Salta al contenuto

E alla fine tutto divenne verde

Mentre siamo tutti in trepidante attesa di conoscere il primo dei milioni di profughi climatici che il cambiamento climatico causato dalle emissioni di anidride carbonica avrebbe già dovuto costringere a lasciare la propria casa, mentre leggiamo avidamente ogni infruttuoso tentativo di collegare ogni evento atmosferico sempre al suddetto clima che cambia per le stesse ragioni, mentre le temperature medie superficiali globali hanno smesso di aumentare in modo misurabile da almeno tre lustri a dispetto delle previsioni, mentre una parte importante della comunità scientifica comincia a capire che forse sarebbe il caso di concentrarsi un po’ di più sulla variabilità naturale del clima, ecco che il mondo, magicamente, diventa più verde grazie alla CO2.

 

Uhm, le piante sono verdi, le piante si cibano di CO2. Se aumenta la CO2 aumentano le piante, soprattutto quelle delle zone aride, specializzate nel rendere il più efficiente possibile il consumo della poca acqua disponibile. Sicché, dato che il deserto è invece mediamente di un altro colore, dal satellite il mondo appare più verde. Un vero disastro.

 

Temo che parecchie organizzazioni orientate al colore delle piante e contestualmente preoccupate della deriva catastrofica del clima e dell’ambiente causa attività umane, se vorranno ignorare questo piccolo, insignificante e benefico effetto collaterale delle suddette attività, dovranno tornare a consultare la scala cromatica e passare a un altro colore. Qualcuno ha proposte?

 

NB: da Science Daily e dal GRL: Impact of CO2 fertilization on maximum foliage cover across the globe’s warm, arid environments

 

NB #2: si è inverdita pure l’Italietta…

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAmbienteAttualità

2 Comments

  1. donato

    A proposito di “rinverdimenti”, dal sito di J. Bouldin una “fotostoria” che testimonia il cambiamento climatico in un’area della savana africana:
    http://ecologicallyoriented.wordpress.com/2013/06/21/carbon-dioxide-effects-on-the-african-savanna/
    Le foto sono tratte dall’articolo http://rstb.royalsocietypublishing.org/content/367/1588/601.full.pdf#page=1&view=FitH
    in cui l’argomento viene trattato in modo molto più esteso e particolareggiato e vengono presi in esame anche altri fattori che possono influenzare le variazioni della copertura arborea nella savana africana. In altre parole il diossido di carbonio esercita la sua influenza sulle modifiche ambientali (concimazione carbonica), ma non sono da escludere altri fattori: come al solito un fenomeno deve essere inquadrato da molteplici punti di vista perché la causa di un fenomeno naturale non è mai una sola. Il diossido di carbonio, pertanto, non può essere considerato né la causa di tutti i mali del mondo, né la causa delle sorti magnifiche e progressive dello sviluppo vegetale terrestre: come ogni cosa esistente al mondo anche CO2 ha i suoi pregi ed i suoi difetti 🙂 .
    Ciao, Donato

    • donato

      errata corrige: nel primo rigo deve intendersi “cambiamento ambientale” e non “cambiamento climatico”.
      Sto’ cambiamento climatico comincia a farci dare i numeri ! 🙂 🙂
      Ciao, Donato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »