Cambiamenti climatici: E tu, chi sei? – Aggiornato

Leggi sotto per l’aggiornamento.

In realtà, a questa domanda dovrebbe rispondere solo chi si occupa effettivamente di clima, che lo faccia per professione o per passione. Facciamo che per oggi potranno rispondere tutti quelli che vorranno, anche perché è pieno di gente che nella vita fa tutt’altro ma dispensa certezze climatiche con grande sicurezza. Li trovate ovunque, al bar come nelle sedi accademiche, quindi sentitevi pure liberi di rispondere come credete.

Non sarà però una risposta libera, dovrete dichiarare la vostra appartenenza ad una delle categorie che vi elencherò tra poco.

L’idea viene da una fonte piuttosto autorevole, ovvero da Richard Muller, fisico di lunga fama e ancor più lunga carriera, autore tra l’altro dei libri Physics for Future Presidents: The Science Behind the Headlines e Energy for Future Presidents. Muller è inoltre co-fondatore del progetto Berkeley Earth, un’iniziativa di ricerca indipendente con cui ci si è posti l’obbiettivo di mettere a punto dei dataset di parametri atmosferici, soprattutto temperatura, per valutare “dall’esterno” il lavoro dei gruppi che li hanno originati e gestiti come la NASA, la NOAA, l’Hadley Centre etc etc (se volete saperne un po’ di più andate qui, sulla pagina del loro ambiente web che descrive i loro risultati principali). Una voce autorevole come quella di Muller, può permettersi di essere nel mainstream senza esserci, perché è uno di quelli che fa mainstream.

Sicché, sull’HuffPost Green  (ebbene sì, esiste anche questo…) è uscito un breve articolo in cui Muller elenca le categorie di pensiero in materia di clima. Eccole:

Allarmisti. Fanno poca attenzione ai dettagli della scienza. Non li si può convincere. Credono che il pericolo sia imminente, così ritengono sia appropriate che necessarie delle tattiche che spaventino, in particolar modo per contrastare i negazionisti. Assumono implicitamente che tutto il riscaldamento globale e quello causato dagli uomini siano la stessa cosa.

Quelli che esagerano. Conoscono la scienza ma esagerano per il bene del prossimo. Ritengono che gli altri non considerino una minaccia un cambiamento di 0.64°C, così devono fare cherry picking e distorcere un po’ le cose per una buona causa.

Riscaldisti. Queste persone sono incollate alla scienza. Possono non conoscere tutte le risposte agli argomenti degli scettici, ma sono cresciuti con la fiducia negli scienziati che si occupano delle cose. Sono convinti che il pericolo sia serio ed imminente.

Moderati. Anche loro sono incollati alla scienza. Riconoscono che ci sia un pericolo ma sentono che c’è incertezza. Dovremmo fare qualcosa, ma lo si può valutare. Abbiamo tempo.

Scettici. Conoscono la scienza ma sono infastiditi dalle esagerazioni e puntano a importanti falle nella teoria e nell’analisi dei dati. Sono annoiati quando i riscaldisti ignorano le loro obiezioni, molte delle quali sono valide. Questo gruppo include gli uditori, scienziati che valutano attentamente analisi altrui.

Negazionisti. Fanno poca attenzione ai dettagli della scienza. Non li si può convincere. Considerano le opinioni degli allarmisti una seria minaccia alla nostra economia, così ritengono appropriate e necessarie delle esagerazioni per contrastarli.

Qui sotto per rispondere:

Ah, per inciso, Muller nello stesso articolo ha anche detto che egli stesso (che si dichiara moderato) potrebbe essere catalogato come negazionista, perché può mostrare che gli uragani non stanno aumentando (come dicono molti allarmisti), nè lo stanno facendo i tornado, e siccità e alluvioni non stanno diventando più comuni.

Chissà, potremmo scoprire che la comunità di CM è diversa da quello che pensiamo…

Aggiornamento delle 22:45:

Ehm…
come molti di voi avranno notato, non sono riuscito a far funzionare il plugin del sondaggio, roba cui mi sono potuto dedicare soltanto ora, quando il sondaggio è bello e andato…
Potrei aggiungere questo contrattempo alla lunga lista dei danni da climate change, perché, evidentemente, mi si è fritto il cervello.
Ringrazio quanti hanno comunque espresso il proprio pensiero con un commento (era la prima opzione in effetti, prima che avessi il lampo di genio tecnologico rivelatosi poi un lampo a bassissimo voltaggio…).
Non ce la posso fare…CM ha disperato bisogno di un webmaster vero, visto che la figura di editore-autore-moderatore-gestore-sistemista-manutentore mal si adatta ad una sola (deficitaria) persona.

Immagino vorrete saperlo comunque: mi dichiaro moderato/scettico, ripudio il negazionismo per definizione, comprendo il ‘riscaldismo’, penso sia profondamente sbagliato esagerare qualunque sia il fine (fatta eccezione per pratiche ludiche che non starei qui a discutere) e considero ridicola qualunque forma di allarmismo.

Ciò detto,per una eventuale futura occasione, se qualcuno sa come far funzionare questo c@!!o di plug-in che si chiama wp-polls, ogni suggerimento è bene accetto! 🙂

gg

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Licenza Creative Commons
Quest'opera di www.climatemonitor.it è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.

Author: Guido Guidi

Share This Post On

58 Comments

  1. Gli uomini fan parte dell’ambiente e sono quindi attrezzati per percepirne le variazioni, in Artide fa ancora freddo e uomini e alcune bestie vanno in giro impellicciati, e di piante che crescono sui ghiacci non ve ne sono tante! Certo non è che con le innervature dell’epidermide o degli strati corporei più profondi si possono misurare i gradi come con strumenti di precisione, però di fatto i fautori dell’AGW fanno allarmisticamente riferimenti anche alle percezioni umane e agli effetti che sugli uomini avrebbe un maggior calore diffuso, sia direttamente: una accentuauta disidratazione, sia indirettamente a causa della presunta incidenza negativa sui prodotti della terra di cui esso (cioè noi tutti) si nutre. D’altronde è ovvio che il metabolismo di ogni specie si diversifica, però partendo da una tot. situazione tx le eventuali variazioni t possono essere rilevate a livello organico nelle une e nelle altre specie, e anche sul piano comportamentale con sue alterazioni. In ogni caso ho espresso quest’affermazione perché a volte i sostenitori dell’A…fanno riferimento a loro supporto alla “percezione” del clima, altre volte, quando l’altro non fa al loro caso, allora riportano i dati delle strumentazioni, e se qualcuno dice “ma… non mi pare che abbia fatto così caldo” (come affermo io, almeno per la zona in cui vivo) essi rispondono con dati tecnici. Io dico che se il clima aumenta in temperatura in modo sufficiente da invocare un disastro prossimo venturo allora ce ne dovremmo accorgere quasi tutti senza necessariamente leggere i marchingegni preposti. Comunque sono d’accordo con la risposta precedente che l’urbanizzazione estendendosi
    laddove vi erano predisposti rilevatori questi segnaleranno una gradazione maggiore. Ovvio che nei centri abitati faccia un po’ meno freddo che nelle zone aperte. In questo caso è perfettamente lecito asseverare un riscaldamento locale, che però è cosa diversa da quello globale. Ciao.

    Post a Reply
  2. “Però sulla pelle umana calore o freddo anomalo comunque si percepiscono e questo vale anche per le piante e per la loro produzione alimentare, quindi, indicatori non strumentali comunque esistono.”

    Starai mica dicendo che gli esseri mani sono misuratori OGGETTIVI di temperatura, o qualsivoglia grandezza fisica?

    E il metabolismo delle piante dipende da molti fattori, non solo la temperatura.

    Post a Reply
  3. No, i sensori di temperatura sono OK, in realtà i luoghi storici in cui si misura la temperatura sono notevolmente cambiati nel tempo:
    1)ambiente sempre più urbano negli anni: riscaldamento urbano , estensione dell’isola di calore, ventilazione ostacolata, ecc.
    2)un sensore di temperatura deve essere lontano da superfici metalliche, invece nelle stazioni moderne (come mostrato in foto) abbonda il metallo intorno ad esso. Basta vedere l’effetto che fa una parabola sotto un sensore di un meteoappassionato oppure se avete due sensori di temperatura chiunque è interessato può fare una prova.Maggiore è l’irraggiamento e maggiore sarà l’errore di misura con metallo sotto il sensore.
    Esempio di installazione della Protezione Civile a Bucine (AR):
    http://my.meteonetwork.it/asset/photo/X01046_1314635542.89.jpg

    Post a Reply
  4. Mi reinserisco in ritardo in questo dibattito, purtroppo ho poco tempo e posso soffermarmi in rete solo a notte inoltrata. Voglio riallacciarmi all’intervento di Roberto, quando egli (e anche comprensibilmente) afferma che non è giusto tacere quando la temperatura è alta e contestare l’AGW quando essa diminuisce, ma il fatto che a parer mio contraddice la teoria principe dell’AGW… sono proprio questi sbalzi di temperatura, un riscaldamento locale certamente li giustifica ma non uno globale e dovuto all’aumento costante di CO2, in questo caso penso che il clima dovrebbe andare generalmente livellandosi verso l’alto. Se si scalda un contenitore pieno di qualsiasi fluido non è che in esso all’improvviso si creano zone fredde laddove c’era un certa gradazione più elevata, il calore tende ad aumentare ovunque, pur se in misura diversa, o tutt’al più in qualche area rimane stabile. Io come indicavo nel mio post precedente, che per analogia si riferiva alle previsioni economiche, penso che le variabili nel clima come quelle nell’economia sono così numerose che non abbiamo la capacità di isolarne qualcuna come principale responsabile di questa o quella crisi meteorologica, proprio come avviene di solito per le crisi economiche. Ad esempio la scuola keynesiana e quella di Mises e A.Hayek (le scuole più autorevoli e aprezzate del ‘900) spiegavano e proponevano rimedi addirittura opposti per gli stessi fenomeni socio-economici, con tanto di modelli matematici complessi ambedue e corrispondenze statistiche. Alla fine quali loro previsioni si sono finora avverate ? Un po’ quelle dell’una e un po’ quelle dell’altra e un po’ nessuna sia dell’una che dell’altra. Perciò forse, in economia globale come per il clima globale, credo sia meglio guardare con umiltà al futuro, avanzando sì ipotesi ma senza pretendere che esse rappresentino la verità certa verso cui tutti devono convenire e ciò soprattutto quando si affacciano costi sociali abbastanza pesanti quali una diminuzione della produzione industriale e quindi della crescita di beni e servizi per intere popolazioni.

    Post a Reply
    • C’è un problema a mio avviso di fondo e cioè che se si discute di una temperatura alta o bassa bisogna farlo con cognizione di causa. Invece spesso vedo commentare ad esempio le temperature senza attenzione alla scienza: difatti tutti discutendo di questa materia dovrebbero sapere cosa sia un errore accidentale, cosa che le prime due categorie difficilmente sanno perchè danno poca attenzione alla scienza. Un errore accidentale è un errore di misura non eliminabile, ma si può ridurre prestando maggiore attenzione alla misura fatta.
      Tra l’altro questi errori nel tempo spesso diventano errori sistematici ed è facile capire perchè diventino errori sempre più grandi nei centri storici:
      http://www.climatemonitor.it/?p=40522
      In più aggiungiamoci tutto il metallo che è stato messo attorno ai moderni sensori di temperatura :
      http://agrometeo.arsia.toscana.it/SAR_Prodotti/StazImg/Img037_3.jpg
      Abbiamo creato sicuramente una rete di “rilevazione antropica” e sempre meno “atmosferica”.
      Saluti

    • Scusa non capisco il senso del discorso: stai dicendo che i rilevatori sono costruiti in modo non confacente? Che è la imperfetta o inadeguata strumentazione la causa dei risultati ottenuti? Però sulla pelle umana calore o freddo anomalo comunque si percepiscono e questo vale anche per le piante e per la loro produzione alimentare, quindi, indicatori non strumentali comunque esistono. Checché ne dicano tecnologia e grafi rappresentativi: quando fa freddo fa freddo e quando fa caldo fa caldo.

  5. Mi dichiaro scettico convinto, nel senso che cerco di informarmi il più possibile sulle variazioni climatiche e non capisco la superficialità dei moderati o dei riscaldisti.

    Post a Reply
  6. Non sono uno scienziato ma nel passato ho lavorato spesso con modelli matematici complessi. Direi moderato-scettico, più` scettico che moderato

    Post a Reply
  7. Io mi sento “Carlo” nel senso che mi riconosco in pieno nel suo commento

    Post a Reply
  8. Ogni volta che mi capita di incontrare in TV il geologo con la picozza e l’agronomo con il farfallino cambio canale…in che categoria potrei essere inserito? Direi scettico infastidito

    Post a Reply
    • +1

      E’ vero, questo blog ha bisogno di un webmaster… 😉

    • Qualcuno che si offre????
      gg

    • che si offra a gratis è dura. In questo mondo tutto ha un prezzo.

    • Esiste anche il volontariato… sebbene non sia del tutto gratis anche quello in molti casi.
      Purtroppo io non so fare nemmeno il webmaster, lo sapessi fare potrei valutare il dispendio di risorse (tempo e voglia dato che sono in pensione) e offrirmi eventualmente.

  9. Scettico. Diventato negazionista per disperazione. Non se ne può più della “CO2”

    Post a Reply
  10. Sono uno scettico,non troppo moderato. Non riesco ad accettare che tutto il sistema climatico dipenda solo da una manopola, la CO2. Adesso sono in campeggio e lavoro alle 3 del mattino con 9 gradi in veranda e 4 fuori. Tra un po’ diventerò un credente del raffreddamento globale, se è vero che il caldo della scorsa estate è stata colpa dell’AGW, come hanno detto.

    Post a Reply
    • curioso notare come tutto il caldo che c’è stato dall’estate 2015 fino anche a qualche settimana fa (32 gradi qui in Puglia ad Aprile non si erano “mai” visti) non destino stupore, ma appena una notte ci sono 4 gradi subito lo scettico non può fare a meno di sottolineare che faccia freddo e di stare convertendosi alla fede del raffreddamento globale.
      è un atteggiamento che incontro spesso e devo dire che è davvero troppo curioso…

    • Forse è questione di condizionamento psicologico, ma se è informato va bene. Parliamone…
      gg

    • di quale condizionamento psicologico parla? conosce la mia posizione a riguardo?

      il mio commento si riferiva solo a quest’atteggiamento in particolare da parte di Franco che di certo non è un atteggiamento obiettivo.

      ma se tacere quando a casa mia ci sono più di 30 gradi ad Aprile e sottolineare il proprio scetticismo solo perché sempre a casa mia ci sono 4 gradi ad Aprile è da considerarsi un atteggiamento obiettivo allora taccio…

    • Roberto si tende sempre ad essere colpiti da quello che è più prossimo al proprio pensiero. Ma, sinceramente, questo in tema di clima accade molto più spesso e con meno obiettività in una sola direzione.
      Noi qui bilanciamo
      gg

    • Guido due azioni sbagliate non ne fanno una giusta.

    • Curioso anche come avvenga il contrario, in campo opposto, eh?

    • curioso sì. quindi?

    • Quindi forse è come dice Guido, condizionamento psicologico: ognuno è colpito da cose diverse dagli altri. Per me vale per gli uni come per gli altri, ma dal tuo commento pare che valga solo per gli uni.

