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Hansen: i modelli hanno sovrastimato il riscaldamento globale

Si dice che ogni scoperta scientifica resti tale solo finché non ne sopraggiunge un altra. E’ per questo che la scienza non dovrebbe mai essere definita “settled”, ovvero definita. Può esserlo forse per qualche particolare specifico, ma non certo a carattere generale, come invece qualcuno ha detto ad esempio delle origini antropiche del riscaldamento globale.

Qualcuno dei nostri lettori avrà notato che ultimamente c’è in essere sulle pagine di CM un gustoso dibattito tra due assidui commentatori. Più che un dibattito è diventato in effetti un tormentone, perché consta di una semplice domanda a cui non c’è risposta. Esiste un lavoro (UNO) che dimostri sperimentalmente e senza far ricorso a simulazioni modellistiche che c’è un rapporto di causa effetto tra il forcing antropico e le dinamiche recenti del clima? No, punto. Perché? Semplice, perché l’attribuzione delle evoluzioni recenti del clima alle attività umane dipende esclusivamente dalle simulazioni, cioè da come si è deciso di semplificare il funzionamento del sistema al fine di identificarne le oscillazioni al mutare di un singolo fattore perturbante: la componente antropica dei gas serra.

Non che questo sia sbagliato, intendiamoci. Si devono comunque fare i conti con quello che si ha e per ora abbiamo questo. Sbagliato è stato semmai pensare che quanto acquisito mettesse la parola fine, ovvero che fornisse le risposte giuste pur sapendo che quelle simulazioni sono ben lungi dal riprodurre correttamente il funzionamento del sistema. E infatti mentre tutto il mondo aspettava l’annunciata continua salita delle temperature medie superficiali queste si sono fermate, anzi, sono anche scese. E così ha fatto anche il contenuto di calore degli oceani, parametro che rappresenta in modo molto più fedele l’integrale del sistema.

C’è qualcuno però che dall’alto della sua prominente posizione nel panorama della scienza del clima ci ha prontamente spiegato il perché. Si tratta di James Hansen, il climatologo dei climatologi, l’attivista degli attivisti, lo scienziato degli scienziati:

[…] Concludiamo che la maggior parte dei modelli climatici mescoli con troppa efficienza il calore nelle profondità oceaniche con il risultato di sottostimare il forcing negativo degli aerosol di origine umana. Il forcing sul clima degli aerosol è oggi stimato in -1,6pm 0,3Wm2, ciò implica un sostanziale forcing indiretto degli aerosol attraverso le oscillazioni della nuvolosità. La prolungata impossibilità di quantificate le origini specifiche di questo pesante forcing è insostenibile perché è necessario acquisire la conoscenza delle variazioni degli aerosol per comprendere i cambiamenti climatici futuri. La recente diminuzione dell’assorbimento di calore degli oceani è stata causata da un ritardato effetto degli aerosol provenienti dal Monte Pinatubo e da un prolungato minimo solare […].

Quanto sopra viene da una recente pubblicazione non peer-reviewed proprio di Hansen. Da queste affermazioni e dall’abstract stesso si evince innanzi tutto che quanto a suo tempo era stato spacciato per “settled” non lo è affatto e finalmente qualcuno lo ammette anche. In seconda battuta non si può fare a meno di rilevare un po’ di confusione. La prova dell’esistenza di un forcing negativo è nel comportamento delle temperature e degli altri paramentri citati poche righe più su. Il forcing negativo evidentemente non considerato è identificato negli aerosol antropici. Questi ultimi però non sono quantificati. Sicchè gli unici forcing di cui si trova notizia sono di orgine vulcanica da un lato e, udite udite…solare dall’altro.

Proprio così, un prolungato minimo solare. A qualcuno viene in mente cosa c’è in genere prima di un minimo? Indovinato, un massimo, altrettanto prolungato. Però quello non ha avuto alcun effetto sul precedente riscaldamento, malgrado ora il suo opposto ne abbia sull’attuale stasi o diminuzione delle temperature. Certo che questa scienza del clima è proprio strana. Che Hansen voglia fornire qualche indiretta conferma della teoria di Svensmark sui raggi cosmici e la loro modulazione della copertura nuvolosa operata dall’attività solare?

Difficile a dirsi. Per ora prendiamo atto della sottostima del forcing negativo, ovvero sovrastima del riscaldamento, ovvero sovrastima del disastro climatico prossimo venturo. Siamo salvi, fino al prossimo allarme.

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Published inAttualitàNews

8 Comments

  1. Alessio continua a non leggere le fonti…mi chiede di “portare evidenze” riguardo gli aerosol. Ecco l’evidenza, nelle parole sopraffine del più famoso climatologo al mondo:

    Aerosol climate forcing is unmeasured

    Fine dell’evidenza (quanto mi chiede, è andato in Gloria). Infatti, Mr H si affida ai nipotini. Chissà come saranno riletti con ammirazione, questi lavori nei decenni futuri, dove i pronostici sono fatti dal parentado di uno degli autori.

    In altre notizie: Hansen dichiara che stiamo ancora brancolando nel buio:

    Dramatic improvement in knowledge of Earth’s energy imbalance is possible this decade as Argo float observations (Roemmich and Gilson, 2009) are improved and extended. If Argo data are complemented with adequate measurements of climate forcings, we will argue, it will be possible to assess the status of the global climate system, the magnitude of global warming in the pipeline, and the change of climate forcing that is required to stabilize climate.

    Traduzione: “al momento non è possibile” stabilire lo stato del clima globale, la magnitudine del riscaldamento globale che si aspetta che appaia, e i cambiamenti delle forzanti che andrebbero attuati per stabilizzare il clima.

    Earth’s average energy imbalance is expected to be only about 0.5-1 W/m2.2Therefore assessment of the imbalance requires measurement accuracy approaching 0.1 W/m . That target accuracy, for data averaged over several years, is just becoming conceivable with global distribution of Argo profiling floats.

    Traduzione: non abbiamo ad oggi che una vaga idea di quello che sia lo sbilanciamento energetico globale, che con tutti i nostri sforzi non siamo riusciti a quantificare che a un solo Watt per metro quadrato, o forse la metà. Magari è zero, boh? Attendiamo fiduciosi gli argonauti.

    ps Da notare infine come il signor H basi l’intera congettura riguardo il lento rimescolamento dell’oceano, su una “comunicazione privata” che non è stata nemmeno completata in un articolo da sottoporre alla peer-review. Roba che nemmeno l’IPCC…

  2. ASF: le sembra logico che lei critichi con battute alla totò il più famoso climatologo del mondo

    Simplicio redux. E te pareva…una volta il mancato interlocutore ha scritto che era in Facoltà, per cui possiamo pensare che si occupi di scienza. Ma che senso ha poi questo occuparsi di scienza quando il metro di misura e’ quello della religione o peggio, del culto della celebrità, al punto di ridurre il proprio argomentare a problemi di lesa maestà?

    Alessio: quando saprai entrare in argomento nello specifico topic scientifico

    Il problema non è entrare ma uscirne fuori in maniera degna. Magari un giorno ce la farai.

  3. antistrafalcione

    Morabito ha detto:
    Hansen insegue le sue fissazioni misantrope. Adesso sarebbe colpa degli aerosol dovuti alle attività umane. “Ma mi faccia il piacere…”

    Morabito ma le sembra logico che lei critichi con battute alla totò il più famoso climatologo del mondo senza essersi mai sottoposto al giudizio della comunità dei climatologi, ossia senza aver mai pubblicato nulla nel settore? senza aver seguito alcun corso regolare di studi di climatologia, senza essere esperto affatto se non sulla base di letture disordinate? non pensa di esagerare? lei sta giudicando Hansen non le sue teorie, perchè diciamo la verità non sarebbe in grado

    • Guido Botteri

      Qualcuno chiese ad Aristotele, massimo scienziato ed autorità scientifica del tempo, cosa facesse muovere una freccia dopo che aveva lasciato l’arco.
      Il sommo scienziato (un vero genio, e non lo dico ironicamente, ma lo penso con convinzione) rispose “il vento”
      D’accordo, il sommo scienziato non conosceva il principio d’inerzia, che, a differenza di quello di precauzione, è un vero principio fisico, come quello d’Archimede, e non un qualcosa di antiscientifico che si può usare per indurre ad un comportamento o al suo contrario…di conseguenza dovette arrampicarsi sugli specchi, e ci si arrampicò piuttosto male. Capita. Anche ai migliori. (Non per questo toglierò, nel complesso, la stima ad Aristotele). Anche per questo, prima di dichiarare qualcosa “settled” bisognerebbe averne certezza. E proprio certe ammissioni, certe correzioni sono la prova eclatante e indiscutibile che qualcosa NON ERA SETTLED. E quindi dichiararlo “settled” fu grave errore, come fu grave errore chiamare “negazionisti” chi non credesse in dati che ora Hansen stesso corregge, e dichiara che erano chi sovrastimati e chi sottostimati, e questo, in buon italiano vuol dire “sbagliati”. In trollese non so, non è la mia lingua.
      Ma a questo punto consentitemi di continuare per gioco la storia di Aristotele, immaginandomi un sèguito che è frutto di fantasia, ma che servirà a chiarire il senso di quello che ha scritto il nostro amico antistrafalcione.
      [ inizio storiella non storica ]
      Dunque, a questo punto, lo scettico Morabites, con britanna irruenza ( a quei tempi i Britanni erano un po’ irruenti 🙂 ) esclama:
      “Caro Aristoteles, ma ci faccia il piacere !”
      ed ecco Antistraphalcyones intervenire decisamente
      “Morabites, ma le sembra logico che Lei critichi con battute alla Totoides lo scienziato più famoso del mondo senza essersi mai sottoposto al giudizio della comunità degli scienziati, ossia senza aver mai pubblicato nulla nel settore ? senza aver seguìto alcun corso regolare di studi di anemologia, o frecciologia, senza essere esperto affatto se non sulla base di letture disordinate? non pensa di esagerare? lei sta giudicando Aristoteles, non le sue teorie, perchè diciamo la verità non sarebbe in grado”
      [ fine storiella non storica ]
      resa l’idea ?
      Aristoteles può dire quello che vuole, e non può essere criticato, anche se quello che dice è palesemente incoerente, e contrario alla realtà. Vale la presunzione di autorità, il dogma dell’ipse dixit, a cui si inchina chi non ha argomenti seri da opporre alle critiche.
      Secondo me.

  4. Alessio

    “Che Hansen voglia fornire qualche indiretta conferma della teoria di Svensmark sui raggi cosmici e la loro modulazione della copertura nuvolosa operata dall’attività solare?”

    a pag 37 di quel documento: “The suggestion of Svensmark et al. (2009) that
    solar activity modulates terrestrial cloud cover is not supported by subsequent studies (Calogovic
    et al., 2010; Kumala et al., 2010).”

    Tralaltro, a parte gli spunti interessanti disseminati nel documento, le conclusioni mi sembrano delineare chiaramente il pensiero di Hansen “This dominance of positive climate forcing during the solar minimum, and the consistency of the planet’s energy imbalance with expectations based on estimated human-made climate forcing, together constitute a smoking gun, a fundamental verification that human-made climate forcing is the dominant forcing driving global climate change. Positive net forcing even during solar minimum assures that global warming will be continuing on decadal time scales.”

    “Proprio così, un prolungato minimo solare. A qualcuno viene in mente cosa c’è in genere prima di un minimo? Indovinato, un massimo, altrettanto prolungato. Però quello non ha avuto alcun effetto sul precedente riscaldamento, malgrado ora il suo opposto ne abbia sull’attuale stasi o diminuzione delle temperature. Certo che questa scienza del clima è proprio strana.” Certo che è strana: finchè viene ridotta a barzellatta in 2 collegamente fatti a casaccio. Guido, sono più di 50 pag quella review di Hansen con dettagliate considerazioni sulle risposte non lineari del sitema terra a sbilanci energetici. Come fai a liquidarla estraendo quattro info e collegandole come più t’aggrada?

    “Per ora prendiamo atto della sottostima del forcing negativo, ovvero sovrastima del riscaldamento, ovvero sovrastima del disastro climatico prossimo venturo. Siamo salvi, fino al prossimo allarme.”

    Risponde Hansen:
    “the rate of ice melt is likely to continue to accelerate. Planetary energy
    imbalance now is positive, substantial, and likely to increase as greenhouse gases and solar
    irradiance increase.”

    Ridurre i commenti a documenti simili a mero cherry picking (da parte mia e tua) significa perdere il focus di cosa davvero essi rappresentano: una descrizione dello stato attuale delle conoscenze ed una spinta propositiva a nuovi e migliori sistemi di misura e simulazione.

    Reply
    NO, non è cherry picking. Lo sarebbe se non si fornissero le coordinate per leggerli per intero, esattamente come hai fatto tu. Del resto commentarli interamente significa riscriverli e non è proprio questo il caso. Nè ne ho, ovviamente, lo skill.
    Però un commentino alla tua “ciliegina” mi ci scappa. Ancora l’ice melt? E’ indice del riscaldamento porcaccia miseria non delle cause!!! Un riscaldamento che sta allargando la distanza dal suo presunto forcing. Nuovi sistemi di misura e simulazione? Magari!!!
    gg

    • Alessio, come ASF, ha la pessima abitudine di intervenire accusando a destra e a sinistra e poi allontanarsi quando dimostrato in errore. Si veda il thread del “100% peer review“. Sarà forse questo, il vero marchio del “trollismo”? Tutti possono dire sciocchezze, ma solo un vero “troll” farebbe finta di non averne mai dette, e cercherebbe di parlar d’altro senza avere la decenza non dico di scusarsi, ma almeno di ammettere l’errore. E allora mi ripeto nel citare il Primo Scienziato:

      Ah vilta’ inaudita di ingegni servili! farsi spontaneamente mancipio, accettar per inviolabili decreti, obligarsi a chiamarsi persuaso e convinto da argumenti che sono tanto efficaci e chiaramente concludenti, che gli stessi non sanno risolversi s’e’ sien pure scritti in quel proposito e s’e’ servano per provar quella tal conclusione

      ps Hansen insegue le sue fissazioni misantrope. Adesso sarebbe colpa degli aerosol dovuti alle attività umane. “Ma mi faccia il piacere…”

    • Alessio

      Morabito: quando saprai entrare in argomento nello specifico topic scientifico, mi prendero’ la briga di rispondere alle tue inutili frecciate.
      Nel caso specifico dovresti entrare nel merito delle tua frase sugli aerosol portandomi evidenze di 1) distribuzioni spaziali di dipi di aerosol umani e loro variazioni negli ultimi 50 anni 2)proprietà ottiche (nello specifico indici di rifrazioni, funzioni di fase e parametri di asimmetria delle stesse, single-scattering albedo) degli aerosol antropogenici e loro effetto medio sul bilancio radiativo terrestre 3) distribuzioni dimensionali degli aerosol antropogenici, loro impatto nalla chimica troposferica e stratosferica
      a supportare quello che ritieni di inadeguato nel documento di Hansen.
      No, Totò non vale.

    • Alessio

      Porcaccia miseria Guido 🙂 ma poche parole dopo, Hnsen parla chiaramente di GHG.
      La tua nota “Del resto commentarli interamente significa riscriverli e non è proprio questo il caso. Nè ne ho, ovviamente, lo skill.” è uno spunto positivo: oramai credo tu conosca cme ti critico: è il modo con cui presenti il documento che non va. Il tuo pensiero è “io scrivo quello che penso, o ho capito, dell’articolo. Poi sta a chi è interesato andare a vedere se è vero quello che ho scritto”. Boh. Non ne capisco l’utilità. Poi uno va a vedere, e vede che quello che hai scritto è parziale e non rappresenta cio’ che l’articolo dice davvero.
      Se poi te lo fo notare, parte Morabito a citare cose a caso. Bah.

      Reply
      Forse hai ragione Alessio. Ci penserò su. Si dovrebbe stare più attenti a valutare acriticamente quanto si legge, senza farsi influenzare dalla consapevolezza che a volte chi scrive, come nel caso di Hansen, ha confuso da tempo il suo ruolo di scienziato con quello di attivista. Preconcetti? Forse. Ma se li ha lui non ce li possiamo avere anche noi?
      PS: dovrei forse scrivere cose diverse da quelle che penso? C’è una cosa che non hai compreso e che per me è invece chiara: CM non è uno strumento di utilità, non ha uno scopo. Esiste perché esistiamo, te compreso con i tuoi commenti. La divulgazione giusta o sbagliata (cioè propaganda) che sia, la lasciamo volentieri ad altri che, nel pieno rispetto delle loro intenzioni, se la sono data come scopo.
      gg

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