Breviario

C’è qualcosa di cui sono certo che i lettori di CM si aspettano che si parli sulle nostre pagine, è l’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. Lo farò in forma breve, per restare in argomento con il titolo di questo post, perché penso sia giusto lasciare che si sviluppi una discussione.

E’ un testo complesso per la vastità degli argomenti toccati e allo stesso tempo semplice nella sua forma di espressione. E’ un testo soprattutto etico, non scientifico, come diversamente non potrebbe essere.

Con riferimento al clima, anche qui non avrebbe potuto essere diversamente, si fa riferimento alla scienza ‘ufficiale’ quella delle Nazioni Unite e dell’IPCC, le cui posizioni sono note. Anzi, il riferimento è più alla divulgazione scientifica dell’IPCC, quella dei brevi Summary for Policy Makers dei suoi report, che non al corposo contenuto dei report stessi.

Se così non fosse, sarebbe difficile comprendere le ‘fughe in avanti’ rispetto allo stato dell’arte della conoscenza che si leggono nei due paragrafi cruciali per il tema che ci interessa:

RISCALDAMENTO ED EFFETTO SERRA (23) Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. Negli ultimi decenni, tale riscaldamento è stato accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare, e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, a prescindere dal fatto che non si possa attribuire una causa scientificamente determinabile ad ogni fenomeno particolare. È vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare), ma numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra (anidride carbonica, metano, ossido di azoto ed altri) emessi soprattutto a causa dell’attività umana.
INNALZAMENTO DEI MARI (24) Se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi. L’innalzamento del livello del mare, ad esempio, può creare situazioni di estrema gravità se si tiene conto che un quarto della popolazione mondiale vive in riva al mare o molto vicino ad esso, e la maggior parte delle megalopoli sono situate in zone costiere.

 

Il riscaldamento è arrivato sì negli ultimi decenni, ma del secolo scorso. Prima, ma soprattutto dopo, con il trend delle temperature che si è azzerato, si è presentato al mondo scientifico il più grosso rebus da quando è stata formulata l’ipotesi che le attività umane siano il driver principale dell’evoluzione del clima nei tempi recenti. Quanto agli eventi estremi, più che essere difficile non metterli in relazione con l’aumento delle temperature, la conoscenza attuale dice chiaramente che è impossibile farlo. Ipotizzabile ma attualmente impossibile. Per il livello del mare, infine, la stima ufficiale dell’IPCC è per un innalzamento sotto al metro nel peggiore degli scenari e sotto al mezzo metro per lo scenario migliore.

Tutte cose su cui si discute da anni e su cui si continuerà a discutere. Nulla si aggiunge dunque al dibattito sul clima.

Sono certo però che vorrete dire la vostra, per cui, se non lo avete già fatto, ecco qui il testo integrale dell’enciclica. Buona lettura.

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Author: Guido Guidi

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24 Comments

  1. @Paolo. Certo che era meglio una sana prudenza. Ma non viviamo nel migliore dei mondi (tralascio l’attributo: possibili? Auspicabili? Idealizzabili?), specialmente in questi tempi. Comunque, al punto 188:

    “Ci sono discussioni, su questioni relative all’ambiente, nelle quali è difficile raggiungere un consenso. Ancora una volta ribadisco che la Chiesa non pretende di definire le questioni scientifiche, né di sostituirsi alla politica, ma invito ad un dibattito onesto e trasparente, perché le necessità particolari o le ideologie non ledano il bene comune.”

    È la classica ambiguità gesuitica: poco prima dà per scontato le posizioni AGWare, ma da questo paragrafo è evidente che il Papa non ha proclamato come Magistero infallibile l’AGW (né poteva essere diversamente, visto che il Magistero non può esprimersi su questioni prettamente scientifiche).

    Riassumendo si può dire che nel Magistero infallibile ricade questa affermazione: che il clima è parte del bene comune e che, se fosse dimostrato che l’uomo è in grado di renderlo instabile e che d’altro canto è in grado di intraprendere azioni correttive, sarebbe un dovere morale metterle in atto. Direi che tutti qui sono d’accordo. Ma non ricade nel Magistero infallibile l’assunzione che le premesse sono vere.

    Questo risponderemo ai gruppi ambientalisti e ai governi, con santa pazienza, finché poi la verità verrà a galla.