    • sono responsabile di ciò che dico non di ciò che pare

    • Roberto, queste sono le max T per Giovinazzo negli ultimi 7 gg:
      http://88.53.255.166:8081/pc/detail.php?id_staz=470&graph_param=42086&days=2&graph_type=tabella&pag=3
      22 aprile 2016 max di Giovinazzo 19,8°C
      Come puoi vedere:
      il 22 aprile 2016 max di Bari Palese riporta un impossibile 23,0°C
      http://www.ogimet.com/cgi-bin/gsodres?lang=en&ind=162700-99999&ano=2016&mes=4&day=30&ndays=31

      Il 23 aprile solita solfa Bari Palese 23°C di max, mentre Giovinazzo 20,2°C
      Si è parlato ampiamente delle temperature errate rilevate da Bari Palese e chi ci abita ormai sa che quella stazione dell’aeronautica rileva temperature max irreali.
      Se vuoi puoi chiedere alla protezione civile di inviarti il report del mese di Aprile e vedrai che quella max che vai dicendo non si è mai realizzata realmente.

    • Tra l’altro i 4°C di minima che vai dicendo non si sono realizzati nè a Bitonto nè a Giovinazzo nel mese di Aprile e credo tu ti riferisca alla solita temperatura irreale della rilevazione di Bari Palese AM che è farlocca sia nelle minime che nelle massime.
      Il sensore è sicuramente OK, quello che probabilmente non va bene è l’ambiente intorno al sensore. Tali minime e tali massime sono probabilmente o il frutto di un sensore a 5 cm dal suolo oppure come spesso capita il sensore è molto vicino a del materiale metallico.

    • no alessandro i 4 gradi si riferivano a quelli citati da Franco che non so sinceramente dove abita. era un esempio per far passare il mio concetto espresso sopra.

      per quanto riguarda i tuoi dati di Giovinazzo, non so perché mi riporti quelli di 7 giorni fa visto che ti parlavo del 17 aprile. tra l’altro mi sono anche confuso, ma il giorno in cui fui a Bari e c’erano 31 gradi era il 13 aprile. guarda caso Bari Palese li rileva anche per quei giorni. per quanto riguarda il 17 aprile non ricordo sinceramente (anche perché non ero a Bari) ma non è un caso che lo stesso Guido Guidi lo avesse previsto anche se qui parla di centro-sud in generale e di aree interne. ma chiunque seguì il meteo quei giorni sa che su Bari si registrarono 31 gradi.
      http://www.climatemonitor.it/?p=41044

      per il resto chiunque abbia un minimo di esperienza in questo campo sa distinguere una temperatura di 31 gradi da una di 28 gradi. non serve una laurea per capire quanti gradi ci sono. e parlo ovviamente di temperature reali, non percepite.

    • per quanto riguarda il 22 aprile non mi sembrano tanto impossibili i 23°C visto che a Bitonto segna 22,5°C.
      in ogni caso fosse la temperatura quel giorno inferiore ai 31°C, il mio commento nei confronti di Franco non cambia nella sostanza.

    • a Bari Palese dal 1943 abbiamo il 10/04/1985 in cui si rilevarono 32,6°C, quindi fu più calda la max nel 1985 che nel 2016, no?
      Ho preso i dati di 7 gg fa perchè gli altri non sono consultabili.

    • ale non hai afferrato la sostanza del mio commento. leggi le prime righe del commento di virgilio lì dove mi cita. lui l’ha afferrato.

    • L’estate del 2015 l’ho passata, semprhe in campeggio, con temperature per gran parte del tempo superiori a 42 gradi e quindi so bene quanto è stato caldo. Questo mi ha dato fastidio (e molto) ma non mi ha meravigliato visto che ne conoscevo la causa: el nino.
      L’attività umana c’entrava poco o nulla ma questo non ha impedito a molti di strillare le colpe dell’uomo brutto, sporco e cattivo pur di tenere desta la paura della fine del mondo prossima ventura (da almeno 40 anni). Se questi signori si possono permettere di mentire spudoratamente, rivendico per me lo stesso diritto per qualche notte di freddo. Oppure io non lo posso fare e gli altri sì?

    • tu puoi fare tutto ciò che vuoi.
      solo che non vedo differenze tra i due atteggiamenti.

    • @Alessandro
      “Diciamo che i mass media stanno diffondendo in maniera inspiegabilmente univoca un modo di approcciarsi alla materia climatica paragonabile alla categoria “allarmisti” e “quelli che esagerano”.
      Quello che tutti i mezzi mass mediatici tendono a diffondere è il concetto univoco di negatività, senza informare la popolazione su quale possano essere, per esempio in questo caso, le cose positive in un mondo più caldo e conseguentemente con più CO2.”

      Non è tanto inspiegabile se fai caso all’effetto della pressione selettiva. Hanno possibilità di successo e carriera praticamente solo quelli che seguono il mainstream socio-politico-scientifico.
      Risultato: se scrivi un libro “contro” e fai il meteo in una TV francese allora ti licenziano (e i sindacati tacciono). Questo è solo un esempio estremo, altri comportamenti possono essere più soft ma contribuire alla pressione selettiva.
      Chi non si adatta non sopravvive diceva Darwin.

    • Io preferisco non adattarmi, perchè credo nei valori di onestà, dignità e lealtà. Il successo e la carriera sono valori morali?

    • @Alessandro
      “Io preferisco non adattarmi, perchè credo nei valori di onestà, dignità e lealtà. Il successo e la carriera sono valori morali?”

      Bravo, ma in tal caso l’effetto della pressione selettiva su di te quale potrebbe essere? E sulla media, nel corso degli anni, non tenderà a emarginare la gran parte di quelli come te favorendo invece quelli che pensano l’opposto, che siano in buona fede o meno?

      Comunque secondo me la moda e l’etica hanno molti punti in comune.

    • @Maurizio non vengo emarginato 1)cerco di essere indipendente 2) gli altri non sanno come la penso 3) penso con la mia testa e non in modo opposto a priori.

    • @Alessandro
      Il discorso non è centrato su di te ma intorno alla risposta che io ho dato su quello che tu definisci un atteggiamento inspiegabile dei massmedia di cui riporto la tua frase di seguito.
      > “Diciamo che i mass media stanno diffondendo in maniera inspiegabilmente univoca un modo di approcciarsi alla materia climatica paragonabile alla categoria “allarmisti” e “quelli che esagerano”.
      Al che ho risposto dicendo che :
      >”Hanno possibilità di successo e carriera praticamente solo quelli che seguono il mainstream socio-politico-scientifico.
      Risultato: se scrivi un libro “contro” e fai il meteo in una TV francese allora ti licenziano (e i sindacati tacciono). Questo è solo un esempio estremo, altri comportamenti possono essere più soft ma contribuire alla pressione selettiva.”
      Questo spiega a mio avviso la posizione attuale dei media a favore dell’AGW.
      Mi fa piacere che tu creda in certi valori ma non era questo il punto.

    • @Maurizio , lo so che non ti riferisci a me, la prima persona singolare l’ho utilizzata impersonalmente. Non credo come scrivi che tutti seguano il mainstream e che chi non lo segua venga emarginato. Tra l’altro etica e moda sono difficilmente determinabili visto che al momento non credo che esista un misuratore efficace che quantifichi tutti i modi e i pensieri della gente comune.

    • @Alessandro
      “1)cerco di essere indipendente 2) gli altri non sanno come la penso 3) penso con la mia testa e non in modo opposto a priori.”

