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Orso polare: “Si salvi chi può!”

Alcune cose fanno talmente ridere che verrebbe da piangere. Ricevendo da Carlo Colarieti Tosti la breve nota che segue, ho riso a crepapelle e poi sono stato lì lì per commuovermi per lo spessore a dir poco inesistente di un certo genere di informazione, come quella che trovate qui. Climate Monitor ha fatto dell’ironia la sua arma migliore sin dal primo giorno, e ci fa molto piacere che anche chi ci segue e spesso lavora con noi faccia altrettanto. L’argomento è serio, non c’è dubbio, ma prima di strapparci i capelli sarebbe meglio approfondire. Curiosamente la notizia della circumnavigabilità del Polo è giunta prima che fossero disponibili i dati sull’estensione dei ghiacci artici. Ora i dati li abbiamo e la faccenda è visibile sotto diverse prospettive. Vi lascio alle parole di Carlo perchè ognuno di voi possa costruire la propria.

Nei giorni scorsi si è sentito il solito squillo di tromba per l’ormai semi scomparso pack artico. Il Requiem, accompagnato per l’occasione dalla polifonica, è stato celebrato con l’annuncio del raddoppio della catastrofe già ampiamente proclamata lo scorso settembre. Ovvero dal passaggio a nordovest dello scorso anno si è passati all’aggiunta di quello a nordest di quest’anno.

E già, anche il pack deve fare i conti con il consumismo mediatico giocando dopo appena un anno al raddoppio catastrofistico altrimenti si corre il rischio che non interessi più a nessuno. Ma come sono in realtà le cose?
Prima di tutto non sappiamo quante volte nella storia l’artico abbia sofferto in “sopravvivenza” ma questo forse interessa poco, quello invece che è più importante è stabilire quanto l’estate artica abbia influito, dopo il terribile 2007, alla tenuta del pack. Guardando con attenzione le immagini allegate del polo nord, possiamo confrontarle con quanto i satelliti avevano immortalato lo scorso anno nello stesso periodo.
Salta immediatamente all’occhio come l’estensione rispetto allo scorso anno sia cresciuta, per lo stesso mese dell’anno, di 700mila Kmq che corrisponde a circa il 12% di aumento, sarebbe meglio dire di recupero visto il minimo storico dell’anno precedente.

[photopress:2007_vs_2008.jpg,full,centered]

Inoltre sembrerebbe che il passaggio a nordovest, rispetto allo scorso anno, sia piuttosto precario e non credo facilmente navigabile da una qualsiasi nave mercantile o da crociera. Quello a nordest, invece, sembra più un sogno che una realtà. Che l’artico sia in netta difficoltà è cosa nota ma che stia lì lì per tirare le cuoia è una fantasia estiva. Dando credito alle notizie circolanti se fossi un Orso polare mi darei da fare a cercare un’altra casa, ma visto la storia dei mutui non vorrei passare dal ghiacciolo sicuro ad una granita sotto al Sole.

Carlo Colarieti Tosti

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Published inAmbienteAttualitàVoce dei lettori

7 Comments

  1. […] giorni fa anche CM, nel suo piccolo, ha dedicato un pò di attenzione all’argomento in questo sagace articolo di Carlo Colarieti. Senza tornarci troppo su, vi riassumo il concetto: […]

  2. admin2

    Giusto Massimo. Ma permettimi di puntualizzare. Nessun dubbio su quanto sia accaduto sin qui, fatti del resto ampiamente documentati da chi fa ricerca seria, non certo dalla stampa che nel commentare la situazione di quest’anno non si accorge che è migliore di quella dell’anno scorso. Due anni non fanno storia. Quella è nota in effetti. La miglior previsione però non è mai quella della persistenza. Mi spiego. La tendenza degli ultimi decenni è negativa, ma questo però non dice nulla sulle prospettive future. I segnali ci saranno pure ma non sono interpretabili, chi ci prova lo fa a rischio della propria credibilità. Scommettere sul fatto che certe previsioni di lungo periodo si dimenticano facilmente fa guadagnare spazio sui media ma comporta anche pessime figure con chi non ha la memoria corta. Vedremo.
    gg

  3. Massimo

    Daccordo la storia degli orsi lasciamola come una battuta giornalistica di pessimo gusto ma credo che l’andamento di riduzione dei ghiacci artici ( e non solo, vedi quelli alpini ) sia innegabile. E’ chiaro che non possiamo confrontare un anno con il precedente ma dobbiamo vedere la linea di tendenza e quello che mostra il bellissimo sito “ice polar” negli ultimi 30 aa non credo esistano dubbi su quale sia la tendenza e la prospettiva futura.
    Massimo

  4. @Maurizio
    Lo avevo letto grazie alla segnalazione di un lettore. Pur conoscendo un pò il mondo dell’informazione voglio ancora sperare che si tratti solo di pressapochismo, ma comincio ad avere seri dubbi che si possa trattare d’altro.
    Grazie comunque per la segnalazione.
    gg

  5. Lo so che e’ incredibile, ma la notizia dal Corriere era altissimo giornalismo rispetto a quanto e’ successo qualche giorno dopo, quando prima il Daily Mail e poi Repubblica hanno distribuito informazioni che ormai e’ possibile dire prive di fondamento, con quei nove orsi che quasi quasi affogavano di fronte alle telecamere.

    Nonostante le mie sollecitazioni, Repubblica non ha mai cambiato gli articoli incriminati, anche dopo che il WWF stesso ha in pratica smentito quando da loro affermato.

    Sul Daily Mail invece, hanno addirittura cancellato l’articolo allarmocatastrofista, sperando che non se ne accorgesse nessuno.

    Ho scritto una completa cronistoria di questa vicenda, con tutti i link utili a ricostruire questa assurda “Bufala degi Orsi”. L’articolo lo si puo’ trovare al seguente indirizzo:

    http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=368

    http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=368

  6. Claudio Costa

    Vorrei commentare due frasi dall’articolo del corriere della sera:

    “L’Artico sta cambiando più rapidamente e drasticamente di qualsiasi altra zona del Pianeta e il 2007 ha fatto registrare lo strato più sottile di ghiaccio artico nella storia.”

    Perché si hanno notizie dell’Artico durante i periodi cadi della terra? Ad esempio durante l’Holocene optimum? Non è verosimile che l’artico sia scomparso più volte nella storia della terra?

    “Questo dovrebbe convincere tutti che il riscaldamento globale è una realtà. L’Artico ne è la prova più evidente”

    Si ma la domanda è : davvero l’uomo è la causa del 90% del riscaldamento globale come afferma l’IPCC?

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