Un Global Warming è per sempre

L’interminabile lista di titoli tragicomici di Repubblica in fatto di climacatastrofismo si è arricchita di una nuova perla: “Meteo estremo, maledetta primavera: allagamenti a Roma, grandine in Lombardia”. L’articolo non l’ho letto, perché il bello di certi giornali è che sai già cosa leggerai prima ancora di farlo, e quindi tanto vale risparmiarsi la fatica, ed evitare di regalare click.

Qualche riflessione, tuttavia, è comunque il caso di farla.

Che il Climate Change sia diventato argomento ormai esclusivo di polemica politica, è del tutto evidente dal modo in cui testate di diverso orientamento trattano il problema. Ed è altrettanto interessante notare come la drammatizzazione lessicale dei fatti politici abbia inevitabilmente contagiato anche le disquisizioni sul clima. Se un tempo la primavera era “pazzerella”, oggi è “maledetta”.  Il tutto per una grandinata a Milano e un acquazzone a Roma. Forse dalle parti di Repubblica si maledice semplicemente il freddo di questo periodo che disturba la narrativa scaldista, perché se davvero si vuole parlare di “eventi estremi”, uno sguardo veloce al passato ci informerà del fatto che la primavera meteorologica ha regalato all’Italia una serie piuttosto lunga di eventi realmente calamitosi. Tanto per citarne qualcuno:

  • Marzo 1924: nubifragio in Costiera Amalfitana, 61 morti
  • Marzo 1995: alluvione in Sicilia: mareggiate, bufere di vento, esondazioni, affondamento di una nave, almeno 11 morti.
  • Marzo 2003: alluvione nelle Marche e in Romagna, 5 morti
  • Maggio 1998: frana a Sarno: 157 morti

Che a furia di iperboli e aggettivazioni superlative il lettore si possa assuefare alla narrativa, è un’eventualità che evidentemente non viene contemplata. Pare prevalere su tutto il riflesso condizionato che si attiva ogni qual volta il tempo atmosterico contraddice le storielle senza senso sull’arrostimento collettivo imminente. Ne abbiamo già parlato: è il solito Rescue Team chiamato ad intervenire usando per altro sempre le stesse tecniche (in questo caso la Strategia #2: È Climate Change! – variante “Clima Impazzito”).

Il punto è che su tanti giornaloni è ormai esercizio quotidiano, quello di utilizzare il tempo atmosferico per supportare narrative clima-catastrofiste: solo per rimanere agli ultimi mesi, ci siamo dovuti sciroppare una ridda infinita di articoli catastrofistici a causa di una siccità descritta come evento biblico, ma che non aveva nulla di eccezionale rispetto ad eventi simili del passato. E che infatti è stata risolta in tempi meteorologicamente brevi con una serie di perturbazioni foriere di piogge in pianura e nevicate abbondantissime sulle Alpi.

Poi è stato il momento della “neve ai minimi”, scemenza assoluta contraddetta in maniera comica dalle nevicate abbondantissime che hanno interessato le Alpi, prima sui versanti esteri, e in chiusura di stagione invernale su quelli italiani. Infine, di fronte a condizioni insolitamente fredde e piovose, e’ stato il turno di tirar fuori dal cassetto il Climate Change e i “fenomeni estremi”.

La sostanza è semplice: il tempo atmosferico si candida come argomento perfetto per creare uno stato permanente di allarme e di paura nella popolazione. Permanente, per il semplice fatto che il tempo atmosferico è mutevole per definizione. L’esercizio, assolutamente demenziale da un punto di vista scientifico, consiste nell’utilizzare scostamenti dalla media su una base temporale giornaliera come prova di cambiamenti climatici su scala secolare. Tanto per fare un esempio, nel giorno dell’ultima kermesse gretese in Piazza del Popolo, uno dei più importanti TG italiani ha sentenziato: “Greta ha parlato in una giornata insolitamente calda, probabilmente a causa del Global Warming”. Dati alla mano, la temperatura su Roma era stata superiore alla media di circa 1.5 gradi.

Ecco, se lo scostamento di un grado dalla media in una singola giornata è Global Warming / Climate Change, allora siamo al liberi tutti. Cadono 10 mm più della media mensile? È Climate Change. Grandina? È Climate Change. Non piove da una settimana? È Global Warming. Non nevica da due settimane? Neve ai minimi. Nevica? Climate Change. Ogni giorno e’ Global Warming o Climate Change per il solo fatto che il tempo atmosferico di oggi e’ diverso da quello di ieri, e comunque si discosta almeno di qualche decimale dalla media del periodo.

Questo grottesco stato di allarme permanente sottende al messaggio che solo una parte politica può salvare il mondo: quella globalista ovviamente, ché siccome si parla di “Global Warming”, solo un approccio global(ista) al problema potrà salvarci dall’autocombustione. Approccio concordato magari tra un buffet di ostriche al Bildenberg, un intermezzo con tartine al caviale a Davos e un apericena su un attico di New York. E condito da un tour europeo di Greta sotto elezioni.

Non resta quindi che rimanere in attesa della prima giornata di caldo estivo, allorché i cani di Pavlov torneranno a ringhiare sbavanti al Global Warming dopo aver messo frettolosamente nel cassetto il Climate Change di Aprile e di Maggio. E mentre i giornaloni perdono il loro tempo (e specularmente le loro copie) blaterando di emergenze inesistenti e di problemi virtuali, la gente comune resta alle prese con i problemi veri, di cui invece nessuno parla. Sembrano parlare solo a se stessi e ai loro editori, tanti giornaloni. Come un vecchio giradischi che va avanti da solo in una casa vuota, buia, abbandonata, che cade a pezzi, dove si ha paura anche solo a guardarci dentro attraverso le finestre. Come in un film dell’orrore, nemmeno troppo originale, e di cui si intuisce già il finale.

 

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Author: Massimo Lupicino

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27 Comments

  1. Ne vogliamo parlare del neologismo “bomba d’acqua”? è la traduzione praticamente letterale dell’inglese “cloud-burst” che significa nel collins dell’ottantotto: “nubifragio”.

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  2. Ragazzi ma cosa state dicendo, se in Italia fa freddo non è detto che non ci sia il riscaldamento globale, leggete GLOBALE, la mrdia delle temperature più fredde e quelle più calde è a favore di ques’tultima .
    Non è detto che in passato si sono avuti effetti estremi, è che questi effetti crescono esponenzialmente. Cosa vuol dire non è piovuto in inverno ma poi il problema siccità si è concluso con queste piogge? Venite a lavorare in campagna e capirete che niente è come una volta.

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    • Caro Enrico, forse hai letto il pezzo al contrario, visto che si sostiene esattamente il contrario, ovvero che gli eventi a breve termine vengano usati dalla narrativa scaldista per supportare le previsioni dei modelli nel lunghissimo termine (per altro sempre smentiti dai fatti). Vogliamo parlare di temperature GLOBALI? Facciamolo: circa 1 grado di aumento termico negli ultimi 150 anni, dalla fine della piccola era glaciale ad oggi. Un po’ poco vero? Fenomeni estremi? Nemmeno l’IPCC e’ stata capace di identificare un trend chiaro di aumento degli stessi: per ora aumentano solo sul TG1 e sul TG5. La siccita’ non credo sia una invenzione recente, parlando di clima mediterraneo, ma forse mi sono perso qualcosa… I miei nonni erano contadini e non facevano che lamentarsi del tempo: pioveva sempre troppo poco, o troppo in una sola volta. Era una normale siccita’, quella degli scorsi mesi, che come tale si e’ risolta semplicemente al cambiare della configurazione sinottica generale. Per gestire questi eventi serve una politica di gestione delle acque adeguata, non un migliaio di servizi sui telegiornali con giornalisti ansimanti davanti ai greti dei fiumi.