      Ok, ma se vale il punto 2 significa che non dici nulla o non scrivi nulla. Di fatto non esisti se non fai coming out.
      Se lo fai sei sotto pressione selettiva.
      D’altra parte quando sei studente ti insegnano quello, se sei nella professione puoi dire solo quello, e da decenni va avanti così.
      Repubblica, Corriere, La Stampa, TG rai e Mediaset per citarne alcuni, danno spazio solo a quello. Per trovare una voce contro devi leggere Battaglia sul Giornale… Un articolo ogni tre mesi se va bene.
      Ho conosciuto uno studente neozelandese che si laurea (in GB) addirittura in Economia dei Cambiamenti Climatici: le sue competenze “economiche” assumono che L’AGW sia reale e dimostrato al di là di ogni dubbio (vedi 97%), compreso il fatto che ci sono degli individui che lo “negano” per motivi un po’ abbietti. Forse pensa anche lui di essere indipendente e di pensare con la propria testa. Chi lo sa?

    • Io posso scrivere e dire qualunque cosa,quelle contano poco. Faccio delle scelte tutti i giorni e quelle sono quelle che contano.
      Insomma per farti capire che le chiacchiere non fan farina, scommetti che se nessuno compra libro del laureato allora si inizia a pubblicare cose differenti? Comprare un libro o comportarsi come consiglia il laureato in cambiamenti climatici fanno parte delle scelte che condizionano inevitabilmente il BAU.
      Poi che adesso la situazione attuale sia indirizzata verso altre scelte sono d’accordo con te. Se si fanno soldi predicando male è solo colpa delle scelte del popolo. Spero di essermi spiegato.

    • si, ho afferrato, ma a parer mio non desta stupore nulla di quanto avete scritto.
      E’ un atteggiamento che si incontra spesso, perchè l’informazione mass mediatica è lontana dalla scienza e molto vicina alle chiacchiere da bar.

    • non desta stupore neanche per me.
      ma se qualcuno scrive che ci sono 30 gradi ad Aprile allora viene scambiato per qualcuno che vuole dimostrare l’AGW in questo modo (classico il commento sotto di David nei miei riguardi che mi definisce addirittura un “classico italiota dalla memoria corta”).
      se invece uno scrive che ci sono 4 gradi ad aprile e persino sottolineare che questo indica un non AGW allora tutto ok 🙂

    • A parer mio è difficile capirsi in una comunità con un semplice commento. Ritengo inoltre sia difficile catalogare qualunque persona alle categorie descritte sopra.
      Diciamo che i mass media stanno diffondendo in maniera inspiegabilmente univoca un modo di approcciarsi alla materia climatica paragonabile alla categoria “allarmisti” e “quelli che esagerano”.
      Quello che tutti i mezzi mass mediatici tendono a diffondere è il concetto univoco di negatività, senza informare la popolazione su quale possano essere, per esempio in questo caso, le cose positive in un mondo più caldo e conseguentemente con più CO2.
      Un pò su quasi tutte le materie di cui si occupano i mass media questo è l’atteggiamento che sicuramente dà fastidio all’utente che vuole pensare con la propria testa e non con quella di un giornalista che è lontano anni luce dalla scienza o da un corretto pensiero professionale che opera ed ha esperienza in materia.

    • caro Roberto lei ha come tutti gli italioti la memoria corta;nell’aprile 2011 penso che da lei si siano superati i 32 gradi(qui in emilia purtroppo si),cumunque anche in passato anche se non era la regola aprile ha comunque sfornato periodi caldi(famoso quello del 1945,ove si sono toccate temperature over 27-28°almeno al nord),ma nessuno gridava allo scandalo GW(anzi AGW).

    • pensi che da me si siano superati i 30 gradi? adesso “pensare che” è diventata scienza? 😀
      già il fatto che crede che siccome in Emilia faccia caldo allora debba farlo anche in Puglia la dice lunga. in più aggiungo che qui in Puglia nell’aprile 2011 al massimo si toccarono i 27 gradi per poi tornare tutto rapidamente nella norma.
      ma a parte tutta questa premessa fuorviante, sapresti dirmi chi stia gridando allo scandalo AGW in questa discussione?

  11. Il clima va come l’economia, in genere le sue previsioni enunciate anche dai più esperti risultano poco giuste sul breve periodo: qua e là qualcosa la si può anche azzeccare, ma totalmente sbagliate sul lungo periodo. Ovviamente qualcuno che c’indovina c’è sempre dal momento che su tanti che la dicono diversa una ogni tanto deve pur realizzarsi… Quindi diciamo che per il clima io mi definirei un Non-previsionista.

    Post a Reply
  12. A me danno fastidio 2 categorie gli “allarmisti” e “quelli che esagerano”
    Mentre tollererei i “riscaldisti”, ma difficilmente riescono a non ripetere a pappagallo ciò che le due categorie sopra affermano distorcendo la scienza o facendo poca attenzione ai dettagli della scienza.
    Credo di non ricadere in nessuna delle categorie da come sono state descritte.

    Post a Reply
  13. Moderato/scettico, ma più vicino allo scettico che al moderato.
    Un po’ come R. Muller che ho sempre apprezzato per la sua franchezza e di cui condivido buona parte del pensiero (non tutto altrimenti sarei un suo clone .-) ).
    Di questo ed anche d’altro ho anche avuto modo di scrivere in diverse occasioni su queste pagine. A titolo esemplificativo:
    http://www.climatemonitor.it/?p=27051
    Ciao, Donato.

    Post a Reply
  14. Scettico, scettico… 🙂

    Post a Reply
  15. Neanch’io riesco a votare (avrei votato “scettico”). Diciamo che la mia posizione è uno stato quantico che varia tra moderato e negazionista, con un deciso picco nella distribuzione delle probabilità su “scettico”. 🙂

    Comunque, ho anch’io lo stato d’animo di Sergio e mi sono preparato il pic-nic sulla sponda del fiume (e non solo per l’AWG, ma per un sacco di altre cose). Mi sento piuttosto a mio agio, avendo già goduto di parecchi pic-nic simili in passato.

    Post a Reply
  16. Io sono negazionista. Sono già nella forma mentis di colui che si siede sulla sponda del fiume e aspetta che passi il cadavere del nemico, nel senso che spero di campare abbastanza, ho già 52 anni, per vedere il pianeta raffreddarsi e vedere crollare questo ignobile castello di carte (false) che è il AGW causato dalla benedetta CO2.
    Quindi pensando questo, credo di essere un negazionista puro.

    Post a Reply
  17. Io non sono un climatologo di professione, e nemmeno un meteorologo. Però qualcosina la conosco fosse solo perchè sono laureato in fisica e lavoro nel campo della ricerca dei fluidi complessi. Riesco a leggere e capire i vari articoli pubblicati, sia pro che contro l’AGV e discernere se si scrivono cose supportate da basi scientifiche (anche se con la statistica avanzata si può dimostrare tutto ed il contrario di tutto se si è in malafede) o “estrapolazioni ottenute massacrando la statistica. Come Muller mi sento un moderato tendente al negazionismo.

    Post a Reply
  18. Ho votato scettico, ma in realtà sono un ibrido tra scettico e negazionista, perché argomento scientificamente che l’andamento del clima non è dato certo, in quanto la dispersione dei valori è al di sotto dell’errore sistematico; inoltre in scienza e coscienza ritengo ininfluente il ruolo della CO2, anzi ritengo obsoleta la teoria dell’effetto serra superata dalla recente teoria (Anni Settanta) detta dell’effetto dinamo.
    Qui mi fermo, perché altrimenti dovrei scrivere un trattatello, non un semplice commento. Richiamo un video del collega fisico Sergio Bartalucci messo in rete da noi del CIRN
    https://www.youtube.com/watch?v=qXs3WOP0Te4
    sul nostro canale Youtube
    https://www.youtube.com/user/CIRNenergie/videos?sort=dd&view=0&shelf_id=0.
    Grazie.

    Post a Reply
  19. Visto che non riesco a votare nel sondaggio mi dichiaro scettico (ma che notizia 😀 )

    Post a Reply

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »