Un Mese di meteo – Aprile 2019

IL MESE DI APRILE 2019[1]

Precipitazioni abbondanti e temperature pienamente nella norma.

La topografia media del livello di pressione di 850 hPa (figura 1a) evidenzia che l’Italia è interessata da una circolazione depressionaria determinata da una saccatura da Nordovest associata a un minimo al largo delle coste nord-americane. Tale struttura circolatoria è parte di una più vasta struttura di blocco con area anticiclonica centrata sulla Scandinavia. Tale diagnosi è confermata dalla carta delle isoanomale (figura 1b) la quale evidenzia un’area ad anomalia negativa in Atlantico a ovest della Isole Britanniche e un nucleo di anomalia positiva sulla Scandinavia settentrionale.

Figura 1a – 850 hPa – Topografia media mensile del livello di pressione di 850 hPa (in media 1.5 km di quota). Le frecce inserire danno un’idea orientativa della direzione e del verso del flusso, di cui considerano la sola componente geostrofica. Le eventuali linee rosse sono gli assi di saccature e di promontori anticiclonici.

Figura 1b – 850 hPa – carte delle isoanomale del livello di pressione di 850 hPa.

L’aprile 2019 ha visto il territorio nazionale in tutto o in parte interessato da 7 perturbazioni transitate rispettivamente dal 3 al 7 aprile, l’8, dal 9 al 15, dal 21 al 22, dal 23 al 26, il 27 e dal 28 al 30 aprile (tabella 1).

Tabella 1 – Sintesi delle strutture circolatorie del mese a 850 hPa. Il termine perturbazione sta ad indicare saccature atlantiche o depressioni mediterranee (minimi di cut-off) o ancora fasi in cui la nostra area è interessata da regimi che determinano variabilità perturbata (es. flusso ondulato occidentale).

Tabella 2 – Tipi circolatori giornalieri a 850 hPa secondo la classificazione Ersal a 17 tipi che si fonda sulla classificazione di Borghi e Giuliacci a 16 tipi.

La piovosità più elevata a livello italiano è stata registrata il 5 aprile con una media nazionale di 12.5 mm, seguito dal 23 aprile con 11.0 mm e dal 4 aprile con 9.8 mm. Inoltre 4, 5 e 23 aprile sono stati i tre giorni più piovosi al Nord e al Centro e 13, 5 e 7 lo sono stati al Sud. Si noti infine che la piovosità media per macroaree indica che mentre il centro-nord ha goduto di una piovosità ben distribuita sull’intero mese, la macroarea del meridione ha visto la piovosità concentrarsi nella prima quindicina, il che è compatibile con la climatologia degli areali a clima pienamente mediterraneo.

Andamento termo-pluviometrico

Le temperature medie delle massime e delle minime mensili (figure 2 e 3) sono risultate pienamente nella norma salvo lievi anomalie positive o negative a carattere locale. A livello pluviometrico mensile la figura 5 mostra anomalie positive su Triveneto, Val d’Aosta, Piemonte orientale, Lombardia occidentale, Toscana meridionale, Umbria e Sardegna orientale. Anomalie negative a carattere locale si osservano invece su Lombardia centrale, Sardegna orientale, Sicilia occidentale, Campania, Abruzzo e Molise.

Figura 2 – TX_anom – Carta dell’anomalia (scostamento rispetto alla norma espresso in °C) della temperatura media delle massime del mese

Figura 3 – TN_anom – Carta dell’anomalia (scostamento rispetto alla norma espresso in °C) della temperatura media delle minime del mese

L’analisi decadale (tabella 2) conferma a livello termico quanto scritto a livello mensile, con temperature ovunque nella norma salvo una lieve anomalia positiva nelle temperature minime al Sud nella terza decade del mese. A livello pluviometrico invece si notino le anomalie positive nella prima decade al centro-nord e nella seconda al sud mentre la terza decade ha visto una vistosa anomalia positiva al Nord parzialmente compensata da una sensibile anomala negativa al sud.

Tabella 3 – Analisi decadale e mensile di sintesi per macroaree – Temperature e precipitazioni al Nord, Centro e Sud Italia con valori medi e anomalie (*).

(*) LEGENDA:

Tx sta per temperatura massima (°C), tn per temperatura minima (°C) e rr per precipitazione (mm). Per anomalia si intende la differenza fra il valore del 2013 ed il valore medio del periodo 1988-2015.

Le medie e le anomalie sono riferite alle 202 stazioni della rete sinottica internazionale (GTS) e provenienti dai dataset NOAA-GSOD. Per Nord si intendono le stazioni a latitudine superiore a 44.00°, per Centro quelle fra 43.59° e 41.00° e per Sud quelle a latitudine inferiore a 41.00°. Le anomalie termiche positive sono evidenziate in giallo (anomalie deboli, inferiori a 2°C), arancio (anomalie moderate, fra 2 e 4°C) o rosso (anomalie forti,di  oltre 4°C), analogamente per le anomalie negative deboli (minori di 2°C), moderata (fra 2 e 4°C) e forti (oltre 4°C) si adottano rispettivamente  l’azzurro, il blu e il violetto). Le anomalie pluviometriche percentuali sono evidenziate in azzurro o blu per anomalie positive rispettivamente fra il 25 ed il 75% e oltre il 75% e  giallo o rosso per anomalie negative rispettivamente fra il 25 ed il 75% e oltre il 75% .

Figura 4 – RR_mese – Carta delle precipitazioni totali del mese (mm)

Figura 5 – RR_anom – Carta dell’anomalia (scostamento percentuale rispetto alla norma) delle precipitazioni totali del mese (es: 100% indica che le precipitazioni sono il doppio rispetto alla norma).

La sopra descritta assenza di anomalie termiche è confermata dalla carta delle anomalie termiche globali riportata in figura 6a, ricavata da dati MSU mentre la carta dell’anomalia termica globale da stazioni al suolo prodotta dal Deutscher Wetterdienst sulla base dei report mensili CLIMAT (figura 6b) mostra la presenza di una lieve anomalia positiva sull’intero areale italiano.

Figura 6a – UAH Global anomaly – Carta globale dell’anomalia (scostamento rispetto alla norma espresso in °C) della temperatura media mensile della bassa troposfera. Dati da sensore MSU UAH [fonte Earth System Science Center dell’Università dell’Alabama in Huntsville – prof. John Christy (http://nsstc.uah.edu/climate/)

Figura 6b – DWD climat anomaly – Carta globale dell’anomalia (scostamento rispetto alla norma espresso in °C) della temperatura media mensile al suolo. Carta frutto dell’analisi svolta dal Deutscher Wetterdienst sui dati desunti dai report CLIMAT del WMO [https://www.dwd.de/EN/ourservices/climat/climat.html).

[1]              Questo commento è stato condotto con riferimento alla normale climatica 1988-2017 ottenuta analizzando i dati del dataset internazionale NOAA-GSOD  (http://www1.ncdc.noaa.gov/pub/data/gsod/). Da tale banca dati sono stati attinti anche i dati del periodo in esame. L’analisi circolatoria è riferita a dati NOAA NCEP (http://www.esrl.noaa.gov/psd/data/histdata/). Come carte circolatorie di riferimento si sono utilizzate le topografie del livello barico di 850 hPa in quanto tale livello è molto efficace nell’esprimere l’effetto orografico di Alpi e Appennini sulla circolazione sinottica. L’attività temporalesca sull’areale euro-mediterraneo è seguita con il sistema di Blitzortung.org (http://it.blitzortung.org/live_lightning_maps.php).

 

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Licenza Creative Commons
Quest'opera di www.climatemonitor.it è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.

Author: Guido Guidi Luigi Mariani

Share This Post On

1 Comment

  1. Buona sera
    eh si, vedo questi grafici, spiegati anche in modo coerente e con logica appropriata, ma nonostante ciò, non posso fare a meno di avvertire, come accadrebbe all’interno di una cassa di risonanza, tutte le lamentele quotidiane di una primavera, questa, che deve ancora arrivare. In ufficio, nei locali pubblici, fra amici, ecc.. Il mese di Maggio che volge al termine poi, ha amplificato queste lamentele che sembrano più capricci (-:. Ma attenzione, perchè potrebbe essere che Giugno arriverà con un botto calorico improvviso, che invece di poter essere accolto con un sorriso (specie a chi piace stare all’aperto), potrebbe essere interpretato come un’ennesima anomalia climatica(??) di carattere pressochè catastrofico. Ora, ciò che mi preoccupa in realtà non è tanto l’avvenire oggettivo in sè, ma l’eterna e costante comunicazione semantica che, attraverso i media soprattutto, riempirà di certezza assoluta l’utente comune, ovvero, il clima che cambia per colpa delle attività antropiche. Davvero sarebbe utile, insisto, far capire la differenza fra clima, meteo e inquinamento. La semantica alla quale mi riferisco la si può percepire nel video di questo link: https://www.youtube.com/watch?v=ZDI1vbzmsvA&feature=youtu.be che avrebbe il compito di azzerare i contenuti di un altro video: https://www.youtube.com/watch?v=4_T1QNRtToc (intervento di Rubbia). Al di là dei soggetti che relazionano in entrambi i video, non si può non notare la malizia semantica del primo video. Spero si possa fare qualcosa, perchè il pensiero unico, gestito da un linguaggio ammaliante, sta oramai consolidandosi. Qualcuno spieghi al ragazzino del primo video che la CO2 è un effetto e non la causa. Insomma…povere piante, hanno il diritto di cibarsi anch’esse :-). Ale

    Post a Reply

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »