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Sociologia climatica

“Cool Dudes”, noi forse li chiameremmo fighetti o furbetti, o forse non li chiameremmo proprio, perché ci sono alcuni modi di dire dello slang d’oltreoceano che proprio non si possono tradurre. Non ci aiuta gran che neanche la rete. Wikipedia da’ del termine dude una spiegazione che torna parecchio indietro nel tempo ma non convince. Uno dei mille dizionari accessibili identifica con esso un appellativo molto discorsivo, di gran moda tra appassionati di surf o skateboard ma in espansione in tutte le componenti della società; niente da fare. Circa la parola “cool” è più semplice, vuol dire freddo ma si intende smart o accattivante, sempre in slang.

Nella fattispecie, siccome si parla di sociologia climatica, è un chiaro doppio senso. I cool dudes sarebbero, anzi sono, secondo i due eminenti sociologi che hanno scritto questo articolo  “Cool dudes: The denial of climate change among conservative white males in the United States”, maschi di razza bianca di indirizzo conservatore. Per la modica cifra di 31 dollari potrete togliervi lo sfizio di assaporare questo spaccato della società in chiave salviamo-il-mondo-dai-cattivi.

E qui veniamo al clima, ne abbiamo notizia dal blog di Judith Curry. Si anniderebbe infatti tra queste specie di indegni appartenenti al genere umano il germe del negazionismo climatico. Tutti molto simili, non faticano a riconoscersi tra loro, di qui l’uso dell’amichevole termine dude per chiamarsi l’un l’altro. Desiderio di protezione della propria identità, paura di perdere la propria posizione sociale, ottusità endemica, possesso di SUV, voce stentorea, insofferenza alle code di ogni genere, muscolatura ipertrofica, capelli corti o rasati…ho trovato, da noi sono i tamarri!

Ma non è certo la voglia di identificare negativamente l’oggetto della propria analisi che questi “sociologi” non riescono a trattenere a destare attenzione. Non sapremo come definire i dudes, ma quanto a demonizzazione di quanti hanno opinioni avverse alla propria non siamo secondi a nessuno qui nel Belpaese. E’ l’uso del termine denier (negazionista) associato al problema clima la parte più assurda di tutto ciò. E non perché sia un insulto bello e buono, quanto piuttosto perché chi lo usa in questo caso dimostra chiaramente di non avere la più pallida idea di cosa dice.

Ma del resto non ne ha bisogno. Le origini antropiche del cambiamento climatico sono certe e l’esistenza dei negazionisti pure. Questo è il dogma, ognuno lo usi nel proprio settore di applicazione.

Vado a fotografare l’asino che vola, saluti.

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Published inIn breve

4 Comments

  1. Guido Botteri

    oltre al vizio di chiamare gli altri “negazionisti” di una scienza ormai matura, di cui sanno praticamente tutto… ma forse no, visto che ogni giorno escono con teorie nuove sul perchè il calore non è quello che pensavano, sulla base della scienza “settled” e matura…hanno anche il vizio di accusare chi non la pensa come loro di essere “difensori della Terra piatta”, quando non pare che il povero Colombo appartenesse al mainstream di allora… pare il contrario, sinceramente.
    E c’è chi ci ha chiesto a quando le accuse a Darwin. Ma cosa diceva Darwin ? credeva nell’evoluzione delle specie. Le specie si modificano, i più adatti si affermano, quelli che non si riescono ad adattare scompaiono, ahimè, e non per colpa dell’uomo…come diceva George Carlin in un indimenticabile video su youtube, le specie scompaiono, e non c’è bisogno che le facciamo scomparire noi, lo fanno da sole, come hanno fatto i dinosauri, i mammuth, lo smilodon e migliaia e migliaia di altre specie… tutte scomparse anche molto prima che apparisse l’uomo. Volersi opporre ad ogni cambiamento, congelare lo stato delle cose è antievoluzionismo, antidarwinismo bello e buono. I veri nemici di Darwin sono gli ambientalisti.
    Secondo me.

    • C.D.

      e no Botteri! I veri nemici di Darwin siete voi perchè pensate che l’uomo sia stato calato già bello pronto da qualche divinità con la licenza di fare quel che vuole di questo pianeta. Che scoperta, ah, gli animali si estinguevano prima dell’arrivo dell’uomo…e dopo? l’uomo non ha contribuito alla scomparsa di parecchie specie, secondo lei? Ma che le ha raccontato la storiella del ‘volersi opporre ad ogni cambiamento’? Ma si rilegge qualche volta? a me pare che i primi a predicare contro ogni forma di cambiamento siete proprio voi. Ah scusi tanto, dimenticavo, voi siete i paladini della vera scienza quella ‘settled’. se è così, come mai gli scienziati vi evitano come zanzare estive? E’ sicuramente un complotto!

