Praticamente un anno fa, il 20 Marzo del 2015, abbiamo assistito all’ultima eclissi di sole visibile anche dalle nostre parti. Uno spettacolo che è stato…
1 commentoIl Villaggio di Asterix
Praticamente un anno fa, il 20 Marzo del 2015, abbiamo assistito all’ultima eclissi di sole visibile anche dalle nostre parti. Uno spettacolo che è stato…
1 commentoNormalmente la paragoniamo alla passione per i Lego la geoingegneria, scienza da Archimede Pitagorico che vorrebbe armarsi di cacciavite e rimettere a posto eventuali mattoncini…
2 commentiIl post è stato modificato, andate in fondo per leggere. ALCUNI CONCETTI INTRODUTTIVI Sole e Terra dialogano scambiandosi energia ma in tale dialogo parlano lingue…
12 commentiMentre procede senza sosta la ricerca di una spiegazione plausibile per le ferie che il global warming sembra essersi preso dall’inizio di questo secolo –…
11 commentiSolo l’insensata ricerca della rima poteva farmi tirare fuori un titolo così, anche perché non esistono climi belli o brutti se ci riferisce alle loro…
3 commentiUn paper la cui discussione comincia così: [info] La discussione nel workshop ha sottolineato la complessità dell’atmosfera terrestre di cui gli aspetti essenziali sono ancora…
4 commentiLeggendo la letteratura scientifica in materia di clima, capita spesso di leggere la parola ‘evidence‘, cioè, ‘prova’. Ebbene, nonostante questo vocabolo possa a volte essere interpretato come un false friend, ci sono ai giorni nostri alcune evidenze (non prove) incontrovertibili:
Franco Zavatti legge CM. Questo è l’unico suo difetto di cui sono a conoscenza. Laureato in Astronomia, già ricercatore universitario al Dipartimento di Astronomia Università di Bologna. Si è occupato di stelle variabili, struttura dei nuclei galattici, deconvoluzione di immagini, didattica dell’astronomia. Ha insegnato all’Università di Bologna, dal 1992 al 2010 Esperimentazioni di Fisica per Astronomia; dal 1996 al 2000 Calcolo delle Probabilità e Statistica per Scienze dell’informazione (Cesena). Dal 2001 a tutt’ora: Libera Università di Bolzano, Facoltà di Scienze della Formazione.
Dopo la nostra discussione circa il progressivo ‘riscaldamento’ delle serie storiche della NOAA, ha tirato giù un po’ di dati e li ha visualizzati. Una rappresentazione interessante.
Buona lettura.
gg
E’ sulle news di Nature Geoscience, e di lì ha già fatto il giro del mondo. Una notizia che naturalmente si è trasformata passando di media in media. C’è chi ne ha sottolineato il rinnovato sapore catastrofico, pur con un intrigante cambiamento di segno rispetto alla norma; chi ha preferito concentrarsi sul fatto che in fondo si tratta di previsioni stagionali o annuali, pratica in cui chi ha diffuso questa news non si è proprio distinto negli ultimi anni; e c’è chi l’ha presa per quello che è, un probabile passo avanti nella direzione giusta per comprendere i complessi meccanismi del clima – o almeno una parte di essi- nel medio e lungo periodo climatico.
Si parla del forcing esercitato dal Sole sul sistema. Finalmente, dopo un lungo periodo di vero e proprio oscurantismo, la possibilità di disporre di misurazioni accurate di una componente importante della radiazione solare, la radiazione ultravioletta, ha permesso che di accendere la luce. Per anni infatti, le simulazioni climatiche sono state fondate sul principio che l’attività solare, intesa esclusivamente come TSI (Radiazione Incidente Totale), non avesse alcun impatto tangibile sulle dinamiche del sistema. Stabile o quasi la TSI, molto variabile il clima, i due sistemi non potevano essere legati.
Di qui la pratica di inserire la componente solare nei modelli di simulazione climatica come costante. Grazie alle misurazioni ottenute dal programma satellitare SORCE, sono state rilevate delle oscillazioni della radiazione ultravioletta che arriva dal Sole cinque volte maggiori di quanto si riteneva possibile. Inserendo questi dati in un modello climatico, ne è venuta fuori una ricostruzione a scala stagionale dei pattern atmosferici dell’area del nord Atlantico molto più fedele alle osservazioni di quanto fosse mai accaduto. In particolare, i periodi di scarsa attività solare e di conseguente forte diminuzione della radiazione UV, riproducono il pattern della circolazione atmosferica della NAO (Oscillazione del Nord Atlantico) negativa, un modello circolatorio che genera l’abbassamento di latitudine della rotta delle perturbazioni atlantiche, con relativo frequente interessamento dell’Europa mediterranea e con aria fredda di origine polare che si spinge con maggiore frequenza sul settore settentrionale del continente.
Sarebbe interessante saperlo, ma nessuno lo sa. Per anni siamo stati bombardati di presagi di disastri provocati dall’eccessivo riscaldamento del Pianeta, con dovizia di particolari…