Eyjafjallajökull in diretta – Aggiornamento # 6

In fondo alla pagina trovate gli ultimi aggiornamenti. Date le numerose richieste che ci pervengono, sia su Facebook, sia via mail ma anche direttamente su Climatemonitor, abbiamo deciso di creare una pagina speciale dedicata all’eruzione di questo vulcano. Sia chiaro, di vulcani che eruttano, ne è piena la Terra. Quindi, cosa rende diverso questo vulcano dagli altri? In realtà poco o nulla, tra le altre cose è pure un vulcano modesto come vedremo più avanti grazie ad alcuni dati comparativi. Allora perchè occuparsi di questo vulcano? Innanzitutto perchè, per la prima volta nella storia (in realtà era già accaduto l’11 settembre 2001, ma allora la natura non aveva colpe), dicevamo per la prima volta nella storia migliaia di aerei sono costretti a terra, per il rischio costituito dalle ceneri sospese nell’atmosfera (qui una mappa dell’area raggiunta dalle ceneri vulcaniche), che potrebbero provocare il blocco dei motori. In secondo luogo perchè intorno a questa eruzione stanno nascendo numerose teorie, alcune affascinanti, altre dal sapore di leggenda urbana.

I dati

Released under Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

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Il vulcano islandese è uno stratovulcano, come ad esempio l’Etna e lo Stromboli, ed è alto 1663 metri. Dell’ Eyjafjallajökull1 conosciamo tre eruzioni (di cui una, la più antica, piuttosto dubbia). Le rimanenti due sono occorse in epoca storica e precisamente nel 1612 e nel 1821. Entrambe le eruzioni hanno registrato un VEI (Volcanic Explosivity Index) pari a 2 con un volume di tefra da 1 a 4 x 106 m3 . Per renderci conto dell’entità di questi valori, possiamo prendere come riferimento un vulcano e un ‘eruzione davvero famosissima, stiamo parlando del vulcano Pinatubo e della sua eruzione del 1991. In quell’occasione si registrò un evento con VEI pari a 6 e un volume di tefra pari a 1.1 x 1010 m3 . Questa eruzione da sola, ebbe la forza di creare un velo nella nostra atmosfera, capace di schermare fino al 10% della radiazione solare, con un effetto netto pari a circa -0.5 / -0.6°C. Per chi non fosse pratico della notazione scientifica, il vulcano Eyjafjallajökull ha registrato una emissione massima pari a 4 milioni di metri cubi di tefra. Il Pinatubo? Undici miliardi di metri cubi. Questo serve a mettere nella corretta prospettiva l’evento in corso. Se avete Google Earth e volete andare direttamente al vulcano islandese, potete scaricare questo file KMZ per visualizzare la cartografia.

Alcune considerazioni

Riporto alcune delle domande più frequenti che ci stanno giungendo in queste ore:

Image released under Creative Commons Attribution 3.0 Unported

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1) Questa eruzione modificherà il clima dell’emisfero nord? Probabilmente no, il volume di tefra emesso è davvero poco consistente. Ovviamente nessuno sa cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane. 2) Questa eruzione potrebbe causare il risveglio del vicino vulcano Katla? Alcuni scienziati ritengono questa una ipotesi credibile. La fusione dei ghiacciai circostanti il vulcano Katla, causerebbe una riduzione di pressione e faciliterebbe una sua eruzione. In questo caso, vale la pena ricordare che il vulcano Katla2 è stato protagonista di numerose eruzioni con VEI pari a 4 e 5 e con volumi di tefra che hanno raggiunto anche il miliardo e mezzo di metri cubi. 3) Questa eruzione è stata causata dal Global Warming antropico? Il procedimento suggerito è simile a quello del punto 2). Il riscaldamento globale, provocando la fusione dei ghiacciai, riduce la pressione sugli apparati vulcanici che, quindi, eruttano. Lo ricordiamo una volta di più, si tratta di una teoria. In una epoca in cui si lega qualsiasi effetto alla comune causa del Global Warming antropico, la tentazione di liquidare il tutto, come la solita bufala è forte. Tuttavia, non lo faremo e per un motivo molto semplice: la teoria (di questo si tratta) merita il beneficio del dubbio. Premesso che siamo probabilmente in disaccordo con la stampa main stream sulle cause principali della fusione dei ghiacciai, rimane il fatto che un alleggerimento delle pareti vulcaniche, provocato da un assottigliamento della coltre glaciale, potrebbe facilitare una eruzione. Nello specifico caso del vulcano Eyjafjallajökull è tuttavia da escludersi questo meccanismo, in quanto il ghiacciaio sommitale è troppo piccolo per far quadrare i conti. Insomma, questa eruzione è stata scatenata da Madre Natura (bentornanti nel mondo reale!), tuttavia la scomparsa dei ghiacciai sommitali potrebbe dare vita a nuove eruzioni. La fase di deglaciazione, tra i 20mila e i 10mila anni fa, infatti, pare abbia fatto registrare un aumento dell’attività vulcanica in Islanda3 . Ne abbiamo parlato anche qui su CM. Da qui, a dire che la CO2 antropica causi le eruzioni, però, la strada è davvero poco praticabile. 4) Quanto durerà questa eruzione? Davvero, nessuno lo sa: da settimane a mesi? Questa pagina verrà utilizzata anche in futuro per gli aggiornamenti necessari, rimanete in contatto! Per la prima volta su CM siamo in grado di fornirvi un video in alta risoluzione, ammirate l’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull:

Aggiornamenti

20/04/2010  – Ore 22:45 Lentamente, ma con difficoltà, si sta ripristinando il traffico aereo nei cieli europei. Il vulcano ha ridotto l’intensità della propria attività, sebbene, data la natura stromboliana di questa fase, può dare vita a picchi improvvisi. Attualmente la colonna di ceneri e vapore arriva intorno ai 3000-4000 metri. Questa sera vi lasciamo con l’incredibile filmato delle onde d’urto interne al cratere dell’Eyjafjallajökull, basta scaricare il filmato girato questa mattina da Omar Ragnarsson, da qui.

19/04/2010 – Ore 21:20 Smentite categoricamente le notizie che parlano dell’eruzione di un secondo vulcano, l’Hekla. Al momento non esistono seconde eruzioni. Questa la smentita ufficiale:

Icelandic authorities respond that Hekla volcano webcam was accidently pointed at Eyjafjallajökull volcano

19/04/2010 – Ore 19:20 Sembra che l’attività vulcanica dell’Eyjafjallajökull stia diventando di chiara matrice stromboliana. Le infiltrazioni di acqua di fusione glaciale si stanno riducendo sensibilmente. Nel frattempo nuovi stop dei voli sui cieli europei. Vi lasciamo con un link ad una galleria fotografica sinceramente spettacolare, buona visione!

18/04/2010 – Ore 11:30 Continua l’emissione di ceneri dal vulcano e i venti persistono verso l’Europa, costringendo i voli ancora a terra. In Gran Bretagna il blocco è previsto sicuramente fino ad almeno le 19.00 di oggi. Al di là dell’aspetto coreografico di questa eruzione, c’è da dire che per il momento nel solo Regno Unito si sono registrate perdite pari a circa un miliardo di sterline. La prima eruzione, di qualche settimana fa, era di natura basaltica, la seconda occorsa pochi giorni orsono, invece, andesitica4 .

17/04/2010 – Ore 14:30 Una webcam live dal vulcano (immagini spettacolari da non perdere, dovete dare qualche secondo di tempo al server per cominciare ad ammirare lo streaming di immagini). 17/04/2010 – Ore 21:40 Abbiamo aggiunto una piccola galleria di immagini, a fine articolo, dove di volta in volta inseriremo le fotografie più spettacolari di questa eruzione.

17/04/2010 Ore 23:50 A questo link sul sito dello UK Met Office nella pagina dedicata alla meteorologia aeronautica, trovate le previsioni di diffusione della nube in forma grafica e aggiornate ogni 6 ore. Le immagini sono un po’ tecniche, perciò ecco alcune coordinate per interpretarle:

  • Le aree racchiuse dal contouring rappresentano la presenza di cenere vulcanica rispettivamente tra la superficie ed il livello di volo 20o che sta per 20.000ft, ovvero poco più di 6.000mt (colore rosso) ed i livelli di volo 200 e 350 che stanno per 20.000 e 35.000ft, ovvero 6.000 e 10.600mt circa (colore verde tratteggiato).
  • Gli step della previsione sono 4, uno ogni 6 ore.

18/04/2010 Ore 15:00 Sul sito del Satrep online, parzialmente visibile a tutti, trovate a questo link un interessante tutorial sull’individuazione della traccia della nube di cenere vulcanica con le immagini MSG Dust. Per vedere il tutorial è necessario scaricare (è automatico, basta dare il consenso) un applicativo che permetta di accedere alla videoconferenza in modo passivo.

Photo Gallery

Nube di cenere che dall'Islanda si estende verso il Nord Europa - Image courtesy of NASA

Nube di cenere che dall'Islanda si estende verso il Nord Europa - Image courtesy of NASA

Trasmissione della radiazione solare - Image courtesy of NOAA, image in the Public Domain

Trasmissione della radiazione solare - Image courtesy of NOAA, image in the Public Domain

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  1. http://www.volcano.si.edu/world/volcano.cfm?vnum=1702-02= []
  2. http://www.volcano.si.edu/world/volcano.cfm?vnum=1702-03=&volpage=erupt []
  3. http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=ice-cap-thaw-iceland-volcanoeshttp://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=ice-cap-thaw-iceland-volcanoes []
  4. http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=82059 []
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Author: Claudio Gravina

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14 Comments

  1. Un articolo “dell’ultim’ora” del Corriere comincia a far trapelare quel che si sospettava già, anche tra i non-esperti: l’eruzione potrebbe durare diversi mesi, anche un anno o poco più, come già da precedenti storici.
    Inoltre essa pare intensificarsi, mentre continua l’interazione con le masse d’acqua circostanti.

    Non bisogna poi dimenticare che questo, come altri noti vulcani islandesi, presenta eruzioni periodiche, quasi cronometriche: ed altri vulcani dell’area, anche piuttosto grossi, sembrerebbe che stiano per riprendere una forte attività.

    A questo punto bisogna ovviamente verificare queste fonti, con qualche esperto.

    Tuttavia bisogna anche pensare al peggio: l’Europa sta uscendo a fatica dalla crisi economica, un evento simile potrebbe rappresentare un durissimo colpo (già adesso si perdono 200milioni€ al giorno). Inoltre non si può non pensare con molto timore al fatto che le comunicazioni aeree continentali potrebbero divenire difficili per parecchi mesi: si tornerebbe indietro di quasi 100 anni, a navi, ferrovie e strade come unici mezzi.
    La principale preoccupazione dei media sembra essere per il traffico turistico: questo mi sembra invece il problema minore. Il problema principale è il traffico merci per via aerea: dall’industria pesante ai mercati ortofrutticoli, esso è molto più importante nell’economia (nazionale e privata) di quanto spesso si pensi; già oggi nel Regno Unito è scattato l’allarme per la possibile scarsità di frutta e verdura fresche, importate tramite aereo.

    Vi è poi il problema climatico.
    Da “esterno” io direi che la quantità di materiale eruttato sarà direttamente dipendente dal tempo, per cui anche in assenza di eruzioni apocalittiche (es. tipo l’esplosione del Krakatoa) un’attività intensa e duratura potrebbe lo stesso produrre sensibili effetti.
    Giova anche ricordare che la stratosfera, nelle aree circumpolari, inizia diversi chilometri di altezza più in basso che non nella fascia intertropicale: dunque questo materiale trova una via assai più agevole per diffondersi, almeno nell’Emisfero Boreale.
    Non bisogna poi dimenticare che altri vulcani potrebbero iniziare ad eruttare in contemporanea, immettendo quantità anche maggiori di materiali in atmosfera.
    Ed infine distinguere gli effetti locali, magari su scala meramente europea, da quelli emisferici/globali che richiedono grandissime quantità di materiali eruttati.

    A proposito di possibili (futuri) effetti climatici: si sa che, nel breve termine, vi sarebbe un piccolo crollo termico medio globale; ma cosa dire a proposito della teoria che vorrebbe poi lo stesso meccanismo innescare invece un riscaldamento medio globale nel medio termine? Insomma una sorta di “altalena” termica, prima fortemente verso il freddo, poi nettamente verso il caldo.

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  2. Attenzione però a non cadere nella trappola del semplice confronto matematico delle quantità immesse in atmosfera tra l’eruzione del pinatubo e quella attuale perchè sono due cose ben diverse.
    Il primo si trova in mezzo all’oceano in zona equatoriale e questo invece in un punto critico per il clima dell’emisfero nord.

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  3. Ottima presentazione dei dati e delle considerazioni ad essi relative…finalmente si torna con i piedi per terra!!!

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  4. veramente si fa confusione credo
    per Eyjafjallajökull si intende il ghiacciaio, non il vulcano
    credo che il vulcano che sta eruttando sia il Hamundur.

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    • E’ abbastanza ovvio che per gli Islandesi si tratti del ghiacciaio. Nella parola non c’è proprio il senso di “vulcano”. Però i media danno questo nome (secondo me sbagliato) e i lettori italiani non sono obbligati a conoscere l’islandese (che è lingua un po’ difficilotta, rimasta praticamente la stessa dai tempi dei Vichinghi).
      La mia conoscenza dell’islandese non è così profonda da darmi la sicurezza del 100 percento, ma credo che sia così.

    • La webcam si chiama “Eyjafjallajökull frá Valahnuk”, e questo mi fa pensare che anche gli Islandesi chiamino il vulcano “Eyjafjallajökull”, nonostante tutto.
      Per accertarmene ho cercato di contattare un vecchio sito in cui avevo scritto varie cosette, ma, con mio sommo stupore, Mozilla mi informa che si tratterebbe di un sito “malevolo”. Quindi, tagliato fuori dalle mie fonti islandesi, e con un vocabolario striminzito, non sono in grado di confermare o smentire la cosa. Chiedo scusa.

    • perfetto grazie per l’info, non riuscivo a trovare da nessuna parte il nome esatto 😉

    • Visto che vi dilettate con la toponomastica islandese, posso comunicarvi il nome ufficiale del sito in cui è iniziata l’eruzione: Fimmvörðuháls.

      Fonte John Seach.

  5. Per curiosità, il nome Eyjafjallajökull è formato dalle seguenti parole:

    Eyja – isola
    fjall – monte
    j̦kul Рghiacciaio

    ricordo che l’islandese si declina, come il latino, quindi la forma della parola varia a seconda del caso.

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    • Per completezza della curiosità, “vulcano” in islandese si dice eldfjall, formato a sua volta da “eld”(-ur) che vuol dire “fuoco” e dal solito fjall già visto, che vuol dire “monte”.

  6. ottimo articolo ben fatto e esaustico complimenti!

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