    • “…niente è più come una volta…”

      Se è per questo, non lo è mai stato, da che mondo è mondo.

  3. Da neo lettore e frequentatore di questo sito, mi unisco alla reazione di sgomento e rabbia di coloro che vengono a conoscenza quotidianamente della totale disinformazione in materia di meteo e climatologia. Leggo i principali siti meteo italiani tutti i giorni e, purtroppo, la conclusione a cui giungo è sempre la stessa: il meteo, come oramai tutto, è divenuto anch’esso uno show il cui unico intento è fare audience, con l’aggravante della disinformazione scientifica. Disinformazione che parte sin dalle scuole…
    Tempo fa raccontavo ad una signora che in casa ho tantissime piante, anche nelle camere da letto. La tipa mi diceva “ma non è pericoloso?” e, dopo qualche giorno, mi ha mostrato un’immagine presa da un libro delle scuole elementari che ritraeva un bambino che dormiva e, sulla sua finestra, era presente un’innocua piantina. Riferendosi a tale immagine, il libro chiedeva “Che cosa c’è di sbagliato in questa figura?”, spiegando poi che non si dovevano tenere le piante nelle camere da letto dato che producevano la temutissima e pericolosissima CO2. Ai miei inutili tentativi di spiegare che una persona adulta produce quantità di CO2 enormemente superiori ad una piantina d’appartamento (e che, quindi, per essere sicura, avrebbe dovuto cacciare il marito dalla sua camera se voleva dormire sonni tranquilli!), lei rispondeva: “ma c’è scritto sul libro??!!!” E’ come quando ti dicono: “ma l’hanno detto alla televisione!”, come se la televisione e i tg fossero inconfuntabili!

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    • Caro Jack, il discorso dell’audience e’ ovviamente centrale. I click per tanti siti sono fonte di sopravvivenza. Gridare ai 40 gradi imminenti come si fa in questi giorni su tanti siti, alla fine della fiera e’ solo un modo per raggranellare qualche click in piu’, e nient’altro.

  4. I TG adesso seguono una linea precisa e, in particolare il TG5. Dopo la politica e la cronaca normalmente arrivano il meteo-clima pazzo del momento, nazionale o internazionale, con eventuale lettura di bollettini della Coldiretti per danni da 7-8-9 zeri, segue l’inquinamento, ove si tratta di polveri sottili e isole di plastica, con lettura di comunicati e/o studi di ONG ecologiste varie, e, infine, le estinzioni (stasera toccava al Koala) con corredo audio-video. Poi, meno frequentemente, tocca alla mobilità sostenibile (che si raccorda con la pubblicità automobilistica).
    In totale questa coda di indottrinamento ecologista occupa fino a circa 5 minuti ed è praticamente costante nelle edizioni più importanti. Manco a dirlo, il cambiamento climatico da CO2 antropica nelle sue varie declinazioni, è la causa di ogni male e va combattuto con ogni mezzo e ad ogni costo.
    Se non è lavaggio del cervello questo!

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    • Maurizio, niente e’ per caso, e ovviamente questa strategia comunicativa risponde ad esigenze e convenienze che proveremo a descrivere nelle prossime puntate…

  5. Salve a tutti:

    a parte l’analfabetismo di ritorno dei servizi meteo dei vari TG… quel che mi fa sorridere di piu’ sono i blog tirati avanti da climatologi di professione, che solo poche settimane fa in piena agonia da mancanza di pioggia al nord titolavano, per esempio…

    “Il fiume ed i laghi della pianura ai minimi storici”

    … mentre da un paio di giorni non si vede altro, in TV, che case e argini protetti da sacchetti di sabbia, fiumi esondati, e cosi’ via.

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    • Che dire Roberto, anche in questo caso per me vale la solita regola: perche’ leggerli? Perche’ regalare click, se secondo te sono cosi’ scadenti? Capisco che sia utile ascoltare tutte le campane, ma quella campana si sa a memoria ormai, e abbeverarsi a certe fonti e’ del tutto inutile. E’ accanimento terapeutico. La discussione ha ormai ampiamente abbandonato il campo scientifico (sul quale si e’ fatta francamente insostenibile), ed e’ ormai solo un argomento (tra i tanti) di baruffa politica. Per certi versi, meglio cosi’.

  6. Ormai per me questo sito è come la CO2 per le piante. La lettura degli articoli che pubblicate hanno il pregio di trasmettermi un po’ di fiducia sul genere umano che, altrimenti, mi parrebbe completamente obnubilato e piegato al pensiero unico dominante. Qualche mattina fa, per esempio, ho provato un misto di rabbia e desolazione nel sentire il giornalista di sky che, commentando le prime pagine dei giornali che ironizzavano sul GW (e Greta) in relazione ad un tempo atmosferico tutt’altro che primaverile, con spocchia e arroganza si permetteva di discettare sul fatto che il tempo atmosferico di quei giorni era chiaramente causato dal riscaldamento globale. Giuro, da quel giorno la mia colazione è ora accompagnata dalla visione delle televendite. Molto più rilassante…

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    • Caro Carlo, bellissima metafora, decisamente non-mainstream, grazie! 😀
      PS: quanto a Sky ripetero’ quanto detto altrove: dopo l’ennesimo telegiornale che mi ha causato conati di vomito li ho chiamati per disdire l’abbonamento. Mi hanno risposto: capisco cosa vuole dire… Pero’ e’ anche vero che noi di Sky trattiamo gli stessi argomenti politici esattamente in linea con gli altri telegiornali nazionali. E io le ho risposto: “bene, allora perche’ dovrei pagarvi per ascoltare la stessa feccia che posso avere gratis”? Il fesso sono stato io, che ho pagato il signor Murdoch per anni aspettandomi che facesse una informazione diversa dagli altri trilionari globalisti che controllano l’informazione planetaria.

      Certi problemi si risolvono cosi: disdicendo un abbonamento o non visitando piu’ siti internet. Loro contano sulla nostra abitudinarieta’. Neanche io potevo concepire di informarmi senza leggere corriere, lastampa e repubblica. Ora che li ho abbandonati vivo 1000 volte meglio, sono piu’ informato, e non mi mancano per niente. Cambiare costa fatica, ma vale la pena.

  7. Il clima, questo sconosciuto.
    Accade un alluvione… ed è colpa del clima che cambia
    accade un diluvio…. ed è colpa del clima che cambia
    accade una siccità… ed è colpa del clima che cambia
    accade una nevicata… ed è colpa del clima che cambia
    mio nonno è stitico… ed è colpa del clima che cambia
    il clima cambia ed è colpa della CO2, anzi no, della CO₂, così facciamo contento anche i perfezionisti del codice ASCII.
    Togliendo la CO₂ il clima non cambia
    non accadrà più un alluvione
    non accadrà più un diluvio
    non accadrà più una siccità
    non accadrà più una nevicata
    e finalmente mio nonno potra defecare regolarmente.
    Questo è cosa ci si aspetta dalla lotta ai cambiamenti climatici dovuti all’aumento della CO₂: il clima stabile.
    E nel delirio di onnipotenza umana pensiamo che la scienza sia in grado di termoregolamentare il clima a nostro piacimento grazie alle mirabolanti invenzioni tecnologiche dell’uso del litio o del silicio.
    Quando farà un po’ più freddo, rilasceremo un po’ di anidride carbonica, quando farà caldo la riassorbiremo con la geoingegneria, in modo da avere un clima stabile e gradevole tutto l’anno: termostato regolato sui 20° (va bene o sono troppi?).
    I ghiacci ai poli saranno tenuti sottocontrollo e stabilizzati mediante enormi congelatori alimentati a pannelli fotovoltaici, installati sempre ai poli con gli orsi polari ed i pinguini che cacceranno e nidificheranno alla loro ombra.
    “Dio non gioca a dadi” disse Einstein in un momento di delirio religioso e così anche oggi, in un delirio religioso, crediamo che il clima sia un gioco dalle regole precise e ben definite, senza la scocciatura della casualità dei dadi, ma tutto deterministico come funzione della concentrazione del diossido di carbonio.
    Perchè, sotto sotto, è la molecola incriminata a produrre calore per uno strano effetto quantistico non ancora compreso e non si tiene conto, nei modelli climalterati, che chi fornisce il calore è una stella, una centrale a fusione nucleare che dista 8 minuti luce dal pianeta.
    “Ma si”, dicono i modelli climalterati, “quello irradia sempre la stessa energia, perchè preoccuparsi”
    Ed inceve no, non irradia sempre la stessa energia e quella centrale a fusione nucleare proietta nello spazio così tanta radioattività che se lo sapesse l’ambientalismo indirebbe un referendum per farlo chiudere.
    E queste particelle, munite anche di campo magnetico, producono degli effetti che i modelli climalterati (leggasi AGW) non contemplano, così come non contemplano lo zio che si mette davanti al camino e mi impedisce di prendere il calore del fuoco (leggasi le nuvole).
    La superficie degli oceani è 3,61 x 10¹¹ m² e la TSI (total solar irradiance) era di 1360,73 W/m² il 6 aprile scorso; ammettiamo per un attimo di essere terrapiattisti e calcoliamo l’energia ricevuta dagli oceani =491.223.530.000.000 W/m²; il 13 aprile, il sole ha irradiato 1360,33 W/m². “E che vuoi che sia, non è neanche lo 0.01% di variazione” direbbe un tecnico del climacarbonalterato, possiamo tranquillamente ignorarlo”.
    Solo che quel giorno gli oceani hanno assorbito 491.079.130.000.000 W/m², ossia una differenza di -144.400.000.000 W/m²…. tutta colpa della CO², del global warming e dell’ antropico.
    (fonte dati TSI = LASP/CU)
    Per chi volesse comprendere alcuni effetti del Sole sul clima può leggere questo lavoro https://www.thegwpf.org/content/uploads/2019/03/SvensmarkSolar2019-1.pdf chi no, rimanesse dell’idea che la sola causa è la CO² e che riducendola il clima diventerà magicamente stabile, come vogliono i gretini.
    Questa paranoia climatica sfrutta il senso di colpa per costringere i governi ad agevolare settori economici a loro congeniali, aumentando le tasse ed impoverendo i cittadini

