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Archimede Pitagorico ha Posato il Fiasco

Nel dibattito sul clima, si dice che chi fa previsioni del tempo sia più facilmente incline ad assumere posizioni moderate, ove non proprio scettiche. L’attivista generico medio preferisce attribuire questa attitudine ad una non meglio specificata incapacità di giudizio, mentre si tratta in realtà di semplice pragmatismo, innescato dalla battaglia quotidiana con le innumerevoli cose che non si conoscono abbastanza per capire come potranno essere nel lontano futuro, con o senza contributo umano alle dinamiche del sistema.

Il climatologo attivista generico medio (che in realtà è solo un meteorologo che non ha mai fatto o ha smesso di far previsioni, perché piaccia o no si studiano le stesse cose per fare meteorologia o climatologia) dovrebbe solo avere la bontà di ammettere, per esempio, che i modelli con cui vorremmo prevedere il clima dei prossimi cento anni, prevedevano solo tre mesi fa che questo sarebbe stato per gli USA un inverno di netta anomalia positiva della temperatura, mentre il Nord America sta letteralmente congelando. Che volete farci, prevedere è difficile, soprattutto il futuro…

Sicché, posto che l’antropocentrismo è stato per fortuna sconfitto dalla scienza, il meteorologo che scrive, nella fattispecie, è moderato, anzi, proprio scettico, perché pensa che non ci sia nulla di più antropocentrico di avere la convinzione di aver sfasciato qualcosa di enorme e complesso come il sistema climatico ed avere anche la presunzione di sapere come aggiustarlo.

Già, perché in questo mondo lungamente più pazzo di quanto mai potrà impazzire il clima, va di moda una nuova disciplina, la geoingegneria, ovvero lo studio di “rimedi” ingegneristici per la supposta malattia climatica. Ferro negli oceani per stimolare le alghe, specchi appesi al cielo per riflettere il sole, acqua spruzzata per aria per stimolare le nubi, cose così… Finalmente però, Archimede Pitagorico ha posato il fiasco, o, per lo meno, è passato a qualcosa di più leggero.

Da Eurekalert: Climate engineering, once started, would have severe impacts if stopped

Risposta di getto: ma và?

Allora, pare che se lavorassimo sodo e in fretta, si potrebbe preparare un piano per raffreddare il pianeta. Una cosetta semplice, spruzzare biossido di zolfo in cielo con intere flotte di aeroplani attrezzati alla bisogna. Cinque milioni di tonnellate all’anno dal 2020 al 2070 alle latitudini subtropicali (un quarto del lavoretto fatto dal Vulcano Pinatubo nel 1991) dovrebbero bastare a schermare abbastanza la radiazione solare incidente da ridurre la temperatura media globale di circa 1°C. Attenzione però, che se poi dovessimo smettere all’improvviso, il rapido riscaldamento che ne conseguirebbe porterebbe più danno che guadagno. Non si capisce quindi se questo vuol dire che saremmo condannati a spruzzare schifezze per aria ad libitum o se sarebbe meglio non provarci proprio…

Opterei per la seconda, magari facendo leggere a questi Archimede Pitagorico o, forse, molto più novelli Dottor Stranamore del clima che cambia, un paper di recentissima pubblicazione in cui, guarda un po’, si fa notare che il clima degli ultimi decenni e, soprattutto, l’aumento della concentrazione di anidride carbonica, hanno complottato alle loro spalle provocando un significativo aumento delle fioriture nelle foreste tropicali.

Sempre da Eurekalert: Climate change linked to more flowery forests, FSU study shows

Direi che dovrebbe bastare una frase contenuta nell’articolo. Trattandosi di conoscenza di base non dovrebbe essere necessario ma se ne potrebbe fare volantinaggio:

Plants convert atmospheric carbon dioxide into energy in the form of sugars, which they can use to fuel any number of vital life processes

Tradotto: la CO2 è il mattone della vita, caro Dottor Stranamore. Il biossido di zolfo no.

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Published inAmbienteAttualitàClimatologia

21 Comments

  1. Simone

    Convinto tu Roberto, continua pure a seguire meteo spazzatura e notizie false.

    • Massimo Lupicino

      Roberto, Simone ha ragione: hai confessato di frequentare un sito che si chiama “climalteranti” o qualcosa del genere. Che e’ un po’ come rivolgerti ad un centro diagnostico che si chiama “tanto-hai-il-cancro”. Quindi segui il consiglio di Simone, non perdere il tuo tempo inutilmente, e continua a intervenire su questo forum.

    • Simone

      Nel frattempo che il gelo avanza, gli faccio notare che l’anno 2017 a livello globale è stato l’anno più caldo da fine ‘800 e i 4 anni più caldi sono stati gli ultimi 4. E non lo dicono solo i dati americani, ma anche i giapponesi. Ah già, dimenticavo che i dati ufficiali per voi sono tutti truccati, deve esserci un complotto mondiale! 😉

    • Simone

      Pardon, non ho specificato: il 2017 è stato il più caldo se consideriamo gli anni senza El Nino e nel totale i 4 anni più caldi sono stati gli ultimi 4, questo da fine ‘800 ad oggi.

    • Massimo Lupicino

      Considerazione molto pericolosa Simone per gli amici catastrofisti, perché “se escludiamo gli ultimi episodi di nino” ci ritroviamo con un trend di temperature stabili se non in lieve diminuzione negli ultimi 20 anni considerando i dati satellitari. Quindi ‘sto Nino o lo consideriamo sempre, o lo trascuriamo sempre, altrimenti diventa solo un gioco di prestigio da far apparire o sparire secondo necessità di narrativa (come il sole, le eruzioni vulcaniche e tutte quelle forzanti naturali che un giorno non contano nulla, e il giorno dopo diventano determinanti secondo necessità).

    • Simone

      Infatti considerandolo sempre, nel totale degli anni, gli ultimi 4 anni sono stati i 4 anni più caldi da fine ‘800. Ma si sa che i dati delle stazioni meteo sono tutti truccati, c’è il complotto globale. 🙂

    • Massimo Lupicino

      Non c’è nessun complotto ci sono solo trilioni di dollari riversati in investimenti non economici che si alimentano di studi altamente opinabili e di modelli dalle performance ridicole. Fatti un giro, vai a sciare, ci sono 4 metri di neve sulle alpi occidentali “perché sono i 4 anni più caldi di sempre” AHAHAHAHAH speriamo in altri 4 anni ancora più caldi così la stagione sciistica comincerà a settembre. Buon caldissimo weekend!

    • Simone

      La due località sciistiche più vicino a me una è attualmente chiusa per assenza di neve (stata aperta per ben 2 giorni questo inverno) e l’altra ha chiuso già da anni per problemi legati alla mancanza di neve.
      E senza la neve artificiale sarebbe un’ecatombe di stazioni chiuse rispetto al passato.
      Se poi ai 3500 m delle Alpi ci sono 4 metri di neve, sai che notizia eclatante: a quella quota dovrebbe nevicare sempre, anche in piena estate!

    • Alessandro

      La CO2 è il mattone della vita: come siate passati a discutere delle stazioni sciistiche senza riportare tra l’altro i dati secolari nivometrici di dette misteriose stazioni rimarrà un mistero.

    • Simone

      Non sono io che ho iniziato a parlare dello sci, mi è stato detto vai a sciare e se delle località sciistiche sono chiuse per mancanza neve è un dato di fatto. Mi spiace per voi che credete che siano tutti sepolti dalla neve.

    • Aldo

      Simone per il monte Secchieta o per l’Eremo di Camaldoli sai benissimo anche tu che consultando l’archivio storico nivometrico trentennale si possa incorrere in una serie di decadi invernali con assenza di neve. Se non fosse così ti consiglio di includere nei tuoi articoli nivometrici di Arezzo Meteo tutta la stagione invernale e non mettendo in evidenza i singoli mesi, come il febbraio 1933 o il febbraio 1942 e via dicendo…

    • Fabrizio Giudici

      Non sono io che ho iniziato a parlare dello sci, mi è stato detto vai a sciare e se delle località sciistiche sono chiuse per mancanza neve è un dato di fatto. Mi spiace per voi che credete che siano tutti sepolti dalla neve.

      Simone, che tu abbia il difetto ricorrente di dedurre questioni generali da fatti puntuali l’avevamo capito già dagli sproloqui di qualche tempo fa sulla centralina vicina a casa tua, o sulla manciata di centraline dell’Antartide da cui si poteva desumere la situazione di tutto il continente.

      Se da te non c’è neve, ce ne faremo una ragione. Però questi sono i rilevamenti recenti sulle Alpi italiane (al 14 gennaio):

      http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/neve/dati/copertura-nevosa-da-satellite

      Commento: in questa elaborazione eseguita con i dati forniti da AINEVA, è possibile valutare lo spessore del manto nevoso rispetto alla media del periodo. Nelle Alpi occidentali, in quota, abbiamo spessori maggiori anche di 150 cm rispetto alla norma (colorazione tendente al blu). Nelle Dolomiti anche gli spessori sono superiori alla media mentre nelle Prealpi, specie in quelle veronesi e nel basso Trentino, lo spessore della neve al suolo è inferiore alla media.

      Come si può notare, in poche aree lo spessore è inferiore alla media, nelle altre è superiore. E le Alpi non sono come gli altipiani andini, quindi non sono tutte sopra i 3500 metri.

      In Francia situazione simile: record di neve da 40 anni, con zone con spessore superiore ai 5 metri a 2.000 metri di altezza:

      http://www.france24.com/fr/20180126-france-images-chutes-neige-record-alpes-images-diaporama-montagne

      Come puoi leggere nell’articolo, i nostri cugini hanno un po’ di stazioni sciistiche chiuse… per eccesso di neve e rischio troppo alto di valanghe.

      A meno che questo non sia un complotto, s’intende.

    • Simone

      Nella mia zona invece ci sono molte stazioni sciistiche chiuse per mancanza di neve, Monte Fumaiolo e Monte Carpegna attualmente hanno zero neve a quota 1400 m (se non credete a me guardate pure le webcam) e in questo inverno hanno avuto ben 2 giorni con piste da sci aperte.
      Per non parlare delle montagne dell’Umbria e delle Marche.
      Per Aldo: so già benissimo da solo dove trovare i dati nivometrici ufficiali e se ti interessa per l’Eremo di Camaldoli ad esempio ci sono anche i dati ufficiali di circa 90 anni fa, altro che archivio trentennale… E la neve (media) di una volta ormai è un ricordo lontanissimo.

    • Aldo

      possono essere consultabili Simone questi dati nivometrici risalenti a 90 anni fa ? come si fa a consultarli? grazie

    • Massimo Lupicino

      Ale, ce l’hanno menata (e giustamente, e’ il caso di dire) con le piogge acide per tutti gli anni ’80. Risolto il problema, e’ venuta in soccorso la CO2. Con la non banale differenza che fai notare tu: ovvero che lo zolfo inceneriva i boschi, e la CO2 li fa prosperare.

  2. Antonio Malaguti

    Mi intrometto solo per precisare che la definizione di geoingegneria, ormai da tempo usata per definire le possibili manipolazioni del clima da parte dell’uomo, non è corretta. La geoingegneria è una disciplina che comprende geologia, geotecnica, geomeccanica e le opere dell’uomo ad esse connesse quali gallerie, fondazioni, stabilizzazione di versanti, ecc.
    Complimenti per il vostro sito e le tematiche che trattate che seguo sempre con grande passione

    • Grazie per la precisazione e per l’apprezzamento Antonio. In questo caso l’accezione è solo quella riferita al clima. Non sapevo fosse anche sbagliata ;-).
      gg

  3. Simone

    Cit: “il nord America sta letteralmente congelando”.
    Talmente congelando che gli faccio notare che nessun record di freddo mensile è stato battuto nel nord America. Giusto per informazione. 😉

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