    • Guido Botteri

      Caro CD,
      perché mi attribuisce l’esatto contrario di quello che penso e scrivo ?
      Mi pare di essere stato chiaro, ma se non lo fossi stato (una persona umile come me parte sempre dall’ipotesi di poter avere sbagliato, a differenza di altri di mia conoscenza, che non ammettono mai sbagli) cercherò di essere ancora più chiaro ed esplicito.
      Scrive “voi siete i paladini della vera scienza quella ’settled’.”…dove avrebbe letto una cosa del genre, quando sono anni che mi batto per far capire che la vera Sciena NON è mai “settled” ?
      E sono anni che mi batto per il progresso, e contro le decrescite.
      Ho sempre affermato che il fv non è maturo e non è (ancora) pronto per un mercato vero”, ma ho anche scritto più volte che semmai ne incrementerei la “ricerca”, e taglierei gli incentivi, o per lo meno li ridurrei drasticamente.
      Non sono io che sostengo che bisognerebbe combattere il GW con l’eolico, siete voi che gli attribuite efficacia e necessità. Io mi limito a farvi osservare che, a quei livelli di efficacia (che non discuto, e sui quali mi riservo un certo scetticismo) l’eolico agisce in funzione opposta, togliendo energia al sistema di distribuzione del calore (i venti… ma non solo). Se quindi fosse efficiente, lo sarebbe in verso opposto a quello che dite di desiderare.
      Quanto a Darwin, non mi venga a dire che abbia illustrato un mondo fermo, in cui la biodiversità sia fissa e immutabile, in cui nessuna specie si estingua, e nessun altra si generi per evoluzione… mi pare che abbia descritto un mondo dinamico. E mi pare che l’ambientalismo abbia invece una visione assai statica, sia per le specie, che per il clima…. il limite dei due gradi NON l’ho certo suggerito io !
      E’ una questione di visione. Certo ambientalismo è statico, reazionario, conservatore, antiprogressista. La sua lotta alla CO2 si spiega proprio colla volontà di deprimere quello che di per sè non significa molto, ma che in realtà è l’indicatore dell’attività umana. Tant’è vero che con la crisi ne abbiamo visti gli effetti, che in altri modi stentano a manifestarsi, invece.
      Costringere una Società ad una diminuzione di CO2 significa, di fatto, deprimerne le attività produttive, e quindi l’economia e lo sviluppo.
      Secondo me.
      Quanto all’uomo, esso fa parte di questo pianeta, ed essendone l’attore principale, agisce con particolare efficacia nel bene e nel male. Non solo nel male, CD.
      Si faccia salvare orsi e panda dai caprioli o dalle tartarughe (magari quelle ninja), altrimenti. 🙂

  2. eheheh…fra l’altro come nota la Curry si sono dimenticati di definire “negazionista”. Un’altra pietra miliare della sociologia, ovviamente.

    Riguardo “dude” c’è lo Urban Dictionary. Non riesco a capire come associarlo a niente di negativo…su Wikipedia, esiste anche la voce “Dudeismo” it.wikipedia.org/wiki/Dudeismo

    Il sistema delle credenze dudeista è essenzialmente una forma moderna di Taoismo epurato da ogni dottrina medica e metafisica. Il dudeismo promuove e incoraggia la pratica di “seguire la corrente” e “prenderla con filosofia” o “non prendersela” di fronte alle difficoltà della vita, credendo che questo sia l’unico modo per vivere in armonia con la nostra natura interiore e con le sfide dell’interagire con altre persone. Cerca inoltre di attenuare i sentimenti di inadeguatezza che nascono in società che pongono grande enfasi su risultati e fortune personali. Conseguentemente, semplici piaceri giornalieri come fare un bagno, giocare a bowling, incontrarsi con gli amici sono visti come molto preferibili rispetto ad accumulare ricchezza e spendere liberamente denaro come metodo per raggiungere felicità e soddisfazione spirituale.

    Difficile immaginare che un mondo di Dudeisti possa essere davvero peggiore di quello che abbiamo.

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