Il Nulla Glaciale

Una notizia che gira da un po’, rimbalzando tra Twitter e altri social: “L’acqua scorre attraverso l’Antartide”. Scoperti fiumi che scorrono sopra e sotto il ghiaccio dalle montagne verso il mare.


Finora, pare che l’esistenza di questi fiumi fosse nota solo per la Penisola Antartica – dicono – ma adesso che li abbiamo trovati anche altrove sono senz’altro fonte di preoccupazione, nonostante 1) la temperatura laggiù, appunto a parte che per la Penisola Antarica, non è affatto aumentata; 2) il ghiaccio anziché diminuire come accade per l’Artico, non ha mai smesso di aumentare da quando lo si misura oggettivamente; 3) alcuni di questi fiumi, di cui era già nota l’esistenza, pare che invece contribuiscano alla stabilità del ghiaccio regolando i flussi verso il mare; 4) i dati attuali non sono sufficienti a trarre conclusioni.

Però, se leggete l’articolo di Science Daily, sembra stia arrivando l’armageddon. Ma questi chi li paga?

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Author: Guido Guidi

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21 Comments

  1. Simone non tutto è così semplice ed è difficile dare patenti di prestigio o affidabilità a questo o quell’istituto. Cominciamo col dire che NASA e NOAA non sono due istituti separati: il NOAA utilizza infatti prodotti NASA, della quale agisce come il suo braccio “operativo”.
    Per il resto gli istituti che si occupano di ghiacci artici sono innumerevoli e le misure, per quanto vicine nei risultati, non sono spesso perfettamente sovrapponibili, anche perché le metodiche utilizzate sono leggermente differenti. Per esempio i giapponesi di cui parli (IJIS) danno misure di estensione su base giornaliera, mentre NSIDC fa una media su tre giorni. Poi ci sono le misure di area, molto diverse, ma la definizione stessa di estensione varia spesso tra istituto e istituto.
    Per lo spessore dei ghiacci c’è il PIOMAS, ma anche DMI ha il suo metodo, che dà risultati piuttosto diversi. Poi ci sono i norvegesi del NORSEX.
    Sui dataset di temperatura poi è un ginepraio, letteralmente, tra dati terrestri massicciamente “massaggiati” come dice Lupicino e dati satellitari più o meno “puliti” (anche alcuni dati satellitari sono stati massaggiati).
    Insomma, quando si parla di scienza bisogna sempre sentire più campane diverse e secondo me è sbagliato, e pericoloso affidarsi ad un istituto “preferito”, specie se questo è il più soggetto alle influenze della politica.

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  2. Nasa, Noaa, istituto meteorologico inglese e istituto meteorologico giapponese, sono questi 4 centri che calcolano, ognuno per conto proprio, le variazioni sulla temperatura globale e guarda caso arrivano tutti a conclusioni simili.

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    • Simone si parla di ghiacci antartici, dove sono NOAA, istituto inglese e giapponese? ci dai il link come fatto per DMI da Massimo?
      Sulla temperatura globale ti sarai accorto spero che qui si scrive che è aumentata?

  3. Chissà lei sig. Guidi chi lo paga, per continuare a dire falsità su falsità e negare sempre i dati ufficiali. Come si vede dai dati ufficiali negli ultimi 15 anni il ghiaccio sulla terra ferma in Antartide è diminuito e neanche di poco!

    https://climate.nasa.gov/vital-signs/land-ice/

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    • Strano il mondo, si danno dei dati come “Source: GRACE satellite data) “, si dice “Antarctica GIA correction: Ivins et al,” , cisono dei numeri in (GT) che sembrano il peso del ghiaccio, da +600 a -1000 che diventano da 0 a -1600 ma ci si dimenticano i riferimenti ed il cosa.
      Io vorrei vedere dati veri NON dati CORRETTI.
      Questi sevono solo per la religione.

