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Ogni buon Santone prima o poi molla la sua religione

James Lovelock, cui si deve la paternità della teoria del ‘Pianeta vivente’, è uno dei padri dell’ambientalismo moderno. Giunto alla veneranda età di 97 anni, già da tempo mostrava segni di redenzione, rivedendo al ribasso la sua teoria secondo la quale il genere umano, in qualità di intruso, più che una parte del sistema, ne sarebbe il problema. Si potrebbe dire che non è mai troppo tardi per l’età della ragione, nella fattispecie forse giunta perché le sue teorie le ha sviluppate ormai parecchio tempo fa e l’intruso continua a prosperare disattendendo le previsioni, in totale assenza di segnali di ribellione da parte del suo ospite.

Le sue recenti esternazioni in materia di catastrofe climatica prossima ventura sono però molto più che una prosecuzione del processo di ravvedimento, sono una presa di coscienza. Così il Guardian in una recente intervista:

Quel che è cambiato drammaticamente, tuttavia, è la sua posizione sul cambiamento climatico. Ora dice che: Tutti quelli che cercano di far previsioni oltre i 5 o 10 anni sono delle specie di idioti, perché ci sono troppe cose che possono cambiare in modo inaspettato. Ma non è esattamente quello che ha fatto l’ultima volta che ci siamo visti?  Lo so, risponde con un ghigno scherzoso. Ma sono un po’ cresciuto da allora.

Lovelock ora pensa che “la CO2 stia aumentando, ma neanche lontanamente in modo veloce come si pensava. I modelli al computer semplicemente non erano affidabili. now believes that “CO2 is going up, but nowhere near as fast as they thought it would. “The computer models just weren’t reliable“. “Infatti” prosegue “Non sono sicuro che tutta la faccenda non sia una pazzia, questa cosa del cambiamento climatico. Basta guardare la città di Singapore. E’ due volte e mezza più calda del più terribile scenario di cambiamento climatico, ed è uno dei posti più desiderabili in cui vivere“.

Ma c’è una terza spiegazione per la quale ha ancora cambiato la sua posizione e ora si sente “sereno nei confronti del cambiamento climatico“. Se tutto restasse uguale “sarebbe sufficiente una singola eruzione di un vulcano di sufficienti dimensioni per mandare fuori dagli schemi tutti i modelli e tutto il resto

Lovelock continua a sostenere, diversamente dalla maggior parte degli ambientalisti, di essere rigorosamente empirico, ma è assolutamente chiaro che gli piace far ammattire il movimento ambientalista. “Beh, è una religione, in raltà. E’ totalmente a-sceintifico“.

Decisamente troppo per il Guardian, che preferisce titolare l’articolo con un riferimento ad altra affermazione di Lovelock, quella per la quale secondo lui entro la fine di questo secolo i robot avranno preso il sopravvento. Peccato che anche questa sia una previsione, ed ha in comune con gli scenari climatici la complessità del sistema di cui si stima l’evoluzione, quindi…. Qualcosa mi dice che questo potrebbe essere uno dei prossimi ambiti di terrorismo psicologico cui saremo sottoposti, quando l’isteria da clima che cambia e cambia male sarà passata. Trattasi infatti di previsioni condivise addirittura con Stehphen Hawking e… … … Gianroberto Casaleggio, che dallo scienziato icona vivente della fisica teorica ha mutuato la teoria della ‘Singularity’, la fase in cui l’intelligenza artificiale prenderà il sopravvento sull’umanità, lasciandoci in eredità un video pubblicato di recente su media vari.

È curioso come Il cherry picking sia trasversale a tutte le discussioni. Immagino che Casaleggio non sapesse della redenzione di Lovelock e della sua opinione attuale sul climate change, altrimenti non avrebbe messo nella sua profezia di futuribili capriole della nostra società votata all’autodistruzione i mirabolanti progressi tecnologici capaci di connettere in un unico sistema distribuito tutto il genere umano, l’internet delle cose controllato per il nostro bene dalle Nazioni Unite, un pianeta devastato dal climate change nel 2125 (né 124 né 126) e, infine, un Uomo Vitruviano dalle fattezze robotiche, diventato tanto intelligente da avere la meglio sul suo creatore, ma abbastanza stupido da non essere di alcuna utilità per consentire un progresso non distruttivo. Ma, si sa, sono previsioni, e per di più ben oltre i 5-10 anni di cui sopra.

E ora? Beh, ora, benché in prospettiva pianeta-da-salvare Lovelock l’abbia fatta grossa, la sua reputazione lo proteggerà dall’essere bollato come ormai affetto da senilità. La sua ‘impronta’ sul pensiero ambientalista più agguerrito è troppo forte. Staranno semplicemente lì ad aspettare di poter far finta di nulla, mentre i pilastri della religione dei nostri tempi vengono giù, neanche troppo silenziosamente, è già si prepara la prossima.

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Published inAmbienteAttualità

3 Comments

  1. Luigi Mariani

    Quando su segnalazione di un amico lessi l’intervista a Lovelock apparsa su Repubblica (http://www.repubblica.it/ambiente/2016/10/02/news/james_lovelock_dieci_anni_fa_ero_certo_che_le_emissioni_di_co2_e_il_global_warming_non_ci_avrebbero_dato_scampo_-148942414/) mi colpì soprattutto la lucidità di questo 97enne e la sua capacità di modificare in modo tanto radicale le proprie idee, il che non è da poco per una persona tanto anziana. Per me è davvero stupefacente.

  2. Ben detto. Ma guai… a dirlo! Se non t’allinei, ti silenziano o, se non ci riescono, ti trattano da povero scemo. Potremmo pensare: non prendiamocela, tanto quelle degli ambientalisti sono chiacchiere vuote. Invece no, vengono applicate —ahimè! — da politici stupidi o, più probabilmente, miranti a secondi fini. A spese nostre (in vari sensi).
    Io cito talvolta Talleyrand: in una sua sentenza resa poi celebre da Clemenceau che la fece propria, il grande “Girella” diceva che la guerra è una cosa troppo seria per lasciarla in mano ai generali. Ebbene: anche l’ambiente è una cosa troppo seria per lasciarla in mano agli ambientalisti.

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