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  8. nell’attuale periodo di crisi psicologica derivante dal panico creato da questi famosi cambiamenti climatici (sempre esistiti) dovuti al riscaldamento globale di origine antropica (e quindi la causa è l’uomo, non la CO₂), vengo con questa mia a dirvi che….
    la CO₂ fa bene!!!
    Si, ha questa poco gradevole reputazione di essere un gas serra, ma senza questo gas serra la temperatura terrestre media sarebbe di ben -18°, ora la media è di 15°, il che non è una cosa tanto cattiva, tutto sommato.
    Prima di tutto la CO₂ è fondamentale per la nostra vita animale; la sintesi clorofilliana dei vegetali trasforma questo infernale gas in combinazione con l’acqua in ossigeno e glucosio (uno zucchero); possiamo vivere senza ossigeno e glucosio? Dobbiamo ringraziare la CO₂, l’acqua e le piante (che poi per pensare di ridurre la CO₂, i gretini, le bruciano al posto del petrolio come biomasse alternative, rinnovabili e quindi verdi, follia!).
    Ma veniamo a cosa ha contribuito l’aumento della CO₂ dall’epoca preindustriale https://www.esrl.noaa.gov/gmd/ccgg/trends/full.html :
    – ha contribuito alla diminuzione della popolazione che vive in assoluta povertà https://ourworldindata.org/uploads/2013/05/World-Poverty-Since-1820.png
    – aumento dell’aspettativa di vita https://ourworldindata.org/grapher/life-expectancy-globally-since-1770?time=1770..2015
    – aumento del PIL https://ourworldindata.org/grapher/average-real-gdp-per-capita-across-countries-and-regions
    – aumento della popolazione https://ourworldindata.org/uploads/2018/11/Annual-World-Population-since-10-thousand-BCE-for-OWID.png
    – diminuzione della denutrizione https://ourworldindata.org/grapher/prevalence-of-undernourishment-in-developing-countries-since-1970?time=1970..2015
    ed altro ancora
    La cosa curiosa della lotta ai cambiamenti climatici consiste nel fatto che le stesse persone che vorrebbero raffreddare il pianeta riducendo la CO₂ sono le stesse che nelle intenzioni vorrebbero aumentare l’aspettativa di vita, diminuire la denutrizione, salvare più vite umane; una ovvia contraddizione! ed in effetti si pensa alla salvezza dell’orso polare, mica degli uomini.
    Di fatti, è proprio nell’Europa ecologica dove la riduzione della CO2 è maggiore, che vi è poca crescita, disoccupazione in aumento, crisi sociali e impoverimento generale.
    + CO₂ = + ossigeno + glucosio (e carboidrati in genere) + alimentazione + salute + longevità… ed un po’ più caldo non guasta!
    Però, si vorrebbe tornare alla Piccola Era Glaciale, terminata nel 1850, dove il freddo ci costringerà a consumare più energia per riscaldare le case; ma non sarà mica questo il motivo reale del riscaldamento dell’emisfero nord?

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  9. Martedi mattina, 14 maggio, tg radio rai, prima notizia: il maltempo che ha flagellato e distrutto il nord Italia (poi strano perché vivo [anche] in Piemonte e da giovedi a oggi c’é stato giusto un piccolo temporale di 1 ora circa sabato pomeriggio, ma forse il Piemonte non fa parte del nord Italia). Dunque grandine (mi sembra) nel milanese (a maggio cosa incredibile e mai vista in 4, 5 miliardi di storia del pianeta) e diluvio (ebbene si, diluvio!, ma a quanto pare non ancora universale, anche se la speaker ha esitato un attimo) che ha sommerso per 40 giorni e 40 notti la zona di cesena in emilia romagna (che costituisce tutto il nord Italia a quanto pare, non si finisce mai di imparare). Per fortuna ( scusate, purtroppo) nessun morto, nessun danno degno di nota ma resta il fatto che questi eventi estremi non si sono mai visti a memoria d’uomo. E allora colleghiamoci con l’esperta di clima del CNR (ahimé non ricordo il nome) cosa ci dice signora di questo clima impazzito e catastrofico?….. Beh ecco diciamo che la primavera e il mese di maggio sono conosciuti da sempre, a livello popolare, statistico e scientifico, per essere dei periodi di transizione tra estate e inverno quindi da sempre caratterizzati da un tempo piuttosto irregolare con variazioni anche importanti nei fenomeni metereologici. Comunque diciamo che forse ultimamente queste variazioni si sono estremizzate un po rispetto al passato.

