3 Gennaio 2017 – Novecentesimo Anniversario del Grande Terremoto del Nord Italia del 1117

Riassunto

Un anniversario che non può essere ignorato dai lettori di CM è quello del terremoto che colpì il Nord Italia il 3 gennaio 1117 e che è il maggior terremoto che ha colpito l’area in epoca storica. Resoconti interessanti dell’evento si trovano su Wikipedia alla voce “Terremoto di Verona” e negli articoli scientifici di Galli (2005) e di Guidoboni, Comastri e Boschi (2005) che costituiscono la base per questo sintetico commento. In realtà pare che l’evento sia costituito da tre eventi distinti e indipendenti (uno in Bassa Baviera, uno nel Nord Italia e uno in Toscana) il che spiegherebbe la non perfetta coerenza delle fonti documentali.

Abstract

Some days ago happened an anniversary that cannot be ignored by readers of CM, namely that of the earthquake of January 3, 1117 which is the largest earthquake that struck Northern Italy in historical times. Interesting descriptions of the seismic event can be found on Wikipedia under “Terremoto di Verona” (https://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_di_Verona_del_1117) and in scientific articles written by Galli (2005) and Guidoboni, Comastri and Woods (2005) that are the base for this comment. It seems that the event was made up of three separate events (one in Lower Bavaria, one in northern Italy and one in Tuscany) which could explain the imperfect coherence of documentary sources.

E’ da poco caduta una ricorrenza che ci terrei non fosse ignorata dai lettori di CM e cioè quella del terremoto che colpì la Valpadana il 3 gennaio 1117.

Resoconti interessanti dell’evento si trovano su Wikipedia alla voce “Terremoto di Verona” e negli articoli scientifici di Galli (2005) e di Guidoboni, Comastri e Boschi (2005).

In particolare l’articolo di Galli pone in evidenza la difficoltà insita nella ricostruzione dei contorni geografici dell’evento sulla base delle cronache dell’epoca e della storia dell’arte, augurandosi altresì che in futuro maggiori informazioni ci possano venire da indagini di tipo archeo-sismologico eseguite su edifici medioevali padani. Galli stesso sottolinea che la complessità interpretativa deriva dal fatto che le aree di  principale danneggiamento sono diverse: una presso Augusta nel sudovest della Baviera, una nell’area trentino-veneta, una in quella lombardo-emiliana ed una in quella pisana. Tali aree sono state probabilmente unificate dalle cronache coeve pur afferendo ad eventi indipendenti fra loro ma casualmente molto vicini nel tempo.

Il lavoro di Galli, in base all’analisi delle fonti, ipotizza la presenza di un ulteriore epicentro nel cremonese che sarebbe responsabile del crollo del Duomo di Cremona allora in costruzione, edifico che, dopo un lungo abbandono (attestato dal fatto che solo nel 1129 saranno recuperate dalle macerie le spoglie di Sant’Imerio vescovo, copatrono della città) sarebbe in seguito stato ricostruito secondo un nuovo progetto.

Inoltre segnalo che nel lavoro di Guidoboni, Comastri e Boschi (2005) si fa riferimento a tre eventi distinti e fra loro indipendenti:

  • evento delle ore 2 del mattino del 3 gennaio con epicentro nella bassa Germania e magnitudo 6.4
  • evento delle ore 15 del 3 gennaio con epicentro nella zona di Verona e magnitudo 7.0.
  • evento delle ore 15 del 3 gennaio  nell’alta valle del Serchio nel Nordovest della Toscana, con epicentro e magnitudo non calcolabili.

Si noti che con 7.0 di magnitudo il terremoto del 1117 è da considerare il maggior terremoto nel Nord Italia in epoca storica, l’evento sismico del Friuli del 6 maggio 1976 avendo avuto magnitudo di 6.5.

Segnalo anche che una vasta bibliografia sui terremoti storici in Italia e un elenco delle località colpite è disponibile al sito http://storing.ingv.it/cfti4med/quakes/00035.html.

Il terremoto del 3 gennaio 1117 emerge anche dalla Historia mediolanenis di Landolfo di S. Paolo  in cui si narra che l’Arcivescovo di Milano Giordano da Clivio (fonte) convocò a Milano tra gennaio e febbraio del 1117 una solenne riunione con i rappresentanti del clero metropolitano e diocesano e i rappresentanti delle città lombarde. Nonostante la stagione invernale l’evento si tenne curiosamente all’aperto, nel grande brolo dell’arcivescovo, forse per paura del terremoto.

Insomma, nonostante il terribile evento la storia non si fermò, tant’è vero che ad esempio  nel 1122, a soli 5 anni dal sisma, veniva inaugurato il nuovo Duomo di Piacenza, costruito in luogo della vecchia basilica forse abbattuta dopo essere stata danneggiata dal sisma mentre la chiesa carolingia dell’Assunta in Castell’Arquato (PC) fu riconsacrata nel 1122, il che fa anche in questo caso pensare all’azione del sisma del 1117 (Galli, 2005).

In ogni caso tracce del terremoto persistettero a lungo nella memoria delle popolazioni, tant’è vero che lo stesso Galli sottolinea il sisma del 1117 viene utilizzato come riferimento cronologico in atti notarili redatti fino a 70 anni dopo lo stesso.