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    • Grazie anche a te Fabrizio, è vero quello che dici e il lavoraccio che dici tu oggi purtroppo si è complicato…
      Paolo

    • Sì, Paolo, è complicato. Ma per altri, nel mondo, la complicazione arriva al punto di essere sgozzati da un tagliagole. Noi siamo ancora dei privilegiati.

  2. infine faccio presente che l’enciclica esce in perfetto tempismo per la conferenza sul clima di Parigi, da come è costruita farà da spot alla stessa conferenza? chi distinguerà le parole etiche e di annuncio cristiano dal dibattito “scientifico”? Ricordo che questa enciclica è stata citata dalla maggior parte dei presenti a Roma il 22 giugno 2015 nei pressi di Montecitorio nel convegno “Verso Parigi 2015. Stati generali sui cambiamenti climatici e la difesa del territorio”, coordinata dal governo e dal ministero dell’ambiente… hanno parlato di prevaricazione dell’uomo sull’uomo? no di un accordo ambientale vincolante mondiale e per l’italia dagli enti locali fino alle regioni e per sviluppare/incentivare l’economia “verde”!
    Ci ritroveremo ben intruppati, tutti per “salvare l’ambiente”?
    Paolo

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    • Grazie Guido, lo so anche io, avendo a che fare ogni giorno di queste tematiche. Mancava anche l’appoggio morale alle “teorie” e l’enciclica (guarda caso?!?) le ha fornite… (ma poi andarsele a cercare, perché?)
      Paolo

  3. faccio presente che Papa Francesco ha detto che questa enciclica entrerà a far parte del magistero della Chiesa, significa vi entra ogni sua parte comprese quelle descrittive sul “disastro ambientale” essendo state ampiamente esplicitate. In effetti come già riferito in vari interventi è una enciclica “etica” ma si sbilancia su affermazioni “scientifiche”, queste, dopo la lettura non generano una immagine della catastrofe ambientale imminente di cui necessitano “governance globali ambientali”? già gruppi ambientalisti e governi che spingono per “politiche ambientali spinte” l’hanno fatta propria come dire: “ora lo dice anche la chiesa, cosa aspettate a convincervi?” Noi possiamo anche “capire, comprendere, scusare, giustificare” come cristiani cattolici per leggere il buono che c’è nel testo, ma penso ai non credenti agli scettici non era meglio una sana prudenza intellettuale che sa anche di Carità fraterna verso i lontani?
    Paolo

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  4. …arridatece Benedettoxvi,questo è un com…..a!

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  5. Va bé! Ammetto di essere stato precipitoso, di essermi fatto trascinare dall’istinto, si essere stato impreciso, ma…, ma… per il resto credo di averci azzeccato (per non smentire il Divo Giulio). 🙂
    Vedere per credere:
    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/L-Enciclica-Laudato-si-e-una-nuova-speranza-per-il-Pianeta-Intervista-esclusiva-di-rainews.it-a-Leonardo-Boff-42122a64-ae5c-41ba-acd0-b6074abe5610.html?refresh_ce
    .
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/20/laudato-si-petrini-sullenciclica-un-momento-di-svolta-nella-storia-della-chiesa/1797585/
    .
    e per finire in bellezza
    http://www.huffingtonpost.it/2015/06/20/enciclica-laudato-si-rivoluzione-culturale-papa-francesco_n_7626988.html
    Mi verrebbe da dire CVD, ma ve lo risparmio. 🙂
    Ciao, Donato.

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  6. Da umile figlio della Chiesa, e ispirato da amore al Papa (qualunque Papa), mi associo anch’io alla riflessione intorno all’enciclica, che ho accolto con comprensibile disagio soprattutto nella parte che riguarda il clima. La meditazione sulle possibili ragioni che hanno spinto il Pontefice ad accogliere le posizioni mainstream mi ha ricondotto al mistero grande dell’Incarnazione. In Gesù, Dio si è fatto uomo assumendo la carne umana cosi’ com’è e, assumendola, l’ha condotta alla salvezza. Cosi’ la Chiesa di ogni tempo si lega alla carne degli uomini, si sporca le mani con questa carne ferita da orgoglio, lussuria e brama di potere, per salvarla. Questo mi sembra essere il rischio dell’Incarnazione a cui il Papa non si è sottratto, assumendo tutta la “carne” dei cambiamenti climatici nella speranza di poterla salvare. E’ un compito grande da cui non intendo fuggire, accompagnando il Santo Padre con la mia preghiera.

