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Un El Niño non fa global warming

I lettori più attenti avranno notato che da qualche settimana a questa parte abbiamo iniziato a seguire con un po’ più di attenzione l’evoluzione delle dinamiche delle temperature di superficie dell’Oceano Pacifico. Questo è accaduto perché stiamo assistendo al possibile innesco di un evento di El Niño nei prossimi mesi. La NOAA ha appena emesso un nuovo El Niño Watch.

In giro per il web, compreso questo blog, ci sono dei paragoni con eventi molto intensi del recente passato e discussioni circa gli effetti che un El Niño di forte intensità potrebbe evere. Tra questi effetti, figura senz’altro la possibilità che le temperature medie superficiali globali tornino a salire. Tralasciando il fatto che qualora questo accadesse sarebbe semmai la riprova di un consistente contributo naturale a questo trend positivo, si deve anche tener conto del fatto che la PDO, indice che descrive le oscillazioni di lungo periodo delle SST del Pacifico, è attualmente in fase negativa. Normalmente, le fasi negative della PDO sono associate con una maggiore frequenza di eventi La Niña e El Niño più rari e meno intensi. Per cui, fermo restando che non è ora possibile capire né quando arriverà, né quanto durerà, nè quanto sarà intenso il prossimo evento di riscaldamento delle SST di quella porzione del pianeta, è abbastanza improbabile (ma non impossibile) che si sviluppi un evento particolarmente intenso.

Oggi, per approfondire il discorso dell’eventuale impatto sulle temperature globali, vi propongo la lettura di un paper di recente pubblicazione che mette in relazione i diversi tipi di El Niño (Modoki, Est Pacifico etc etc), con il contributo alla temperatura media del pianeta. Gli eventi delle ultime decadi del secolo scorso, soprattutto quello del 1997-98, furono eventi catalogati come Est Pacifico, cioè con diffusione del riscaldamento all’intera fascia equatoriale dell’oceano, ed ebbero un forte impatto sulle temperature solo in parte mitigato (1982-83) da una contemporanea intensa attività vulcanica (assente per il 1997-98). Gli El Niño Modoki (Pacifico centrale) invece, hanno solitamente un impatto trascurabile sulle temperature.

Diverso, molto diverso, è invece il discorso sugli effetti ‘meteorologici’ più diretti, che più che variare di intensità variano di localizzazione e quindi possono fare la sventura di alcune aree potenzialmente oggetto di alluvioni e la fortuna di altre attualmente in persistenti condizioni di siccità. Ho il sospetto che non smetteremo di parlare di questo argomento molto presto.

Il paper è qui:

The influence of different El Niño types on global average temperature

Buona lettura.

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Published inAttualità

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