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Nella Scienza No!

Riprendo dal The Wall Street Journal On-line:

“…One of them is Dr. Mann, director of the Earth System Science Center at Penn State. In a 2003 response to an email complaining about a paper in the journal “Climate Research” which questioned assertions that the 20th century was abnormally warm, Dr. Mann wrote, “I think we have to stop considering ‘Climate Research’ as a legitimate peer-reviewed journal. Perhaps we should encourage our colleagues in the climate research community to no longer submit to, or cite papers in, this journal.”

“Dr. Mann said Monday that he didn’t think there was anything wrong in telling his colleagues that “we shouldn’t be publishing in a journal that’s activist.”

“Police in the U.K. are continuing to investigate the attack, and the university there said Monday that it is conducting its own review.”

“Hans von Storch, editor at the time of “Climate Research,” had his own objections to the paper mentioned by Dr. Mann, and resigned shortly after it was published, citing a breakdown in the peer-review process. But Dr. von Storch, now at the University of Hamburg’s Meteorological Institute, said Monday that the behavior outlined in the hacked emails went too far.”

“East Anglia researchers “violated a fundamental principle of science,” he said, by refusing to share data with other researchers. “They built a group to do gatekeeping, which is also totally unacceptable,” he added. “They play science as a power game.”…”

Mi meravigliano molto i commenti di colleghi e lettori del blog che non trovano in fondo alcunchè di a-scientifico nelle e-mail del “clima-gate”. A parte le dotte disquisizioni sulla semantica di ‘trick’ (nella quali ovviamente ognuno è libero di credere) o sull’importanza o meno delle lisciatine apportate ai dati, a tutt’oggi sono state fatte delle ammissioni sulla veridicità del corpo dei dati presentato, molte assenze di dichiarazioni, ma non mi risulta nessuna smentita. Quello che trovo particolarmente grave, a parte appunto la lisciatina su cui si sta lavorando per capire quanto profonda, è gravissimo lo scardinamento del sistema di peer-review.

Personalmente, già da tempo avevo avuto modo di capire, e purtroppo anche di sperimentare insieme ad altri colleghi, come esistesse una sorta di prevenzione nei confronti di tesi alternative (cosa già discussa su Climate Monitor). Qui sembra si sia in presenza di un sistema di blocco. E bloccare le pubblicazioni, o indirizzare gli editor mediante pressioni a fare una pre-selezione mirata dei lavori, significa bloccare le carriere che non sono solo un fatto personale ma di pubblico interesse, perché significa che in un posto direttivo ci andranno a finire gli appartenenti ad una determinata lobby.

A me sembra aberrante! Nel sistema della scienza mi meraviglia che esista qualcuno che riesca a non scandalizzarsi. Queste corrispondenze stanno devastando una disciplina scientifica nel corpo della conoscenza, ma soprattutto nel corpo morale. Non possiamo avere un approccio ‘politico’ a questo fatto. Non possiamo essere guidati da una sorta di concetto del male minore tipo ‘ma cosa vuoi che sia rispetto a…’.

Io vorrei anche ricordare che Lomborg per avere esposto le proprie idee fu di fatto processato dalla comunità scientifica con la richiesta che si procedesse ad una sua espulsione. Non posso pensare che di fronte a questo fatto gravissimo prima non si cerchi di fare assoluta chiarezza: poi, se il fatto sarà confermato, non riesco a vedere altre alternative a chiedere che queste persone vengano rimosse almeno dai posti nei quali possono avere un qualche potere di indirizzo delle politiche economiche.

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Published inAttualitàVoce dei lettori

14 Comments

  1. rick

    se le cose stessero cosi,ovvero che teorie alternative sono piu corrette e che il sistema solare sta subendo una modifica per donazione di energia dallo spazio esterno..quante spiegazioni dovrebbero dare? quali comunicati? quali modelli cosiddetti accreditati cascherebbero? ecc..

  2. texwil

    Anzitutto un saluto a tutti, vi leggo da diverso tempo e volevo sottoporvi il mio punto di vista su questa vicenda.

    Traspare nella maggior parte dei commenti una interpretazione del contesto a mio parere “superficiale” perchè si tende generalmente a considerare questi scienziati come i diretti artefici del taroccamento dei dati, con lo scopo di influenzare i governi e ovviamente l’opinione pubblica.

    Questa è solo l’apparenza.
    Penso invece che le cose stiano in altro modo, sicuramente peggiore.

    La “mente” di questo tipo di operazioni è un’altra e questi scienziati sono solo il braccio operativo, quello che deve sfornare documenti e teorie che consentono letteralmente di creare di sana pianta un problema.

    Questo gruppo di scienziati è tenuto sotto controllo, coadiuvato e gestito da un sistema di potere occulto e transnazionale.
    Ovviamente non tutti, è sufficiente avere qualcuno nei posti chiave dove si gestiscono e si pilotano i finanziamenti e dove si decide l’agenda dettando le regole.

    Come si può vedere chi dissente viene escluso principalmente con il metodo dell'”oscuramento mediatico”, mentre chi acconsente viene ricompensato.

    I finanziamenti arrivano da questo gruppo di potere sovranazionale, sono loro i veri responsabili che dobbiamo combattere.
    Non basta rimuovere questi scienziati.

    La vicenda dell’AGW è solo una delle tante iniziative in corso per arrivare al NWO. Un’altra in corso evidentissima è quella della “pandemia” influenzale (notare bene che anche li è sempre un gruppo di “scienziati” che in modo sistematico e continuativo alimenta il problema).

    Una volta innestata la paura nell’opinione pubblica tutto diventa facilmente
    raggiungibile.

    Ovviamente le soluzioni saranno le peggiori per noi, perchè quelle più tossiche che esistono sono le più gradite a questa gente e state certi che le hanno già programmate.

    Nell’ambito AGW rammento a tutti che una delle soluzioni prospettate è di incrementare (e quasi certamente hanno già iniziato a farlo…) gli aereosol in atmosfera con svariate miscele di metalli “riflettenti” per aumentare l’effetto albedo.
    Un’altra parallela è di convertire lo scopo della produzione agricola da alimentare a energetico inventandosi di sana pianta la teoria che bruciare mais (transgenico) è “ecologico” e riduce le emissioni di CO2 in atmosfera.

    Ovviamente se respireremo puro veleno e saremo senza cibo questo non è un problema, anzi meglio perchè una diminuzione della popolazione è pure gradita…

  3. diego

    @ morabito
    domanda: e se l’improvvisa comparizione delle mail trafugate fosse in qualche modo collegata alla volontà di sollevare un po’ di polvere in vista della prossima conferenza di Copenaghen?

    altra domanda: non è comunque un po’ troppo ardito sostenere che al CRU sapessero che qualcuno stava hackerando i loro computer, e sapendolo non hanno fatto niente se non dire a qualche migliaio di persone (quelle coinvolte nei negoziati): “attenzione, tra poco qualcuno metterà in circolazione delle mail che ci ha rubato, quindi rallentate (questo poi è davvero straordinario) i negoziati?”

  4. MaUrO

    Tutto torna, tutto si spiega…1° il capitalismo ha bisogno per continuare a esistere(per definizione), che ci siano investimenti e spese..2° La Cina è oramai e in prospettiva la più grande potenza economica mondiale, l’occidente trema(soprattutto le lobby), c’è quindi il bisogno di fermarne la crescita o perlomeno controllarla.
    Hanno trovato la via più moralmente accettabile, per promuovere gli obbiettivi, “il riscaldamento globale”(grr che paura!! :)), se ne deduce un’enorme presa per i fondelli al comune cittadino che si deve accollare sulle spalle(tramite le tasse) delle spese inutili.
    Ne consegue che le lobby hanno tutti gli interessi a promuovere il riscaldamento globale, e a sbuggerare chi non è allineato.
    Per fortuna che a volte c’è qualcuno che ha il coraggio di dire la verità e non ne può più dell’omertà.

    • gbettanini

      Basta andare a vedere le proiezioni di quanto varrà il ‘global carbon market’ nel 2020. Il Time magazine di questa settimana riporta una cifra di 1900 miliardi di $ (nota bene: valore annuo), una cifra dello stesso ordine di grandezza del PIL italiano. Il ‘carrozzone’ è chiaramente troppo pesante (e ricco)per fermarsi.

  5. Domanda…e se l’improvvisa frenata sul COP15 delle settimane passate fosse in qualche modo collegata alla consapevolezza che il “consenso” e’ basato sul non far vedere i dati originali se non agli amici fidati?

  6. gbettanini

    Sempre a proposito di informazione corretta su realclimate è messo in evidenza il rapporto ‘pre-Copenhagen’ pubblicato da scienziati dell’ ‘inner circle’ con finalità chiare: “This report was written for policy-makers, stakeholders, the media and the broader public, and has been sent to each and every one of the COP15 negotiating teams throughout the world.”

    http://www.copenhagendiagnosis.org/download/Copenhagen_Diagnosis_FIGURES.pdf

    Soffermandosi sulle figure, alcune per la verità abbastanza criptiche, mi è saltata all’occhio la figura #16 che illustra l’innalzamento del livello del mare rilevato dai satelliti e lo sovrappone al range delle previsioni IPCC. I dati sperimentali vengono collocati a ridosso del massimo previsto dall’IPCC, l’informazione immediata fornita al pubblico è quindi che i dati reali si sovrappongono alla peggiore delle previsioni IPCC ingenerando (immagino) in chi legge un certo senso di inquietudine. Interpolando i dati satellitari però si ottiene un trend di aumento del livello del mare è di 35cm/100anni.
    Le previsioni IPCC peggiori per quanto riguarda il l.d.m se ricordo bene erano intorno ai 60cm/100anni. Le misure satelllitari non avrebbero dovuto quindi essere più o meno al centro del range di previsione IPCC? Mi sfugge qualcosa?

  7. Sand-rio

    Vorrei citare George Orwell perché ció riassume benissimo la politica che sta dietro al GW:
    “Chi controlla il passato, controlla il futuro; e chi controlla il presente controlla il passato”

  8. Inquisizione…una barzelletta di fronte alla lobby che si è venuta a creare intorno all’IPCC

  9. Lorenzo

    …andate a spiegarlo a Pellegrini… 🙂

  10. […] Teodoro Georgiadis commenta l’accaduto: Nella Scienza No! | Climate Monitor […]

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