Primi segnali di uno Stratospheric Sudden Warming

Con questo articolo cercheremo, per quanto possibile, di guardare al futuro. Per poterlo decifrare è necessario esaminare prima il presente ed anche il recente passato.

Iniziamo con il valore del NAM10hPa come da figura 1. Il valore di soglia di +1,5 è stato raggiunto lo scorso primo gennaio con un valore di +1,52 fino a raggiungere un primo massimo il giorno 3 con +1,7. Come da letteratura di Baldwin e Dunkerton (2001), il raggiungimento e il superamento del valore di soglia comporta la realizzazione e classificazione di un Evento Stratosferico Estremo che prefigura delle specifiche dinamiche di approfondimento del vortice stratosferico con trasferimento e condizionamento della troposfera per circa una sessantina di giorni. Come ormai più volte scritto, una successiva ricerca di Waugh e Polvani (2004) descrive, approfondendo il precedente lavoro di Baldwin e Dunkerton, la dinamica che precorre l’evento, identificando nell’anomalia dei flussi di calore nei 60 giorni precedenti, gli artefici degli Eventi Stratosferici Estermi. La dinamica attuale rappresenta il caso da manuale che interpreta alla perfezione entrambi gli studi, avvalorando la ricerca di Waugh e Polvani. Infatti il valore del NAM10hPa non è sufficiente ad indicare un avvenuto ESE, per il quale deve essere conclamata una specifica dinamica T-S-T event (Troposheric-Stratospheric-Troposfheric Event) che prende avvio nei mesi precedenti. In mancanza di un T-S-T non è possibile ricondurre la dinamica ad un Evento Stratosferico Estremo a prescindere dal valore del NAM positivo o negativo raggiunto, proprio perché mancano tutte quelle conseguenze prodotte da questo tipo di eventi. Quindi un ESE non è il solo raggiungimento di un valore numerico di soglia, ma è una complessa dinamica che coinvolge profondamente la troposfera e la stratosfera, dinamica di cui l’attività d’onda e il suo trasferimento verticale sono la fonte principale. Allo stato attuale e a quello previsto nel medio termine, pur in presenza di un approfondito vortice polare stratosferico per i motivi di cui sopra, non si intravvedono le caratteristiche di un evento T-S-T con chiaro approfondimento dell’intera colonna atmosferica, quindi al momento non è possibile classificare quale Evento Strasferico Estemo l’avvenuto superamento della soglia di +1,5. Quindi possiamo ribadire che tutti i dati in nostro possesso, e per ultimo anche lo sperimentale indice SEI, ci suggeriscono che al momento il superamento del valore di soglia del NAM10hPa non ha prodotto un ESE cold. Nel precedente articolo, che potete rileggere qui, avevo illustrato la dinamica con la quale si sarebbe arrivati al raggiungimento e/o superamento dell’indice NAM10hPa, concludendo che: “Per questo motivo nei prossimi giorni è lecito attendersi una sorta di rimbalzo del geopotenziale e della temperatura e conseguentemente del NAM10hPa.”.

Volendo approfondire un po’ di più questo tema possiamo guardare all’animazione che rappresenta le anomalie alle quote isobariche di 10-30-70-200 e 500hPa rilevate al raggiungimento e superamento del valore di soglia di +1,5 dal 1 al 3 gennaio scorso.

Come si può costatare la struttura del vortice non si presenta in maniera omogenea alle varie quote, ma un chiaro approfondimento che si sviluppa dai 10 ai 70hPa scompare letteralmente alle quote inferiori fino ai 500hPa. Questo dimostra che le forzanti troposferiche sono prevalenti (vedi ad esempio la presenza di un buon segnale nelle fasi Madden 2 e prevista 3), e quindi il segnale troposferico non è in fase con il segnale stratosferico in presenza di anomali approfondimenti come sta avvenendo in questi giorni. L’indice SEI (Stratospheric Event Index), seppur in fase di sperimentazione sta mostrando tutta la sua efficacia, evidenziando come la troposfera mostri un segnale non in fase con gli anomali approfondimenti del vortice stratosferico; un segnale registrato dall’indice SEI che mostra disaccoppiamento tra le due porzioni atmosferiche nelle fasi con NAM mediamente positivo, mentre mostra allineamento nei periodi con valori del NAM mediamente negativo. In una tale situazione la trasmissione di vorticità dalla stratosfera alla troposfera non funziona, motivo per cui la troposfera non riceve alcun impulso da tipico evento T-S-T, in questo caso da ESE cold.

Il grafico di figura 2, come descritto nel precedente articolo, ci testimonia l’avvenuto crollo del geopotenziale dovuto ad una già persistente anomalia negativa di temperatura piuttosto che a causa di una vera e propria assenza dei flussi di calore. A suffragare e completare tutto ciò la figura 3 ci mostra l’andamento della temperatura compresa tra le latitudini di 60°N-90°N.

