Da tenere a mente

Forse qualcuno di voi ricorderà lo scambio di opinioni avvenuto tra Stefano Caserini (climalteranti.it) e Nicola Scafetta ormai un paio di anni fa. Era una “questione di puntini”, per cui, dato che un certo numero di puntini alla fine definisce una linea, penso sia interessante vedere a che punto siamo.

 

Che strano, la “previsione da cestinare”, così fu all’epoca definita, di Nicola Scafetta, continua a riprodurre molto bene l’andamento delle temperature. Le previsioni da venerare, quelle dell’IPCC, sono sempre più lontane.

 

Sinceramente non so se fra 10, 20, 50 o 100 anni questo Pianeta sarà arrosto, ma sembra evidente che se si dovesse pensare di far seguire delle azioni a delle previsioni, almeno per quel che riguarda il breve-medio periodo quello in cui le azioni hanno un senso per chi le promuove e chi le implementa, forse sarebbe il caso di recuperare quella previsione dal cestino, magari facendovici accomodare le altre.

 

Giudicate voi.

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Author: Guido Guidi

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5 Comments

    • Pietro, abbiamo capito. Tu, però, hai capito che qua nessuno nega l’influenza dell’uomo ?
      Hai capito che non è importante “se” ma “quanto” ?
      Spero che tu non negherai che io contribuisca al reddito fiscale del mio Paese… il problema è “quanto”… non è con i miei soldi che fermeremo la crisi…
      Non nego che respirando (ehm, sì, ho questo vizio) emetto CO2, e quindi contribuisco alle emissioni di CO2 (come tutti gli animali che respirano ossigeno ed emettono anidride carbonica), ma ancora una volta bisogna domandarsi “quanto”, non “se”.
      Correndo consumo più CO2 di quando cammino o sto seduto… ma davvero questo consumo in più avrebbe un valore ai fini della distruzione del pianeta ? Davvero il mio matrimonio ha contribuito alle emissioni di CO2 in modo tale da costituire un pericolo ? E se divorziassi (non lo farò mai, è solo un esempio) davvero il mondo andrebbe in crisi ?
      Eppure tutte queste frasi, che possono sembrare cervellotiche, nascono da altrettanti “studi” (che a suo tempo linkai proprio qui su CM) di “ricercatori” che avevano messo sotto accusa gli sportivi per le loro emissioni di CO2 (proibiamo lo sport ?), i matrimoni (proibito sposarsi?), i divorzi (se proprio ci siamo sposati, proibito divorziare?), i maschi (causano più emissioni delle femmine…uccidiamo tutti i maschi, per salvare il pianeta?) e così via in un susseguirsi di studi inutili finanziati non si sa da chi, non si sa a che scopo.
      Ho letto da una parte che il fiato umano conterrebbe 40 mila ppm di CO2; pur con il beneficio dell’inventario, mi sembra abbastanza di più delle quasi 400 ppm che si trovano in atmosfera… proibiamo alla gente di respirare ?
      Insomma, tutto questo per farti capire che non basta evidenziare l’esistenza di una emissione, ma bisognerebbe poter calcolare “quanto” questa incida sul problema in esame.
      L’andamento attuale del clima asseconda molto di più le idee scettiche, che non le paure allarmistiche dei sostenitori dell’ipotesi AGW, e questo è un fatto innegabile, sul quale dovresti riflettere.
      Secondo me.

  1. Nicola Scafetta ” la questione è molto più complicata perché il riscaldamento terrestre dipende anche da altri fattori come il contributo umano all’incremento dei gas serra. In conclusione, anche se l’attività solare diminuisce un pochino, la temperatura della superficie terrestre potrebbe continuare a salire durante il decennio perché l’effetto solare è ritardato di qualche anno e perché gas serra di origine umana potrebbero aumentare durante il decennio. “

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    • Pietro, mi sono perso un pezzo. Quand’è che abbiamo detto il contrario? Oppure pensi che lo si “neghi” qui? Il problema non è mai stato se, ma quanto e, anche secondo Nicola Scafetta, presumibilmente non molto. Comunque non abbastanza da assurgere a priorità globale anche a detrimento di ben altre problematiche assai più tangibili. Comunque non abbastanza da giustificare il suicidio delle economie occidentali. Comunque non abbastanza da giustificare alcun genere di catastrofismo.
      gg

  2. “Forse qualcuno di voi ricorderà lo scambio di opinioni avvenuto tra Stefano Caserini (climalteranti.it) e Nicola Scafetta ormai un paio di anni fa.”
    .
    E come dimenticare quell’evento! Sembrava di partecipare ad una guerra: da una parte sedicenti e spocchiosi sostenitori della scienza, dall’altra poveri mortali che osavano innalzare le loro miserabili (vocabolo di moda in questi giorni 🙂 ) voci critiche. Mi ricordo addirittura di un buontempone che postò un link ad un file zeppo di gruppi di Lie, integrali iterati, ecc., ecc.. 🙂
    Il tempo, però, è galantuomo e oggi possiamo constatare che il prof. Scafetta aveva visto giusto. Ovviamente siamo ancora a livello di tempo e non di clima, ma, per ora, i numeri sono dalla sua parte. Ricordo, comunque, che non solo dalle nostre parti si ironizzava sulle previsioni del prof. Scafetta: su WUWT diversi commentatori evidenziavano il fatto che tra il 2009 ed il 2011 l’andamento delle temperature risultava in controtendenza rispetto alla curva calcolata sulla base dei cicli planetari. Con il senno di poi qualcuno dovrebbe avere l’onestà intellettuale di riconoscere che N. Scafetta ha “fatto a pezzettini” gi scenari IPCC. 🙂
    Oddio, fra un paio d’anni potremmo accorgerci di avere torto, per adesso, però, godiamoci questo momento di soddisfazione (e non solo questo come ha giustamente fatto notare G. Botteri nel suo commento al post
    http://www.climatemonitor.it/?p=31887 ).
    Ciao, Donato.

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