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Se fosse primavera direi boh…

Se fosse primavera avremmo davanti la ‘spring predictability barrier’ quel limite ancora difficilmente superabile dell’attendibilità dei modelli di previsione stagionale che, appunto in primavera, ancora non riescono a far meglio della statistica.

Ma non è primavera, è autunno, perciò temo che nei prossimi mesi dovremo rassegnarci a non poter contare su segno dell’ENSO per le nostre consuete – spesso inservibili – speculazioni climatiche. Perché i modelli sono abbastanza attendibili. Con buona probabilità abbiamo infatti davanti una fase di neutralità dell’indice ENSO.

Quindi sarà normale circolazione degli Alisei, normale distribuzione della massa lungo l’equatore sul Pacifico, normale attività convettiva associata a questi pattern e, infine, normale trasporto di calore verso l’alta atmosfera ad opera di questa convezione.

E’ grave? No, se non lo si guarda in termini di previsioni. Ma, appunto, le previsioni sono il nostro pane, quindi è grave. Perché in assenza di forti elementi di discontinuità, quali sono appunto le incursioni in territorio negativo o positivo dell’indice, sarà molto difficile fare ipotesi di teleconnessione che facilitino la previsione (ammesso e non concesso che avrebbe potuto essere diverso: il potente El Niño finito pochi mesi fa invece di portare le attese piogge torrenziali ha portato la persistenza della siccità sull’America centrale che si affaccia sul Pacifico, con buona pace delle previsioni).

Così, ecco che il modello che usa la NASA propende per condizioni di neutralità (in blu qui sopra) e tutti gli altri oscillano tra un debole segno negativo e, appunto, la neutralità. Anche in queste ultime settimane, con l’indice ENSO che galleggia sul limite che separa le condizioni neutre da quelle di La Niña, tanto che la NOAA ha cancellato il messaggio La Niña Watch, forse non sapendo che pesci pigliare.

Morale, nessun collegamento tangibile con l’attività degli uragani in Atlantico, nessuna accentuazione delle piogge sul continente marittimo, nessun (remoto, anzi, remotissimo) collegamento con l’andamento degli indici di distribuzione della massa in Atlantico e, per la disperazione dei fan del freddo, nessuna suggestiva ipotesi sul comportamento del Vortice Polare Stratosferico nel prossimo inverno.

Come lo vogliamo chiamare? Ah, sì, clima…ma non disfatto

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Published inAttualità

3 Comments

  1. Franco Zavatti

    “.. e a sentenziare che l’inverno sarà mite perché la QBO è positiva,…”.
    Non so nulla di previsioni e chiedo scusa per l’intervento, ma quale QBO? A quale livello di pressione? Da questo grafico (QBO aggiornata ad agosto 2016 su 6 livelli pressioni)
    http://www.zafzaf.it/clima/cm69/tab.pdf
    mi sembra che la QBO sia positiva a 20 e 30 hPa e negativa per gli altri 4 livelli.
    Questa non è una contestazione ma un tentativo di “captatio benevolentiae”” nei confronti del clima (e dei previsori :-)) da parte di un fan del freddo, piuttosto disperato per l’eventualità di un inverno caldo”.
    Franco

  2. Carissimo Guido…

    …correggimi se sbaglio… ma ho l’impressione che si faccia troppo affidamento ai “numeri” dei vari indici e poco caso a quella che può essere l’evoluzione stagionale.

    In varie pagine di meteo (che secondo me andrebbero definite di Fantameteo), già si parla di inverno sicuramente sopramedia… in stile 2015-2016 perché manca La Nina, con assenza pressoché totale di precipitazioni sia sotto forma di pioggia che di neve e temperatura per nulla basse,… ecc… ecc… ecc…

    Vabbè… ok. Forse gli indici non sono favorevoli a qualcosa di apocalittico (per fortuna), ma è veramente così difficile rendersi conto che le cose stanno cambiando e che, forse, i normali modelli matematici andrebbero un tantinello rivisti?

    Quasi nessuno, di quelli da me sentiti che si occupano di Meteo, prendono in considerazione il raffreddamento dell’Atlantico. Di questi, solo un paio si rendono conto del fatto che a causa di questo “blocco”, la Corrente del Golfo è sempre più corta e debole (ricordo ancora quando, negli anni ’90, per Corrente del Golfo si intendeva il flusso d’acqua calda e salata che dal Golfo del Messico saliva lungo la East-Coast, attraversava l’Atlantico e raggiungeva le isole britanniche e l’Europa. Oggi per Corrente del Golfo si intende un flusso d’acqua lungo la sola East-Coast. E basta!). Nessuno di quelli che si occupano di Meteo, almeno tra quelli da me sentiti, prende in considerazione il fatto che l’Attività Solare è ai minimi storici e non siamo ancora arrivati al minimo tra i cicli 24 e 25 (che forse, di fatto, non ci sarà mai).

    Tutti ad affidarsi agli indici… e a sentenziare che l’inverno sarà mite perché la QBO è positiva, La Nina non si fa vedere e… come avevamo previsto mesi fa, anche Agosto è stato il mese più caldo di sempre (e lo sarà anche Settembre)!

    Boh…

    …da piccolo ti piaceva il Col. Bernacca… cosa avrebbe detto lui?

    Buona giornata

    • Bernardo,
      forse hai ragione, spesso si abusa dei numeri, perché gli indici non sono altro che il tentativo di infilare dentro scatole di dimensioni paragonabili le dinamiche dei parametri cui sono riferiti, nella maggior parte dei casi la distribuzione della massa atmosferica. Quindi sono tentativi che falliscono frequentemente.
      Il punto però è che ho visto e previsto (malamente) abbastanza stagioni per tentare di farlo ancora. Quelli di cui parlo nel post sono segnali di tendenza molto labili e, appunto, anche inutilizzabili.
      Lo sono altrettanto però le dinamiche che tu citi, pure molto importanti e significative, perché siamo nel brevissimo periodo climatico e i minimi solari e le dinamiche delle SST oceaniche agiscono nel medio e lungo periodo climatico.
      Certo, un giorno qualcuno scoprirà dov’è la chiave del mistero e assegnerà a tutte le componenti del sistema, TUTTE, il proprio ruolo, per avere pixel per pixel la fotografia del clima che farà, anche per uno, due, tre mesi, ma non è cosa di oggi. E bada bene che ho scritto clima e non tempo, perché penso che il tempo che farà tra uno, due, tre mesi, sarò proprio un’altra cosa ancora.
      gg

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