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  7. Da cattolico praticante non posso che sottolineare la correttezza delle affermazioni di Paolo Pagliaro. In sintesi, il magistero papale non è infallibile quando parla di argomenti strettamente scientifici.

    Certo Donato ha ragione: comunque l’enciclica avrà un notevole peso, presumo specialmente nella campagna elettorale americana, anche se tutto sommato è uscita in un periodo non critico (l’anno prossimo non so quanto sarà citata). (*)

    Come tutte le cose di Papa Francesco, c’è dell’ottimo, del mediocre e del pessimo. Innanzitutto la questione centrale (e proprio la parte centrale, che è più corposa) dell’enciclica è chiaro: il richiamo alla centralità di Cristo per le vicende degli uomini. Trovo interessante la critica al tecnicismo (che non è una critica alla tecnica, ma alla sua idolatria), come pure la constatazione che tutto si muove ad una velocità non più gestibile (ha usato il termine spagnolo “rapidaciòn”). Purtroppo sono accenni molto superficiali e si prestano ad essere interpretati in modo strumentale. Benedetto XVI aveva uno stile di comunicazione impeccabile; ma lo stile di un gesuita argentino non può che essere diverso.

    Sempre nella parte centrale sono evidenti i richiami a varie implicazioni che la “naturalità” non può non avere: se si ha un certo rispetto per gli animali, a maggior ragione dev’esserci un grandissimo rispetto per la vita umana, compresa la sua forma embrionale: niente aborti, fecondazioni artificiali, controllo artificiale delle nascite, uteri in affitto, famiglie non biologiche. D’altronde su questi temi, da sempre mainstream cattolico, Papa Francesco è stato molto esplicito negli ultimi mesi. Inoltre, tanto per dir due cose spicciole, l’enciclica non condanna né energia nucleare né OGM (viene semplicemente fatto un richiamo alla pericolosità delle tecnologie potenti se esse non sono usate con giudizio). Quindi è palesemente falso che l’enciclica appoggi l’ambientalismo radical chic.

    In tutto ciò, come in un “sandwich”, la prima e la terza parte dell’enciclica, sono “sdraiate” sulle posizioni dell’IPCC; e c’è l’evidente contraddizione di aver presentato il lavoro con personaggi che sui punti fondamentali pensano in modo opposto. Per me è chiaro che si tratta di una strategia piuttosto smaliziata di utilizzare la grancassa dell’ONU per favorire la diffusione dell’enciclica, contando che la gente la legga per intero (cosa che non è affatto scontata). D’altro canto all’ONU sperano di poter contare su un rinnovato interesse, visti i flop degli ultimi anni. Uso un’espressione molto esplicita: ONU e Papa stanno giocando a tirarsi la laccia l’un l’altro, ognuno contando che la parte di messaggio che a sta a cuore abbia il sopravvento sull’altra. Vedremo chi vincerà.

    A me piacciono i papi non mediatici, tranquilli, che parlano chiaro secondo la massima evangelica del “sì sì no no”. Comunque questo passa il convento. È un po’ un segno dei tempi: siamo chiamati a ragionare e meditare su un sacco di cose, senza perdere la bussola, prendendoci delle responsabilità dirette; agendo anche se dalla Santa Sede i messaggi non sono sempre chiari e ogni tanto qualche vescovo sbrocca totalmente. È sempre stato così, ma in passato molti se lo sono dimenticato, pensando che il lavoro delicato toccaca da altri: ora siamo in qualche modo obbligati a farlo.

    E facciamolo. La parte centrale dell’enciclica offre notevoli spunti di riflessione. Non facciamoci scippare il messaggio dai soliti furboni.

    (*) Donato, ricordati che le mode passano, anche i Papi passano, la Chiesa resta – pur se ogni tanto passa momenti di sbandamento – e Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre. 🙂 Non lasciarti demoralizzare da niente.

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  8. Da cattolico praticante ho molto apprezzatto l’enciclica fin quando si è ispirata alla dottrina di Cristo. Non ne ho condiviso la scelta di campo in un tema come quello del clima che è squisitamente scientifico. Non è stato corretto allinearsi all’IPPC, senza fare una verifica a tutto campo nel panorama scientifico mondiale. Sarebbe interessante conoscere l’opinione in merito di Antonino Zichichi. Grazie a Guido per averci proposto queste riflessioni.

    Uberto Crescenti

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  9. Sono cattolico praticante ma nato in famiglia non credente; spesso capita ai convertiti, per la caratteristica situazione esistenziale, di essere spinti ad approfondire più di molti “nativi” certi aspetti del contenuto ma anche della forma della fede.
    Vorrei quindi correggere, perchè ritengo sia utile ad impostare correttamente i commenti, un’inesattezza nel commento di Donato: l’infallibilità papale non riguarda l’enciclica, nel senso che
    1) il contenuto della stessa non è infallibile,
    2) l’infallibilità papale non viene esercitata nella sua stesura.
    Tantomeno l’enciclica è infallibile in campo scientifico o, per altro, economico, ambiti in cui l’infallibilità papale non può neanche darsi: nella visione cattolica, come chiarito nel Vaticano I, i pronunciamenti infallibili possono essere solo nel campo della fede o della morale.
    L’enciclica rimane espressione del magistero ordinario (non straordinario, come in un concilio dogmatico o un pronunciamento ex cathedra), che rimane certamente un riferimento autorevole e vincolante nel suo messaggio morale, ma non chiede l’assenso su ogni particolare affermazione contingente.
    Se non sbaglio, anche un passo di questa stessa enciclica dice esplicitamente che la Chiesa non si pronuncia in campo scientifico – non essendo competente in alcun modo speciale in questo campo. Chiaramente, un cattolico non può prendere alla leggera alcun passo dell’enciclica – anche se non di suo immediato gradimento – ma si deve confrontare seriamente.
    Presonalmente, dopo una lettura di alcuni passi, ritengo che certe sottolineature, esempi, giudizi e sbilanciamenti potevano – forse, dovevano – essere evitati; ma questo fa parte del lato umano della Chiesa che è sempre molto presente, nel bene e nel male. Se devo essere sincero, temevo peggio.

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    • Ringrazio P. Pagliaro per la precisazione: la mia affermazione risultava eccessivamente categorica e non attinente la materia specifica dell’enciclica in questione.
      .
      Ciò non toglie, però, che la questione sia piuttosto “scivolosa”. P. Pagliaro utilizza l’interpretazione letterale di infallibilità, ma esistono anche interpretazioni estensive che ampliano tale concetto al di fuori del campo dogmatico in cui altre interpretazioni la collocano. Il tutto in quanto la definizione di infallibilità risulta essere piuttosto vaga (tra gli altri H. Kung che risulta uno dei massimi critici del dogma dell’infallibilità papale) e piuttosto elastica.
      Come si vede ci si avventura in un campo piuttosto insidioso in cui è difficile discernere tra dottrina, insegnamento ex catherda e non: per la stragrande maggioranza dei fedeli “ipse dixit” e buona notte.
      Non dovrebbe essere così, come giustamente precisato da P. Pagliaro, ma così andrà a finire.
      Ciao, Donato.

    • Concordo con Paolo Pagliaro sia per i contenuti che per il tono del discorso. E vorrei rassicurare Donato: le affermazioni sulle teorie scientifiche relative al clima e alla sua evoluzione, contenute nell’enciclica non possono considerarsi “dottrina” ufficiale della Chiesa Cattolica, se con questo intende dogmi che un credente è tenuto ad accettare come veri. Non ho letto ancora l’enciclica, lo farò quando il clamore mediatico si sarà spento: da ricercatore spero che di non trovarvi troppe imprudenze metodologiche. In una fase del processo i cardinali che giudicavano Galileo gli chiesero di presentare le sue teorie come ipotesi e non come certezze: ma lui non si adeguò. Al di là delle conseguenze nel rapporto tra scienza e fede che sono seguite alla vicenda, si trattava di una posizione di grande saggezza metodologica, assolutamente corretta agli occhi di uomini post-popperiani come noi. Se Galileo aveva ovviamente ragione in merito a quale delle teorie rivali fosse la migliore (la sua), aveva torto nel considerarla “vera” in senso direi “ontologico”. Per questo sarebbe bene che, come sempre è successo almeno nell’ultimo secolo, i papi continuassero a citare le teorie scientifiche contemporanee come ipotesi che attualmente possediamo per spiegare il mondo e non come verità ormai assodate: sopratutto quando il dibattito tra scienziati è ancora molto vivo.

  10. Fossi in loro verificherei. .farei delle messe in Groenlandia in Antartide. .un po come fece anni fa Mike buongiorno che trasmise in diretta dal polo nord una messa per pasqua…..poi se vedranno che c’è del verde .allora potranno esprimere tesi serristi. ..se no .E mi dispiace asserirglielo da credente..che si occupino Dell aldila

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  11. Caro Guido, concordo con la tua riflessione secondo cui l’enciclica “E’ un testo complesso per la vastità degli argomenti toccati e allo stesso tempo semplice nella sua forma di espressione. E’ un testo soprattutto etico, non scientifico, come diversamente non potrebbe essere.”
    In tal senso penso che sia nostro dovere quello di leggerla con calma prima di formulare un commento (ad ora sono arrivato a pagina 89 delle 192 pagine che la compongono), senza accontentarsi di quanto a botta calda riportano i media.
    Come agronomo e cattolico debbo anche dirti che mi interessano particolarmente le valutazoni dle Papa sul tema della tecnologia in agricoltura. Da questo punto di vista mi colpisce il fatto che Famiglia Cristiana abbia affidato il commento dell’enciclica a Carlo Petrini (http://www.famigliacristiana.it/articolo/carlo-petrini-nuovi-stili-di-vita-per-salvare-il-mondo-e-chi-lo-abita.aspx), di cui sono note le posizioni oscurantiste, violentemente antitecnologiche e favorevoli ad agricolture di pura sussistenza. Anche questo è segno dei tempi strani in cui ci è dato di vivere.
    Luigi

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  12. Da Cattolico dico solo questo, ridateci Benedetto XVI

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    • Donato, guarda il lato positivo! Oggi almeno non ti bruciano, e, forse, non c’è nemmeno la parola “negazionista” nel testo di “laudato si”.

  13. Da cattolico di nascita, educazione e formazione (scettico, però, negli ultimi tempi e, quindi, piuttosto eretico) non posso fare a meno di constatare che l’enciclica, come fattispecie generale, rappresenta un fatto epocale che si ricorda nel corso dei decenni se non dei secoli. L’enciclica rappresenta, per la Chiesa, una pietra miliare che segna il percorso della stessa e costituisce “insegnamento dottrinale”. Per il credente l’enciclica è la posizione ufficiale della Chiesa espressa direttamente dal Soglio Pontificio e, quindi, stante l’infallibilità del Sommo Pontefice, un fatto che trascende l’aspetto umano.
    .
    La cosa rappresenta, pertanto, un fatto assolutamente non marginale per il miliardo e passa di cattolici nel mondo, è un precetto che è difficile sminuire. Per questo motivo rappresenta un fatto di assoluto rilievo. Né sono d’accordo sul fatto che il Papa non poteva fare a meno di differenziarsi dalla posizione ufficiale della scienza: in altri campi dello scibile (fecondazione assistita, contraccezione, aborto, unioni civili, fine vita, ecc., ecc.) non ha avuto remore a farlo.
    .
    Dal punto di vista del dibattito sul clima l’enciclica è estremamente importante e rappresenta la posizione ufficiale, dottrinale, cui il miliardo e passa di cattolici nel mondo dovrebbe uniformarsi. E’ vero, non è un fatto scientifico, ma etico: ciò non toglie che peserà come un macigno nel prosieguo del dibattito in quanto il dibattito non distingue tra posizioni scientifiche e non, ma su quanti la pensano in un modo e quanti no.
    Personalmente sono dell’avviso che se l’enciclica “Laudato si” non ci fosse stata sarebbe stato meglio, ma la mia è solo un’opinione personale che lascia il tempo che trova. La cosa non è, però, indolore: accresce la mia distanza dalla dottrina ufficiale della Chiesa Cattolica Romana.
    Ciao, Donato.

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    • Bravo Donato , condivido pienamente, saluti Franco.

  14. Le religioni si sostengono anche alimentando i sensi di colpa. Questa è un’ottima occasione e non se la lasciano certo sfuggire, con il vantaggio di avere anche in sinergia il cosiddetto consenso della scienza con la esse minuscola.

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