Spiegazioni (parziali) sotto al naso

Premessa: una correlazione NON è un rapporto di causalità, ma rappresenta certamente un buon indizio o, se credete, un interessante spunto di ricerca.

Su WUWT è apparso ieri un breve lavoro di confronto tra l’andamento dell’indice AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation), che regola le oscillazioni multidecadali delle temperature superficiali del bacino sovraimposto, eventualmente a trend di più lungo periodo, con l’andamento dell’indice ACE (Accumlated Cycloine Energy) con cui si misura nel tempo l’energia sprigionata dagli uragani.

https://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2017/09/clip_image0081.jpg?w=838

La correlazione è piuttosto solida, cosa che non stupisce dal momento che la temperatura superficiale è uno (non l’unico certamente) degli ingredienti della ricetta degli uragani, se non per il loro incipit, certamente per le fasi di intensificazione e sostentamento.

Il problema è che le origini delle oscillazioni riassunte dall’indice AMO non sono note, né attualmente queste variazioni possono essere efficacemente riprodotte con l’approccio modellistico.

Se si tiene conto della persistenza nel tempo delle oscillazioni dell’AMO, ne deriva che qualsiasi altra speculazione che con molta fretta cerca di attribuire le dinamiche recenti di questi eventi ai cambiamenti climatici è quantomeno miope.

Forse concentrando gli sforzi su quanto è già noto, si otterrebbero risultati migliori di quanto non accada ipotizzando una generica dipendenza di questi eventi da non meglio specificate derive incontrollate del clima.Il tutto alla luce del fatto che queste ipotesi negli ultimi anni hanno miseramente fallito il bersaglio, prevedendo tempeste sempre più numerose e intense che non sono mai arrivate (qui, sempre su WUWT).

Da tenere a mente, specie quando tra qualche giorno un altro uragano – Irma – avrà completato l’attraversamento dell’Atlantico e sarà sui Caraibi.

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Author: Guido Guidi

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4 Comments

  1. Caro Guido,
    al nostro attuale stato di ignoranza mi pare che sia possibile aggiungere qualche altro tassello alla catena causale che hai delineato e cioè:
    – AMO come ciclicità termica di superficie propria del Nord Atlantico è determinata dalla grande circolazione oceanica e più specificamente da AMOC – Atlantic meridional overturning circulation (https://en.wikipedia.org/wiki/Atlantic_meridional_overturning_circulation)
    – la transizione di AMO da fase negativa a fase positiva è spinta da NAO -> es: NAO si intensifica nel 1987 e AMO passa a fase positiva nel 1994.
    A questo punto l’attenzione si porta su cosa determina il comportamento ciclico di AMOC e NAO che è chiaramente una ciclicità naturale e a tale riguardo credo che sia nebbia fitta.

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    • Caro Luigi, è proprio vero: più sappiamo, più ci accorgiamo di non sapere!
      Il vecchio Socrate non si sbagliava e quanto egli diceva oltre duemilaquattrocento anni fa, è di un’attualità disarmante.
      Ciao, Donato.

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  2. A titolo di cronaca oggi durante SkyTg24 il “fine dicitore” di turno asseriva con alta sicumera che ” la temperatura superficiale dell’oceano che ha provocato l’uragano Irma dovrebbe essere un monito per tutti gli scettici del global warming. Sigh….

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  3. Invece su La Nazione Sergio Pinna scrive una lettera contro Maracchi e le sue fandonie:

    Immagine allegata

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