    • Simone il tuo commento ti qualifica, cosi’ come il fatto che sia stato pubblicato qualifica chi gestisce questo Blog. Ad ogni modo dell’argomento si e’ gia’ parlato in passato su CM: http://www.climatemonitor.it/?p=39271
      Mentre il link alla ricerca in questione lo trovi qua: http://www.ingentaconnect.com/content/igsoc/jog/2015/00000061/00000230/art00001
      Per quanto riguarda i grafici sulla pagina che hai citato, un grafico non basta a rendere giustizia di argomenti cosi’ complessi. Bisognerebbe capire in che modo e’ stato ottenuto, con quali assunzioni o massaggi (che vista la fonte e’ la prima cosa che andrei a guardare).
      Ad esempio, riguardo alla Groenlandia, il grafico del sito della NASA cozza in modo sostanziale con quelli del DMI per la stessa area, che sono aggiornati annualmente e che mostrano un trend di accumulo piuttosto che perdita: http://beta.dmi.dk/en/groenland/maalinger/greenland-ice-sheet-surface-mass-budget/
      Per non parlare dell’intervallo di tempo ovviamente troppo limitato per poter trarre conclusioni definitive : linearizzare intervalli di tempo troppo piccoli e’ esercizio pericoloso che ad esempio chi investe in borsa conosce molto bene: le trendline sono fatte per essere rotte, non per arrivare a zero con un’estrapolazione elementare.
      Sono cose di cui e’ interessante parlare, a patto di farlo con l’educazione minima che ci si aspetta da chi frequenta questo spazio. Altrimenti ci sono millemila siti mainstream che ti racconteranno quello che ti fa piacere sapere. Nulla di male in questo: unicuique suum.

    • ma Lupicino, da quand’è che lei conosce la buona educazione? Passa il tempo a provocare scrivendo idiozie e poi si indigna se qualcuno trova da obiettare? Inoltre, non sarebbe lei quello che non se ne intende di climatologia? Allora com’è che commenta grafici come fossero cannoli? O non servono competenze per parlare di certe cose?
      ma mi faccia il piacere…

    • Non ho bisogno di leggere notizie su siti mainstream che sono tutti o quasi di parte, o da un lato o dall’altro come fosse un tifo calcistico (e questo sito non è da meno). Io vado a cercare la fonte dei dati dall’ente più professionale possibile. Se si hanno dubbi sui dati più ufficiali, figuriamoci allora che dubbi bisognerebbe porsi sui dati non ufficiali.

    • Curiosa questa risposta, perché “mainstream” e “ufficiale” sostanzialmente vogliono dire la stessa cosa. In pratica Simone dice che gli interessano solo le fonti che gli piacciono. Come tutti i tifosi che si rispettano, accusa gli altri di essere tifosi.

    • cioè, vi ruba il mestiere!

    • “cioè, vi ruba il mestiere!”

      Be’, se lo metti sullo stesso piano nostro è già un passo avanti: almeno non c’è superiorità antropologica.

    • Non capisco perche’ il DMI, ente assolutamente stimato e prestigioso, vada considerato come “non ufficiale” . Quanto al link postato, e’ relativo ad un paper citato a sua volta 46 volte in altri paper, pubblicati anche su Nature e Science. Lo stesso discorso si puo’ fare in tanti altri casi, per esempio in relazione ai dati pluri-massaggiati della NASA o piuttosto a quelli non-massaggiati dell’UAH, distanti anni luce gli uni dagli altri.
      E non si puo’ certo dire che l’Universita’ dell’Alabama non sia un istituto rispettato, come lo stesso Roy Spencer. Se poi si vuole concludere che la NASA e’ l’unico ente “ufficiale”, beh, liberi di farlo. Anche questo e’ tifo, del resto 😉

  4. Nelle previsioni “scientifiche” compare anche questa:

    500 million (anni nel futuro)
    James Kasting
    The level of carbon dioxide in the atmosphere will drop dramatically, making the Earth uninhabitable.

    Diamoci da fare… 🙂

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  5. Caro Guido,
    reduce con il professor Gaetano Forni dalla stesura di un lavoro sul tema “Fine del mondo e millenarismo” posso tentare una risposta alla tua domanda finale e cioè “Ma questi chi li paga?”.
    E’ che in realtà una possibilità da non trascurare è che in realtà non li paghi nessuno, nel senso che semplicemente esprimono un tratto antropologico insopprimibile e presente fin dalla notte dei tempi e cioè quello del pessimismo che induce a creare sempre nuovi miti di fine del mondo.
    In proposito invito a scorrere la lunghissima lista proposta di Wikipedia (https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_dates_predicted_for_apocalyptic_events#Past_dates) sulle fini del mondo previste in passato e per fortuna mai verificatesi. C’è da rimanere allibiti.
    Luigi

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    • Scusate se mi intrometto , non vorrei essere un disturbo.
      Non sono un esperto come voi, ma uno storico e studio manoscritti antichi… Vi leggo perché sento il bisogno di informarmi anche sugli argomenti da voi trattati (v.g., ritengo anch’io che sussistano “corto circuiti logici” nell’AGW).
      Espletata la piccola presentazione, devo confessare al dr. Mariani che, pur ritrovandomi a grandi linee nella sua analisi, incuriosito dal suo link su Wikipedia, sono andato a leggermelo e lo trovo di un imbarazzo unico (ma si sa come funziona quell’«enciclopedia»), non fosse altro per le fonti che Wikipedia utilizza in quella pagina (nella stragrande maggioranza dei riferimenti, libri da supermercato, a me pare).

