Ricordo di Fred Singer

di Ernesto Pedrocchi

Fred Singer è stato per decenni un grande leader nel campo della scienza climatica e mentore di tanti che dubitano che il riscaldamento in atto sia principalmente legato alle emissioni antropiche di CO2.

Singer è mancato Il 6 aprile scorso. Era nato a Vienna nel 1924. Nel 1938, con la famiglia di origine ebraica, aveva abbandonato l’Austria ed era emigrato in Inghilterra e poi negli Usa, dove alla Princeton University aveva conseguito un PhD con uno studio sui raggi cosmici. Singer è stato un pioniere nello studio di fenomeni cosmici e degli strati superiori dell’atmosfera. Specialista nella gestione dei sistemi operativi per la raccolta di dati mediante telerilevamento dell’atmosfera, degli oceani e delle superfici terrestri fu il primo direttore del National Weather Satellite Center (USA).

Dallo studio dei fenomeni atmosferici e dalla gestione dei sistemi di rilevamento satellitari era nata la sua grande competenza nella scienza climatica suffragata dalla convinzione che solo i dati sperimentali e non i modelli teorici fossero la base per risolvere le controversie scientifiche.

Da queste basi nasce il pensiero principe di Singer, costantemente suffragato dai dati sperimentali, che le emissioni antropiche di CO2 allo stato attuale della dinamica atmosferica giochino un ruolo del tutto trascurabile sul clima terrestre. Questa posizione lo mette in contrasto con il pensiero dominante in questo periodo, specie con quello di impronta più ideologica. Nel 1990 istituisce il Science and Environmental Policy Project (SEPP) per promuovere il metodo scientifico come base irrinunciabile per la valutazione dei problemi ambientali e di quelli legati all’energia. Poi organizza una regolare newsletter “The Week That Was” con sintetici commenti e rimandi ai nuovi studi sul problema dei cambiamenti climatici e della politica energetica conseguente, sia pro che contro l’AGW. Infine nel 2007 è copromotore dell’istituzione del NIPCC (Nongovernmental International Panel on Climate Change) che si pone in netta contrapposizione rispetto alla visione supportata da IPCC (International Panel on Climate Change) che le emissioni antropiche di CO2 controllino il clima terrestre. Entrambe queste istituzioni sono tuttora molto attive nel presentare documentazione scientifica sui problemi climatici.

Pubblica centinaia di articoli, tiene molte conferenze in tutto il mondo, lo invitiamo due volte anche al Politecnico di Milano nel 2003 e nel 2008. Pubblica anche diversi libri di base per chi vuole studiare questo problema senza preconcetti ideologici.

Durante tutta la sua vita ha subito duri attacchi da parte degli ambientalisti. La coraggiosa volontà di sfidare l’ortodossia ideologica e le conseguenti strategie politiche lo hanno esposto a gravi attacchi che dal piano scientifico sono spesso passati a quello personale, con odiose accuse di essere finanziato dai petrolieri e dai produttori di tabacco. Quest’ultima accusa era legata al fatto che, pur essendo un non-fumatore e presidente di un’associazione di non fumatori, aveva affermato che l’effetto cancerogeno del fumo passivo non avrebbe potuto essere scientificamente provato. Ha sempre affrontato con grande signorilità questi attacchi, usando confutazioni su rigorosa base scientifica e lasciando cadere polemiche faziose.

Sosteneva che la deriva ideologica-politica della scienza, ben evidente in diversi contesti pro AGW, costituisce un grave pericolo per la democrazia. In tutto il mondo tanti scienziati del clima che paventano la deriva ideologica e sono preoccupati della paura isterica disseminata sul presunto cambiamento climatico causato dall’uomo sono debitori a Singer non solo delle conoscenze scientifiche, ma anche della pazienza, della perseveranza e della signorilità con cui trattava tutti.

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2 Comments

  1. Se ne vanno sempre i migliori… 🙁

    R.I.P.

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    • Beh insomma dai, a 96 anni se ne vanno un po’ tutti.. comunque riposi in pace, una bella testa pensante (avrebbe detto il mio prof di scienze).

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