La forte anomalia negativa ha determinato un crollo del geopotenziale a sua volta causato dall’impulso troposferico avvenuto attorno alla metà del mese scorso, con indebolimento dell’attività d’onda e una sua divergenza equatoward come ben visibile dalle figure 3a e 3b (rispettivamente della media del geopotenziale alla quota isobarica di 500hPa nel periodo 16-20 dicembre e il più esplicito tracciante della media temperatura alla quota isobarica di 100hPa per lo stesso periodo). La disposizione dell’onda disegnata è chiaramente equatoward.

A tal proposito vorrei un attimo tornare indietro al primo outlook affinchè si possa comprendere meglio tutto il ragionamento che feci allora e che ritengo ancora valido nella sua sostanza.

Dal grafico in figura 4 che riporta la cross section delle anomalie del geopotenziale da 1000hPa a 0,4 hPa inserite nel primissimo outlook, vorrei prestaste attenzione al rettangolino azzurro posto nelle intenzioni attorno alla metà della prima decade di dicembre scorso. La dinamica del simil Canadian Warming, che così ancora ritengo si debba classificare, ritenni che avrebbe dovuto produrre l’impulso troposferico di temporanea chiusura del vortice polare con divergenza delle onde attorno alla metà della prima decade del mese. Da lì tutta la dinamica di appronfimento del vortice con l’abbassamento del geopotenziale stratosferico fino alla dinamica che avrebbe portato al possibile SSW ipotizzato per la metà del mese di gennaio, proprio come riassunto nello stesso grafico (vedi passaggi 4, 5 e 6). In realtà tutta la dinamica è stata assai più lenta (forse dovuta al non proprio ortodosso Canadian Warming) ma si è ugualmente realizzata.

Infatti dalla figura 5 noterete che l’impuldo troposferico, quello evidenziato nelle figure 3a e 3b, si è prodotto poco dopo la metà del mese in ritardo rispetto a quanto era nelle attese di circa un paio di settimane. Tutta la dinamica successiva a quell’impulso, e disegnata in figura 4, sta trovando man mano riscontro con uno spostamento temporale di circa un paio di settimane. Il riquadro in arancione esprime un periodo con indice AO attorno alla neutralità. In questa condizione si ha una buona efficacia nella ripartenza dei flussi di calore poleward che spesso può corrispondere ad un riscaldamento nelle medie latitudini. Un primo nuovo impulso d’onda (seconda onda) sembra profilarsi a partire dalle prossime ore ed un secondo è previsto prendere avvio subito dopo la metà del mese (vedi mappe FU Berlino ECMWF). Entrambi gli impulsi mostrano una buona propagazione verticale. Di questi impulsi dovrà tenersi conto perché potrebbero essere i precursori della dinamica che dovrebbe portare al SSW. In concomitanza con tali impulsi d’onda si mostra una buona ripresa dei flussi di calore come rilevabile dalla figura 6.

La ripresa dei flussi di calore determinerà una successiva ripresa degli Eventi dei Flussi di Calore calcolati su un inervallo di 40 giorni. Il prossimo periodo si prospetta molto avvincente. In conclusione riporto lo schema medio previsto delle onde per questa stagione così come indicato indicato nel primo outlook rapportato con quanto fin qui osservato, vedi figure 7 e 8.

Se dovesse realizzarsi un SSW, attualmente molto probabile, bisognerà stabilirne la tipologia che però in base alle anomalie di geopotenziale osservate tra gli ultimi giorni dello scorso anno e i primi del nuovo sembra dare maggiori possibilità ad un evento principale di tipo split. Per le ragioni che ho qui indicate l’SSW avrebbe elevate possibilità di avere caratteristiche dinamiche da T-S-T event enfatizzando quindi il regime troposferico fin qui osservato.

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40 Comments

  1. Mattia, ma che t’ha fatto il Sig. Tosti??? Mica ti frega lo stipendio a fine mese eh… sei ospite qui!
    Relax!

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  2. Grazie Sig. Tosti sempre gentilissimo nel rispondere!
    Attendiamo gli eventi, sperando che questo inverno, prenda una piega da I maiuscola e non minuscola come da fine dicembre.

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    • Continua la grande inaffidabilità di GFS nel lungo termine. E’ oggettivamente inutile spingersi oltre le 168 ore. Oggi è veramente imbarazzante. In allegato trovi il grafico delle ultime tre corse delle 00z della media del geopotenziale alla quota isobarica di 10hPa tra le latitudini 60N90N. Ieri i dati fornivano a 264 ore un corrispettivo NAM di circa -0,6, oggi per la stessa scadenza siamo a +1,7. Cosa ne pensi? A queste condizioni ha senso fare discussioni e commentare mappe a 300hr o a 384hr?
      CarloCT

      Immagine allegata

  3. Tosti il Berlusconi della meteorologia, dice sempre quello che il popolino vuole sentirsi dire.

    Le previsioni invernali sono sempre positive e promettono gelo e neve, se non in continuazione, con episodi comunque notevoli e prevalenti sugli episodi caldi.

    Sistematicamente non prevede stratcooling condizionanti e superamento della soglia NAM e quando contro le sue previsioni si passa la fatidica soglia NAM +1.5 nega che possa avere influssi negativi per il nostro inverno perché son sempre tutti eventi non condizionanti in troposfera (secondo statistica quando si passano gli 1.5 nel 90% sono condizionanti).
    Stranamente però gli ultimi 5 inverni sono trascorsi tutti generalmente estremamente miti pur senza condizioni sfavorevoli per il Tosti, tanto da essere tra i più caldi degli ultimi 150 anni. Sarà mica colpa del GW il cui impatto viene da lui minimizzato? A furia di arrampicate sui vetri per negare la realtà si costruisce tanti di quei cul de sac……. :-)))

    Sistematicamente prevede MMW, rimandati di volta in volta e sempre previsti nella versione più gustosa per il popolino della meteo, cioè Banana Split.

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    • Mattia, con riferimento ai problemi da risolvere di cui al precedente commento, ti do un suggerimento, ovvero quello di affrontare innanzi tutto la triste realtà, evidentemente, di non capire assolutamente niente di questi argomenti. Punto primo: dove sarebbero le previsioni di neve e gelo? Forse le hai viste su siti che le fanno abitualmente, non certo qui. Anche perché, e torno al tuo problema di comprensione, gelo e neve stanno un po’ più in basso della stratosfera ;-). Punto secondo, se non possiedi la capacità di comprendere (o l’onestà di ammettere) che tutto quello che era stato ipotizzato già dal primo outlook si sta verificando con un lag temporale di un paio di settimane, che in un discorso su tre mesi non sono niente, torno a ripetere che ti mancano gli elementi per discutere. Ergo, non ho altro da dirti.
      Enjoy.

    • Ma perché non il RENZI della meteo?visti i risultati che la sinistra produce.Ma vai a scrivere su Repubblica che è meglio.

    • Tosti il Renzi della meteo. Contento?

      E ora vado a scrivere sul fattoquotidiano.

  4. Una domanda Sig. Tosti: come fa ritenre ancora possibile un SSW, di tipo split poi, con un Nam previsto in nuova salita almeno fino al 29 di gennaio, con velocità zonali a 10 hpa in aumento dalla prossima settimana e con nessuna accenno a un riscaldamento strato importante alle 384 h? In base agli elementi in mano oggi, entro le prossime 2 settimane non è previsto alcun SSW, ma solo dei riscaldamenti minori che tentano di destabilizzare il VPS senza per altro danneggiarlo più di tanto. Mentre sotto, in troposfera, dove quest’anno poco ha subito le influenze strato, sembra proseguire sulla sua strada da inverno non sicuramente degno di nota, tolto dicembre, da gennaio siamo in condizioni a tratti imbarazzanti, con i primi 10 giorni che hanno stabilito in alcune zone record di caldo. Il prosieguo, visto dai modelli odierni, non accenna a cambiare, anzi, ripropone più forte che mai il getto in uscita dal Canada. Salvo ribaltamenti che ad oggi non si vedono, direi che anche questo inverno, prosegue su una falsa riga iniziata 5 anni fa, tolto gennaio 2017 e parzialmente dicembre 2017 e alcuni episodi interessanti e crudi al c/s ma di breve durata, vedi capodanno 2014. Grazie ancora per il suo tempo e le risposte che arrivano sempre puntuali.
    Non riesco ad inserire l’immagine del Nam.

    Post a Reply
    • Fulvio, se hai ben notato i modelli deterministici stanno letteralmente brancolando nel buio e lo dimostra il fatto che da un giorno a l’altro propongono situazioni anche diametralmente opposte dimostrando la loro incapacità di gestire correttamente fasi che possono essere l’incipit di profondi cambiamenti. A quale corsa dare ragione? Questa è la giusta domanda da porsi. Io sono un ricercatore e quindi non ho soluzioni preferenziali, voglio solo capire i meccanismi di funzionamento della macchina. Se, e sottolineo se poiché qui di scontato non c’è nulla come pure verità in tasca, si avrà l’SSW in prima decade di febbraio i modelli inizieranno a prendere una strada precisa quando questo fenomeno verrà opportunamente inquadrato, fino ad allora (e non ho idea quando questo potrà avvenire) continueremo ad assistere a questi continui cambiamenti. In allegato troverai un serie di grafici che ti testimonia quanto ti ho indicato. I dati sono su base GFS ma anche ECMWF non mi sembra sia propriamente immune al problema. I primi tre mostrano l’andamento degli Eventi dei Flussi di Calore su un intervallo di 40 giorni. Fissa l’attenzione ai cerchietti (se riesci a vederli perché per fare stare tutto in una immagine ho dovuto ridurle molto) che indicano come al giorno 13 gennaio era prevista una ripartenza molto debole dei flussi di calore con una veloce tendenza a spegnersi nuovamente, il secondo in alto a destra è del giorno dopo con eventi che invece indicavano una consistente ripartenza dei flussi e l’ultimo è quello di oggi che indica una forte ripartenza dei flussi seguita da una nuova flessione. In cinque giorni hanno cambiato almeno tre volte parere ed in modo piuttosto considerevole. Se ciò non basta gli ultimi tre grafici ti forniscono indicazioni sulle ultime tre corse del modello GFS sulla prognosi del geopotenziale alla quota isobarica di 10hPa rispettivamente tra le latitudini 60N-90N, 20N-30N e 80N-90N. Per tutti si evidenzia una netta apertura delle curve dopo le 96 ore ad indicare una bassa predicibilità, poi per la prognosi alle latitudini 20N-30N non c’è coerenza neppure a partire dai dati di analisi. La mia ipotesi dello stratwarming non si basa sulle uscite di questi giorni dei deterministici ma da un’analisi degli ultimi mesi di molteplici variabili. Quindi preso atto che posso tranquillamente avere sbagliato poiché gli studi di ricerca che sto portando avanti da qualche anno abbracciano tematiche molto complesse e per molti aspetti ancora inesplorate (vedi la prognosi dell’attività d’onda su base IZE o l’ultimo nato indice SEI per la determinazione degli eventi stratosferici estremi) i quali portano inevitabilmente ad esporsi ad un altissimo rischio di errore ma la ricerca, quella vera, è proprio questo poiché le risposte sono affette da un problema irrisolvibile ovvero arrivano sempre per seconde. Senza domande non vi sono risposte ma spesso la ricerca delle risposte è costellata da errori o da incertezze che producono altre domande che attendono altre risposte fino a quando non si arriva alla soluzione. L’infallibilità dunque non mi appartiene però l’esperienza mi dice che in questi casi bisogna solo sapere attendere e poi attendere.
      CarloCT

      Immagine allegata

  5. Giungono ulteriori conferme all’SSW che al momento in base alle osservazioni continua a presentare buone opportunità di essere di tipo split. Comunque la ancora notevole distanza temporale del probabile SSW (fine gennaio o inizio febbraio) obbliga alla massima attenzione proprio per una più chiara valutazione del tipo di evento (displacement o split).
    Vi segnalo nel riquadro dell’immagine allegata la previsione dello sviluppo di una zona convettiva in grado di generare onde di rossby topograficamente forzate in forte propagazione verticale che molto spesso sono l’incipit di altrettanto forti e improvvisi riscaldamenti stratosferici.
    CarloCT

    Immagine allegata

    Post a Reply
    • Sig. Carlo,
      anzitutto i complimenti (valgono poco da profano in materia e semplice meteo appassionato) per il suo outlook, frutto di studi, che seppur in parte ancora “sperimentali”, come da lei stesso sempre specificato, e come sono le TLC in generale, hanno trovato una correlazione davvero notevole, ed in particolar modo per il non avvenuto (forse ora possiamo dirlo) condizionamento da superamento soglia ESE COLD. Forse era tra gli unici “analisti” ad averlo sostenuto anche a fine Dicembre, con apposito articolo, quando la quasi totalità asseriva, con dati alla mano, il contrario. Potrebbe gentilmente indicarmi degli approfondimenti didattici, anche di base, sui vari tipi di SSW. Notavo come vi siano alcune differenze nelle classificazioni per “scuole di pensiero”, tra minor e major, piuttosto che nella tipologia split o displacement. La ringrazio e buona giornata, Un “caloroso”.. saluto.

    • Ciao Andrea,
      in rete ormai si trovano numerose pubblicazioni sul tema di ricerca sulle relazioni tra troposfera e stratosfera. Comunque per avere una infarinatura sulle varie terminologie (forse per te già scontate) puoi dare un’occhiata alla raccolta fatta dal LAMMA toscana qui: http://www.lamma.rete.toscana.it/meteo/previsioni-stagionali/glossario
      altrimenti per approfondire meglio per un uso corretto delle varie terminologie sulle classificazioni degli eventi stratosferici ti consiglio di leggere la pubblicazione dal titolo:
      DEFINING SUDDEN STRATOSPHERIC WARMINGS
      by Amy H. Butler, Dian J. Seidel, Steven C. Hardiman, Neal Butchart, ThomasBirner, and Aaron Match
      Se digiti quanto sopra su un motore di ricerca lo trovi sicuramente.
      Da questi due spunti poi c’è molto in letteratura per approfondire aspetti, dinamiche e relazioni tra la troposfera e la stratosfera.
      Buona lettura.
      CarloCT

    • La sfreddata di origine artico marittima del prossimo fine settimana sembrerebbe rapida e non molto intensa.Poi rialzo termico.Insomma buona parte di Gennaio sta passando senza ondate di freddo serie sul mediterraneo centrale.Chissà cosa riserverà Febbraio…

    • Ciao Nicola, cosa realmente riserverà Febbraio penso non lo sappia con certezza nessuno però possiamo tracciare qualche ipotesi ovviamente legata a delle convinzioni basate su tutto quanto scritto qui dal primo articolo in avanti.
      A mio modesto parere ad oggi si conferma l’evolversi verso un SSW di tipo principale che, rispetto a quanto solo ipotizzato nell’articolo, comincia ad essere supportato anche da alcuni primi dati numerici. Il periodo da tenere sott’occhio è quello riferito alla prima decade di febbraio e nello specifico attorno alla metà della prima decade. Questo significa che è lecito attendersi tra gli ultimi giorni del corrente mese o i primi di febbraio il costituirsi di un’azione di blocco alle correnti zonali atlantiche con elevazione della seconda onda fin verso l’artico e prime discese fredde con primo obiettivo l’Europa centro-settentrionale e poi anche il Mediterraneo centrale. Questo sarà l’incipit troposferico dello Strat Warming di tipo principale con split del vortice stratosferico con il conclamarsi di un ESE warm. A seguito di tale dinamica tutto poi evolverà secondo gli schemi in letteratura. Aggiungo che dopo la fase artica ritengo molto probabile una riapertura zonale bassa con interazioni fredde proprio nel bacino centrale del Mediterraneo, nel caso sarà da seguire con molta attenzione. Questo ovviamente non è ciò che accadrà ma è ciò che ritengo possa accadere in relazione a quanto fin qui scritto nei vari articoli motivo per il quale si dovrà continuare a monitorare al fine di ricercare nei prossimi giorni le oggettive conferme dai deterministici. Un eventuale ESE finirà per acuire lo schema ipotizzato di circolazione media trimestrale presentato nel primo articolo.
      CarloCT

    • Grazie per l’esaustiva risposta Carlo.Speriamo che con lo split del vortice polare stratosferico,possano verificarsi sul mediterraneo centrale da fine Gennaio e poi il mese di Febbraio qualche ondata di freddo degna di nota con almeno nevicate a quote di bassa collina per poi affermare che la stagione invernale abbia mostrato un po’di muscoli.

  6. Buongiorno,
    prima di tutto faccio i complimenti a Tosti, Guidi e a tutto lo staff, per i bellissimi articoli sempre puntuali e spesso fuori dagli schemi standard di una informazione “urlata e distorta”.
    Mi è dispiaciuto però leggere nei commenti “sarcasmo ” su una persona che conosco attraverso diverse conferenze e avvenimenti importanti come Luca Mercalli. Persona squisita, preparatissima e che probabilmente da “fastidio a molti” per la sua schiettezza e per le sue argomentazioni !!!!!!!
    Non è un caso che la sua bellissima trasmissione “Scala Mercalli” nonostante il buono “share” è stato cancellato per nuove edizioni, molto probabilmente perchè dava fastidio e apriva troppo gli occhi alla gente…….
    Io non voglio fare avvocato di nessuno, ma dubitare della preparazione di di Mercalli sulla climatologia e la glaciologia Italia è veramente un assurdo: Concludo allegando un piccolo riassunto di chi stiamo parlando:
    Luca Mercalli (Torino, 1966)
    Climatologo, presiede la Società Meteorologica Italiana e dirige la rivista Nimbus (
    http://www.nimbus.it
    ). Si
    occupa inoltre di sostenibilità ambientale, limiti della crescita, energie rinnovabili
    e geografia alpina. Ha
    curato circa 100 pubblicazioni scientifiche, 1200 articoli divulgativi su quotidiani e riviste, è stato
    editorialista per La Repubblica e ora a La Stampa, incarichi di docenza all’Università e al Politecnico di
    Torino e allo IUAV di
    Venezia, un migliaio di conferenze in Italia e all’estero e centinaia di interventi
    radiotelevisivi, tra cui la partecipazione nello staff di Che tempo che fa (Rai3) e TGR Montagne (Rai2). Tra i
    suoi ultimi libri: Filosofia delle Nuvole (Rizzoli), Che temp
    o che farà (Rizzoli), Viaggi nel tempo che fa
    (Einaudi), Prepariamoci (Chiarelettere).

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    • Buongiorno Andrea,
      nessun dubbio e grazie per la completezza d’informazione. Resta il fatto che la dissertazione fatta in quell’articolo è sia meteorologicamente che climaticamente inaccettabile.
      Dal punto di vista meteorologico è stato già spiegato il perché nei commenti precedenti. Dal punto di vista climatico perché, come sempre, non c’è uno straccio di serie storica portata a suffragio delle affermazioni. Ergo, come già sottolineato, non si sta parlando di scienza ma di fiction.
      gg

    • @andrea
      Salve Andrea: dato che sono stato io a citare Mercalli ti rispondo.
      Mercalli e’ preparato? Certo… il suo CV parla da solo.
      Mercalli e’ ideologizzato? Certo… il suo CV parla da solo. 🙂
      Oramai è diventato un conferenziere, non e’ più uno scienziato che fa ricerca, impossibile farla quando sei sempre in viaggio o devi scrivere articoli per questa è quella pubblicazione… non basterebbero giorni di 50 ore.
      Io ho verificato la sua preparazione e ideologizzazione quando sono andato ad ascoltarmi la puntata della sua serie in onda su Rai 3 due anni fa, quella sull’energia… ed i documenti che ha portato ‘a prova’, a sostegno, delle due tesi. Da far accapponare la pelle ad uno che di scienza e tecnologia ne mastica un po’, come il sottoscritto. Tanta fuffa ideologica e pochissima sostanza scientifica.
      Ovviamente posso giustificare questa mia posizione e mio giudizio su di lui, non c’è problema.

