Informazione climonetaria

Nel corso della settimana abbiamo subito il tormentone del Report della World Bank sui cambiamenti climatici, una faccenda che ha sfiorato anche CM in forma di commenti a un nostro post. Vabbè, avranno parlato di soldi, naturalmente. Anche, ma non solo. Grazie alla preziosa collaborazione del Posdam Institute, ente di ricerca per nulla schierato, hanno parlato soprattutto di clima.

Si parte da 4°C in più di temperatura media superficiale per fine secolo, una fine alla quale si arriva attraverso furibondi eventi atmosferici, siccità devastanti, calura estiva insopportabile e, dulcis in fundo, refrigeranti ma poco salvifiche nuotate in un mare sempre più alto e affamato di terra.

Banchieri all’assalto dunque, con il presidente della WB che ammonisce il mondo intero circa la necessità di sprintare verso la riduzione delle emissioni di CO2 (anche perché altrimenti salta l’affare Carbon Trading e saltano i 7 miliardi di dollari di Fondi di Investimento Climatici che la Banca amministra generando un giro d’affari di altri 43 miliardi di dollari in investimenti “clean” e resilienza climatica).

Se avete voglia di farvi del male da soli, qui trovate il documento. Ognuno lo legga e, nei limiti del proprio discernimento, ne valuti i contenuti. In questa sede mi limito a indicarvi come la notizia è stata recepita dalla gioiosa macchina da guerra dell’informazione.

Qui, sul web di RAI Replay, i tre minuti di servizio dedicati all’argomento da TGR Leonardo. Attenzione perché qui vi fate male sul serio. Non una delle affermazioni fatte dal conduttore e dal redattore ha un minimo di fondamento di verità.

Una piccola riflessione. Non una voce si è levata tra quelli bravi a bacchettare i toni di gratuito catastrofismo di questo report, ma d’altronde si sa, il fine giustifica i mezzi. Altra piccola riflessione. I soldi delle bigOil che finanzierebbero lo scetticismo sono maledetti, quelli di tutti noi che finanziano questi profeti in gessato sono benedetti. Che spettacolo…

NB: Grazie a Licaone per la segnalazione.

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Author: Guido Guidi

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3 Comments

  1. Fantastico, le “previsioni” climatiche fatte ed amplificate
    dalla Banca Mondiale. Da non credere.

    Post a Reply
  2. Storia vecchia.
    Passa esattamente un anno :
    ..movimentazione di almeno 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020, canalizzati nel Green Climate Fund (Gcf) gestito o da un’agenzia Onu ad hoc o dalla Banca Mondiale..

    http://gogreen.virgilio.it/b2b/news/durban-finanza-climatica-vera-battaglia-centro-negoziato_5026.html

    Questo spiega che ..I politici vedono possibilità di nuove tasse che saranno accettate con gioia dai cittadini perché necessarie per salvare la Terra. ..Lehman Brothers e Goldman Sachs, che si costituirono in lobby in favore del cosiddetto “cap and trade” (commercio di quote di emissione), che frutterebbe miliardi

    http://www.legnostorto.com/index2.php?option=com_content&task=view&id=32162&pop=1&page=0

    Ecco dunque il Green climate fund, un fondo per far decollare l’economia verde nel mondo con 100 miliardi di dollari l’anno gestito per tre anni dalla Banca mondiale.

    La stessa Banca Mondiale che presta vari miliardi dollari per costruire centrali elettriche a CARBONE alla faccia della CO2? 🙂

    http://qualenergia.it/node/8234

    Vari art. ma bastano i titoli:

    Banca Mondiale: predica bene ma razzola male.
    I finanziamenti sono per le fonti fossili

    http://www.naradapress.eu/news/lista-news/banca-mondiale-predica-bene-ma-razzola-male-i-finanziamenti-sono-per-le-fonti-fossili/

    Comunque il raggio di azione è ampio riguardo il loro impegno a salvare questo povero pianeta abitato da surriscaldati abitanti.

    Dopo la fame, la sete. Banca Mondiale: l’acqua dovrebbe costare 962 euro all’anno a famiglia

    http://www.imolaoggi.it/?p=18325

    Ovviamente partecipiamo entusiasti:

    Ministero dell’Ambiente e Banca Mondiale rafforzano la collaborazione nelle iniziative per lo sviluppo sostenibile

    http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?item=%2Fdocumenti%2Fcomunicati%2Fcomunicato_0467.html&lang=it

    Parlando di “BANCA” è utile sottolineare che la Libia sotto Gheddafi, a differenza degli altri paesi africani, non era indebitata con la Banca Mondiale o con il FMI: in questo senso, come ha fatto notare Marcello Pamio, Gheddafi poteva dettare le regole e non subirle.

    Gheddafi aveva inoltre proposto di creare una moneta unica africana, il Dinaro Oro, come valuta dei Paesi aderenti all’Unione Europea.

    Moneta d’oro in sostituzione della moneta cartacea.
    Una moneta dal valore indicato dalla quantità d’oro, non legata a un ipotetico valore come le banconote.

    http://ildemocratico.com/2012/03/14/scandalo-alleliseo-gheddafi-ha-finanziato-sarkozy-speciale-dinaro-oro/

    Sappiamo come è andata a finire per questo cattivaccio.

    Al 31 dicembre 2010 il Prodotto Interno Lordo pro capite della Libia era di circa 14.000 dollari…
    Nel parametro ISU (Indice dello Sviluppo Umano, un mix di reddito, alfabetizzazione e aspettativa di vita), la Libia era a livello alto, 53° paese al mondo e nettamente prima in Africa..La disoccupazione era inesistente..
    Anche l’emigrazione era inesistente..Strade, scuole, ospedali, università, case popolari a bassissimo prezzo, inizio di industrializzazione, sviluppo agricolo con l’acqua tirata su nel deserto e portata sulla costa con un viaggio di 900 km.
    Bambine a scuola e ragazze all’università.
    Abolizione della poligamia e leggi in favore della donna nel matrimonio.
    Estremismo islamico tenuto a freno. ecc.ecc.

    http://www.amicideltimoneferrara.it/public/2011-07-09_Libia,_Strauss-Kahn_e_North_Dakota.rtf

    /———-/

    Che dire?
    Ora saranno finalmente liberi e felici grazie alla democrazia esportata a piene mani e potranno partecipare anche loro a salvare il pianeta (Gaya) con lo sviluppo sostenibile quanto eco-solidale.

    “L’industria della solidarietà”
    (oltre sei miliardi di dollari stanziati ogni anno)
    Quarantamila organizzazioni internazionali, oltre sei miliardi di dollari stanziati ogni anno: intorno agli aiuti umanitari si è sviluppata una vera e propria industria (la quinta nel mondo)

    http://www.imolaoggi.it/?p=22378&fb_source=message

    DUNQUE.
    Ci sono 155 paesi liberi da Kyoto, non resta che sceglierne uno sperando che resti inquinatore di CO2.

    Ricordando che:
    Il ‘Cap-and-Trade’ del CO2 è un meccanismo geniale per riempire le tasche di pochi furbi con i soldi dei contribuenti europei (ma soprattutto italiani) e fornire visibilità a politici cinici ed irresponsabili, senza tuttavia apportare alcun beneficio misurabile all’ambiente.

    E’ un meccanismo che deprime le già depresse economie europee.
    E che rende ancor più appetibile la delocalizzazione delle industrie verso i paesi non soggetti ai vincoli del Protocollo di Kyoto ( che sono in tutto 155).

    http://www.thefrontpage.it/2011/07/02/il-cap-and-trade-del-co2/

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  3. Aspettiamo che anche il COP18 passi con la solita inutile costosissima manfrina e poi per qualche giorno finiranno le nostizie catastrofiche.
    Tanto già si sa che che alla fine sarà anche per il COP18 gli ecologisti parleranno di “un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto” e per i politici invece sarà il più pieno possibile. Poi nel 2013 all’inizio COP19 si scoprirà che il COP18 era stato invece solo vuoto per tutti (per nostra fortuna. Andrà a finire così? Per il momento aspettatevi previsioni/scenari catastrofici ovunque, altrimenti come giustificano che con la crisi e disoccupazione non riducono le spese incontrandosi solo ogni 2-3 anni?

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  1. Climatemonitor - [...] tutto, un riscaldamento che avrebbe accelerato (parola della World Bank), quando di fatto, sia esso antropico, naturale o un…

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