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NOAA: El Niño forse in arrivo. GISS: Caldo in arrivo di sicuro!

La NOAA ha emesso un El Niño Watch. Tecnicamente si tratta di un messaggio prodotto quando salgono le probabilità che nel Pacifico equatoriale si generino le condizioni di riscaldamento delle acque di superficie, evento appunto definito El Niño.

Attualmente l’ENSO, ossia l’indice con cui si definiscono le oscillazioni delle SST (Sea Surface Temperature) di quella zona del Pianeta, è in zona neutra. Cioè, dopo parecchi mesi di valori positivi, che corrispondono ad un raffreddamento delle SST noto come La Niña, sta avvenendo la transizione verso valori negativi.

Che ci pensi la NOAA (ma non solo) è giusto. Gli Stati Uniti sud-occidentali sono una di quelle aree del Pianeta dove queste oscillazioni fanno la differenza tra fasi spesso drammaticamente siccitose e fasi altrettanto spesso drammaticamente piovose, quando non proprio alluvionali. Lo stesso dicasi per la parte più settentrionale dell’America Latina e, ovviamente, per le terre che si affacciano dall’altra parte dell’Oceano Pacifico.

I contenuti del messaggio però lasciano ancora parecchi dubbi. Si parla di un 50% di possibilità che si instaurino le condizioni di El Niño e di un 50% di probabilità che persistano condizioni di neutralità. Che si possa nel breve volgere di qualche mese tornare a condizioni di La Niña è invece escluso.

I modelli di previsione, compatti nei loro output su quest’ultimo aspetto, sono invece come detto abbastanza divisi sulle due opzioni sopra descritte, ma questo è normale perché la fase di transizione è certamente quella più difficile da cogliere. Nei mesi scorsi, ad esempio, il rateo di riscaldamento delle SST e quindi la velocità di dissipazione delle condizioni di La Niña, sono state leggermente sovrastimate. Ora lo spread (scusate ma l’ampiezza del ventaglio di possibilità offerto dai modelli probabilistici si chiama così) tra gli output dei modelli è molto ridotto, almeno per i prossimi due mesi, mentre aumenta moltissimo a partire dal terzo/quarto mese di previsione.

Considerato che il messaggio di EL Niño Watch è un passo importante nella direzione delle policy da adottare per fronteggiare gli effetti di una situazione di El Niño, forse sarebbe stato meglio attendere un altro mese, quando la transizione sarà completata, i modelli saranno più stabili e la piega che le cose prenderanno in futuro sarà più chiara.

C’è comunque già chi si frega le mani in attesa degli effetti più tipicamente climatici delle condizioni di indice ENSO negativo, cioè, El Niño. Le temperature medie superficiali globali, molto sensibili nel medio periodo a queste oscillazioni, torneranno presumibilmente a puntare verso l’alto. Joe Romm, un attivissimo sostenitore della causa AGW parla di rapid warming e si fa aiutare da un documento del GISS NASA per  corroborare questa ipotesi. In un documento dal titolo “Global teemperature in 2011, Trends and Prospects“, gli esperti del GISS scrivono:

[info]

Il 2011 è stato soltanto il nono anno più caldo nell’analisi GISS dei cambiamenti delle temperature globali, tuttavia nove dei dieci anni più caldi della serie dei dati strumentali (dal 1880) sono arrivati nel 21° secolo. L’anno passato è stato raffreddato da una Niña moderatamente intensa. La media degli ultimi cinque anni (60 mesi) punta ad un rallentamento del trend di riscaldamento globale occorso negli ultimi pochi anni. Tuttavia, la fredda fase di La Niña della ciclicamente variabile Southern Oscillation delle temperature tropicali ha dominato gli ultimi tre anni, ed è contestualmente arrivato nell’ultima mezza dozzina di anni il più profondo minimo solare dell’era dei dati satellitari. Si conclude che il rallentamento del riscaldamento sarà probabilmente illusorio, con un riscaldamento più rapido che si manifesterà nei prossimi pochi anni.

[/info]

Tralasciamo il fatto che Romm si è ‘dimenticato’ di inserire nel suo commento la frase presente a metà periodo e riguardante il rallentamento del trend del global warming. Cose che succedono :-). Concentriamoci piuttosto sul contenuto di questo breve periodo.

Innanzi tutto la grossa novità del trend che frena. Cioè, noi lo sapevamo tutti, ma non mi pare che nessuno tra quelli bravi lo avesse mai ancora ammesso, sia pure per preparare il terreno ad un nuovo ed evidentemente ‘auspicabile’ rapid warming. Scopriamo poi anche che se domina un ENSO negativo il mondo si scalda, come alla fine del secolo scorso. Se accade il contrario, come negli ultimi anni, il mondo si raffredda. Non male, pensavo che solo la CO2 avesse questo potere. ma c’è qualcosa di ancora più clamoroso. A determinare questa fase di ‘stanca’ del temibilissimo global warming, pare ci abbia messo lo zampino anche il Sole, con il “più profondo minimo solare dell’era dei dati satellitari”. Mi par di ricordare che qualcuno andasse dicendo che la radiazione solare varia talmente poco nelle fasi di massimo e minimo solare da non poter essere presa in considerazione nelle oscillazioni del bilancio radiativo e quindi delle temperature globali. Se questo è vero, e in effetti lo è, vuol dire che questo profondo minimo solare ha contribuito in qualche altro modo al raffreddamento. Che so, attività geomagnetica, raggi cosmici, ci dicano pure, noialtri scettici impenitenti siamo tutt’orecchi su questo genere di cose. Circa poi il fatto che nei prossimi anni potrebbe arrivare un eventuale rinnovato rapido aumento del trend di riscaldamento, con un El Niño probabile al 50%, vorrei proprio sapere come fanno a sapere che poi ce ne saranno anche altri, portando una nuova fase di ENSO negativa dominante. Forse hanno lanciato una monetina…

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Published inAttualità

3 Comments

  1. Fabio

    Intanto vediamo come si collocherà il 2012 nella classifica degli anni più caldi: senza un Nino almeno moderato, sarà difficile che finisca molto davanti al 2011, visto che è cominciato con la Nina e con temperature globali sottomedia.

    • Guido Botteri

      Suvvia, ti vedo un po’ scettico. Un “aiutino” glielo daranno senz’altro ! 🙂

  2. donato

    Ogni tanto qualche bella notizia fa piacere! Se poi di belle notizie ne arrivano due o tre insieme è una goduria. 🙂
    Certo vedere gli esperti del GISS scrivere che il minimo solare ha, in qualche modo, favorito il raffreddamento dell’atmosfera e che il trend di aumento delle temperature ha subito un rallentamento, fa un certo effetto: da quando mi occupo di queste cose (per diletto, ovviamente 🙂 ) chiunque sostenesse una cosa del genere, se gli andava bene, veniva definito “cerebralmente differente” (o giù di lì, non ricordo bene la definizione di un noto professore amico delle oche 🙂 ).
    Ovviamente ogni medaglia ha due facce e a questa fa da contraltare quella meno bella: il nuovo evento ENSO meno renderà giustizia all’AGW. Si, però, sarà difficile continuare a sostenere che l’unico driver delle temperature globali è la CO2.
    Ciao, Donato.

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