    Ecco secondo me il grosso problema di questa storia é che la ricercatrice del CNR invece di dare il contentino alla portavoce del terrorismo e della disinformatione massificata, avrebbe dovuto tirare fuori las bolas e dire chiaramente quello che pensava e che sapeva dall’alto delle sue conoscenze. Per me questo é un momento storico molto importante, di transizione ed é in questi momenti che ognuno deve dare il meglio di se perché in un sistema in completo disequlibrio come quello attuale basta poco per finire in un burrone o far crollare tutto. Per questo apprezzo enormemente il lavoro fatto da Guidi e altri su questo sito e l’esistenza del sito stesso, perché costituiscono dei barlumi, dei lumicine nell’immenso buio della disinformazione di massa. E tanti lumicini posso innescare una fiamma che illumini questa situazione grottesca, tanto piu’ che avviene in un periodo di massimo sviluppo tecnologico in cui ci si aspetterebbe che l’umanità si librasse nel cielo della conoscenza, libera e senza catene, invece l’impressione é che l’oscurantismo della ragione e della conoscenza sia piu nero che mai, come nei piu bui periodi della storia umana.
    Vedo che Lupicino in maniera ironica e sarcastica la prende sul ridere, e me ne compiaccio anche se guardandomi intorno ho sempre piu’ impressione che questa farsa diventerà ben presto una tragedia a causa della stupidità umana. Purtroppo una menzogna ripetuta milioni di volte ogni giorno diventa una verità assoluta e noi in questa situazione ci siamo dentro fino al collo.
    E comunque senza fare il complottista dal Club di Roma, alla thatcher, a Bilderberg la questione del cambiamento climatico come ultima frontiera per terrorizzare le masse, unirle nella lotta contro un nemico comune immaginario ( omeglio il male assoluto) e sottometterle e soggiogarle con quello che viene definito il “nuovo ordine mondiale” é un fatto acclarato e documentato, basta informarsi. Non c’é nessun complotto, tutto é stato pensato e scritto da almeno 40 anni ed é da 40 anni che si lavora alacremente per mettere in pratica questi concetti, purtroppo a quanto pare con successo.

    E state pronti perché sembra che anche la Svizzera abbia trovato la sua gretina nostrana, aspettiamo quella italiana con apprensione.

    https://www.lematin.ch/suisse/greta-thunberg-romande-appelle-silence/story/22834874

    E’ tutto bellissimo sembra di stare in un film tipo mamma ho perso l’aereo, dove gli adulti sono tutti degli imbecilli e i bambini salvano il mondo.

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    • Giovanni, confermo la tua testimonianza circa il servizio del giornale radio di stamattina: stavo andando a scuola e ho ascoltato la trasmissione in auto. Inutile dire che “l’estremizzazione” del clima mi ha guastato la giornata, molto più delle parole a vanvera della giornalista, per il semplice fatto che l’espressione “estremizzazione” suonava contraddittoria rispetto a quanto la ricercatrice del CNR aveva appena detto. Mah!
      Ciao, Donato.

    • Caro Donato, certe interviste danno la sensazione che ci sia un gettone comunicativo virtuale: “io ti intervisto, ma poi qualcosa sul global warming / climate change me la devi dire, che altrimenti l’editore si incazza”. La stessa cosa vale anche per tanti articoli sui giornali: magari si comincia bene, con dei riferimenti o delle riflessioni sensate. Poi si sbraca inevitabilmente sul global warming. Il punto e’ il solito: l’informazione non e’ tanto globalizzata, quanto globalista. Risponde ad agende tutte uguali, fatte tutte degli stessi argomenti e delle stesse emergenze fasulle, propinate ai media di tutto il mondo come le veline di partito. E’ un partito unico globale, che utilizza media in tutti i paesi del mondo per la diffusione delle sue agende. Spegnere quei media, abbandonarli al loro destino, e’ l’unica cosa da fare.

    • Grazie Donato per aver condiviso questo terribile momento radiofonico ( quindi non era un’allucinazione auditiva)….. a me per fortuna ha rovinato solo la mattinata, mi sono ripreso a pranzo.

    • Caro Giovanni, l’ironia e’ una forma di difesa. Altrimenti scoppia il fegato. Ironia e rassegnazione. In fondo non stiamo vedendo niente di nuovo, a livello continentale, rispetto a quello che la storia ci ha gia’ proposto in passato. Passera’ anche questa follia ideologica, utopista, nichilista e nemica dell’umanita’, come le precedenti. Si spera in modo meno catastrofico e doloroso.

  10. Il clima è veramente impazzito, non è più come una volta.
    Lo scriveva pure Leopardi due secoli fa!

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  11. Caro Massimo,
    ottimo articolo e come al solito, piacevolissimo da leggere.
    Hai ragione, i proclami catastrofisti sono ormai (multi-)giornalieri e sono tutti uguali: qualunque cosa succede è global warming e prossimo (se potessi, direi prossimissimo) bruciamento totale e fine di (boh, non lo so) qualcosa.

    In questi giorni mi è capitato di rileggere un brano di Cipriano (III secolo dC), riportato nell’ultimo libro (Omphalos, pag.1058) di Sergio Frau, che mi ricorda qualcosa e che voglio condividere con i lettori di CM:
    ” Devi sapere che il mondo è ormai invecchiato e non è più valido e robusto come una volta, non ha più l’energia di un tempo. Ora, anche se noi tacciamo, anche se non mostriamo alcuna prova tratta dalla Sacra Scrittura e dalla rivelazione divina, basta guardarsi intorno, e il mondo fornisce la prova del suo tramonto, con la rovina evidente di tante cose: ad esempio, d’inverno non ci sono più piogge in abbondanza per nutrire i semi; d’estate non c’è più quel sole solitamente caldo per maturare le biade; e in
    primavera la stagione temperata non dà più molti fiori e l’autunno non dà più frutti come una volta. Lastre di marmo da montagne faticosamente scavate se ne traggono fuori di meno. Le miniere sono esaurite e ci danno meno oro e meno argento, e i filoni vanno esaurendosi di giorno in giorno, e si fanno sempre più rari nei campi i contadini, sul mare i marinai, negli
    accampamenti i soldati. Manca l’innocenza nel foro, la giustizia nei giudici, la concordia fra gli amici, la perizia negli artigiani, nei costumi la disciplina….”

    La domanda è: ci ricorda qualcosa? E poi, è cambiato qualcosa negli ultimi 18 secoli? Risposte per chi crede nella scienza e non si pone neanche una domanda: sì e no.
    Ciao. Franco

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    • Caro Franco, una volta (prima di conoscere te , Luigi Mariani e gli amici di CM), quando sentivo queste lamentazioni da parte delle persone anziane, un po’ ci credevo: avendo vissuto più di me probabilmente avevano avuto occasione di conoscere tempi migliori (climaticamente parlando). Poi leggendo Columella, gli altri autori del passato e, ultimo, ma non per importanza, quello da te citato, si capisce chiaramente che la memoria storica climatica è fallace (e non solo quella, purtroppo).
      Ciao, Donato.

    • Caro Franco, grazie per la tua citazione, bellissima.

  12. Il mantra di questi giorni nella plaga desolante e disacculturata in cui purtroppo vivo è: dopo il fresco di maggio avremo un’estate torrida!
    Che ttempe, che ttempe avrebbe detto la nonna ovindolese di mia moglie…

    P.S. vivo tra Pescara e Montesilvano.

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    • Lo diceva anche il Corvo: “non puo’ piovere per sempre”.

  13. Ieri ,al Tg5 della sera,il simpatico meteorologo Andrea Giuliacci,ha detto che le temperature decisamente sotto media di questi giorni,sono il frutto dei cambiamenti climatici,poichè il clima si sta sempre piu’ “estremizzando”. A prescindere dal fatto che, non si capisce sulla base di quali dati,vengano fatte simili asserzioni (i dati climatologici dicono il contrario,la variabilià climatica non è affatto aumentata negli ultimi due secoli,anzi…) la cosa singolare è che adesso si parla di cambiamenti climatici anche quando fa freddo,fino ad ora quando faceva caldo,cioè fa freddo perchè fa caldo,siamo alle comiche!
    la cosa veramente sconcertante,è l’assenza di un’autorità meteorologica o climatica,che rimetta le cose al suo posto,di conseguenza l’opinione pubblica,si convince sempre piu’ che il clima sia impazzito (si badi bene,nessuno nega il riscaldamento globale,quello c’è!)
    complimenti a Msssimo Lupicino,per il bellissimo articolo,grazie!

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    • Grazie a te ALEX. Anche per te, l’unico consiglio che mi sento di dare: cambia canale.

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