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Clima che verrà: glaciazione? Piuttosto una freddura.

A qualcuno di voi sarà capitato di leggere o ascoltare delle chiacchiere piuttosto glaciali negli ultimi giorni di maggio. Le piogge abbondanti e alquanto insolite anche per la primavera, le temperature appena un po’ sotto la media e il desiderio di arrivare quanto prima alla buona stagione hanno fatto la maggior parte del lavoro, il resto lo ha fatto, ma non è stata un caso isolato, questo articolo pubblicato su Meteoweb. Più che una ripresa del riscaldamento globale, alquanto latitante da una quindicina d’anni, sarebbe alle porte una decisa virata verso il freddo. Ipotesi che non sorprende ma che, allo stato attuale della conoscenza, non ha molte chance in più del suo opposto di corrispondere al vero, se non altro proprio perché l’assenza del previsto recente significativo riscaldamento sta mettendo in luce quanto lontani siamo ancora dall’aver capito come funzionano esattamente le dinamiche del clima. Senza contare, lo ripeto per l’ennesima volta, che il tempo non è il clima. per cui, il singolo episodio, a prescindere dal suo segno, comunque non può essere messo in relazione con dinamiche che riguardano scale temporali e spaziali ben più ampie.

 

Tutto questo è accaduto più o meno in contemporanea con quell’uscita da buontemponi di alcuni meteorologi francesi che avrebbero previsto un anno senza estate, almeno per una porzione del nostro continente. Insomma, nel panorama dell’informazione climatica e meterologica, capita spesso di veder cavalcare le onde, a questo ci hanno abituato soprattutto gli specialisti della catastrofe climatica da caldo perenne che si esibiscono da anni in spettacolari evoluzioni sulle tavole da surf ogni volta che il tempo fa le bizze. Inutile dire che alla prima ondata di calore della stagione, tra l’altro forse anche prossima, l’allarme cambierà nuovamente segno. Nessun problema, stiamo qua.

 

Così, sia Meteoweb che Meteolive, portali meteorologici piuttosto seguiti, mi hanno chiesto cosa ne pensassi cogliendo l’occasione per ampliare anche un po’ il discorso. Quello che penso, quindi, è riassunto nelle interviste linkate. Inutile dire che ogni considerazione è ben accetta, il vostro pensiero al riguardo mi incuriosisce.

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Published inAttualitàClimatologia

13 Comments

  1. radiometeolibera tv

    le ere glaciali partono in progressione improvvisamente…teniamo conto anche di cio….e poi un inverno pieno di neve..anche se pur per un anno…non è come vivere una mini peg istantanea o uno spaccato?

  2. giovanni p.

    AH volevo aggiungere che penso anche che la nostra società attuale avrebbe delle enormi difficoltà a d affrontare cabiamenti climatici minimi tipo queli di freddo anni 70 e caldo anni 2000 e non oso immaginare come si potrebbero afforntare e superare climi tipo PEG

  3. giovanni p.

    Mi permetto di esprimere la mia opione, di geologo, basata sulle mie esperienze e la mia conoscenza personale.
    I dati climatici del passato che racchiudono serie temporali significative da un punto di vista geologico e commesurabili con la scala temporale delle oscillazioni climatiche del passato mostrano chiaramente come almeno per il periodo quaternario si possano osservare delle oscillazioni maggiori con frequenza o tempo di ritorno di circa 100’000 anni con variazioni della temperatura media dell’ordine di 10 ° C circa dati Epica dome, Vostok). All’interno di questi cicli maggiori si possono osservare da dati geologici e storici dei periodi minori caldi e freddi con tempi di ritorno variabili in torno almigliaio i di anni che conosciamo benedalll’optimum medievale, alla PEG, al periodo mionoico ecc.ecc.ecc. Infine cicli ancora minori in ampezza con fequenza secolare e probabilmente altri cicli a scala 11-22 anni legati ai cicli solari. Questi ultimi sono talmente devboli da essere coperti dalle variazioni maggiori. Questi sono per me i dati su cui ragionare. Un’osservazione ulteriore che si puo fare é che attualmente , rispetto a i cicli maggiori di 100’000 anni ci troviamo esattemente al culmine della fase di riscaldamento, quindi risulta abbastanza logico ritenere che se i ciclidel passato si ripeteranno nel foturo ci attende una prossima era glaciale che avrà il suo culmine tra corica 50000-100000 anni. Altra osservazione che si puo fare dai dati sui cicli maggiori è che in genere il raffreddamento sembra avere un trend continuo e progressivo, mentre il riscaldamento appare geologicamente piu istantaneo. Quindi in base a questi dati una prossima glaciazione sarebbe non solo probabile ma inequivocabile. L’unica cosa è determinare il significato di “prossima” e di”glaciazione”.
    COn prossimo dobbiamo capire se intendiamo scale temporali di 10 100 1000 10000 ecc anni. Chiaramente aspettarsi uan grande glaciazione ( di quelle a scala 100’000 anni) nei prossimi 10 anni è pura fantasia o congettura e chi lo fa sta facendo giornalsmo alla novella 2000. Se si intende uan PEG allora è molto probabile che questa si possa verificare nei prossimi secoli, un raffreddamento stile anni 70 invece é probabile si verifichi nel prossimo decennio.
    Questo è il mio modo di affrontare questo argomento, tutte le discussioni che esulano da questa attenzione di fondo alle scale temporali e alle scale di “glaciazione” sono pura propaganda, allarmismo gossip o quel che si vuole,indipendentemente che siano supportate o meno da modelli piu o meno accattivanti ed eleborati.
    Quello che mi preoccupa è come il genere umano goda nel crogilarsi in falsi scoop, notizie catastrofiche e falsamente eccezionali perdendo compeltamente di vista quanto scritto e inciso nelle rocce, nei sedimenti e nella memoria storica. PEr me un dato di fatto è che entro i prossimi 100’000 si avrà un periodo glaciale di tali proporzioni da mettere a rischio la sopravvivenza dell’intero genere umano, capisco che sia difficile fare un piano di sviluppo a 100’000 o 50’000 anni visto che non si riesce a farlo per 10 anni pero la soluzione non è quella di non vedere la realtà e inventarsi falsi problemi per porre false soluzioni. L’adattamento è la sola soluzione realistica, con la coscienza che i cambiamenti estremi richiederanno degli sforzi di adattamento drastici e sicuramente fino ad ora impensabili. Poi a voler guardar lontano si possono ipotizzare sempre eventi catastrofici, tipo caduta di meteoriti, aumento significativo dell’attività tettonica e vulcanica, inversione del campo magnetico, variazioni fuori scala dell’attività solare, ecc.ecc. che potrannoa vere conseguenze improvvise e importanti sui cicli climatici che conosciamo per il periodo quaternario per le quali sarebbe ancora piu difficile azzrdare una minima previsione.

  4. donato

    Dopo essere stati definiti il “villaggio di Asterix” della “divulgazione climatologica”, la “centralina della mistificazione”, avversari della scienza e nemici degli scienziati, negazionisti, minus habens, ecc., ecc., fa un certo effetto dover scendere in campo in difesa di quei ricercatori che in buona fede, sulla base di elaborazioni modellistiche, di stime della sensibilità climatica e via cantando, avevano paventato il climarrosto prossimo venturo. 🙂
    Mah, teniamo la barra diritta e continuiamo a navigare secondo la rotta seguita fino ad ora: in questo mondo così volubile in cui si passa con estrema disinvoltura dal “caldo senza precedenti” alla “prossima glaciazione” bisogna essere più che mai scettici!
    Quindi, avanti così e…. ad maiora. 🙂
    Ciao, Donato.

  5. Uberto Crescenti

    Caro Guido, concordo pienamente con le tue opinioni ed in particolare sulla impossibilità di fare previsioni, sia verso il caldo che il freddo. Ciò coincide con quanto da me scritto nell’articolo “Clima: Quale futuro?” pubblicato nel volume degli atti sul clima che organizzai lo scorso anno presso la mia Università di Chieti (12 giugno 2012). Cordialità
    U. Crescenti

  6. Mario

    Nel frattempo “l’arrosto mediatico” avanza noncurante di tutto e di tutti 🙁
    .

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    Iea, febbre Pianeta verso soglia critica
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    In 2012 +1,4% CO2 da energia, quattro le misure per cambio rotta
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    BRUXELLES – Il 2012 ha visto un aumento record dell’1,4% della CO2 prodotta dal settore energia a livello globale e di questo passo la febbre del Pianeta si avvia a superare la soglia ‘critica’ di due gradi centigradi rispetto all’epoca pre-industriale. Questo l’allarme lanciato dall’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), che pero’ fornisce anche la ‘ricetta’ in quattro mosse per una decisa inversione di rotta, mentre a Bonn sono in corso i negoziati internazionali sul clima. ”Il momento di agire e’ adesso, aspettare non fara’ che aumentare i costi a lungo termine” ha commentato il commissario Ue, Connie Hedegaard. Considerando che il settore dell’energia pesa su circa i due terzi delle emissioni globali di gas serra ”il rapporto mostra un aumento piu’ probabile delle temperature fra i 3,6 e i 5,3 gradi centigradi, ma rileva anche che puo’ essere fatto molto senza mettere a rischio la crescita economica” spiega Maria van der Hoeven, direttore esecutivo dell’Iea. Mentre Usa e Ue riducono le emissioni di CO2, la Cina e il Giappone sono in salita. Quali allora le quattro mosse proposte dall’Iea per contenere il riscaldamento del Pianeta per il 2020? Innanzitutto misure mirate all’efficienza energetica di edifici, industria e trasporti, che da sole contano quasi la meta’ del taglio di gas serra complessivo necessario (-8% rispetto a emissioni attese nel 2020). Altro intervento e’ la limitazione della costruzione e dell’uso degli impianti energetici a carbone meno efficienti (-20% di CO2). La fetta di rinnovabili aumenta dal 20% attuale al 27% nel 2020, cosi’ come quella di gas naturale. Interventi per dimezzare le emissioni di gas metano in atmosfera dall’industria di gas e petrolio nel 2020 tagliano un altro 18% di CO2 e un abbandono parziale dei sussidi ai carburanti fossili completa il quadro, con un altro taglio del 12%.
    .
    http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/energiaeambiente/2013/06/12/Iea-febbre-Pianeta-verso-soglia-critica_8862354.html

    • giovanni p.

      dunque facendo 2 calcoli . LA co2 di origine antropica emessa nell’atmosfera è circa il 4% del totale circa 15 ppm su 380 ppm.. Poi nel 2012 c’è stato un aumento record della CO2 di origine antropica, 1,4% di 15 ppm sono circa 0,2 ppm. Quindi se ho ben capito l’aumento di CO2 atmosferica di 0,2ppm oltre la norma causerebbe un disastro climatico. Notizia interessante…….strano che i giornali non la riportino cosi com’é….troppo spudorata?

  7. Siccome stasera mi sento in vena di cercare un po’ di visibilità, devo trovarmi una nicchia inviolata. Ecco la mia previsione: né riscaldamento globale, né futura glaciazione, andiamo invece incontro al Grande Tiepido.

    • Guido Botteri

      Fabrizio, è terribile quello che dici; ma ti rendi conto ? Un futuro tiepido, senza glaciazioni, senza mondo che vada arrosto… oh poveri noi, povere banche nostr… ehm, volevo dire povere banche (altrui) !
      Ma ti rendi conto ? Come faranno quei poveracci (ehm, ehm, si fa per dire) se non ci sarà la siccità ? Invece di poveracci, dovremo chiamarli “pioveracci” 😀
      Hanno investito, All Gore e le banche, nel futuro disastro climatico, e tu glielo neghi, e loro a chi faranno pagare le tasse sull’aria ? (La maggior parte della gente non ha ancora capito che l’aria ce la stanno “già” tassando) Dovranno riconvertirle in tasse sulla pioggia, poverini per aver qualche “liquido” ? Ma le moneta d’acqua, ti bagnano il borsellino, non vanno bene.
      Fabrizio, capisci a mme, questi hanno un disperato bisogno di coltivare la paura, perché è su di essa che possono fare tanti soldini, e magari strappare ancora più potere; prova ad andare da un medico onesto, e ti dice che stai bene e non devi fare cure costose… che ci ha guadagnato ?
      E se invece, pur sapendo che scoppi di salute, ti trova un male estremo che ti porterebbe alla tomba se tu non sborsassi tanti soldini… ecco che il medico disonesto si arricchirebbe.
      No, non sto facendo nessuna accusa precisa, per carità; sto solo rimproverandoti perché togli i sogni di ricchezza a qualcuno, e non si fa 😀

    • giovanni p.

      mi fa sempre piacere leggere opinioni, ragionamenti e osservazioni come queste che condivido pienamente. Inoltre mi piace l’idea che pur provenendo da esperienze e formazioni diverse, e pur informandosi in maniera autonoma e indipendente delle persona possano arrivare ad avere una linea di peniero e una visione sintetica del tutto simile se non identica.

  8. fabio

    Scusate…. ma immaginate per un’attimo che bella sarebbe una glaciazione dopo anni di chiacchere sul global warming…. quante se ne potrebbero dire ai guru catastrofisti…. e’ un’idea divertente, una tesi come altre, con alcu ne basi di fondamento, e che solo gli anni potranno dimostrare (almeno fino a prova contraria); da buon scettico non mi sento di condannare chi ne parla o chi ci crede, ma solo chi ci crede ciecamente senza possibilita’ di dissenso…

  9. Fabio Vomiero

    Gent.mo Guidi,
    questo suo ultimo articolo, a mio modesto avviso, è perfettamente emblematico di quella che dovrebbe essere la più equilibrata posizione possibile riguardo all’assillante tormentone mediatico degli ultimi tempi scatenato così facilmente da qualche episodio meteoclimatico importante sì, ma pur sempre limitato nel tempo e nello spazio. Ho letto con interesse le sue interviste (e comunque la seguo da anni nel blog) e devo dire che personalmente condivido pienamente le sue posizioni e lo sforzo che sta facendo per cercare di mettere un pò di ordine scientifico alle cose in un contesto mediatico fatto di troppe chiacchiere, troppe opinioni e troppa poca scienza.
    Saluto cordialmente.
    Fabio Vomiero

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