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Estate (quasi) ok, ma l’inverno?

I lettori mi scuseranno, questo post è un po’ in codice meteo. Ogni tanto ci vuole!

 

Eh, non ci crederete, ma nella banda di disadattati che si occupano di tempo, clima e relative loro interazioni, c’è già chi sta pensando alle previsioni per il prossimo inverno. Come si dice in modo molto gergale ma efficace, stanno un pezzo avanti. Posto che ancora non sappiamo come finirà questa estate – che piaccia o no è solo a metà del suo cammino – l’operazione è coraggiosa ai limiti dell’incoscienza.

 

Da Tallbloke Talkshop, Geoff Sharp: Solar based NH Winter forecast

 

Ma c’è di più, la previsione, benché generica e tutt’altro che benevola, è basata essenzialmente sulle dinamiche solari con l’aggiunta di un po’ di mare. Insomma, roba da far venire i capelli dritti al modellista generico medio, che di sole non ne vuol proprio sentir parlare, e le previsioni stagionali lo fanno svegliare di notte in preda a clamorose crisi esistenziali.

 

Comunque, stante l’attuale asfittica attività solare – ricordiamo che siamo più o meno a ridosso del massimo del Ciclo Solare 24 e i parametri di misura della nostra stella assomigliano a quelli dei minimi dei cicli del secolo scorso -, stanti le previsioni altrettanto coraggiose di persistenza di questa debolezza, stante la recente inversione del segno della PDO, giunta in territorio negativo con le prospettive di starci più o meno tre decadi, pare si vada verso un altro inverno in cui la corrente a getto frequenterà le medie e basse latitudini. Pare anche però che la concomitante imminente virata verso ovest della QBO (quasi biennal oscillation), possa sfavorire fasi persistenti di AO (Arctic Oscillation) negativa, quella che piace tanto poco agli albionici costretti in questi casi a contare la neve a metrate. A conti fatti, non miei ma di un altro disadattato di turno ovviamente, dovrebbe trattarsi di un’altra invernata piuttosto rigida, ma con impatto più spostato sull’est europeo e sulle longitudini orientali più che su quelle occidentali. Bontà sua, ce la potremmo cavare meglio dei due inverni più recenti.

 

Giusto per restare in tema, questa ovviamente la “freeziamo”, così a gennaio/febbraio o giù di lì vediamo com’è andata!

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Published inAttualità

6 Comments

  1. Paolo

    Grazie infinite dott. Guidi.
    Paolo. Appassionato meteo invernofilo-freddofilo. Un caro saluto.

  2. Paolo

    Salve Dott. Guidi,
    mi consenta di complimentarmi con Lei per il suo stile ed il suo approccio con la meteorologia, davvero fuori dal comune. Sempre un piacere ascoltarLa nella sua disamina sobria e concreta, a differenza di molti Suoi colleghi che, mi permetta, a mio modo di vedere, non conoscono bene ne’ la geografia italiana, ne’, tantomeno la lingua!
    La sento molto convinta in fatto di debolezza del ciclo solare e della sua persistenza su livelli bassi, mi permetta l’ azzardo: sarebbe quindi lecito attendersi inverni futuri dai connotati piu’ simili a quelli che ci raccontano i nostri nonni? La ringrazio e saluto.

    • Paolo, innanzi tutto grazie per le parole gentili, ma veniamo al dunque. La debolezza di questo ciclo solare è un fatto accertato, che questo possa essere seguito da altrettanto debole attività nei prossimi cicli è opinione abbastanza diffusa, ma per restare alla concretezza da lei citata, questa è la più classica delle previsioni di persistenza (le migliori sul mercato), dato che prima che il ciclo24 manifestasse il suo carattere, tutte le previsioni solari andavano nella direzione di un altro ciclo intenso, semplicemente perché così erano andati i precedenti. E’ pur vero che le dinamiche solari non sono soggette a variazioni ad alta frequenza (nel senso che le attribuiamo noi umani che di fatto viviamo un battito di ciglia del sistema pianeta), per cui ci sta anche che questa scarsa attività si possa protrarre nelle prossime 2/3 decadi. Gli inverni dei nonni non li escluderei, anche qui perché ogni nonno ha il suo inverno, per cui uno o l’altro prima o poi ritorneranno. Anche su questo tuttavia, ironia a parte, la contestualità tra cicli deboli e un certo tipo di regimi atmosferici tendenti al fresco è abbastanza nota. Tecnicamente trattasi della risultante di un abbassamento di latitudine del fronte polare cioè di espansione dell’aria fredda e contrazione di quella calda/temperatura della cella di Hadley. Nota bene che questo è esattamente il contrario di ciò che recita la teoria degli effetti del riscaldamento globale, il quale, non a caso, da 2/3 lustri batte il passo. Vedremo.
      Saluti.
      gg

  3. david

    Sono d’accordo con lei Guidi sul titolo (estate quasi ok),ma non sul fatto che la stessa sia appena a metà;essendo lei
    un noto meteorologo sa benissimo che l’estate stessa inizia il 01-06 e termina il 31-08,ergo siamo (FORTUNATAMENTE) quasi alla fine!
    Cari saluti e buon inverno!

    • David, non sono molto d’accordo. Da meteorologo (buono o cattivo è da vedersi) conosco solo le stagioni astronomiche e il relativo mutare dell’apporto di energia che si traduce in condizioni climatiche prevalenti attraverso la circolazione che redistribuisce quell’energia. Quello che succede nel mezzo, cioè anno per anno o stagione per stagione, è tutt’altro che definito. Non so se si è capito, ma considero la faccenda dell’estate “meteorologica” una favola.
      gg

    • Grazie, Guido, grazie. In questo ambiente di meteo/clima credevo di essere un disadattato nel considerare e usare nei conti uncamente le stagioni astronomiche. Sono lieto di sapere che siamo almeno in due!
      Per il prossimo inverno le previsioni valgono quanto le mie speranze: un’estate finora normale mi farebbe sperare in un inverno anch’esso normale, cioè freddo e nevoso.
      franco

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