Salta al contenuto

Due nuovi fronti

Ormai siamo ad agosto e noi tutti si pensava che le armi potessero riposare un po’. Invece proprio in questo momento si stanno aprendo due nuovi fronti nella battaglia sul global warming. Tutti e due in America, tutti e due tra scienziati iscritti alle più famose associazioni scientifiche del mondo (una addirittura viene indicata come la più grande al mondo).

Stiamo parlando della American Chemical Society e della American Physical Society. Cosa è successo? Stranamente, ma noi non crediamo alle coincidenze, entrambe le associazioni, tramite il loro presidente e il portavoce, hanno dichiarato che l’AGW è ormai scienza consolidata (e quindi il dibattito è ormai concluso, come chioserebbe un altro famoso scienziato americano). Nulla di nuovo fin qui, l’ennesima alzata di scudi contro tutti i “negazionisti”, a noi piace il termine “scettici”, ma accidenti Rudy Baum, portavoce della ACS li definisce “die-hard climate-change deniers”, quindi sì, proprio negazionisti duri a morire. L’editoriale è la classica analisi pseudo-razionale della scienza cambioclimatista, con una strizzatina d’occhio a quei poveretti che ancora credono nel metodo scientifico e che quindi vorrebbero prove più solide delle simulazioni climatiche a 150 anni.

Questa volta, però, sia i chimici che i fisici (alcuni, 500, 2000 non lo sapremo mai e in fondo che ci importa) hanno fatto sentire la propria voce creando una insolita quanto inaspettata spaccatura interna: con tanto di petizione. Addirittura qualcuno vorrebbe che venisse rimosso Baum in persona.

In pochi istanti la redazione di ACS è stata sepolta da lettere di protesta . Ne abbiamo lette un po’, ma sono davvero tante.

Fin qui i chimici. E i fisici? Non sono da meno e hanno pubblicato una lettera aperta indirizzata alla AFS lamentando che:

climate models appear insufficiently reliable to properly account for natural and anthropogenic contributions to past climate change, much less project future climate

Scaramucce pre-festive o prodromi di nuovi e più accesi focolai autunnali?

Reblog this post [with Zemanta]
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inNews

5 Comments

  1. Galati, non mi faccia passare per ingenuo, quello che ho scritto è chiarissimo e non credo nemmeno che i suoi colleghi fisici americani siano altrettanto ingenui.

    CG

  2. Luca Galati

    Davvero pesante che si possano fare ‘esperimenti’ diretti su un un macrosistema come quello Climatico, a mò di ‘scienza galileiana’, senza far ricorso a ‘laboratori virtuali’ ovvero con le ‘simulazioni numeriche’?

    • Assolutamente lecito e necessario piuttosto! Purchè non si pretenda di spacciarli per verbo divino 😉
      gg

  3. Claudio,
    in fondo è quello che abbiamo sempre detto. La teoria è consolidata tra i divulgatori di professione, perchè essi, oltre ad essere spesso facile preda del bias di origine politica sanno anche che la tecnica di base della comunicazione è evitare accuratamente di nutrire dubbi o incertezze, altrimenti il prodotto non si vende. Perchè è questo quello che fanno, vendono. Molto diverso l’approccio di chi la scienza la fa, come dimostrano le lettere di protesta.
    gg

    • giordano monti

      devo corrergerla: anche all’AMS hanno preso da tempo una posizione del genere, e non penso che quella società possa essere definite semplicemente come un gruppo di “divulgatori di professione”.
      buone vacanze a tutti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »