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Sognando Capoterra

In uno degli ultimi post abbiamo fatto un fugace tentativo di addentrarci nell’impervio territorio della valutazione politica del dibattito sul clima. I lettori di CM hanno colto subito l’opportunità di dire la loro. Tutti o quasi i commenti che hanno arricchito la discussione hanno avuto a fattor comune la necessità di recuperare il rapporto tra uomo e ambiente: come fare, cosa fare e perchè. Lo spunto lo abbiamo preso dal recente infuocato dibattito sulle scelte politiche in materia di clima e ambiente. Una discussione ad ampio spettro che ha coinvolto più o meno tutti i mezzi d’informazione.

In un settore dove tutti dicono la loro, anche se ne sanno poco o niente, non poteva mancare l’opinione di uno dei più illustri tuttologi del mondo dello spettacolo italiano a tutti noto come “il molleggiato”. Per carità, scrivere una canzone richiede parecchio tempo, per cui è sicuramente frutto di una coincidenza il fatto che l’ultimo capolavoro del nostro poeta, sia stato lanciato soltanto due giorni fa. Una forma di lancio molto alla moda, un videoclip diffuso sulla rete, che ovviamente trovate su youtube, oltre che su mille altri siti analoghi.

Il titolo è tutto un programma: “Sognando Chernobyl”. Ebbene sì, dopo qualche decina d’anni il ragazzo della via Gluck torna ad occuparsi di ambiente e, neanche a farlo apposta, lo fa sposando in pieno la causa del riscaldamento globale. Ne sentivamo bisogno come di un ombrello nel deserto. Gas venfico-riscaldanti in atmosfera, ghiaccio della Groenlandia che inevitabilmente [sic] si scioglierà e città altrettanto inevitabilmente sommerse, una per tutte, Venezia. Tutto questo passando per lo schifo delle centrali nucleari e con la bella faccia di Al Gore che spunta direttamente dai fotogrammi della clima-fiction “An inconvenient truth“.

Se potessi vorrei rivolgere alcune domande al nostro eroe. Prima di tutto gli chiederei se sa che i paesi europei che si dicono così convinti di mantenere le loro posizioni in materia di accordi pro-clima, fanno larghissimo uso di energia nucleare e, proprio in ragione di questo, sanno di potersi permettere di fare qualche sberleffo a chi invece usa principalmente (e colpevolemente) combustibili fossili e compra da loro grandi quantità di energia. Poi gli chiederei se sa che, pur con tutte le difficoltà connesse con lo smaltimento delle scorie, quella nucleare è la più carbon free delle modalità di produzione dell’energia attualmente proponibili, dato che le rinnovabili stentano a decollare e l’idroelettrico è praticamente saturo.

Continuerei la chiacchierata inoltre, chiedendogli se sa che Al Gore, ora è un ex futuro presidente, ma era vicepresidente degli Stati Uniti quando il loro senato bocciò 95 a 0 la ratifica del protocollo di Kyoto. In pratica dovremmo credere che pur essendo il numero due del paese non aveva dalla sua nemmeno un voto. Più facile credere che avesse troppo da fare per la guerra in Kosovo, combattuta e finita nello stesso anno della suddetta ratifica; questo lo sa il cantautore paladino della pace e dell’ambiente? E sa anche che Al Gore è chairman di una aziendola che si chiama GIM che, insieme a Goldman Sachs e la defunta Lehman Brothers, gioca sulla borsa del carbon trading in nome della globalizzazione che lui addita come il peggiore dei mali nel testo della sua canzone?

Ci piaceva molto di più la via Gluck, mai stata attuale come ora. Mentre ci si riunisce, si litiga, ci si lascia e ci si prende contando ogni molecola di CO2 emessa in atmosfera, il tempo ed il clima continuano a fare quello che gli pare, come sempre. E l’ambiente, quello vero, è lasciato a sè stesso. Siamo in autunno, nonostante gli sci siano già sulle macchine ed il costume da bagno sia appena andato nell’armadio, ci tocca comunque aspettare che prima piova un pò. Come è piovuto in Sardegna, dove più che la pioggia potè l’incuria, su un territorio paludoso ma densamente urbanizzato, che dal 1985 ad oggi ha visto ben cinque episodi di alluvione. Tutti concordi nel dire che la zona è vulnerabile e prima o poi sarebbe dovuto accadere, proprio come in mille e mille altre zone del nostro paese.

Una dritta: la differenza tra una pioggia abbondante ed un alluvione è nella capacità delle fogne di assorbire l’acqua in eccesso. Per questo eventi come quello della settimana scorsa accadono quasi sempre in autunno, perchè piove di più certamente, ma soprattutto perchè cadono le foglie e, se nessuno le raccoglie, otturano i tombini. La prossima settimana la stagione, fin qui benevola (Sardegna a parte), ci mostrerà il suo lato più sgradevole, pioggia e scirocco a volontà. Forse sarebbe meglio pulire le strade prima, invece di cantare in coro Sognando Chernobyl. Ma non importa, quel che conta davvero è la CO2.

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Published inAttualità

6 Comments

  1. Angelo

    Ci sarebbe da aprire un capitolo interessante circa la “prostituzione politica” degli artisti/intellettuali o semplicemente il loro populismo opportunistico per essere sicuri di cavalcare l’onda…anche qui, caro Guido, usciremo dal seminato! Anche se c’è da dire che già fin da “il ragazzo della via Gluck” c’era un piglio proto-ambientalista.

    Comunque “la maggior visibilità massmediatica” e la “competenza” stanno fra loro in maniera inversamente proporzionale! Anche se per onestà, devo ammettere che esiste qualche pregevole eccezione.
    Circa il blog non sapevo i numeri, ma mi sembrano ottimi!

    Ciao

  2. Cari amici,
    in questo caso pochi ma buoni non vale. Questo blog, secondo il website grader cui facciamo riferimento, ha avuto in 12 mesi 110.000 lettori unici, per circa 1,7mln di contatti. Se tutti avessero commentato (bene o male) avremmo fuso il server. Che speriamo di fondere con il vostro contributo nei prossimi mesi.
    Grazie a tutti.
    gg

  3. Anna

    Spero che i lettori di questo blog siano molti di più di quelli che partecipano direttamente alla discussione. Per quello che mi riguarda, gli articoli di Guidi sono perfetti. Qualcosa si sta muovendo comunque anche a livello di grande stampa: segnalo, dopo mesi di articoli sugli orsi alla deriva, l’intervista al prof Prodi, studioso di fisica dell’atmosfera.

  4. Giorgio Stecconi

    Un mio professore dell’università, con cadenza quasi mensile, entrava in aula infuriato perchè in qualche telegiornale aveva sentito un’intervista a qualche cantante o stilista, nella quale si chiedeva a queste persone un giudizio di geopolitica o riguardande la finanza o la medicina….perchè non il clima di io? L’amara realtà è che il grande pubblico pende dalle labbra di questi personaggi che hanno licenza di dire ciò che vogliono a patto che queste affermazioni siano il festival della banalità e del politicamente corretto. Speriamo che il signor celentano non si ripresenti in tv a prospettarci scenari apocalittici da CO2 e contemporaneamente indicando nelle centrali nucleari il demonio. Chissà, magari ci proporra di tornare all’aratro a buoi e di bollare come stregoneria le invenzioni di questo secolo, e alla fine, perchè no, far tornare un pò di sano analfabetismo. Come si definiva questo signore negli anni 70 ? Il Re degli……….

    P.S. Carlo ha ragione su un punto: dovremmo diffondere il link del sito tra gli amici anche se forse così in pochi non siamo.

  5. max pagano

    condivido tutto….
    però il molleggiato fa il cantante, lasciamo a Cesare quel che è di Cesare, tanto mi pare che la sua (come quella di altri “cantori” del bene mondiale) influenza sul pensare comune e su “usi e costumi” dell’italico popolo sia ben poca cosa, rispetto alle diatribe che scatenanto una partita di calcio o un’eliminazione a sorpresa dall’ “isola delle Talpe famose di Amici”…..

    sì, è vero, siamo pochi, però c’è da dire che il 90% di articoli sono densi di dati tecnici e scientifici, immagino sia difficile per l'”utente comune”, per di più disinteressato, prendere parte alle discussioni….

  6. carlo

    bell’articolo, ha anche un non so che di licenza poetica…

    scherzi a parte, è da un po che leggo le news sul vostro sito e mi sembra fatto molto bene, l’unica cosa è che mi sembra che siamo sempre i soliti 4 gatti.
    Mi spiego: osservando i commenti vedo che sono sempre le stesse persone che rispondono, tutti bravi per carità ma si da proprio l’idea di un sito …”familiare”

    ora, è veramente un peccato che un sito fatto così bene rimanga confinato in un’area marginale, credo che gli editori debbano fare il massimi e anche più per fare proseliti nel web, e chissà magari arrivare a farsi notare da celentano, da rcs , dal sole24 ore ….

    con affetto (e con entusiasmo)

    Carlo

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