Bibliografia

Galli P., 2005. I terremoti del gennaio 1117. Ipotesi di un epicentro nel cremonese, Il Quaternario –  Italian Journal of Quaternary Sciences http://www.aiqua.it/index.php?option=com_joomd&view=joomd&layout=detail&id=230&Itemid=200&lang=it

Guidoboni E., Comastri A. e Boschi E., 2005. The “exceptional” earthquake of 3 January 1117 in the Verona area (northern Italy): a critical time review and detection of two lost earthquakes (lower Germany and Tuscany), in “Journal of Geophysical Research”, vol.110, B12309, doi: 10.1029/2005JB003683 [20 pp.].

Landolfo di S. Paolo, Historia Mediolanensis, a cura di C. Castiglioni, in Rer. Ital. Script., 2ª ed., V, 3, pp. 14, 18-20, 22-24, 26-31, 39;

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Author: Luigi Mariani

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8 Comments

  1. Caro Luigi,
    post molto bello e necessario per non dimenticare gli avvenimenti storici importanti.
    ” mentre la chiesa carolingia dell’Assunta in Castell’Arquato (PC) fu riconsacrata nel 1122″
    hai per caso qualche notizia di questa chiesa? Te lo chiedo perché attorno al 2004-2006 ho speso molto tempo a vistare chiese carolinge delle Marc mentre la chiesa carolingia dell’Assunta in Castell’Arquato (PC) fu riconsacrata nel 1122,he come San Claudio al Chienti (MC), San Vittore alle Chiuse (AN)- a un passo dalle grotte di Frasassi, la basilica imperiale di Santa Croce al Chienti (MC), completamente in rovina per incuria, con tanto di lapide che ricorda la visita di Carlo il Grasso nell’887, San Giusto in San Maroto (Pievebovigliana, MC) che forse era in origine un casino da caccia carolingio, ecc), quasi tutte costruite sullo schema architettonico del frigidarium di Khirbet-al-Mafjar (vicino a Gerico). Non avevo mai sentito nominare la chiesa dell’Assunta in Castell’Arquato (PC) e mi è rinata una curiosità che credevo sopita. Cercherò anche io notizie, ma spero che tu abbia qualcosa di più. Ciao. Franco

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    • Chiedo scusa, ma la parte in corsivo si è ripetuta molte volte nel commento. Le ho eliminate tutte tranne una. F.

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      • Franco,

        telepatia! È stata la prima cosa che mi è venuta in mente, prima di leggere il tuo commento… Anch’io sono un “cacciatore” di romanico 🙂 E il piacentino è un zona che ogni tanto frequento, ma di questa chiesa non sapevo niente. Per cui ho fatto una ricerca veloce e…

        https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_Castell'Arquato

        La chiesa è in ottimo stato, direi. Da vedere alla prima occasione!

        Grazie a Luigi non solo per il tema centrale, ma pure per questa piccola perla “incidentale”…

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        • Dal successivo commento di Luigi apprendo che non è la chiesa carolingia originale… effettivamente è chiaramente scritto anche sulla pagina di
          Wikipedia. Mi sono lasciato prendere dall’entusiasmo e ho postato troppo in fretta… ma io mi accontento del romanico anche più tardo 🙂

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    • Caro Franco,
      le notizie che ho non vanno putroppo oltre quanto sta scritto nel sito del museo della Collegiata http://castellarquatoturismo.it/collegiata-e-museo-della-collegiata/
      secondo cui l’unica opera riferibile all’alto medioevo sarebbe la vasca battesimale, il che porterebbe a propendere per la distruzione ad opera del terremoto del 1117. Ciao. Luigi

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  2. @ Fabrizio e Luigi

    la telepatia mi piace … ho cercato anch’ìo informazioni sulla collegiata e ho guardato, credo, il sito successivo a Wikipedia nella pagina Google. Dalla foto del fronte ho capito subito che la chiesa era stata rifatta o datata troppo in anticipo: il fronte mostra, come quasi tutte le chiese romaniche, due simulacri di colonne -a lato della navata centrale- che per me (attenzione! mia personalissima convinzione) sono un ricordo più o meno reale del vero prototipo di chiesa che è San Claudio al Chienti, la cui foto aggiungo al commento (ma non so dove andrà) e le cui torri circolari rimangono, per me, nel fronte delle chiese successive (romaniche). La foto è di mia proprietà, nel caso Guido avesse bisogno di permessi.

    Della collegiata è stata abbattuta una parete laterale, per cui forse la pianta è stata modificata, ma magari si riesce ancora ad intravederla o a reperirla in qualche mappa pre-ristrutturazione.
    Sì Luigi, credo anch’io che il terremoto del 1117 abbia ridotto la collegìata piuttosto male: basta vedere come il terremoto dell’Italia centrale ha ridotto i paesi, pur essendo di magnitudo inferiore a quello del 1117.

    Immagine allegata

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  3. Sembra quindi di capire che 1000 anni fa la “ricostruzione” era molto piu’ efficiente di oggi. Riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro nel tempo? Allora non c’era nemmeno il global warming. Solo pestilenze, carestie e lotta per la sopravvivenza… Bei tempi neh? 🙂

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    • Non sarei tanto drastico: Il 1117 cade nel basso medioevo, florido e con i comuni in attiva espansione economica e demografia.
      A sancire una tale condizione espansiva è la riunione convocata dall’Arcivescovo di Milano Giordano da Clivio che non si ferma neppure di fronte al terremoto e che afferma la supremazia di Milano sull’area lombarda in contrasto con l’imperatore Enrico V, scomunicato dallo stesso Giordano nel 1116.
      Certo la condizione sanitaria rimane l’anello debole del sistema medioevale e il problema esploderà nel 14° secolo, che con la peste nera del 1348 che farà segnare un vero e proprio crollo della popolazione europea.

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