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Tre letture tre

Piero Vietti, sulla pagina cultutrale del Foglio di sabato scorso, ci racconta la “storia” del clima degli ultimi anni. Dai fuochi d’artificio del report IPCC del 2007 alle incertezze di Copenhagen, dal “sappiamo tutto” è ora di agire al dietrofront degli ultimi mesi. Decisamente da leggere.

 

La catastrofe può attendere

 

 

Poi, quando avrete finito, date anche un’occhiata al post sul blog di Judith Curry in cui si spiega per bene come quello che era il paese con il più elevato livello di emissioni, gli Stati Uniti, sia anche quello che le ha ridotte di più, senza aver mai ratificato il protocollo di Kyoto e, soprattutto, senza aver preso a picconate la propria economia.

 

What are the factors contributing to the reduction in U.S. carbon emissions?

 

Dopodiché, per farvi anche due risate, leggete come ci sia qualcuno che studia gli effetti della variazione del Ph delle acque degli oceani causa CO2 sulle capacità uditive di una specie di pesci. Avrei capito se almeno avessero imparato a parlare, quella sì sarebbe stata una notizia…

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Published inAttualità

3 Comments

  1. max pagano

    certe volte, Guido, ti prenderei bonariamente a bacchettate sulle dita delle “mano”, come si dice qui a Roma; 🙂 🙂

    parlo solo dello studio sui pesci che hai linkato:
    lo studio affronta la crescita degli otoliti (WIKIPEDIA: “minuscola concrezione di carbonato di calcio inglobato in una matrice gelatinosa, contenuta nell’endolinfa dell’orecchio interno……si trovano anche nel cranio dei pesci e servono a fornire l’orientamento in base alle cellule sensoriali su cui appoggiano. In base all’accrescimento gli ittiologi riescono a capire l’età e le dimensioni del pesce. Gli otoliti hanno infatti una struttura lamellare concentrica e mostrano una crescita stagionale” ) nello stadio larvale di pesci, comunemente noti col nome COBIA, scientificamente Rachycentron canadum;
    trattandosi di concrezioni di carbonato di calcio, è plausibile che, essendo minerale attaccabile dalle soluzioni acide, qualche biologo, convinto che negli oceani la CO2 disciolta stia aumentando, giustamente si preoccupi di verificare se organuli vitali per la crescita e sopravvivenza di una specie possano risentire di questa “supposta aumentata acidità dei mari”…. niente a che vedere quindi con le capacità uditive ….. 🙂

    mannaggia, ‘sti meteorologi 🙂

    • Ho capito Max, come sempre, ad ognuno il suo lavoro. E’ che nel “mare” di informazioni che girano, mi capita spesso di pensare che abbiamo problemi più grandi che stare a leggere cose del tipo: il global warming avrà almeno un effetto positivo… 🙂
      gg

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