Fa caldo? Ti stupro.

Dici Svezia, e ti viene in mente una società evoluta, una democrazia compiuta, liberale, democratica, garante di diritti per tutti: bianchi, neri, uomini, donne, cristiani, musulmani e chi più ne ha più ne metta. Sì, fa freddino specie d’inverno… Ma vuoi mettere le svedesi? Libere, belle e tutte bionde. Roba che ti si scalda il cuore anche nel gelo invernale.

Solo luoghi comuni? Dietro ogni luogo comune un fondamento di verità deve pur esserci, altrimenti si parlerebbe più propriamente di luogo raro. Ma anche i luoghi comuni invecchiano, e mostrano la corda. Ad esempio, i due pilastri della Svezia da cartolina, la socialdemocrazia (attualmente al governo, nonchè per 25 anni degli ultimi 35) e le bionde sono oggettivamente in difficoltà. Il motivo? Una ondata di stupri senza precedenti.

La storia in realtà viene piuttosto da lontano, ma i toni cominciano a farsi esasperati circa un anno fa, per via di uno stupro di massa durante un concerto nell’agosto del 2015, che anticipa in modo sinistro quanto sarebbe successo a Colonia pochi mesi dopo. Il punto è che di quello stupro collettivo perpetrato, a detta delle vittime, da “richiedenti asilo”, non compare traccia sui giornali svedesi per circa 6 mesi, prima che accadano i fatti di Colonia. Si scopre quindi che uno dei principali giornali svedesi, il liberal Dagens Nyheter, era stato messo al corrente dei fatti ma si era rifiutato di parlarne temendo che potesse giovare ai “Democratici Svedesi”, partito nazionalista svedese anti-immigrazione e quindi automaticamente catalogato come “populista” (Nyheteridag.se, 2016).

Comincia quindi un penoso rimpallo di accuse e responsabilità tra la polizia, che accusa il giornale di non aver voluto parlare dei fatti per le pressioni della politica; il giornale che sostiene di non essere stato informato adeguatamente dalla polizia e infine la politica che sostiene di non essere stata informata nè dalla polizia nè tantomeno dai giornali.

Nei mesi successivi monta l’ondata delle critiche al governo socialdemocratico, accusato non solo di aver messo il bavaglio su fatti di cronaca nera legati all’immigrazione massiccia degli ultimi anni, ma persino di incoraggiare le più bieche speculazioni legate ad una “industria del migrante” che genera ricchi profitti per operatori privati impegnati nel fornire alloggi, e persino per le banche coinvolte nel ricco business delle carte prepagate per i richiedenti asilo (Gatestoneinstitute.org, 2016).

Ma le critiche al governo aumentano con il ripetersi dei fatti di cronaca nera, e in particolare degli stupri, con la politica nell’angolo a smentire la facile associazione delinquenza-immigrazione. Impresa comunque difficile per un paese che, dall’essere stato per tanti anni il simbolo della libertà sessuale e della parità dei generi, già nel 2012 si era ritrovato a vantare il tristissimo primato europeo delle molestie sessuali, con una percentuale di donne sottoposte ad abusi compresa tra l’80% e il 100% (Fig.1).

Fig.1. Fonte: wnd.com

Fig.1. Fonte: wnd.com

Un mese fa ci ha provato Barbro Sorman, esponente dello Sweden Left Party, a riscrivere il codice penale in materia di violenza contro le donne, sostenendo che uno stupro ad opera di uno svedese è più grave di quello commesso da un migrante, perché lo svedese è al corrente dei concetti basilari legati alla parità dei sessi, mentre i migranti no. Una revisione molto politically-correct del concetto di incapacità di intendere in salsa multiculturalista (Zerohedge.com, 2016).

Sembrava che l’arsenale di scemenze fosse stato svuotato dalla politica e dal giornalismo svedese quando ecco la notizia del giorno che pare spiegare la recente ondata di stupri: la causa è da ricercare nel caldo di questa estate (Breitbart.com, 2016).

Ci illumina lo psicoterapeuta ed “esperto di crimini sessuali” Börje Svensson il quale, dopo aver spiegato che l’eccesso di molestie è stato una logica conseguenza della calda estate svedese 2016, annuncia profetico che se la prossima estate farà fresco allora gli stupri di quest’anno saranno un lontano ricordo. Rincara la dose la “scienziata del comportamento” Mary Bauer che ci informa di una scomoda verità: d’estate fa più caldo che a Dicembre, e quindi la gente si sposta di più e fa cose che magari l’inverno non farebbe. Come per esempio stuprare.

I due eminenti scienziati non citano il global warming, ma il passo evidentemente è brevissimo. Più caldo fa, più si stuprerà. Perché questo maledetto global warming, tra le tante cose, ci potrebbe regalare anche più uscite serali. E si sa che l’essere umano, razza dannata, meno si mostra in giro e meno danni fa all’ecosistema, oltre che alle esemplari di sesso femminile della razza in questione.

Dopo aver scoperto che il global warming attenta ai patrimoni dell’umanità e fomenta il terrorismo islamico, adesso scopriamo anche che costringe gli uomini ad uscire di casa e quindi, inevitabilmente, a stuprare. Mary Bauer dixit.

Da ex-elettore di millemila partiti e ormai rassegnato alla pura e semplice non-rappresentatività mi permetto il lusso di poter concludere che almeno una cosa l’ho capita: per una certa galassia politica che si definisce liberal e irradia come faro unico di civiltà dai Democrats americani, i tre cardini del pensiero (liberal) occidentale contemporaneo sono:

  • Il multiculturalismo, panacea di tutti i mali.
  • La russofobia, ché qualsiasi cosa vada male è colpa di Putin.
  • Il global warming, ché qualsiasi cosa non si riesca a giustificare, è colpa del riscaldamento globale.

Basta con le dietrologie. Vado a guardare un po’ di olimpiadi. Trionfo del multiculturalismo, niente atleti russi perché pare siano gli unici al mondo a doparsi, e richiamo al global warming nella cerimonia d’apertura.

Tutto torna.

E meno male che in Brasile è inverno, che se le olimpiadi fossero state in estate…Gli atleti maschi sarebbero già tutti dietro le sbarre. Parola di Mary Bauer.

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Author: Massimo Lupicino

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7 Comments

  1. Bellissimo articolo che espone anche il mio pensiero, comunque si è dimenticato una cosa importante:
    se è colpa del caldo che si commettono stupri, come è possibile allora stando alla mappa postata sopra che nei paesi mediterranei (guarda caso i più bollenti) la percentuale di molestie sulla pop femminile è minore?
    Misteri della fede (scientista, non scientifica)…

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    • Evidentemente, come spesso ci raccontano e cercano di interpretare (con il “banale” e solito “cherry picking”), a “causa” dell’AGW, i fenomeni climatici (e di devianza e perversione) sono imprevedibili (ops, … chiaramente attesi e … scontati – lascio a voi di dare spazio all’immaginazione!) e quindi occorre comprarsi tutti un bel congelatore portatile, per applicazioni specifiche e localizzate!
      AHAHAH!
      Sai che fresco o, meglio, che … fresconi?

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  2. Massimo
    ma sa che gira e rigira mi sa che hanno ragione loro? Infatti, è noto che il caldo dà alla testa: le parole di questi “governanti” che lei ha così puntualmente e precisamente riportato possono essere state pronunciate solo in seguito a un colpo di calore. Persistente, e forte.

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  3. L’anno scorso, proprio di questi tempi, su un altro sito discutevo del problema. Il Gatestone institute, in altre pubblicazioni, ha fornito abbondanza di indizi sulla correlazione tra l’aumento dei reati di stupro in Svezia e l’immigrazione “liberalizzata” già sin dagli anni ’70. Prima di quel periodo, sia i reati di natura sessuale sia l’immigrazione erano descritti da numeri minimi. Indizi che fanno una prova, anche se la prova è tenuta nascosta, in quanto il ministero della giustizia svedese, che pubblica report con quintali di dati, si rifiuta di segmentare i reati per etnia di chi li ha commessi. Chissà come mai. Fino a poco tempo fa la giustificazione più di moda tra i progressisti era la seguente: non è vero che sono aumentati i reati; sono aumentate le denunce da parte di donne violentate più volte in ambito familiare, precedentemente omertoso. Peccato che tra i dati messi a disposizione dal ministero dell’interno c’è però il luogo dove vengono commessi i reati: e gli stupri, guarda caso, vengono commessi in grandissima maggioranza nei luoghi pubblici (discoteche, piazze) e in gran minoranza nelle case. Palo. Ora vedo che hanno trovato una scusa “migliore”.

    PS Ricordo che all’epoca scrissi una battuta: il problema forse era l’aumento delle temperature. Vedo che ormai non c’è più differenza tra ironia/satira e pseudo-scienza.

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  4. In momenti di crisi economica bisognerebbe benedire questo riscaldamento globale e non demonizzarlo.
    1) si spende di meno per riscaldare e quindi si inquina di meno.
    2)quello che non si spende per riscaldare lo si potrebbe spendere quando si esce di casa per lo svago…e qui mi si innalza il PIL.
    3)si possono fare passeggiate e movimento che un clima rigido impedirebbe di fare, guadagnando in salute e risparmiando sulla sanità.
    4)Senza troppo scarto termico tra freddo e caldo ci sarebbero meno danni all’agricoltura.
    5, 6 , 7 , 8….e così via!

    W il riscaldamento globale, e grazie a tutte le menti superiori che ce ne mettono al corrente….altrimenti non ce ne saremmo accorti e non avremmo potutto sfruttarlo come si deve!

    5oll4

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