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Clima e ricerca, il monopolio della CO2

Prendo spunto dall’articolo di Domenico Mimmo Macrini apparso il 7 gennaio su Climatemonitor che condivido totalmente. Il bombardamento mediatico sul catastrofismo climatico che ormai da alcuni decenni siamo costretti ad assistere è ben documentato nell’articolo di Macrini.

E’ proprio per questo bombardamento che nel 2019 con alcuni colleghi pubblicammo il libro: “Clima, basta catastrofismi” (Ed. 21mo secolo). A questa pubblicazione seguì successivamente la nostra “Petizione sul clima” inviata ai nostri Governanti, ovviamente senza risposta alcuna. Petizione poi diventata Petizione mondiale con l’adesione di circa un migliaio di scienziati di 18 Paesi. Roberto Buizza, fisico al S. Anna di Pisa, criticò la nostra Petizione, affermando nell’agosto del 2019, che ”E’ stato messo in discussione con argomentazioni superficiali ed erronee il legame tra il riscaldamento globale dell’era postindustriale e le emissioni di gas serra di origine antropica”. Presi contatti con Roberto Buizza e chiesi quali fossero le argomentazioni superficiali ed erronee contenute nella nostra Petizione. Lo invitai ad un incontro tra i nostri esperti ed i suoi per dibattere l’argomento a vantaggio di un salutare ed utile confronto scientifico. Ovviamente non ebbi risposta alcuna.

Alcuni mesi fa ho letto il Programma Nazionale di Ricerca Scientifica 2021-2026 varato il 23   novembre 2020 dal Ministero della Ricerca Scientifica. A pag. 116, il paragrafo 5.5.2 dal titolo “Cambiamento climatico, mitigazione e adattamento” così iniziava: “La velocità e l’accelerazione del cambiamento climatico e la sua ormai accertata attribuzione all’attività umana come causa dominante lo rendono uno dei principali problemi del momento”. Tra gli estensori di tale paragrafo era citato il prof. R. Buizza. Non potei fare a meno di scrivere alla prof. Maria Cristina Messa, Ministro della Università e della Ricerca Scientifica, che tale affermazione non era corretta o quanto meno condivisa da tutti gli scienziati impegnati nello studio del clima; pertanto, affermai che “La linea di ricerca su clima proposta dal Governo parte così con il piede sbagliato; avrebbe dovuto essere indirizzata all’approfondimento delle cause delle variazioni climatiche e non dare per certo una cosa che certo non è. La ricerca scientifica è stata sempre indirizzata alla ricerca della verità, attraverso il dubbio, che è alla base di ogni attività del ricercatore. Pregavo inoltre la Ministra di ricevere il Comitato Promotore dalla Petizione possibilmente organizzando un dibattito con gli estensori del paragrafo clima “in modo di tentare una collaborazione scientifica sicuramente utile”.

Ovviamente non è seguita nessuna iniziativa della Ministra in riguardo alla nostra richiesta.

Questo indirizzo della ricerca scientifica sul clima di fatto non consente ad un ricercatore di usufruire fondi di ricerca sulle cause del riscaldamento globale. E così che si è costituito un consorzio tra alcune Università (la RUS, Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile) che ricevono fondi condizionati solo ad affrontare temi per contrastare il riscaldamento globale. Gli enormi interessi del mercato della anidride carbonica condizionano ormai addirittura la libera ricerca scientifica sul clima.

Lo scorso settembre un nutrito gruppo di Rettori, guidati dal Rettore della Università di Brescia, ha effettuato una scalata al canalone del Gran Sasso in cui è presente il ghiacciaio del Calderone, il ghiacciaio più meridionale d’Europa. Di fronte ad una evidente forte riduzione dell’area coperta dal ghiaccio hanno trionfalmente affermato che tale riduzione era dovuta al riscaldamento causato dall’uomo. Non si comprende come si sia potuto fare tale affermazione riportata da molti giornali e anche apparsa su TV non solo regionali. La riduzione del ghiacciaio è certamente dovuta al riscaldamento globale ma non può essere considerata prova delle responsabilità dell’uomo che andrebbero dimostrate con altre prove.

E’ così che mi sono ricordato che nel 2007 un geologo dell’ENEA, Carlo Giraudi, pubblicò sui contributi della Società Geologica Italiana una nota sulle variazioni climatiche nell’Italia Centrale negli ultimi mille anni. L’Autore riferì sui dati ricavati dallo studio di successioni lacustri e sul ghiacciaio del Calderone. In merito affermò che questo Ghiacciaio era scomparso più volte nel corso dell’Olocene, in particolare anche nel Medio Evo. “E’ quindi probabile che nel corso di alcuni periodi, di durata non precisabile, la temperatura abbia raggiunto valori superiori a quella degli ultimi decenni.” A quell’epoca l’uomo non poteva contribuire certo a modificare il clima. Sul giornale La Repubblica veniva scritto che le Università che avevano aderito al Consorzio, avevano ricevuto in agosto un finanziamento ministeriale di 220 milioni di euro con il vincolo che tale finanziamento fosse concentrato soprattutto su tematiche green.

Ormai è accertato che la ricerca scientifica in fatto di clima non è più libera, ma condizionata dai finanziamenti ministeriali, o meglio dagli enormi interessi che ruotano attorno al mercato della anidride carbonica.

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Published inAttualitàClimatologia

17 Comments

  1. E’ evidente come questa “Scienza” sia solo propaganda di parte volta a giustificare sulla base di una presunta ” emergenza” investimenti che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) generare profitti, e forse lo faranno, ma di certo sul piano generale produrranno problemi sempre più grandi fino a quando, alla chetichella, dovranno ammettere almeno di aver esagerato. Nel frattempo la Cina sarà diventata la economia dominante (se non lo è già) grazie agli idrocarburi.

  2. Luca Maggiolini

    Il “green” è solo una fase, una scusa, una leva per impoverire sempre di più la classe media e medio-alta – le classi sociali che hanno contribuito più di tutte alla crescita economica.
    L’aristocrazia alleata con i nuovi tecno-ricchi vuole sempre meno democrazia e sempre più ricchezza concentrata. Vuole tornare al concetto del latifondo, tecnologico anziché agricolo.
    Pochi ricchi, qualche benestante qua e là e il resto: truppa.

  3. Massimo

    È noto che i fondi per la ricerca sono spesso l’obiettivo di molti “ricercatori” ….non importa poi se le ricerche sono teleguidate. Conviene adeguarsi e magari fare carriera .
    Devono perciò silenziare chi cerca ancora di approfondire le problematiche climatiche con spirito libero e metodo, questo sì, scientifico.
    L’esito di queste follie lo stiamo sperimentando già in questi giorni con l’avvio della cosiddetta “transizione energetica” che , non ho dubbi , provocherà disastri socioeconomici.
    Ma la “scienza ufficiale” non ammetterà mai di aver sbagliato……

  4. Alessandro Buonaccorsi

    Concordo pienamente: il pensiero unico imperversa, specialmente nel mondo della ricerca.

  5. rocco

    bah, ormai non mi meraviglio più di niente.
    Pur di salvare il mercato la comunità scientifica è disposta ad accettare qualsiasi cosa dalla biodinamica fino alla climatologia.
    E’ dai tempi di Lorenz che è risaputo non esistere un clima stabile a lungo termine,
    ergo, l’affermazione “La linea di ricerca su clima proposta dal Governo parte così con il piede sbagliato; avrebbe dovuto essere indirizzata all’approfondimento delle cause delle variazioni climatiche…” è anch’essa errata.
    Si dimostri che è esisito un clima stabile prima di studiare perchè il clima varia.
    E’ così difficile capire che la stabilità del tempo meteorologico non è scienza, ma psicologia?
    I governi, ormai, finanziano qualsiasi pseudoscienza che garantisca un certo consenso politico e un ipotetico ritorno economico, non ultima la pseudoscienza della climatologia – che fa rima con frenologia.
    Vorrei sapere quale folle farebbe un investimento il cui capitale ritorna dopo 100 anni?
    Il bonus 110% è la follia climambientalista.
    Per ottenere un risparmio del 30% (due classi energetiche), quindi un risparmio di 300€ su un consumo annuo di 1000€, i nostri governanti sono disposti a regalare fino a 30.000€ ad abitazione.
    30.000 diviso 300 fa appunto 100 anni.
    Ebbene, questa ennesima follia climambientalista la si sta facendo per l’ambiente naturale o per ambienti politico economici?
    Non me ne vogliano gli studiosi e gli accademici, ma la scienza moderna, da quando è nata con Galileo, è sempre stata la serva del mercato e dei governi (democratici, monarchici o dittatoriali).

    • AleD

      complimenti per non avere capito NULLA del senso del bonus 110%, se la tua abilità è pari anche su altri argomenti andiamo bene.
      la maggior parte degli edifici esistenti sono in classe g e grazie al super bonus possono tranquillamente finire in classe c, vedi tu che risparmi ci sono in bolletta e in emissioni inquinanti e ancora di più in confort di vivibilità

    • rocco

      caro AleD,
      gli oltre 30 miliardi fino ad oggi autorizzati, non coprono che lo 0,5% dei condomini e lo 0,8% delle villette. https://www.corriere.it/economia/lavoro/21_dicembre_21/frodi-mafie-regali-ricchi-tutti-dubbi-superbonus-110percento-2014d31a-629c-11ec-a583-0974d17fd3de.shtml
      Complimenti a lei che ha capito tutto 🙂
      ed è grazie ai drittoni come lei che le frottole ambientalclimatiste continuano a proliferare.
      Intanto i difensori dell’ambiente ed i salvatori del clima stanno facendo pagare di più l’energia ed a cascata tutto il resto per rubare a tutti e donare a pochi.
      complimenti vivissimi.

    • AleD

      rocco, le detrazioni per riqualificazione energetica ci sono da lustri, sul loro impatto ambientale e di fabbisogno energetico enea è sempre stata chiara, e sono un ottimo modo per far lavorare gente e far girare l’economia. tutti ci guadagnano. per gli estremi illegali, beh, non sono certo una misura di quanto l’approccio sia sbagliato, sul perché qui da noi sia così difficile finire in galera e rimanerci è un *altro* problema.
      fosse per te immagino si potrebbe tranquillamente bruciare olio combustibile in rustici carini da vedere…

  6. AleD

    se è falso:
    “It is unequivocal that human influence has warmed the atmosphere, ocean and land. Widespread and rapid
    changes in the atmosphere, ocean, cryosphere and biosphere have occurred.” da Climate Change 2021
    The Physical Science Basis
    sarebbe utile chiarire il perché

  7. Valter Prinsep

    Stessi attori e stessi metodi usati per la narrazione Covid, prepariamoci al Green Green Pass!

  8. Virgilio B.

    Ormai è evidente che la visione green è una scelta di parte. Il Governo ha ovviamente un indirizzo politico e questo indirizzo è diventato parte del confronto scientifico che invece per essere valido dovrebbe essere super-parte. Pare che ormai molti traggano soddisfazione o profitto ideologico, politico o economico dal costringere la popolazione in un costante e irrisolvibile stato di emergenza.

  9. Mario

    È come se la chiesa finanziasse qualcuno per una rilettura critica dei vangeli. Molto improbabile. 🙂

    • Alessandro

      Paragone inadeguato: la Chiesa fomenta da anni ormai think tank che demoliscono sistematicamente le basi della sua stessa fede. Tanto che, come si dice, la dimostrazione della sua origine soprannaturale è che esiste ancora, nonostante i preti.

    • Paolo Delucchi

      Sig. Mario, credo che lei conosca e frequenti poco l’ambiente “Chiesa”, la lettura critica dei Vangeli è roba otto-novecentesca, siamo andati molto oltre, oggi i critici dei Vangeli insegnano direttamente nelle Università Pontificie… come se Guido Guidi fosse Presidente dell’IPCC…

    • andrea beretta

      Infatti, concordo con Alessandro….in questi anni abbiamo sentito di tutto sulla rilettura dei vangeli (e proprio proveniente dai vertici della Chiesa) : dell’ormai inflazionatissimo “Gesù era migrante” (?) a “gli apostoli erano comunisti” (??) a “Giuda in fondo era una brava persona” (???). Addirittura un importante ecclesiastico è riuscito a dire che non c’erano i registratori al tempo di Cristo, e quindi mica sappiamo quello che ha detto veramente.
      Detto questo faccio i complimenti a Uberto e mi permetto ironicamente di suggerirgli di correggere l’ultima frase: “Ormai è accertato che la ricerca scientifica in fatto di clima non è più libera”. Che starebbe assai meglio senza quel “in fatto di clima”. Come è stato detto già da qualche commentatore, la vicenda covid lo conferma

  10. Ciriaco

    Pienamente d’accordo su ogni singola parte e sulle conclusioni, anche per esperienza diretta. Da geologo mi vergogno per la categoria della piega “green a prescindere” che sta caratterizzando il dibattito e le linee di indirizzo della ricerca scientifica nell’ambito delle scienze della Terra, ignorando quasi completamente il nostro substrato (direi unico) di conoscenze acquisite in decenni di duro lavoro da tanti colleghi intellettualmente onesti. Il clima che si respira è da caccia alle streghe e si riflette poco (o si sa e lo si accetta molto bene) sul fatto che i principali “Grandi Sacerdoti” di questa nuova religione verde appartengono a quella piccola percentuale di Umanità che detiene gran parte della ricchezza del pianeta e che continua ad arricchirsi al ritmo di migliaia di dollari al secondo.

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