    • Alfredo, il suo scetticismo su Wikipedia è comprensibile e lo condivido. Tuttavia, in questo caso, non vedo il problema: la pagina cita le predizioni su date precise della fine del mondo, argomento che di per sé include anche i libri da supermercato. Non sto dicendo che è bello e che è giusto, ma che purtroppo è così e non si può fare altro che documentare il fatto. Wikipedia non poteva fare altrimenti, o omettere quella pagina.

      La mia personale opinione è simile a quella di Luigi: si tratta del senso di colpa ebraico-cristiano, legato al peccato originale. Essendo cattolico, penso che quel senso di colpa è giustificato, ma dovrebbe essere foriero di considerazioni molto diverse. In questo modo, invece, il “cattivo” causa di disastri è sempre l’altro (la multinazionale, il governo che sta antipatico, eccetera).

      Nonostante tutto, condividendo l’esistenza di un meccanismo spontaneo, penso che ci sia anche chi questo meccanismo lo olia per bene, anche con un bel pacco di soldi.

    • Gent. dr. Giudici,
      bazzicando da decenni con testi universitari, dizionari, enciclopedie uno si aspetterebbe qualcosa di diverso dalle “pocket guide” o dai vari manuali “for dummies” come fonte/riferimento per affermazioni di un certo peso!
      Ad esempio, il riferimento a Gioacchino da Fiore è alquanto errato. Martino di Tours non ha mai predetto una data come dichiara lì Wikipedia… e mi fermo a questi due.
      Quanto al fatto del senso di colpa ebraico-cristiano, avrei qualche perplessità, giacché perfino nell’epopea di Gilgamesh si narra qualcosa da “fine del mondo”.
      La mia impressione è che quella pagina di Wikipedia mescola millenarismi, escatologia, apocalisse, “doomsday”, ecc. senza comprenderne contesti, significati/generi letterari e accezioni…
      Ripeto: mi ritrovo in molto di quanto detto dal dr. Mariani e nelle idee di questo blog. A mio avviso, quella pagina di Wikipedia è però inaffidabile.

    • Gent. dr. Giudici,
      bazzicando da decenni con testi universitari, dizionari, enciclopedie uno si aspetterebbe qualcosa di diverso dalle “pocket guide” o dai vari manuali “for dummies” come fonte/riferimento per affermazioni di un certo peso!

      Eehhhh… certo che la capisco. D’altro canto da ingegnere mi aspetterei di vedere questioni tecnico-scientifiche discusse sulla base del metodo scientifico, ma… Viviamo in tempi strani 🙁

      La mia impressione è che quella pagina di Wikipedia mescola millenarismi, escatologia, apocalisse, “doomsday”, ecc. senza comprenderne contesti, significati/generi letterari e accezioni…

      Ma questo non mi stupisce, per Wikipedia. L’ente non si prefigge, anzi rigetta la ricerca originale, e di fatto si pone solo come una lista di riferimenti bibliografici. Nonostante il nome pretenzioso, non è un’enciclopedia (come lei ha scritto: “si sa come funziona”). Supponendo che almeno i riferimenti bibliografici siano corretti, uso lo strumento per quello che è: nel caso specifico, invece di documentare che San Martino di Tours fece quella predizione, documenta che un “manuale for dummies” lo sostiene. Purtroppo i manuali di quel tipo esistono e la gente li legge; quindi, per certi scopi, mi è utile saperlo. Riprendendo il commento di Luigi Mariani, questo testimonia una certa “mania” per le fini del mondo. Che poi questo sia solo in parte spontaneo, e in altra parte coltivato e “sobillato” p.es. da chi scrive quei manuali, lo scrivevo nel commento precedente.

    • Quando si va a vedere Wikipedia su cose che si conoscono si trovano spesso inesattezze ed imprecisioni spesso dovute alle predizioni del mainstream dominante.
      La scienza, quella vera, può studiare i fenomeni del passato e costruirci delle ipotesi che però vanno sempre riverificate, puo analizzare il presente salvo scoprire che lo strumento adatto ancora non esiste, ma quando fa “predizioni” è sempre e comunque fantascienza.

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