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E, ancora una volta, è una questione semantica

Basta capirsi. Basta dare il giusto significato alle cose. Basta capire cosa si voglia intendere, per esempio, per riduzione delle emissioni.

Nei giorni scorsi, per esempio, il presidente USA ha lanciato un piano di significativa riduzione del ricorso al carbone per la produzione di energia elettrica (qui su CM). La sua implementazione, di fatto una modifica al mix delle fonti energetiche che pure non avrà effetto alcuno sul clima, sarà forse possibile soprattutto sotto la spinta di un largo ricorso al gas naturale, la cui disponibilità è aumentata molto grazie alle nuove tecniche estrattive note come fracking. Il carbone però resta e qualcuno lo userà, altro fatto che si capisce rapidamente dal raddoppio delle esportazioni USA di carbone negli ultimi anni (destinazione anche Europa, guarda un po’) e un aumento complessivo del 3% del ricorso al carbone a scala globale. Quindi le emissioni magari diminuiranno pure su una sponda dell’Atlantico ma aumenteranno altrove. Altro fulgido esempio di delocalizzazione e di lettura tra le righe (che non sono neanche così strette).

Subito dopo l’annuncio USA, sembrava che anche un altro gigante delle emissioni dovesse seguire a ruota. Un accademico cinese, infatti, si era lasciato sfuggire che qualcuno stava pensando a mettere un limite alle emissioni anche nel suo paese. Che meraviglioso effetto di traino, anche soltanto per una tipica politica dell’annuncio. Ma, niente paura, ecco che la questione torna ad essere semantica. Così, riporta la Reuters:

Fonti ufficiali cinesi raffreddano le aspettative di taglio delle emissioni

Ogni regolazione a breve termine delle emissioni cinesi di gas serra consentirebbe probabilmente una futura crescita delle emissioni, ha detto un funzionario del governo lunedì, dismettendo ogni suggerimento di tagli imminenti della più grande nazione  emettitrice.

Sun Cuihua, vice direttore dell’ufficio dei cambiamenti climatici presso la Commissione Nazionale dello sviluppo e delle riforme, ha detto che sarebbe semplicistico immaginare che la Cina possa imporre un limite assoluto alle emissioni di gas serra dal 2016.

Non è stata presa alcuna decisione su di un limite e i tempi di una tale misura sono in discussione, ha detto. Sono prese in considerazione molte opzioni e la Cina sceglierà delle policy che siano in accordo con le sue condizioni e livello di sviluppo.

“La nostra comprensione della parola ‘limite’ è diversa da quella delle nazioni sviluppate”, ha detto Sun durante una conferenza […].

Visto? è solo una questione di comprensione. Basta essere chiari, del resto carbone, che in inglese si dice coal, in cinese si scrive così:. Come si potrebbe intendere la stessa cosa? 😉

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Published inAttualità

Un commento

  1. Guido Botteri

    煤… il radicale a sinistra vuol dire “fuoco” e quello a destra, sotto, vuol dire “albero, legna”
    (giusto per curiosità)

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