I danni del climate change

Qualora mai doveste percepire la sensazione che si stava meglio quando si stava peggio e che questo accada perché il clima cambia e cambia male, date un’occhiata ai danni, ormai evidenti e irreversibili che il nostro sconsiderato atteggiamento ha generato.

Aspettativa di vita World GDP

Via @tan123 Enjoy.

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Author: Guido Guidi

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9 Comments

  1. Centrato!

    Trilussaspeak, nell’era post-Snowden l’unico, vero SSL che ci resta, decodificabile a Campo de’ Fiori, non nello Utah ;-))

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  2. Festeggio tanto progresso, ma il “GDP pro capita”, purtroppo, non significa affatto che ogni capita si goda quel GDP… e dopo tanto progresso, è pur umano che emerga sempre più quel sentimento immortalato nel 1857 dal poeta Christian F. Hebbel, quando scrisse:

    “Quel che l’uomo guadagna lo pagherà caro, non fosse che con la paura di riperderlo presto”.

    Confessiamocelo, ogni tanto un’occhiata pensosa ai 400 ppm che crescono imperterriti gliela diamo tutti — quanto ci costerà mangiare se scendesse di colpo? — e quel leggero senso di fastidio di non poter aprire una finestra per cambiare l’aria viziata? E chissà, forse un giorno arriverà anche mia figlia con una pessima pagella e una scusa che la colpa non è sua 🙂 http://www.smithsonianmag.com/science-nature/the-carbon-dioxide-in-a-crowded-room-can-make-you-dumber-180948052/?no-ist

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    • Alvaro, fa sempre bene vedere le cose anche attraverso le lenti che avrebbe usato Trilussa. Capisco e condivido anche i tuoi dubbi e pensieri. Resta il fatto, in un mondo molto imperfetto e quindi assolutamente perfettibile, che quelle che molti considerano vicende climatiche già “disrupted” non sembra abbiano avuto alcun impatto negativo. Non mi permetto di dire che possano averne avuto uno positivo, benché tra accrescimento della produttività agricola per alte concentrazioni di CO2 e temperature medie elevate, ci sia anche un discreto supporto di letteratura scientifica al riguardo. Per converso, manca assolutamente il supporto per la tesi contraria, a meno che le proiezioni non vogliano essere elevate allo stesso rango dei dati osservati di cui disponiamo. Diciamo piuttosto che la gara tra realtà e immaginazione è sempre aperta, ma è come quella tra Bip Bip e Will Coyote, vincitore e vinto non cambiano mai!
      gg

  3. “nel corso della storia, la miseria è la condizione normale dell’uomo. i progressi che permettono di superare questa norma – qua e là, di tanto in tanto – sono opera di una minoranza estremamente limitata, frequentemente disprezzata, spesso condannata, e quasi sempre contrastata da tutti i benpensanti. ogni volta che a questa minoranza viene impedito di creare oppure quando (come succede talvolta) viene scacciata da una società, la massa torna a piombare nella miseria più nera.
    Questo è noto come “sfortuna””
    [per heinlein, nel 1973, o crisi (dei subprime?) quarant’anni dopo]

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  4. Dopo questo post la nomination per il premio destinato ai nega.., pardon, scettici climatici, non te la toglie nessuno! 🙂 🙂
    Ciao, Donato.

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    • Veramente stanno scomparendo nelle nebbie del web. 🙂
      Poiché hai suscitato la mia curiosità, però, sono andato a curiosare (così aumento un poco il ranking 🙂 ) e ho visto che nel 2013 non lo hanno assegnato e nel 2012 hanno avuto problemi a trovare candidati perché, secondo loro, di AGW non si parla più come una volta su stampa e TV o, per essere precisi, le tesi scettiche non trovano più lo spazio che avevano un tempo: il pensiero unico impera! 🙂
      Ciao, Donato.

  5. E’ evidente che trattasi di una mazza di hockey, ma lei, egregio colonnello, come tanti altri, continua a negare.
    Dovrebbe essere sottoposto ad un programma di rieducazione.

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  6. …ed infatti dal punto di vista dei catastrofisti cataclismatici avvezzi alla dottrina malthusiana, questi due grafici fanno rabbrividire…

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