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Purché l’onda non rompa

Alcuni giorni fa abbiamo ripreso su CM un post di Donna Laframboise. Non tutto però. Avevo deliberatamente scelto di lasciar fuori dal nostro commento il riferimento che in quel post era stato fatto sul narcisismo di un certo ambientalismo militante. Una certa voglia di esserci, di svolgere un compito d’effetto, di primeggiare.

Mi sembrava eccessivo, generalizzante ed eccessivo. Ma devo ricredermi.

Su WUWT è uscita ieri una breaking news: James Lovelock, il ‘padre’ della teoria di Gaia ha riconosciuto di essere stato eccessivamente allarmista. Non starò qui a raccontarvi le decine di frasi ad effetto dense di retorica catastrofista che abbiamo letto negli anni tra virgolette in quanto sue. Chi avesse voglia di rinfrescarsi la memoria può leggere il post di Watts.

‘Gaia’ scientist James Lovelock: I was ‘alarmist’ about climate change

Motivo della conversione, l’assenza di riscaldamento degli ultimi anni pur in presenza di un continuo aumento della CO2, un periodo che egli definisce ‘ragionevole’ per essere valutato in termini climatici. Pare che gli infiniti giudizi tranchant e le profezie di sventura regalati negli anni fossero – come dire – un po’ affrettati. Semplicemente e candidamente, Lovelock ammette che l’armageddon non e’ arrivato e non sta arrivando.

Ora, posto che è attualmente chiaro come il Sole che questo è vero, è altrettanto vero che i segnali non erano affatto più chiari allora di quanto non lo siano oggi, a meno che non ci si debba convincere che anche tra chi fa scienza ad alto livello sussista la regola della persistenza – se le temperature salgono è probabile che continuino a farlo, idem se scendono – piuttosto che l’analisi delle informazioni disponibili.

Perciò, non essendo cambiato un accidente da allora ad oggi, se non quello che chi sa leggere i dati considera l’ultimo in quanto meno affidabile dei problemi, cioè il trend delle temperature medie superficiali globali, l’ottimo Lovelock semplicemente continua a cavalcare la stessa onda. Ieri in aumento, oggi no. Ma nell’ambiente fa notizia lo stesso. Come il dilemma morettiano, si nota di più se ci sono o se non ci sono?

Aggiungo anche che non mi aspetto che i duri e puri colgano l’essenza di questo atteggiamento, essendone a loro volta vittime. Molto più probabilmente, di Lovelock, che per inciso ha 92 anni, si dirà che è bollito e da grande vecchio del movimento diverrà semplicemente vecchio.

Vedremo, per adesso, tra narcisismo e non so cos’altro, è venuto giù un pezzo molto grosso del muro del consenso. Fossi in voi correrei ad accaparramene un pezzetto da mettere in bacheca. Quel muro sarà presto una reliquia storica.

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Published inAttualità

2 Comments

  1. […] molte cose che si possono però facilmente riassumere in un secco “moriremo tutti”. Peccato che si sia recentemente ricreduto. Quest’ultimo particolare deve essere sfuggito alla solerte redazione di […]

  2. licaone s.n.d.

    Per quello che vale-serve ho scritto:
    Direttore Amicone,
    leggendo ripetutamente l’intervista a Clini (sul n 16 del 25/4) ipotizzo che sarebbe utile controbilanciare gli attacchi all’Autority per l’energia con un’intervista al capo della stessa.
    Mi pare, inoltre, d’aver letto che anche il vs.Paolo Togni confidasse molto (mesi fa) su questo ministro; fiducia delusa? l.mancinelli

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