      Ciao.

    • È poco rilevante che la sua trasmissione sia stata cancellata: tanto imperversa ovunque lo stesso. E se le sue argomentazioni sono così solide, com’è che gli danno sempre spazio per pontificare senza che ci sia mai un contraddittorio?

    • Ciao Andrea, mi permetto di aggiungere il mio punto di vista visto che in diverse occasioni la persona e’ stata citata anche in articoli. Penso sia evidente che su questo sito nessuno ce l’ha con nessuno. Se vuoi toccare con mano cosa e’ una informazione scorretta e disonesta, in giro troverai innumerevoli esempi, con tanto di calunnie e scemenze assolute messe in bocca anche a Blog come questo: per il solo gusto di offendere, parlar male, e soprattutto evitare che la gente attinga a fonti alternative alla narrativa dominante.

      Venendo allo specifico di Mercalli, non troverai nessun articolo in cui viene criticata la persona (come e’ normale che sia in un contesto civile), ma esclusivamente i contenuti di certi interventi. Molti dei quali sono assolutamente indifendibili da un punto di vista scientifico. Indifendibili e altissimamente politicizzati. Quando si abbandona il piano scientifico per lanciare invettive politiche, si porta la discussione su un piano completamente diverso e quindi curriculum, libri e pubblicazioni valgono ben poco: politica resta, e la politica e’ per sua natura opinabile e soggetta a contraddittorio.

      Fare politica e al contempo chiudere la bocca a chi la pensa diversamente col pretesto che “si fa scienza” e’ sport molto diffuso nell’ambiente. Quanto al resto, non penso che Mercalli abbia bisogno di difese di qualche tipo, visto che impazza su media di ogni ordine e grado, e quindi semmai bisognerebbe porsi il problema (come ha fatto Roberto) dei rischi che comporta affidare ad una singola persona il dono della infallibilita’ e della rappresentativita’ universale.

    • Sul valore scientifico di Luca mercalli veramente ci sarebbe parecchio da dire… il CV che si trova in rete è abbastanza nebuloso, non si capisce chiaramente se sia laureato ed in cosa, inoltre sul fronte scientifico si trova davvero molto poco, perché a poco serve pubblicare millemila articolini se poi su Scopus risulta questo:

      https://www.scopus.com/authid/detail.uri?authorId=8306416700

      Un bravo climatologo non è necessariamente un grande ricercatore, ma visto che il metro spesso usato contro chi sostiene posizioni non allineate con il mainstream dell’AGW è quello scientifico, varrebbe la pena andare a guardare anche le competenze di chi l’AGW lo sostiene. Luca Mercalli, piuttosto presente in tv e costante espositore di argomenti che richiederebbero un rigore scientifico elevato e non pressapochismo, non appare poi così eminente… fosse un giornalista come Piero Angela non si pretenderebbe nulla più della grande capacità di divulgazione (che Angela possiede in misura ben tangibile), ma visto che a personaggi come Mercalli si riconosce un peso scientifico, credo sia importante capire di chi si stia parlando e di quale reale peso scientifico siano degne le sue opinioni

    • Scusate, ma questa disamina di credenziali non mi piace, specialmente in assenza dell’interessato. Il post è su tutt’altro, atteniamoci a quello.
      gg

  7. Se si realizzerá il warming citato da Colarieti Tosti, con successivo split del VP, sará interessante ascoltare il commento di Mercalli..

    Post a Reply
    • @gg è vero su Mercalli ho iniziato io la disamina sul CV.
      mi scuso ma ha volte il continuo urlo del clima che cambia mi indispone a tal punto da non ragionare più con lucidità e calma.

  8. Ci vogliono fare credere che se nevica molto è colpa del agw e se nevica poco è colpa del agw….latruffa sta tutta qua…se poi lo condiamo con la parolina volta frittata del cambiamento climatico …,al prossimo terremoto voglio sentirmi dire da tozzi in primis ….la deriva dei continenti

    Post a Reply
  9. Scusate l’OT, ma ho dei problemi col blog.

    Da qualche tempo mi trovo a leggere i commenti in ordine inverso a prima quando l’ultimo commento andava in fondo. Adesso l’ultimo commento appare in testa, ma le eventuali risposte ad un commento sono in coda ed in ordine inverso rispetto al commento.
    Anche cliccare sul commento recente (ultimi commenti) nella colonna di destra, sovente non indirizza al commento ma in qualche parte del topic relativo… Come mai? Capita solo a me?
    Grazie.

    Post a Reply
    • Maurizio colpa mia, ho cambiato l’ordine dei commenti ma non funziona. Lo rimetterò a posto presto.
      gg

  10. @Tosti: trattasi dell’immagine allegata ?
    @Guidi: trattasi (Mercalli) di collega ?
    <>
    @tutti: (Mercalli) non ho visto lauree quindi, a parere, al di là del business ci è o ci fa ?
    grazie

    Immagine allegata

    Post a Reply
    • c’è un bug nel parser ?
      per Guidi il testo era questo.
      messo tra min,min mag,mag

      Ha conseguito a diciott’anni a pieni voti l’attestato di Cultura aeronautica in Meteorologia, rilasciato dal Servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare

  11. Ciao robertok06, non ho avuto modo di ascoltare l’intervista e se qualora l’associazione sia stata “o non nevica o se nevica è su quote elevate ed in modo anomalo” per via di fattori antropici ormai sottointesi. Che nevichi in modo abbondante sulle Alpi per una forte sciroccata invernale è cosa arcinota probabilmente sin dall’antica Roma. Osservando un qualsiasi mappamondo dovrebbe essere piuttosto evidente che la nostra sia una penisola.., che si trovi ad una certa latitudine e che abbia una specifica orografia, tutti e tre elementi che da soli compartecipano ad una grande variabilità climatica, specie invernale.
    Per classificare eccezionale un evento parlano da sé le carte precipitative, su Alpi Occidentali in questo caso, piuttosto che le temperature massime registrate sul centro e sud Italia, cosa molto diversa è accostare singoli episodi localizzati a mutamenti climatici. Limitarsi ad osservare o misurare quanto accaduto è piuttosto banale, cosa diversa è fare Outlook, basato su studi in TLC, molti dei quali, avevano ben inquadrato sia le anomalie termiche positive che precipitative, su penisola italiana, balcani ed est europeo, per via di costanti richiami miti e umidi dovuti, in ultima analisi, dalla posizione del getto canadese, con effetti in via di colmazione proprio in questi giorni.
    Tant’è, che le precipitazioni abbondanti di tali richiami aria mite e umida, si sono verificati in prossimità dei valori massimi della figura 1 idem, per le due modeste irruzioni di aria fredda in prossimità dei valori minimi. Sarebbe interessante ripetere l’intervista qualora si concretizzi e propaghi SSW descritto.
    È un peccato che allo spettatore pagante.. siano venduti dati ad eventi compiuti con ricostruzioni fantasiose o da verificare, piuttosto che fornire un reale “servizio meteo”.
    A tal proposito, a quasi un anno di distanza, vorrei ricordare quanto accaduto lo scorso Gennaio nella seconda irruzione fredda del mese, e mi riferisco al disastro di Rigopiano, che ha peraltro “messo in ombra” altre tragedie, danni e disagi arrecati alle popolazioni colpite.
    Le carte precipitative, divenute fortunatamente molto affidabili a 24-36 ore evento, “segnalavano” in modo concorde (Arpage, Hirlam, Lamma per citarne alcuni), il massimo accumulo, (neve bagnata circa 250 kg per mc.) fino anche 2,5 mt. in meno di 48 ore su zone pedemontane del gran sasso esposte a nord (azione di blocco della montagna stessa), un disastro annunciato! Pur dando un margine di errore enorme, era certo che in zone di alta collina sui 600 mt, non a Cervinia o a Zermatt.. sarebbero caduti oltre due metri di neve. Piccoli, piccolissimi comuni e frazioni di una provincia di fatto esautorata..dunque senza mezzi, risorse e uomini. Sarebbe quindi bastato solo del buon senso, e non un piano coordinato della protezione civile..per far si affluissero da altre regioni (tutte a secco di neve) e dagli enti preposti tra cui quelli militari quanto necessario. Nulla di tutto ciò è accaduto, ci si è limitati a farlo solo a tragedie avvenute. Sappiamo tutti che se le medesime carte precipitative avessero “mostrato” 10 cm su Roma sarebbe stato schierato l’esercito, la sicurezza dei cittadini al pari della lettura di carte meteo è in base al ritorno elettorale.
    La mancanza di mezzi è pulizia strade è stata alla base di tutte le tragedie avvenute, anche a Rigopiano, dove i clienti, a seguito spavento sisma, avrebbero potuto lasciare autonomamente la struttura. Nell’evento di Cervinia – Zermatt non ho visto necessità di turbine per liberare strade nonostante i forti accumuli cm ora piuttosto assimilabili a quella di Rigopiano, ma solo chiusure parziali per pericoli di slavine in un territorio quantomeno mappato a differenza di quello abruzzese. Inviterei quindi i TG nazionali, sempre più inzuppati di pseudo notizie meteo, ad occuparsi e a meglio spiegare e specificare queste sostanziali differenze.
    Aspettiamo fiduciosi.
    Un saluto.

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  12. Ho visto anch’io “la pillola di Mercalli” in questione, stamattina su RAI News. Mi sono messo (amaramente) a ridere, e la mia bambina cinquenne ha pensato che stessi ridendo per il suo papillon :).

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  13. Non ci ho capito niente, a parte il chiaro messaggio di difficoltà nel fare le previsioni. Ma allora, da ignorante, la domanda è: a che servono tutte queste analisi se poi a conti fatti si fa solo dietrologia analizzando gli eventi dopo che sono occorsi?

