della WMO e del CIMO facciano aprire gli occhi a quanti si sono abbandonati alle comodità dei metodi di omogeneizzazione basati solo su algoritmi matematici ed hanno quasi del tutto tralasciato le metodologie metrologiche tradizionali.
    Ciao, Donato.

    • Fabio Spina

      Esiste quasi sicuramente un contributo sistematico, ma il problema è molto più complesso, ad iniziare dalla tempo di risposta della strumentazione che è sensibilmente diverso. Quindi ad es. utilizzando strumentazione diversa “osservo” fenomeni diversi, con la strumentazione tradizionale sicuramente, essendo il sitema del primo ordine, taglio delle frequenze tipiche dei fenomeni convettivi. Oltre all’attendi dei nuovi record nelle temperature massime, il fatto che la temperatura media si calcola come media tra temperatura max e min dovrebbe far crescere l’attenzionea questo tipo di problemi strumentali. Spero di ritornarci presto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »