Lo so lo so, il titolo, come spesso mi capita è a metà tra l’essere criptico e non significare un accidente, ma forse con le…
1 commentoIl Villaggio di Asterix
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1 commentoRiassunto: Il livello del lago Vittoria dal 1896 al 2017, in due serie di dati separate è stato studiato per mettere in evidenza l’influenza solare…
10 commentiCosa succederà alla Terra tra 5 miliardi di anni? Quando il Sole sarà cento volte più grande di com’è oggi? temo che la risposta sia…
Lascia un commentoL’ideale sarebbe che ci fosse maltempo, ma non sarà questo il caso. Mettiamola così, se deciderete di dedicare un po’ di tempo del week end…
3 commentiIl titolo, bellissimo, è tratto dallo scritto Carbonio di Primo Levi, che oltre a essere un grande scrittore era anche un chimico e come tale…
9 commentiLa storia del clima, quella che ancora nessuno è riuscito a riscrivere, racconta che in un passato climatico relativamente recente, quando sul pianeta si è…
Lascia un commentoDal web della NASA: “It’s always shining, always ablaze with light and energy. In the ubiquity of solar output, Earth swims in an endless tide…
Lascia un commentoQualche giorno fa abbiamo fatto quattro chiacchiere con Tore Cocco sul tema delle previsioni di lungo periodo, un tema che presenta molte più ombre che luci. Nel lunghissimo periodo poi, il buio si fa addirittura pesto. Confidiamo comunque che anche queste tecniche progrediscano in futuro, del resto un paio di decadi fa, o anche meno, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sull’attendibilità mostrata oggi dalle previsioni meteorologiche nel breve e brevissimo periodo.
Meteo sì, clima no, quindi, almeno attualmente. Nel settore delle previsioni tuttavia, c’è un campo di applicazione che in quanto ad attendibilità se la passa ancora peggio del clima. No, non è quello finanziario, che pure meriterebbe attenzione, è quello solare. Anche in questo settore sono in molti a cimentarsi con prognosi di vario genere, e conseguono tutti più o meno gli stessi risultati piuttosto deludenti. Basti pensare che solo all’inizio dell’attuale ciclo solare, il 24° da quando li contiamo, le voci erano più o meno concordi circa la possibilità che si ripetesse un ciclo molto intenso, alla stregua di quelli che lo hanno immediatamente preceduto, che hanno fatto tra le altre cose segnare un periodo definito “Solar Grand Maximum”. E invece, come ormai è noto, questo ciclo solare non solo si è rivelato sin qui molto debole, ma anche molto lento, tutte cose che farebbero pensare anche ad una scarsa attività solare piuttosto prolungata.
Sulle pagine di CM parlavamo dell’anomalia del ciclo solare 24 già nel 2009, quando in pochi se ne interessavano e ancor meno persone davano peso alla possibile influenza sul clima terreste della diminuzione dell’attività solare.
Tralasciando per il momento gli effetti sul clima terreste, oggi vorremmo fare il punto sulla situazione del ciclo solare 24.
Teoricamente, secondo le previsioni NOAA/NASA dovremmo trovarci nel massimo di attività del ciclo undecennale della nostra stella. Ma le cose non sono andate e non stanno andando come avevano previsto negli Stati Uniti.
“Le Aurore sono tra gli eventi più spettacolari che si possono osservare nel cielo. L’ovale delle aurore copre la maggior parte delle aree artiche e antartiche sulla Terra, tipicamente tra 10° e 20° dai poli magnetici. Le aurore sono eventi di tempo spaziale regolati dal Sole, dall’eliosfera e dalla magnetosfera terrestre. Le aurore generate dalle eruzioni solari più potenti possono occasionalmente essere osservate alle medie e basse latitudini, con beneficio delle numerose serie temporali, relative in particolare ai paesi dell’Europa centrale e meridionale.”
Quelle appena riportate sono le prime righe dell’ultimo lavoro di Nicola Scafetta, un paper recentemente pubblicato e leggibile sulla pagina web personale dell’autore.
Planetary harmonics in the historical Hungarian aurora record (1523–1960) – Scafetta & Wilson 2013.
Come abbiamo già avuto modo di leggere e commentare anche con contributi diretti proprio di Nicola Scafetta, con questo lavoro prosegue l’esplorazione del filone di ricerca che riguarda la modulazione dell’attività solare – e quindi anche del clima terrestre – operata dai moti planetari.
Previsioni del tempo su CM? Niente da fare, neanche questa volta ci cimenteremo nell’arte del presagio atmosferico, almeno non su queste pagine.
Però parliamo di Sole, Sole e clima e, come ci succede spesso, prendiamo spunto da qualcosa pubblicato recentemente. Si tratta di un report giunto al termine di un workshop tenuto dal National Research Council americano, del quale troviamo un lungo commento sulle pagine della NASA.
E così, zitti zitti, un folto gruppo di scienziati di varie discipline tutte connesse con le dinamiche solari e quelle atmosferiche tra cui anche parecchi nomi noti, si sono riuniti per discutere dell’influenza del Sole sulla variabilità del clima. Incredibile non è vero?
Il sole e il ciclo solare 24 non smettono di regalare agli studiosi della materia nuovi spunti per la ricerca e quesiti sulle conoscenze finora raggiunte. L’ultimo in serie cronologica di questi spunti può venire da alcuni dati che descrivono l’andamento del ciclo solare. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un graduale aumento del numero delle macchie solari e del flusso solare sulla lunghezza d’onda dei 10,7 cm. Nei cicli passati tale incremento andava di pari passo con un aumento di un indice geomagnetico l’indice AP.
Peccato che la conquista dello spazio abbia rallentato negli ultimi anni. Se i programmi di mandare gli uomini su Marte fossero stati implementati ora si…
5 commentiSe così fosse dovrebbe esserci luce, cioè dovremmo avere qualche idea (non noi ma quelli che di solito ce l’hanno) su cosa diavolo stia combinando…
Lascia un commentoPer parlare di questo argomento dobbiamo tornare indietro nel tempo a 5 anni fa, quando nel maggio 2006 la NASA pubblicò un articolo divulgativo che…