Inverno, l’Europa si fa un altro giro

Alla faccia della primavera meteorologica, che dovrebbe essere iniziata da 10 giorni (convenzione a cui il sottoscritto non aderisce…), qui finisce che nella terza decade di marzo ci facciamo un altro giro di giochi invernali. Il serbatoio di freddo alle alte latitudini è tutt’altro che vuoto, e gli sconquassi alla distribuzione della massa innescati dal Sudden Warming Stratosferico della prima decade di febbraio sono a loro volta tutt’altro che assorbiti.

Già qualche giorno fa avevamo anticipato la probabilità che entro la fine del mese ci sarebbero state le condizioni per un’altra discesa di aria fredda sull’Europa centrale, suggerendo di cominciare a puntare il binocolo sulle code dei modelli. Ora si comincia a vedere anche ad occhio nudo in effetti. A partire più o meno dal 20-21 di questo mese, l’Europa centro-orientale sarà nuovamente interessata da un poderoso flusso meridiano. Nuova picchiata delle temperature e nuova linfa per chi vorrà parlare di colpo di coda dell’inverno, per una volta a ragion veduta, visto che saremo appena entrati in primavera (quella vera, quella che viene dopo l’equinozio).

Circa il coinvolgimento dell’Italia, come sempre, sarà materia di previsioni a breve-medio termine, perché nonostante la matrice dell’aria fredda possa essere ancora abbastanza continentale, ci sono delle possibilità che si presenti sul Mediterraneo con una caratteristica più marittima, quindi con licenza di entrare più da nord-ovest che da nord-est. Traiettorie, valori, effetti et similia, li vedremo a suo tempo e, come da tradizione lasceremo che siano altri ambienti di discussione ad approfondire l’argomento.

Prima di chiudere un consiglio: la dinamica degli eventi che hanno caratterizzato questa stagione invernale è stata per molti aspetti imperdibile, ma, ancora più imperdibile è stata la descrizione che siamo riusciti a darne su queste pagine con un anticipo che avrebbe fatto invidia a Mago Merlino, ragionando sui fatti in barba alla modellistica stagionale che ci coleva tutti già al mare a prendere la tintarella. Se avete tempo quindi, rileggetevi tutti i nostri outlook e relativi aggiornamenti, vi sembrerà di guardare il time lapse dell’inverno.

Enjoy and stay wintry 😉

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Author: Guido Guidi

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29 Comments

  1. Il documento suggerito mi è stato consigliato da G.Guidi in altro post. Ma la domanda rimane. Aggiungo che è vero che pochi anni non hanno particolare valore ne deterministico ne statistico ma sulla base dei dati statistici che abbiano dovremmo forse concludere che quelli dal 1948 ad oggi sono comunque assai pochi ? Io credo di no ma è indubbio che rimane la domanda fatta all’inizio che io da NON esperto faccio a chi invece esperto si ritiene! Ma senza deliri di onnipotenza per favore !

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    • Vedi sotto Giovanni, ti è stato fatto vedere che il trentennio 1929-1956 mostra temperature siberiane e sul continente russo maggiori rispetto al trentennio 1981-2010.
      L’alta pressione siberiana nel trentennio 1989-2018:

      Immagine allegata

    • I deliri di onnipotenza sono di chi apporta considerazioni senza dati climatici.
      Ho preso gli ultimi 60 anni.
      Ecco la pressione nel trentennio 1959-1988 che mostra nessuna debolezza dell’anticiclone russo rispetto al trentennio successivo postata sopra:

      Immagine allegata

    • Scusate il trentennio della reanalisi potete ben vedere che è del trentennio 1929-1958. Scusate l’errore di battitura ma chi avrà consultato la reanalisi da me allegata avrà capito che si trattava di un trentennio e non meno di un trentennio.

  2. In conclusione:
    Ora il problema agricoltura è sorto nel sopramedia di Gennaio, per il resto danni ben evidenti su tutto il paese.
    Pensiamo se il burian avesse colpito direttamente il Mediterraneo centrale, a cosa sarebbe successo… Un inverno stile 1985 e quindi continuato il sottomedia autunnale, il freddo e/o gelo avrebbero causato danni minori.. Qui c’è un’analisi da Nord a Sud:
    http://www.freshplaza.it/article/97191/Gelate-piu-danni-del-previsto.-Unanalisi-della-situazione-da-Nord-a-Sud
    Dove le piante erano in anticipo di qualche decade è stato un disastro, il freddo è necessario in inverno, per impedire brutte sorprese primaverili. In secondo luogo, al momento si fa bene ad annunciare nel medio termine l’arrivo in Europa del gelo. Perché al momento si è inquadrato l’arrivo del secondo burian (evento anomalo).
    Se si fosse ascoltata molto più la blogosfera, probabilmente, una pianificazione più curata e non dell’ultimo minuto, avrebbe salvato molte coltivazioni.
    http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/43470/mercati-e-imprese/toscana-il-gelo-distrugge-400-ettari-di-carciofi
    Cioè un esempio è il tessuto (TNT citato anche su freshplaza.it, nelle Marche) Non si può certo posizionare da un giorno all’altro. Varia lo spessore/leggerezza del tessuto e la qualità della fibra (l’inpiego stagionale). Ma se tutti dicono andiamo al mare! C’è un viale con alberi in fiore! eccetera..
    Non è certo colpa del coltivatore.
    Oramai è un trentennale che siamo abituati ad anticipare più che posticipare, mentre le medie in Europa centrale e settentrionale sono chiare.
    Di recente ho letto le previsioni di CM. Non si dice fine del mondo nel medio termine (domenica prossima)
    Tuttavia si mette in risalto, un possibile e marcato calo termico. Leggendo l’outlook in Dicembre, si metteva “in preventivo” la situazione. C’era da aspettarsi una situazione gelida o fredda e nevosa.
    L’inverno finisce il 20 Marzo, l’inverno meteorologico un’invenzione e convenzione.

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  3. Bah, la volta scorsa non ci avevate preso, avevate scritto che il freddo sarebbe passato a nord delle Alpi e invece abbiamo visto che c’è stata la miglior ondata di gelo dal febbraio 2012.
    Se questa volta invece dovesse passare a nord delle Alpi, sarebbe la seconda cantonata che prendete. Altrochè magia.

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    • Perché scusa dov’è passato? Il flusso antizonale è arrivato fino in Atlantico passando sull’Europa centrale e il centro sud ha subito la confluenza con la zonalità bassa da ovest. Ma forse abbiamo visto due film diversi, questione di lampioni probabilmente 😉

    • Gennaio:
      su altri lidi, ma a minor modo in rete, in tanti esclamavano tutti al mare! Ora è chiaro che alcuni conti non tornano. In rete dove non si sparano bufale si trovavano vari avvisi sparsi qua e là.. Poi sei fosse un fronte polare in ritirata, la suonata sarebbe totalmente diversa, si può dire che sarebbe tutto più statico.

      C’è stata un’esplosione primaverile tra Dicembre 2017 e Gennaio 2018, dopo un sottomedia autunnale. Tutto questo ha abbassato la guardia..

      Si tratta di Europa infatti il titolo dell’articolo è chiaro 🙂
      Lasciando perdere un attimo la situazione sui Balcani, NE Europa e Russia europea. Osserviamo ciò che è accaduto sul Mediterraneo centrale e l’area atlantica.
      Il gelo (non il freddo..) è passato oltre le Alpi, l’alta pressione polare si è espansa sull’Europa centrale, lasciando ai “margini” Italia ed Isole Britanniche.
      A seguire il rialzo termico causato dal flusso oceanico è avvenuto rapidamente ed uniformemente su Francia, Inghilterra ed Italia. Nevicate maggiori su Italia e Isole Britanniche, mentre dove c’era il terribile gelo, c’era un’alta pressione polare espansa verso est.

      Classico in queste situazione è non trovarsi mai..

    • Federico le reanalisi ci mostrano il contrario di quello che scrivi e probabilmente sono uno dei pochi che ha il vizio di apportare dati alle proprie considerazioni:

      Immagine allegata

  4. Se ho tralasciato qualcosa spero comprendiate, verrà un giorno dove una simil primavera, in autunno o inverno non esisterà quasi più. Ci sarà stabilità in autunno simile a quella estiva, ma molto fragile.. Diversamente dai non inverni andando verso l’estate, quel che vedremo sarà a tratti estremamente piovoso..
    Ci sarà un’alta delle Azzorre stabile verso le omonime isole, a tratti in rimonta, con qualche incursione verso le Alpi ed il Mediterraneo.. Anziché spanciarsi a più riprese nel decorso invernale verso l’Europa. Alla fine se sarà Marzo si potrà dire mese pazzerello, a tratti invernale.
    Non mancherà ne il caldo, ne il freddo. Abbiamo visto la stessa depressione atlantica muoversi verso la Penisola iberica. Ora è più alta, ma nel complesso ha portato perturbazioni a raffica.

    Tutto sarà incostante prima di trovare un equilibrio.. Ora c’è un fronte polare in espansione e l’interazione con le masse d’aria subtropicali, genera nel tempo ampie oscillazioni e promontori. Senza escludere a tratti accelerazioni e quindi forte zonalità..
    Tutto questo gradualmente sempre più estremo, prima del botto finale… Una volta stemperato il Sahara il gioco è fatto! Perché se abbiamo un’Atlantico freddo ed un getto subpolare forte e instabile, quelle lacune iberico-marocchine, avranno la costanza di mantenere a lungo un fronte perturbato oceanico verso il Mediterraneo. Via via sempre più basso.

    Per questo dico a tratti estremamente piovoso, andando verso l’estate.

    Avete mai sentito parlare di nevicate in Giugno? Eccome se le cronache le riportano. Il clima è mutevole (caotico) Quindi potrebbe capitare qualunque cosa, in inverno, con un’alta delle Azzorre distesa sull’Europa e “la sua LP” a zonzo tra Atlantico e Mediterraneo..

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  5. Le conseguenze di questi movimenti atmosferici saranno presenti per tutta la primavera con temperature sottomedia sul continente e precipitazioni sopra la media…

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  6. Dopo avere fatto i complimenti per gli Outlook e per i post relativi vorrei porre una domanda da appassionato ma non da esperto:
    gli apporti da Nord-Est negli anni 60/70/80 erano relativamente frequenti senza attendere un Warming Stratosferico e di conseguenza che fine ha fatto l’Alta pressione Russa ? Grazie.

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    • Giovanni cosa successe meteorologicamente negli inverni 60/70/80 che non sia successo nei 90/00/10?
      Cosa hai letto sull’Alta pressione Russa? Le solite dicerie senza dati? Posta qualche fonte in merito a questi dubbi che ti sei fatto, è da lì che bisogna iniziare a discutere, cioè dall’affidabilità dell’informazione.Ok?

    • Spero di comprendere meglio la situazione, ma a grandi linee in fenomeno è da imputare ad alcune fasi di ciclicità, entro il “recente” massimo solare. Quando si è raggiunto un limite, rapidamente nel giro di qualche decade annua, le temperature sull’Atlantico tropicale, tra Nord America ed Africa occidentale equatoriale, sono aumentate. Questo è da imputare in gran parte alla fase estrema del pattern East Atlantic. Poi molti studiosi e/o appassionati possono storcere il naso. ..

      Fatto sta che l’anticiclone nord-americano e l’alta pressione oceanica atlantica, sono più connessi di quanto possa sembrare.. L’alta pressione delle Azzorre anziché muoversi secondo il nostro senso stagionale, si infila tra primavera ed estate sul Sahara. Questo andrebbe bene d’inverno, infatti tutto questo mantiene le perturbazioni atlantiche in rapido scorrimento verso l’Italia. Come poi.. sta avvenendo questa prima decade di Marzo.
      Il cuneo anticiclonico azzorriano d’estate cosa fa? A mio modesto parere, erodendo il getto subpolare provoca il distacco di continue gocce fredde.. Queste in sintesi si autoalimentano con apporti settentrionali. Infine stabilizzano “un’infinito” prefrontale sul Mediterraneo centro occidentale. Infatti si parla di siccità recente sul Mediterraneo centrale (che ci ha colpito!) Alterazione dell’attività monsonica sull’Africa orientale tropico-equatoriale..

      Cioè il problema sull’Alta pressione delle Azzorre, nasce a monte sulla radice tropicale. L’ondulazione oceanica procede nel corso del tempo, generando continui promontori africani verso la Spagna, poi Italia e Balcani.
      Una volta in quota quest’aria estremamente secca e stabile genera nel Mediterraneo subduzione. Mentre sui Balcani amplifica l’omonimo anticiclone, rendendo sempre più stabili e protratti questi promontori sul Mediterraneo.
      l’Anticiclone africano non esiste.
      In soldoni la massa d’aria subtropicale, continua a stabilizzare il Mediterraneo e l’Europa anche nel corso dell’autunno. Si è alterata tutta la struttura barica azzorriana, con un cuneo altopressiorio persistente sul Sahara, chiaramente non in grado di apportare perturbazioni durante il periodo estivo. Nel suo massimo la recente fase positiva ENSO, ha prodotto una pesante e recente, siccità sul Mediterraneo centrale.
      Si può dire che si espande la relativa cella di Hadley africana. Quel che ho notato ora e qui ne ho avuto conferme leggendo un’articolo, adesso quest’espansione meridiana, muove molto più ad est..
      In conclusione mi riallaccio alla domanda sul freddo siberiano. Non si sà che fine farà la calotta glaciale artica quest’estate. Meno freddo rimane sull’Artico meno freddo sarà durante l’inverno. Soprattutto si altera la posizione di tutta la massa d’aria polare. Praticamente la nostra stagione invernale, ma non quella di altre nazioni.

      l’immagine sotto parla chiaro sul ruolo della CO2 in tutta la situazione.. ben sapendo che sotto un limite ppm.. in larga parte le piante soffrono e/o muoiono!
      Saluti.

      Immagine allegata

    • Segnalo il link di uno dei tantissimi articoli che hanno parlato di questa assenza a partire proprio dagli anni 90. Ovviamente con tutto il rispetto degli interlocutori di questo sito che sono da definirsi esperti. Dalla mia l’unica esperienza è l’età e i ricordi di ben altri inverni,
      http://meteobook.it/sos-inverno-anticiclone-russo-siberiano-si-e-perso/

    • Giovanni,Luca Angelini è un narratore che non apporta dati di reanalisi alle sue considerazioni,: dove sono questi dati di reanalisi nell’articolo? Tra l’altro conosco la narrativa di questo ti po di articoli schierata in cui la CO2 è causa di distruzione e quindi pensieri a ruota libera di poco conto senza dati.

    • Il surriscaldamento invernale della Siberia non vuol dire nulla, infatti elaborando i dati si può facilmente verificare che durante inverni come 1929-1940-1941-1956 nell’entroterra russo si rilevavano anomalie termiche superficiali positive (sopramedia 1981/2010)periodo reanalisi 1929-1958:

      Immagine allegata

    • Giovanni, ho dato una occhiata al link che hai postato. Personalmente non conosco nè il sito nè l’autore. Si può fare peròqualche riflessione:
      1) La cartina allegata nel post mostra una concentrazione in una zona geografica che DEL TUTTO CASUALMENTE viene definita anche “polo nord del freddo”. Ci sarà un motivo, forse, se si chiama così, e se il freddo tende a rimanere proprio nella zona colorata più in violetto nella cartina, statisticamente parlando.

      2) Intorno all’anticiclone russo c’è una narrativa che francamente non capisco e non condivido. Si tratta di una figura stagionale, e quindi si forma naturalmente per l’accumulo dell’aria fredda negli strati bassi sulle steppe siberiane. Non è mai “sparito”. È una affermazione che in sè non significa assolutamente niente. Quest’anno per esempio è stato “in ottima forma” su buona parte della Siberia per buona parte della stagione.

      3) Le retrogressioni sono fenomeni rari. Non basta la presenza dell’anticiclone sulla Siberia per avere una retrogressione fin sull’Europa occidentale, serve una circolazione che lo consenta. Si parla di circolazione anti-zonale in questo caso, e non a caso, visto che la circolazione zonale è quella tipica del pianeta Terra, regalataci dalla forza di Coriolis. A meno di una inversione del senso della rotazione terrestre, le retroressioni resteranno fatti straordinari, e un bel flusso atlantico la norma, dalle nostre parti.

      4) Se si parla ancora di 1956, 1985, 1978 o quant’altro, è proprio perché questi fenomeni sono rari, e non costituiscono la norma. Altrimenti non ce li ricorderemmo.

      5) Sono sempre molto deluso quando leggo articoli come quello che hai postato, in cui si racconta una versione della meteo naive, fatta di anticicloni che “ti vengono a trovare”, di inverni “di una volta”, in cui si piange l’assenza del freddo siberiano come la morte di un parente caro. Il tutto supportato dal nulla, statisticamente parlando, e condito da affermazioni perentorie quanto a dir poco opinabili. È un tipo di info meteo che mi piaceva quando avevo 12 anni, ma che adesso trovo stucchevole, non abbastanza supportata e banalizzante, per quel poco che puo’ valere il mio parere.

      La passione per la meteo non assume più o meno forza o valore se ti viene “a trovare” l’anticiclone russo. Viviamo in un mondo globalizzato? Bene (o male, secondo i punti di vista): in questo mondo basta guardare una cartina per sapere che tempo fa in ogni area del pianeta, e per viverlo come se si fosse lì. Basta con questa storia che se non nevica a casa tua allora fa tutto schifo: è una visione della meteo iperprovinciale e per forza di cose sghemba e fuorviante.

      È un fatto di crescita, Giovanni. Quando ti stancherai di quel tipo di informazione sarà perché sei maturato abbastanza da volerti cercare qualcosa di meglio in giro per il mondo, meteorologicamente e climatologicamente parlando.

    • Per il resto nell’articolo da te linkato si fa riferimento ad un anticiclone delle Azzorre più presente nell’Europa occidentale e di conseguenza più presente sulle omonime isole azzorriane: questo per la sinottica Europea è favorevole al ponte anticiclonico tra Russia e Atlantico che apporta periodi freddi sul nostro continente.
      Inoltre la presenza di un anticiclone e di una NAO+ è sinonimo di una tendenza ad un approfondimento della depressione d’Islanda rispetto al passato e di una tendenza al raffreddamento delle acque oceaniche atlantiche delle nostre latitudini. I dati di reanalisi mostrano una maggiore estensione dell’anticiclone russo verso l’Europa, il contrario di ciò che è scritto nell’articolo di Angelini(meteobook-molto simile a facebook per attendibilità di informazioni):

      Immagine allegata

    • Detto che il link è del tutto casuale considerato che sono decine i links che hanno affrontato il tema sulla “sparizione” dell’anticiclone russo siberiano anche molto seri e con dati incontrovertibili.
      Certo che quando leggo che è tutto un fatto di “crescita” allora mi piego ai super esperti che dubbi mai hanno e che sanno sempre tutto! Il livello di presunzione di alcuni presunti esperti è delirante!
      Sta di fatto che l’influenza dell’anticiclone russo siberiano sulle intromissioni fredde da est in Italia è diminuito a cavallo tra gli anno 80/90!
      Chiedo agli esperti se concordano oppure no.
      Magari Guido Guidi potrà dire la sua!

    • Giovanni, ma che importanza vuoi che abbia un fazzoletto di anni in termini statistici? Qual e’ il periodo di riferimento per poter affermare che quello che e’ accaduto in un fazzoletto di anni e’ “clima” e non variabilita’ naturale? Sei al corrente dell’esistenza di cicli multidecennali abbondantemente studiati e che hanno un impatto ciclico sulle vicende climatiche terrestri? Non mi annovero nella categoria degli esperti, ma se non si mette un po’ di ordine nella discussione si finisce per replicare in questo forum quegli approcci dilettanteschi che caratterizzano certe discussioni che capita (rarissimamente al sottoscritto) di leggere online. Se vuoi farti un’idea di cosa si sta parlando, ti consiglio di leggere questo articolo pubblicato sulle pagine del Blog: http://www.climatemonitor.it/?p=37218. Non si parla di anticicloni che vengono a visitarti a cena nel tripudio generale dei presenti, ma un’idea piu’ completa della questione te la dara’ di sicuro.

    • Giovanni, non è che se ci sono decine di articoli che remano verso alcune considerazioni allora queste siano fondate su dati. I miei interventi sono fondati su dati e sotto il mio intervento sono presenti allegati di reanalisi climatiche trentennali che derivano dai dati.
      Poi se vorrai comunque dar retta alle decine di articoli che ti narrano i fatti senza spiegarti i fatti quali siano (cioè senza una reranalisi climatica come si deve) e che propinano solo le conclusioni di una narrativa facebookista a mò di catena di sant’Antonio. sei libero di farlo, io ho risposto alle tue domande, in quell’articolo invece non si dimostra nemmeno da dove derivino simili conclusioni: Siberia più calda (falso) o anticiclone siberiano meno influente(falso).

  7. Appena visto le reanalysis GFS dello scorso week end..
    Nonostante le temperature fossero relativamente alte al meridione ed isole italiane, realtà profondamente diversa, da quella loro proposta 72 ore prima. La qualità dell’aria e del caldo tipico del mare Mediterraneo, profondamente diversi!

    Per il resto.. è tutto graduale.. ma sarà come il global warming (hiatus) del secolo scorso.. ultrarapido!
    Se non è global cooling questo.. mai visto un Burian recidivo in vita mia! Quasi triplicati su di una decade annua gli ingressi gelidi europei, questo rispetto l’arco annuo 2012-2017. Senza parlare dei record di freddo trentennali demoliti a partire da fine anni 2000.
    Qua in zona.. ho un -10°C nella seconda decade del Dicembre 2010..
    Adesso si parla di un’anomalia positiva ENSO protratta nel corso del 2012 sino al 2017, con una fase negativa insignificante si può dire. Oltretutto CPC rivede lo stesso andazzo nel corso del 2018, in avanti.. 🙂

    Intanto a forza di parlare e sentire di fuffa, menestrelli e zuppe.. e calciopoli qua e là.. Le carciofaie nell’Italia centrale, sono andate al tappeto con l’ondata fredda di fine Febbraio. Fortunate saranno le nazioni a scansare l’imminente massa gelida in arrivo..

    @gian marco sigismondi
    Qua sulla bassa pianura padana orientale, c’è qualche segno sulla vegetazione, ma nulla di preoccupante. Ciò che preoccupa ora, è la rapidità mostrata dalle piante a germogliare ed in previsione c’è un mostro che avanza..

    tutti sulla giostra!

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  8. Con stima vi leggo quasi quotidianamente ; con lo sport , il meteo è un’altro argomento che mi appassiona. Temo che la frequenza delle precipitazioni , possa causare dissesti idrogeologici piu’ che il terremoto politico di questi giorni . L’aglio orsino comincia a tappezzare il sottobosco nella mia piccola valle bergamasca ed il corniolo fiorisce per le idi, come ogni anno.

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  9. Questa è qualcosa di più della classica lacuna iberico-marocchina..
    Infatti i modelli fisico-matematici sono andanti a ramengo per un’attimo.. prima di inquadrare l’inevitabile.
    La massa d’aria d’origine subtropicale africana, non sta seguendo nulla di ciò e muove spedita altrove. Siamo proprio nel fantameteo, potrebbe essere peggio di quanto prevedono lontanamente..

    Immagine allegata

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    • Per Ale…
      Puoi chiarire anche per il semi-profano che sono?

  10. E dunque si tengono ancora per un po’ le gomme invernali…

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    • Che prudentemente tengo montate fino al 15 aprile perché in Abruzzo interno sono obbligatorie fino a quella data…
      Buona domenica a tutti, freddofili e non.

    • Chi sta in montagna o zone interne, o deve passare normalmente per quelle aree, non si fa troppi problemi. Il problema è la Liguria costiera, dove abito io, perché le temperature possono alzarsi al punto di consumare gli invernali ben prima del 15 aprile… Me ne sono accorto a mie spese pochi anni fa, quando montai il primo treno, e alla scadenza dell’obbligo mi dissero che erano praticamente già andate…

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  1. Inverno, l’Europa si fa un altro giro : Attività Solare ( Solar Activity ) - […] Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 10 Marzo 2018 Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=47734 […]

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