Il livello del Mar Caspio negli ultimi 11 mila anni

Il Mar Caspio è in realtà  un lago, il più grande al mondo, con una superficie di 317000 km2. Dal punto di vista della morfologia, si può considerare diviso in tre parti di aree equivalenti: la parte nord è quella con minore volume e profondità  (10 m in media) e quindi la più vulnerabile rispetto sia alle attività umane che alla situazione idrologica. La parte centrale ha una profondità  media di 170 m e massima di 790 m, mentre nella parte meridionale la profondità  media è di 325 m e massima di poco più di 1000 m. È caratterizzato da ampie variazioni di livello e da situazioni potenzialmente catastrofiche quando soffiano i forti venti da sud, in grado di trasportare acqua fino ad allagare migliaia di km2 (sito UNU).
Un esempio della variabilità  del livello del Caspio su circa 11 mila anni è mostrato in figura 1a (pdf).

Fig.1: Le singole figure (dati e spettri) che compongono questo collage sono disponibili nel sito di supporto. a) Livello del Caspio dal 9000 BCE a circa il 2000 CE (CE=epoca corrente; BCE= prima dell’epoca corrente). Le fluttuazioni di livello sono sempre state notevoli. Nei quadri inferiori di tutte le figure, lo spettro dei dati. Dati digitalizzati da UNU (Università delle Nazioni Unite, fig.8.3). La linea rossa (verde per fig.1d) che attraversa i dati è il fit lineare rispetto al quale sono calcolati i valori detrended richiesti dallo spettro Lomb utilizzato qui. b) Livello del Caspio tra il 600 BCE e il 1990 CE, e suo spettro. Il livello è caratterizzato da forti oscillazioni (fino a 15 metri) con un andamento medio crescente su tutti i 2600 anni della serie. Dati digitalizzati da UNU (fig.8.2). c) Livello durante quella che ho definito l’epoca moderna, dal 1830 al 1990 circa e spettro della serie. Il livello è caratterizzato da una forte diminuzione (circa 3 metri) che inizia attorno al 1930 e prosegue fino a circa il 1978 per poi risalire. Dati digitalizzati da UNU (fig.8.1). d) Livello del Caspio dal 1992 al 2019. Dati esatti, non digitalizzati, ottenuti da gravimetria e altimetria satellitare, disponibili sul sito Hydroweb. I dati satellitari di questa figura hanno una cadenza mensile e mostrano nettamente le oscillazioni stagionali.

L’andamento medio del livello del Caspio è decrescente (complessivamente, persi poco meno di 10 metri di acqua, equivalenti a 0.9 mm/anno) anche se sono visibili fluttuazioni massime di circa 26 metri, in particolare nei periodi preistorici, dal 3000 al 9000 BCE. Nelle epoche più vicine a noi, a partire dal 3000 BCE, le oscillazioni del livello sembrano diminuire.

Nel periodo dal 660 BCE al 2000 CE (circa) si osserva una crescita media di circa 1 metro, cioè il livello resta praticamente costante, con una fluttuazione massima di circa 14.5 metri.

Il periodo, dal 1830 al 1991, descritto in figura 1c mostra una quasi costanza fino al 1930 (fluttuazioni massime di circa 1 metro) e poi da una brusca discesa del livello fino a circa il 1978, seguita da una risalita. La variazione massima in questo periodo è di circa 4 metri.

L’andamento del livello nel periodo “satellitare” di figura 1d è caratterizzato da una diminuzione media di circa 1.2 metri (su 28 anni e quindi, mediamente, di 4 cm/anno), con l’inizio della diminuzione più decisa attorno al 2006. Dal 2016 si intravede un calo della pendenza che fa pensare ad una prossima (probabilmente temporanea) stabilizzazione.

Lo spettro
Data l’estensione temporale coperta dalle quattro serie utilizzate, pur con le loro differenze di risoluzione spaziale, gli spettri coprono periodi di 3600, 2400, 1500, 900 anni, passano per 500, 380, 200, 100 anni e per 60, 30, 20 anni; arrivano infine a 8, 5, 4, 3 anni. Si può dire che sono presenti le ciclicità  solari (2200-Hallstatt; 1000-Eddy; 200-de Vries e TSI; 88-Gleissberg; 22-Hale); quelle oceaniche (60-AMO), quelle planetarie (8 e 9-Giove-Saturno) e quelle legate a El Nino (3, 4, 5, 7). Nella serie satellitare di figura 4 è presente la ciclicità  annuale (1 anno), attesa, visto che il Volga, il maggiore fiume europeo, è l’unico immissario (insieme a 6 altri corsi d’acqua minori) e che il bilancio idrico è regolato dall’alternarsi di pioggia (livello massimo a giugno-luglio) ed evaporazione (livello minimo a dicembre-gennaio).
In Mariani et al., 2018 vengono messe in evidenza le influenze (percentualmente comprese tra il 75 e il 100%; per il Sole anche tra il 25 e il 50%) di AMO, NAO, Attività  solare, ENSO come derivate dagli spettri di numerose (55) serie di dati di prossimità  (proxy) e di dati diretti.

Conclusioni
La storia del Mar Caspio, datata da prima dell’inizio della storia del vino (6000 BCE, Mariani et al., 2018), si qualifica con grandi fluttuazioni del livello delle acque e con la tendenza generale alla sua costanza (diminuzione di circa 1 mm/anno per 11 mila anni). Lo spettro mostra la presenza di un’ampia varietà  di fenomeni naturali: non sembra quindi corretto selezionare un periodo particolare, come ad esempio il grafico di figura 1c, o anche più breve, come quello di figura 1d, verificare una diminuzione e attribuirla ad una qualsiasi attività umana, ad esempio CO2 che induce temperature più alte o, come va di moda ora, immissione in atmosfera di inquinanti che modificano il clima (riscaldamento globale indotto dall’uomo) o anche soltanto alla captazione delle acque per uso agricolo o industriale e gridare contro questo cattivo abitante di un pianeta che altrimenti sarebbe bellissimo, e non è chiaro per chi sarebbe tanto vivibile, come fa Repubblica, basandosi su Chen et al., 2017 che però dice altro.

Nello stesso sito, sotto il titolo “Riscaldamento globale, i laghi a rischio”, introducendo la presentazione delle foto si dice: “Il Mar Caspio sta evaporando a un ritmo mai misurato e il suo livello è sceso in maniera preoccupante, a un ritmo doppio rispetto alla più grave crisi idrica che ha interessato il lago più grande del mondo alla fine degli anni ’70. Un team di studiosi guidati da Jianli Chen dell’Università  del Texas ha misurato, grazie alle misurazioni satellitari, un abbassamento della profondità di quasi sette centimetri all’anno dal 1996 al 2015. Una picchiata dovuta soprattutto alla crescita delle temperature (un grado in più, in media, rispetto a 40 anni prima) che causa eccessiva evaporazione, insieme alla scarsità  di piogge e al diminuito apporto da parte dei fiumi. A questo ritmo tutta la sua parte settentrionale, la meno profonda, potrebbe evaporare totalmente in 75 anni.”

Almeno per il Caspio, negli ultimi 11 mila anni non è cambiato nulla, anzi, la variabilità  del suo livello sembra essere diminuita nei duemila anni precedenti l’epoca attuale.

Tutti i grafici e i dati, iniziali e derivati, relativi a questo post si trovano nel sito di supporto qui

Bibliografia

 

  • Beni et al., 2013 A. Naderi Beni, H. Lahijani, R. Mousavi Harami, K. Arpe, S.A.G. Leroy, N. Marriner, M. Berberian, V. Andrieu-Ponel, M. Djamali, A. Mahboubi and P. J. Reimer: Caspian sea-level changes during the historical and geological evidence from the south Caspian Sea , Clim. Past., 9, 1645-1665, 2013. http://dx.doi.org//:10.5194/cp-9-1645-2013
  • Chen et. al., 2017 J.L. Chen, C.R. Wilson, B.D. Tapley, H. Save and Jean-Francois Cretaux: Long-term and seasonal Caspian Sea level change from satellite gravity and altimeter measurements , J. Geophys. Res. Solid Earth , 122, 2274-2290, 2017. http://dx.doi.org/10.1002/2016JB013595
  • Klige R.K., Myagkov M.S.: Changes in the Water Regime of the Caspian Sea, GeoJournal, 27:3, 299-307, 1992. http://dx.doi.org/10.1007/bf02482671 (abstract: chiedere per il pdf completo)
  • http://archive.unu.edu/unupress/unupbooks/uu18ce/uu18ce08.htm (Università delle Nazioni Unite)
  • L. Mariani, G. Cola, O. Failla, D. Maghradze, F. Zavatti: Influence of Climate Cycles on Grapevine Domestication and Ancient Migrations in Eurasia, Science of the Total Environment, 635, 1240-1254, 2018. doi:10.1016/j.scitotenv.2018.4.175

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Licenza Creative Commons
Quest'opera di www.climatemonitor.it è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.

Author: Franco Zavatti

Share This Post On

2 Comments

  1. Mi dispiace che la figura non abbia le lettere che distinguono le varie situazioni.
    Accludo la figura corretta. Franco

    Immagine allegata

    Post a Reply
    • Franco,
      ho sostituito l’immagine.
      gg

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »