Salta al contenuto

Questo è da leggere!

Aria, terra, acqua, il clima e il tempo non possono essere spiegati senza prendere tutto, ma proprio tutto in considerazione. E’ per questo che la temperatura media superficiale del pianeta (stimata) non può essere un buon tracciante delle dinamiche del clima, sebbene sia anche la maggior parte di quello che abbiamo.

Oggi voglio proporvi la lettura di un paper uscito da poco su una rivista della galassia Nature, Climate and Atmospheric Science. Eccolo:

Coupled stratosphere-troposphere-Atlantic multidecadal oscillation and its importance for near-future climate projection 

Si parla di come le oscillazioni multidecadali dell’Atlantico siano in relazione con il clima in modo molto significativo, attraverso variazioni che coinvolgono anche le dinamiche accoppiate tra stratosfera e troposfera e l’estensione dei ghiacci artici. Dinamiche che si sommano o sottraggono al trend di lungo periodo.

In pratica, secondo questo studio, stiamo andando incontro ad un rallentamento del riscaldamento e della diminuzione dell’estensione dei ghiacci.

Qui l’abstract:

Northern Hemisphere (NH) climate has experienced various coherent wintertime multidecadal climate trends in stratosphere, troposphere, ocean, and cryosphere. However, the overall mechanistic framework linking these trends is not well established. Here we show, using long-term transient forced coupled climate simulation, that large parts of the coherent NH-multidecadal changes can be understood within a damped coupled stratosphere/troposphere/ocean-oscillation framework. Wave-induced downward propagating positive stratosphere/troposphere-coupled Northern Annular Mode (NAM) and associated stratospheric cooling initiate delayed thermohaline strengthening of Atlantic overturning circulation and extratropical Atlantic-gyres. These increase the poleward oceanic heat transport leading to Arctic sea-ice melting, Arctic warming amplification, and large-scale Atlantic warming, which in turn initiates wave-induced downward propagating negative NAM and stratospheric warming and therefore reverse the oscillation phase. This coupled variability improves the performance of statistical models, which project further weakening of North Atlantic Oscillation, North Atlantic cooling and hiatus in wintertime North Atlantic-Arctic sea-ice and global surface temperature just like the 1950s–1970s.

Qui, una delle immagini più interessanti:

L’ideale per una domenica che si annuncia piuttosto fredda…

Enjoy.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAttualitàClimatologia

9 Comments

  1. Luigi Mariani

    Pienamente d’accordo con quanto scrive Andrea D.:
    il fatto che il “clima attuale” sia definito dal WMO come la media (e gli estremi) degli ultimi 30 anni è una convenzione utile a fine operativi (es: progettare una fognatura, scegliere una specie o un varietà da coltivare) e da cui discende ad esempio che:
    – 5 anni sono troppo pochi mentre 100 sono troppi
    – in Italia per le temperature possono bastare 20 anni mentre per le precipitazioni sarebbe meglio analizzarne 50-60, trovandoci in un ambiente ad elevata variabilità di tali fenomeni.

  2. A. de Orleans-B.

    Allora “the science is NOT settled”?

    Grazie !
    Un articolo molto chiaro che letto appena in tempo!

    Stavo giusto per suggerire a quei scienziati del consenso al 97% di dirottare allo studio sul cancro i loro fondi dedicati alla climatologia, perché sul clima ormai non ci sarebbe quasi più niente da scoprire…

    In realtà penso proprio il contrario, che sul clima abbiamo solo cominciato a scalfire la superficie di un grande oceano ignoto, profondo e pieno di sorprese.

    • Andrea D

      Decisamente NOT setted e non lo sarà per molto tempo.

      Se “the science” fosse “setted”, allora anche le previsioni meteo sarebbero perfette e infallibili, quando invece ancora oggi superelaboratori dal costo di Euro x 10^n e che consumano cavalli vapore buttano fuori roba che a volte rasenta la schizofrenia già a scadenza settimanale.
      Questo da un certo punto di vista è un “bene”, perché da’ lavoro a un sacco di noti portali meteoperecotte, che ne traggono vantaggio.

      Se vogliamo vedere, la colpa non è nemmeno “tutta loro”, ma è solo una scusante.

  3. rocco

    parliamoci chiaro!
    il clima non esiste!
    E’ una invenzione umana, anzi, una paranoia umana.
    Perchè?
    perchè qualsiasi sistama fisico in cui vi sono tre variabili o più non può essere predetto.
    Così come per il problema dei tre corpi gravitazionalmente interagenti non vi è soluzione, lo stesso vale per il clima.
    La paranoia umana vorrebbe il clima stabile, ma ciò è matematicamente e fisicamente impossibile, proprio perchè il fenomeno è composto da 3 e più variabili.
    Ma già la definizione di clima, ossia la media di 30 anni, dovrebbe far accendere la lampadina dell’intelligenza per rendersi conto che è una sciocchezza incommensurabile; perchè non 20 anni o 40 anni?

  4. Ivan

    Già qualche anno fa qualche buontempone aveva pronosticato un raffreddamento del nord atlantico.
    Del passato climatico si sa poco o nulla e nemmeno si conosce chi lo regola, figurarsi andar dietro a questi pronostici…

  5. FRANCO CARACCIOLO

    Grazie Guido,
    anche per la premessa alla portata dei lettori come me meno competenti in senso tecnico e che invoglia comunque alla lettura più di certi documenti redatti con la tecnica del
    “..ibis redibis non in bello morieris…”
    Intelligenti pauca.

    Buona settimana da una Pescara che si prepara ad accogliere la prima neve dopo anni di assenza.

  6. Luigi Mariani

    Caro Guido,
    grazie per la segnalazione: articolo davvero molto interessante per disegnare scenari per il clima europeo a 20-40 anni, come da figura 7.
    Volendo tentare una sintesi:
    1. NAO guida AMOC, il sistema di trasporto energetico oceanico globale che carica di energia il Nord Atlantico e che con le sue oscillazioni determina le fasi calde e fredde di AMO, che a loro volta esercitano una potente azione sul clima europeo e globale.
    2. l’intero meccanismo di cui al punto 1 è a guida stratosferica, nel senso che è la stratosfera a imporre a NAO la transizione da fase positiva a negativa e viceversa, con una ciclicità che guida le ciclicità di AMOC e AMO.

    • Andrea D

      Qualche volta seguo quel portale, che peraltro veniva spesso ridicolizzato su FB (finché ci sono stato, ormai è oltre un anno che ne sono uscito e le climacazzate reiterate sono state una determinante) al punto che esisteva una sua contro-pagina.

      Li prendo molto con le pinze, perché mi danno l’impressione di andare un po’ troppo a spron battuto, cioè fanno l’errore simile ma complementare alla “maggioranza rumorosa” , vale a dire che ASolare al primo accenno di freddo parte in quarta con il raffreddamento globale o il “benvenuti nella nuova fase glaciale”; tanto quanto conniventi, perecotte e ciarlatani partono con il “riscaldamento globale” al primo sopramedia.

      Non sono d’accordo nemmeno con Rocco: è vero che il cosìddetto “caos” è chiamato tale perché non risolvibile se non parzialmente , introducendo delle approssimazioni e con errore crescente nel tempo, però il clima mostra nel suo “caos” anche delle periodicità e oscillazioni più o meno accennate. Non va buttato via tutto a priori e bollato come mera invenzione.
      Che poi convenzionalmente sia definito per un lasso temporale di 30 anni mi è relativo: è una convenzione.
      In elettrodinamica, la corrente proveniente da un generatore corre convenzionalmente dal “+” al “-” quando fisicamente avviene proprio l’esatto opposto, eppure non ha creato problemi nei successivi sviluppi.

      Vabbè, che poi il clima sia una “scienza risolta”…Quella è una “scemenza risolta”, ma da parte di chi lo ha dichiarato… Non è stato “risolto” nemmeno l’audio, che è il mio pane, figuriamoci per sistemi su scala più ampia (e non ludici).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »