Il livello del lago di Garda dal 1995 al 2019

Riassunto: Il livello del lago di Garda, i cui dati sono meritoriamente disponibili nel sito della Comunità del Garda, sono, su una media di 5 anni, oscillanti tra 70 e 110 cm rispetto al livello idrometrico di 64.027 m slm, si mostra rigorosamente costante in media, incurante dei numerosi proclami giornalistici che evocano scenari apocalittici. Lo spettro mostra periodi di circa 12, 4.5 e 2 anni, oltre quelli attesi di 6 e 12 mesi.

Abstract: Garda Lake level, whose data are available at the Comunità del Garda site, shows an oscillatory behaviour between 70 and 110 cm (5-year low-pass filter) over the 64.027 m asl official hydrometric level and and an overall strictly constant mean level, in spite of the newspaper warnings which provide apocalyptic scenarios. Spectral periods of about 12, 4.5, 2 years are present in the data, beyond the expected ones of 6 and 12 months.

Livello del lago
Il livello del lago di Garda e il deflusso (verso il Mincio) è disponibile nel sito della Comunità del Garda in forma di valori giornalieri dal 1995 al 2019 (al momento in cui ho scaricato i dati, fino al 30 giugno 2019).

Se posso permettermi una “velata” polemica, questa disponibilità è veramente meritoria, specialmente se ci confrontiamo con i dati di tutti i Grandi Laghi italiani nel sito degli Enti regolatori grandi laghi dove essi non sono disponibili in forma numerica e vanno copiati uno alla volta leggendo i valori dal quadro che si apre scorrendo i grafici con il mouse (trascurando il fatto che dal link si apre un grafico del livello del lago Maggiore di cui posso apparentemente leggere il livello fino al 31 dicembre 2019! Evidentemente non può essere così, ma la chiarezza non è certo il loro forte, anche seguendo le spiegazioni per l’uso del grafico.).

In forma grafica, un esempio dei dati giornalieri di ogni mese per tutti gli anni disponibili si vede nella figura 1:

Fig.1: Dati giornalieri, per ogni mese, del 1995, primo anno disponibile. Per vedere tutti gli altri grafici fare riferimento al sito di supporto dove si può cambiare l’anno e visualizzare. Le indicazioni a lato del grafico (es. 9501) riportano l’anno e il mese come aamm. I colori dei mesi sono gli stessi per tutti gli anni. Qui si può vedere anche il grafico dell’ultimo anno completo, il 2018.Da questi valori ho calcolato la media e la deviazione standard mensile, per un totale di 282 mesi, mostrate in figura 2 insieme allo spettro MEM.

Fig.2: a) Valori mensili del livello del Garda e la loro deviazione standard. b) Spettro MEM; notare il periodo in anni. c) Spettro MEM della parte ad alta frequenza; notare il periodo in mesi.

Per completare il quadro del Garda, riporto nella prossima figura 3 il livello del lago con due indicazioni dell’andamento medio: un filtro passa-basso e il fit lineare. Nel grafico si vede bene (i minimi tra il 2002 e il 2008 ad esempio) il ritmo di periodo 2 anni che si osserva nello spettro b) di figura 2.

Fig.3: Il livello del Garda e un filtro passa-basso di finestra 60 mesi (5 anni, linea rossa). La linea blu è il fit lineare dei dati che in media non mostrano variazioni di livello, almeno negli ultimi 24 anni.

Lo spettro mostra il picco principale a 2 anni (che abbiamo appena visto nei dati originali) di cui io non sono in grado di dare una spiegazione. È come se succedesse qualcosa un anno sì e un anno no, apparentemente nei minimi del livello e raramente nei massimi, e io non so da cosa possa essere causato. Per il massimo spettrale di 4.5 anni non mi sento di invocare El Niño, la cui influenza sulle acque interne credo sia molto piccola; il periodo di 12 anni potrebbe essere legato al ciclo solare, in qualche modo “ammortizzato” dai tempi di risposta della massa d’acqua.

Deflusso
I dati di deflusso verso il fiume Mincio sono, nella forma di media e deviazione standard mensile, mostrati in figura 4 insieme al loro spettro.

Fig.4: Deflusso medio mensile dal Garda. a) Valori medi mensili del deflusso del Garda e la loro deviazione standard. b) Spettro MEM; notare il periodo in anni. c) Spettro MEM della parte ad alta frequenza; notare il periodo in mesi. Questo spettro presenta gli stessi massimi già osservati nel livello, con l’eccezione del picco a 14 anni.

Come per i valori del livello del lago, mostro l’andamento medio dello scarico mensile medio nella figura 5.

Fig.5: Deflusso mensile medio del Garda e un filtro passa-basso di finestra 60 mesi (5 anni, linea rossa). La linea blu è il fit lineare dei dati che in media mostrano una diminuzione al ritmo di (0.4±0.3)m3/sec per mese e sono passati da 55.5 a 45.4 metri cubi al secondo durante il periodo di osservazione.

Il deflusso, dopo un massimo attorno al 2013-14, mostra una tendenza alla diminuzione e attualmente ha un valore inferiore al minimo precedente del 2006.

Considerazioni conclusive

Il risultato evidente è che il lago di Garda non presenta sintomi tra quelli attribuiti (in particolare dalla stampa) al riscaldamento globale antropico (AGW). Il suo livello medio è rimasto costante dal 1995, cioè da quando sono disponibili i dati usati qui, e su questo livello si innestano fluttuazioni -attese- di periodo annuale e semi-annuale e -probabilmente dovute a cause locali- di periodo 2, 2.6 e 12 anni.
È difficile attribuire i 12 anni a El Niño (le regioni Nino 3.4 e 4 mostrano un evidente picco a 12 anni, più debole in Nino 3, vedi qui, su CM, figura 3) senza ulteriori conferme da altri laghi. Nelle stesse regioni equatoriali non ci sono massimi spettrali a 2 e 2.6 anni e, non conoscendo il “ritmo di vita” (il “respiro”) del lago non sono in grado di attribuire una causa a queste periodicità che, nel caso di 2 e 12 anni, sono quelle di maggiore potenza.

La stampa periodicamente (v. ad esempio qui e qui) riporta l’allarme per l’esistenza futura dei laghi italiani, basandosi sui minimi visibili in figura 2-a), ma il livello varia molto e la preoccupazione forse accettabile in un certo mese non ha motivo di esistere il mese successivo.

Sia come sia, le previsioni modellistiche di diminuzione del livello dei laghi ad opera dell’AGW non si applicano al lago di Garda.
Per la cronaca, le stesse previsioni non si applicano neppure ai Grandi Laghi americani, come si può leggere in un articolo di Roy Spencer. Anche i livelli di questi laghi, che dispongono di dati su 100 anni, sono rimasti essenzialmente costanti, con una leggera tendenza a crescere negli ultimi anni (come il Garda).

Un lago a rischio prosciugamento è il Mar Caspio, il più grande del mondo. Repubblica qui attribuisce all’AGW questa situazione, basandosi su Chen et al., 2017 che, essendo un serio articolo scientifico, si guarda bene dal fare simili affermazioni. Inoltre, in questo sito, che produce grafici del livello del Caspio dal 9000 BCE dal 600 BCE (BCE= Before Current Epoch), grafici che sono stati usati nell’articolo (peer-review) Mariani et al., 2018, si legge:

The Caspian Sea is exceptional by many standards. It is the largest lake in the world. Moreover it is a closed lake with very large variations in its water level because of natural oscillations of the components that make up the water balance. The variations in the water level have had a strong influence on most aspects of economic life. This has been particularly so during the past few decades.

Cioè che le oscillazioni di livello sono grandi nel Caspio e avvengono da tempi immemorabili e che quindi -dico io- i livelli di CO2 non hanno molta importanza.

In definitiva credo si possa dire che i laghi, non solo italiani, vivono di vita propria (certo, questa vita dipende anche dalle regolazioni fatte dall’uomo), incuranti o quasi dei livelli di gas serra in atmosfera.

Tutti i grafici e i dati, iniziali e derivati, relativi a questo post si trovano nel sito di supporto qui

Bibliografia

  • J. L. Chen, C. R. Wilson, B. D. Tapley, H. Save, Jean‐Francois Cretaux, Long‐term and seasonal Caspian Sea level change from satellite gravity and altimeter measurementsJGR Solid Earth122-3, 2274-2290, 2017. https://doi.org/10.1002/2016JB013595
  • L. Mariani, G. Cola, O. Failla, D. Maghradze, F. Zavatti: Influence of Climate Cycles on Grapevine Domestication and Ancient Migrations in EurasiaScience of the Total Environment,635, 1240-1254, 2018. https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.2018.04.175
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Author: Franco Zavatti

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6 Comments

  1. Sempre sull’argomento del livello dell’acqua… il meme climatocatastrofista recita che mentre laghi e fiumi evaporeranno “di sicuro, lo dicono i modelli”… i mari e gli oceani, lo si sente ogni giorno in TV, saliranno in maniera esponenziale… alleniamoci a fare glu-glu.
    Ho appena ricevuto nella posta un invito ad andare sul sito del NYT (che da un paio di anni evito come la peste, non lo sopporto piu’, anni fa ero abbonato…)… e l’invito e’ di andare a leggere l’articolo seguente:

    “‘We Cannot Save Everything’: A Historic Neighborhood Confronts Rising Seas”

    Nel sottotitolo:

    “Climate change is forcing experts to reimagine the future of historic preservation here.”

    … parlano di Rhode Island… solita foto di casa coloniale non vicina al mare ma SUL mare… a 10 metri dalla casa (poi dicono che uno va a cercarsele).
    Comunque, nell’articolo parlano del solito problema esistenziale per la specie umana, causato dalla CO2 assassina ed i terribili combustibili fossili del cattivo uomo bianco eterosessuale… (ca va sans dire, anche il nucleare aiuta)…

    “Its grid of 18th-century streets contains scores of houses built before the American Revolution, and dozens more that are almost as old.

    “It’s incredible to walk around a neighborhood like this that is so intact,” Mark Thompson said one morning this spring as he strolled along Washington Street, past the Jahleel Brenton Counting House, the 200-year-old home of a prosperous merchant.”

    “Today, the neighborhood faces a new threat. The Point sits only a few feet above sea level, and because of climate change, the ocean is rising.”

    “The Point sits only a few feet above sea level, and because of climate change, the ocean is rising.”

    Ah si??? E’ colpa dell’oceano che si sta alzando?
    Vediamo! (copia della schermata in allegato):

    https://tidesandcurrents.noaa.gov/sltrends/sltrends_station.shtml?id=8452660

    Si, e’ vero… hanno ragione!… il livello dell’oceano atlantico sta salendo… in maniera lineare costante da quando e’ misurato (1930 per questa tide gauge)… qualcuno vede la fantomatica accelllerazione dovuta all’aumento della CO2 assassina?
    Se la risposta e’ “si” posso consigliare un ottimo oculista… 🙂

    Quanto al perche’ il livello nel RI salga di 2,8 mm/anno… forse oltre alla CO2 assassina c’e’ anche qualche altra causa?… mmmh…

    Vediamo:

    https://www.wpri.com/news/scientists-rhode-island-is-sinking-and-sea-levels-continue-to-rise/

    “Scientists: Rhode Island is sinking and sea levels continue to rise”

    “Parts of North Carolina, New Jersey and South Carolina have been sinking at rates of 8 to 10 inches per century. Rhode Island has been sinking 4 inches per 100 years.
    That has a big impact on long established cities like Newport and Providence, both settled nearly 400 years ago.”

    Ma dai! Anche la subsidenza/rimbalzo isostatico post-glaciale ci si mettono???? Ma come osano?… senza informare la prestigiosa redazione dell’alternativa alla carta igienica, il NYT????

    NYT: se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti uccide. (in questo caso dalle risate)

    Pagliacci spudorati.

    Immagine allegata

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    • Caro Roberto,
      rispondo in una volta sola ai tuoi commenti, come al solito ricchissimi di informazioni.
      Esiste un sito: Hydroweb.theia-land.fr, nato originariamente dalle raccolte russe sui laghi, che contiene il livello di molti laghi nel mondo. Ha solo il
      difetto che per avere i dati bisogna riempire un form abbastanza burocratico (ad esempio per il Caspio vogliono sapere, tra l’altro, quali nazioni riguarda) e io, invecchiando, divento sempre più insofferente alla
      burocrazia per cui il Caspio l’ho digitalizzato dal grafico che forniscono.
      Però non ho voglia di digitalizzare tutti i (o molti dei) laghi.
      Ho visto sul sito di Roy Spencer il grafico del livello di tutti i Grandi Laghi americani e penso siano disponibili i relativi dati numerici.
      L’articolo dell’USGS che citi mostra che l’outflow, come dici, è costante ma mostra anche l’esistenza di fluttuazioni a bassa frequenza molto simili a
      quelle del Garda e mi piacerebbe verificare questa cosa anche per gli altri dati, ma in Italia, mediamente, chi ha i dati se li tiene (forse li considera il suo “tesoretto” personale) per cui sicuramente non riuscirò a fare nulla …

      Siamo messi male …

      Per concludere con un sorriso, quando dici che potrai consigliare un ottimo oculista a qualche nostro amico, ti informo che io ho una miopia (in diottrie) di 9.5 e 8 e posso consigliare anche io un ottimo oculista 🙂
      Ciao. Franco

  2. Un lago che viene spesso citato e’ che ha un livello “mai stato cosi’ basso prima” e’ il lago Chad.
    Si legge spesso la frase “ha perso piu’ del 90% della sua superficie dal 1960”, o qualcosa del genere (vado a memoria, dovrei controllare il testo esatto)… ma “dimenticano” di dire che e’ vero che lo ha fatto… ma dal 1960 ai primi anni 80!… da quel momento la superficie del lago Chad cresce, in media, ogni anno… nonostante l’aumento esponenziale della CO2 assassina, per non citare la pressione antropica dovuta a aumento delle popolazioni locali e guerre e guerricciole varie…

    Saluti.

    ————————–
    P.S.: Ricerca veloce… ecco qui, ricordavo bene:

    Fantasia/modelli farlocchi/invenzioni? Ecco qui:

    https://reliefweb.int/report/chad/tale-disappearing-lake

    “Over the last 60 years, the lake’s size has decreased by 90 per cent as a result of over use of the water, extended drought and the impacts of climate change”

    Realta’/dati?

    “Lake Chad Total Surface Water Area as Derived from Land Surface Temperature and Radar Remote Sensing Data”, Remote Sensing 10 2018 252
    https://www.researchgate.net/publication/322996967_Lake_Chad_Total_Surface_Water_Area_as_Derived_from_Land_Surface_Temperature_and_Radar_Remote_Sensing_Data

    … che sulla base di dati satellitari conclude che…

    “Abstract:

    Lake Chad, located in the middle of the African Sahel belt, underwent dramatic decreases in the 1970s and 1980s leaving less than ten percent of its 1960s surface water extent as open water.

    Further, we find the total surface water area of the lake to be highly variable during this period, with an average rate of increase of approximately 143 km2 per year.”

    Mentitori di professione, sono…

    Immagine allegata

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  3. Caro Franco, ti ringrazio per l ‘ottimo e leggibilissimo articolo. Appena ho tempo mi scarico anche quello relativo al mar caspio.
    Alla lunga lista di laghi che rifiutano di piegarsi al diktat della setta CAGW, e diminuire il loro volume, possiamo anche aggiungere i grandi laghi USA/Canada… come si puo’ vedere qui:

    https://pubs.er.usgs.gov/publication/sir20195003

    Includo la copia dello schermo che mostra l’andamento delle precipitazioni, temperatura media, e quella massima per il bacino idrografico dei grandi laghi, i laghi separati li trovate nel documento linkato qui sopra.

    Nelle appendici si trovano gli “streamflows”, il bilancio dell’acqua che esce dai vari laghi, divisa per fiume… anche quelli ~costanti in media sui 56 anni coperti da questi dati.

    In studi come il GLISA, citato qui…

    https://www.cleveland.com/weather/blog/2017/08/how_is_climate_change_affectin.html

    … ovviamente si attribuisce la colpa quasi esclusivamente alla CO2 assassina e relativo riscaldamento… senza MAI citare l’effetto (antropico, certo!) della popolazione che vive attorno al lago o ai fiumi che in quei laghi versano la loro acqua, gli immissari… come mai?… eppure secondo il Census Bureau USA almeno le due rive del lago Michigan hanno contee con tassi di aumento della popolazione fra i piu’ alti dell’intero paese.

    La parola “population” e’ citata due volte… quando parlano dei pesci… 🙁

    Avevo aggiunto un commento su quel che penso, ma l’ho cancellato… meglio, va! 🙂

    Saluti, e grazie ancora.

    Immagine allegata

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  4. I numeri non mentono. Mai. Ed i numeri ci dicono che il livello dei laghi è indifferente ai tassi di variazione della CO2. Vale per il lago di Garda (limitatamente agli ultimi 25 anni), per i Grandi Laghi americani e, sorprendentemente (per me) per il mar Caspio. Mai avrei creduto che il livello del grande lago asiatico avesse avuto un andamento simile negli ultimi undicimila anni!
    Personalmente ho sempre creduto che l’abbassamento del suo livello, fosse conseguenza delle attività umane (prelievo d’acqua per uso industriale ed agricolo) come accaduto al lago d’Aral.
    I grafici segnalati da F. Zavatti, dimostrano, invece, che la variabilità naturale del livello del mar Caspio, è ampiamente sufficiente a giustificare le oscillazioni del livello del lago.
    Un sentito ringraziamento all’amico Franco per il suo impagabile impegno che arricchisce tutti noi.
    Ciao, Donato.

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    • Caro Donato, è vero che i numeri non mentono mai, ma solo se qualcuno li fornisce … Solo il benemerito consorzio del Garda permette di raccogliere
      i dati direttamente in forma numerica. Gli altri laghi italiani te li devi guadagnare. Intanto i giornali si accaniscono sull’AGW che minerebbe l’esistenza (ma ci credono davvero?) del lago d’Iseo e del lago Maggiore e non so più di quanti e quali laghi. Peccato che l’unico di cui ho i dati dica il contrario … e se il livello degli altri si abbassa, forse è colpa di qualcos’altro.
      Per il Caspio, anche io quando ho trovato il sito (è una pagina web del vecchio sito dell’unu -United Nations University) mi sono molto meravigliato delle fluttuazioni del lago che “lavorano” da sempre.
      Adesso sto terminando una revisione dei dati che avevo già digitalizzato e ho aggiunto nuovi dati satellitari (sempre digitalizzati).Spero di mandare il post a Guido nei prossimi giorni.
      Ciao e grazie per i complimenti. Franco

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