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  14. Buongiorno: ho una domanda da porre agli esperti di meteorologia.
    Fra ieri e oggi ho visto due interviste con Mercalli, sul TG3, dove lo stesso diceva che le nevicate di questi giorni sulle alpi occidentali sarebbero eccezionali e fuori dalla norma. Secondo lui sarebbe eccezionale che tanta neve cade ad alta quota e non in valle, e che questo sarebbe tipico delle nevicate primaverili piu’ che di quelle della prima meta’ di gennaio.
    Mercalli ha anche detto che e’ proprio questo genere di eventi eccezionali che sarebbe previsto dai modelli climatici moderni.

    Qualcuno potrebbe confermare o smentire le affermazioni di Mercalli, magari citando dati di nevicate simili nel passato?…

    Ringrazio in anticipo, e buona giornata a tutti.

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    • Roberto,
      rilancio il tuo appello a qualcuno dei lettori, perché non ora non posso occuparmene. Devo dire però di essere concorde: dal momento che i modelli prevedono tutto e il contrario di tutto, ogni cosa che accade ne conferma i contenuti. Oggi mi è stato chiesto candidamente: ma c’è qualche parte in cui il tempo non è normale?
      E’ finita, è tutto finito 😉
      gg

    • @guido

      “Devo dire però di essere concorde: dal momento che i modelli prevedono tutto e il contrario di tutto, ogni cosa che accade ne conferma i contenuti. ”

      Esatto… infatti quando ho scritto…

      “Mercalli ha anche detto che e’ proprio questo genere di eventi eccezionali che sarebbe previsto dai modelli climatici moderni.”

      … ho dimenticato di dire che la stessa cosa e’ stata detta negli anni passati, quando non nevicava “abbastanza”.

      Questa “scienza” climatologica assomiglia sempre di piu’ ad una religione.

    • Raccolgo volentieri l’appello di Guido.

      Roberto purtroppo ho visto quel breve passaggio televisivo, davvero terribile e imbarazzante. In pratica si dice che lo scirocco e’ stranamente “caldo” (notoriamente lo scirocco e’ freddo e la tramontana rovente bisogna immaginare?), poi si dice che e’ nevicato tanto, ma a 1600 metri mentre dovrebbe farlo a 600 metri, e quindi “avevano ragione i climatologi” nel prevedere la neve sulle Alpi solo a quote alte. Una enormita’ incredibile, col tempo atmosferico che diventa clima e viceversa secondo convenienza.

      La spiegazione meteorologica e’ semplice ed e’ nella posizione del minimo che si e’ collocato tra la Spagna e le Baleari ed e’ stato rallentato nella sua evoluzione zonale dalla presenza di una pulsazione dinamica in risalita dalla libia. Lo scirocco e’ quindi entrato “franco”, direttamente dal Golfo della Sirte, portando con se’ aria inevitabilmente molto mite e molto carica di umidita’. Da cui le nevicate abbondanti (con contributo inevitabile del sollevamento orografico) e alle quote medie.

      Nevicate di questa entita’ non si possono avere a quote basse, nemmeno in presenza di un cuscinetto di aria fredda alle quote basse, che verrebbe eroso comunque, e nel giro di poche ore data l’imponenza dell’avvezione in questione. Nevicate dell’ordine di metri ed estese a settori cosi’ estesi dell’arco alpino richiedono proprio situazioni di questo tipo, e si verificano a quote mediamente elevate.

      Questa e’ meteorologia e tempo atmosferico, il clima e le previsioni dei famigerati modelli climatici che non ne hanno mai azzeccata una, non c’entrano assolutamente niente.

    • @flavio

      Grazie mille, interessante spiegazione e analisi.
      Peccato che la comunità dei meteorologi italiani sia spesso e volentieri rappresentata sui media da Mercalli, quindi.

    • Roberto, penso che sia semplicemente una questione di aspettative sul ruolo dei personaggi del piccolo schermo. Secondo me non bisogna aspettarsi da Mercalli che faccia il meteorologo in TV. Per quello che vedo si tratta di un divulgatore che veicola messaggi pseudo-scientifici ad un pubblico con conoscenze nulle della materia e inquadrati in un ben preciso filone politico/mediatico. Se uno parte dall’assunto che i suoi interventi non abbiano alcuna velleità scientifica allora difficilmente rimarrà deluso, semplicemente perché le aspettative in questo senso saranno pari a zero. L’intervento in questione (sono andato a guardarlo anche io) in bocca ad un meteorologo di professione sarebbe totalmente squalificante. Se riferito ad uno showman televisivo clima-catastrofista non lo trovo assolutamente fuori luogo, fa parte di un gioco e di un circo che abbiamo imparato a conoscere molto bene.

    • Chi appare sui media cerca visibilità perchè il suo lavoro è “apparire” , di certo chi è veramente capace a fare il proprio mestiere non ha bisogno di “apparire”.

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