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Il Global Warming non è una bufala

Sono trascorsi alcuni giorni da quello che ormai viene riconosciuto come un grave scandalo, il Climategate. Come è ovvio che sia in climatologia, le posizioni si sono immediatamente radicalizzate, da una parte e dall’altra. I sostenitori dell’IPCC e del Global Warming antropico tendono a minimizzare l’accaduto se non addirittura a ridicolizzare chi legge in quelle email comportamenti anti etici. D’altro canto, bisogna dire che lo schieramento opposto si è in alcuni casi contraddistinto per essersi immediatamente messo a cavallo dell’onda, gridando ai quattro venti che il Global Warming è una bufala (“hoax” in inglese) e che la ricerca scientifica è tutta viziata.

Noi di CM abbiamo sempre mantenuto le doverose distanze (quando si è ancora a livello di cronaca è facile avere le idee confuse, e questo è inevitabile). Ormai i fatti si stanno sedimentando ed è possibile ragionare più serenamente.

Innanzitutto, lo diciamo a uso e consumo di tutti quegli scettici che non si sentono affatto negazionisti (per buona pace di chi ha tempo per indagare sull’etimologia del termine), il Global Warming non è una bufala. Finchè sarà questa la linea portata avanti da alcuni, sarà anche l’arma più efficace utilizzata dai pro-AGW. Il Global Warming esiste, è reale e lo è da molto prima che l’uomo cominciasse a immettere quantità immense di CO2 in atmosfera. Semmai, la bufala consiste proprio nel far credere a tutti noi che si sia sull’orlo di una catastrofe irreversibile.

E’ importante sottolineare questo passaggio, perchè in questo modo alcuni scettici estremizzano il dialogo, arrivando a ignorare molta parte delle leggi della fisica, dall’altro lato così facendo i pro-AGW si sentono in dovere (come dargli torto) di utilizzare questo come pretesto per “fare di ogni erba un fascio” e definire tutti gli scettici, negazionisti. Chiaramente così non è, perchè vi sono numerosi scienziati che dubitano dell’epilogo catastrofico (ma non delle leggi fisiche!) che conoscono ottimamente le leggi di natura, essendo ricercatori, scienziati, PhD ecc. ecc.

L’altra forma di difesa, dopo la fuga di email, che è andata delineandosi in questi giorni, è minimizzare da un lato l’importanza del gruppo di scienziati della UEA (University of East Anglia). In fondo, ci dicono, sono solo un gruppetto sparuto di scienziati, l’IPCC è fatta da n-mila altri scienziati che la pensano tutti nello stesso modo. Ci piacerebbe che queste cose le dicessero di fronte a Mann, Jones, Trenberth e tutti gli altri fortunati appartenenti al gruppetto sparuto e poco importante. Judy Curry ci dice inoltre che questa forma di “tribalismo” (a noi verrebbe in mente un’altra definizione, in realtà) non sia presente in generale nella scienza, quindi possiamo dormire sonni tranquilli.

Per riassumere, lo ripetiamo a gran voce: no, nelle email fuoriuscite dalla UEA non troverete svelato il mistero del sacro Graal climatico e anzi, proseguire su questa strada, non farà altro che rafforzare le deboli posizioni difensive dei pro-AGW che già naturalmente tendono a irridere gli altri, chiunque non sia allineato al pensiero unico, e proprio no, non serve che gli si dia un ulteriore pretesto.

Quelle email, però, sono importantissime. Altrimenti non assisteremmo, come sta accadendo, ad una fuga scomposta e generale, un “si salvi chi può” (ne ha parlato recentemente Guidi, qui), o a continue prese di distanza e distinguo. Per la cronaca segnaliamo l’istituzione di una commissione di inchiesta (interna) alla UEA per indagare sul contenuto delle email: pare che per tutta la durata del procedimento, Phil Jones abbia deciso di fare un passo indietro e di ridurre al minimo la sua esposizione mediatica (se confermata la notizia, tuttavia, avrà probabilmente un significato diverso da “ridurre la propria esposizione mediatica”).

E’ importante avere tutto ciò ben chiaro in mente: la qualità della scienza non è elevata solo da una parte (chi sostiene il riscaldamento globale antropico), ma lo è anche dalla parte di chi dubita in modo sano e scientifico. Chi dubita lo deve sapere, è inutile continuare a dire “il GW è una bufala”, è un nonsense scientifico che scopre il fianco ad attacchi spesso triviali. E’ importante conoscere i propri strumenti, soprattutto a pochissimi giorni dall’inizio del summit di CO2penhagen, dove si deciderà su tutto: dal controllo delle nascite, al controllo delle nostre tasche.

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10 Comments

  1. Guido Botteri

    Il Global Warming non è una bufala
    Scritto da Claudio Gravina
    il 2 – dicembre – 2009
    Sono trascorsi alcuni giorni da quello che ormai viene riconosciuto come un grave scandalo, il Climategate. Come è ovvio che sia in climatologia, le posizioni si sono immediatamente radicalizzate, da una parte e dall’altra. I sostenitori dell’IPCC e del Global Warming antropico
    http://en.wikipedia.org/wiki/Global_warming
    tendono a minimizzare l’accaduto se non addirittura a ridicolizzare chi legge in quelle email comportamenti anti etici. D’altro canto, bisogna dire che lo schieramento opposto si è in alcuni casi contraddistinto per essersi immediatamente messo a cavallo dell’onda, gridando ai quattro venti che il Global Warming è una bufala (“hoax” in inglese) e che la ricerca scientifica è tutta viziata.

    Noi di CM abbiamo sempre mantenuto le doverose distanze (quando si è ancora a livello di cronaca è facile avere le idee confuse, e questo è inevitabile). Ormai i fatti si stanno sedimentando ed è possibile ragionare più serenamente.

    Innanzitutto, lo diciamo a uso e consumo di tutti quegli scettici che non si sentono affatto negazionisti (per buona pace di chi ha tempo per indagare sull’etimologia del termine), il Global Warming non è una bufala. Finchè sarà questa la linea portata avanti da alcuni, sarà anche l’arma più efficace utilizzata dai pro-AGW. Il Global Warming esiste, è reale e lo è da molto prima che l’uomo cominciasse a immettere quantità immense di CO2 in atmosfera. Semmai, la bufala consiste proprio nel far credere a tutti noi che si sia sull’orlo di una catastrofe irreversibile.

    E’ importante sottolineare questo passaggio, perchè in questo modo alcuni scettici estremizzano il dialogo, arrivando a ignorare molta parte delle leggi della fisica, dall’altro lato così facendo i pro-AGW si sentono in dovere (come dargli torto) di utilizzare questo come pretesto per “fare di ogni erba un fascio” e definire tutti gli scettici, negazionisti. Chiaramente così non è, perchè vi sono numerosi scienziati che dubitano dell’epilogo catastrofico (ma non delle leggi fisiche!) che conoscono ottimamente le leggi di natura, essendo ricercatori, scienziati, PhD ecc. ecc.

    L’altra forma di difesa, dopo la fuga di email, che è andata delineandosi in questi giorni, è minimizzare da un lato l’importanza del gruppo di scienziati della UEA (University of East Anglia). In fondo, ci dicono, sono solo un gruppetto sparuto di scienziati, l’IPCC è fatta da n-mila altri scienziati che la pensano tutti nello stesso modo. Ci piacerebbe che queste cose le dicessero di fronte a Mann, Jones, Trenberth e tutti gli altri fortunati appartenenti al gruppetto sparuto e poco importante. Judy Curry
    http://camirror.wordpress.com/2009/11/22/curry-on-the-credibility-of-climate-research/
    ci dice inoltre che questa forma di “tribalismo” (a noi verrebbe in mente un’altra definizione, in realtà ) non sia presente in generale nella scienza, quindi possiamo dormire sonni tranquilli.

    Per riassumere, lo ripetiamo a gran voce: no, nelle email fuoriuscite dalla UEA non troverete svelato il mistero del sacro Graal climatico e anzi, proseguire su questa strada, non farà altro che rafforzare le deboli posizioni difensive dei pro-AGW che già naturalmente tendono a irridere gli altri, chiunque non sia allineato al pensiero unico, e proprio no, non serve che gli si dia un ulteriore pretesto.

    Quelle email, però, sono importantissime. Altrimenti non assisteremmo, come sta accadendo, ad una fuga scomposta e generale, un “si salvi chi può”
    (ne ha parlato recentemente Guidi, qui)
    http://www.climatemonitor.it/?p=5738
    o a continue prese di distanza e distinguo. Per la cronaca segnaliamo l’istituzione di una commissione di inchiesta (interna) alla UEA per indagare sul contenuto delle email: pare
    http://www.businessinsider.com/climategate-claims-first-victim-2009-12
    che per tutta la durata del procedimento, Phil Jones
    http://en.wikipedia.org/wiki/Phil_Jones_(climatologist)
    abbia deciso di fare un passo indietro e di ridurre al minimo la sua esposizione mediatica (se confermata la notizia, tuttavia, avrà probabilmente un significato diverso da “ridurre la propria esposizione mediatica”).

    E’ importante avere tutto ciò ben chiaro in mente: la qualità della scienza non è elevata solo da una parte (chi sostiene il riscaldamento globale antropico), ma lo è anche dalla parte di chi dubita in modo sano e scientifico. Chi dubita lo deve sapere, è inutile continuare a dire “il GW è una bufala”, è un nonsense scientifico che scopre il fianco ad attacchi spesso triviali. E’ importante conoscere i propri strumenti, soprattutto a pochissimi giorni dall’inizio del summit di CO2penhagen, dove si deciderà su tutto: dal controllo delle nascite, al controllo delle nostre tasche.

    Se fosse vero, parte del dibattito climatico andrebbe riscritto da zero – Pagina 55 – il meteo forum è MTG forum scrive:
    dicembre 2, 2009 alle 10:27 am[…] […]

    Replica Lorenzo scrive:
    dicembre 2, 2009 alle 1:51 pm
    ..non è una bufala ma non c’è neanche da temerlo

    http://www.rinnovabili.it/clima-i-liberali-australiani-non-temono-il-climate-change-800534

    Replica Maurizio Morabito scrive:
    dicembre 2, 2009 alle 2:21 pm
    Bellissimo, appena posso lo traduco

    Replica fabio81 scrive:
    dicembre 2, 2009 alle 3:31 pm
    “Se il riscaldamento attuale è causato dalle emissioni dell’uomo,perchè non possiamo dire la stessa cosa per il forte riscaldamento denominato Optimum climatico medioevale?”.

    Ho formulato questa domanda sul blog Climalteranti, non ho ricevuto una risposta ma sono stato invitato a riformularla quando il blog tratterà l’argomento. Cose che capitano…

    Replica alessandrobarbolini scrive:
    dicembre 2, 2009 alle 10:32 pm
    E’ una costante verità che dalla fine della PEG ci sta interessando

    Replica gbettanini scrive:
    dicembre 2, 2009 alle 11:16 pm
    Accanto al castello di carte pare si stia accendendo un bel ventilatore…….

    http://online.wsj.com/article/SB125977808310373065.html

    Replica Lorenzo scrive:
    dicembre 3, 2009 alle 12:30 pm
    ..pezzo interessante

    Replica Michele Capogna scrive:
    dicembre 3, 2009 alle 2:21 pm
    Certo che il GW esiste. Ma va preso per quello che è. Il rapporto diretto causa effetto dell’aumento della temperatura è la somministrazione di calore e la popolazione mondiale mantiene accesa in continuazione una stufa da 15 TW, che corrisponde però solo allo 0.003% dell’oscillazione annuale della radiazione solare per effetto dell’eccentricità dell’orbita o ancora allo 0.00004% della radiazione solare media. Numeri simili sono però infinitesimi di ordine superiore legittimamente trascurabili, per usare un linguaggio caro ai matematici. Le oscillazioni della temperatura non possono trovare giustificazione nell’attività antropica.
    Allora studiamo e approfondiamo il fenomeno, evitando dare semplicisticamente dell’untore alla povera CO2 il cui ulteriore accumulo non produce effetti sulla temperatura. Tutto quello che doveva fare lo ha già fatto con concentrazioni molto al di sotto dell’attuale. Non dimentichiamo che i sostenitori dell’effetto negativo della CO2 utilizzano equazioni di trasferimento dell’energia radiante che sono la negazione dei principi fondamentali della termodinamica, arrivando ad ammette addirittura che il calore si trasmette naturalmente anche dalle basse alle alte temperature. Ciò serve a dare il giusto peso alle loro previsioni.

  2. Michele Capogna

    Certo che il GW esiste. Ma va preso per quello che è. Il rapporto diretto causa effetto dell’aumento della temperatura è la somministrazione di calore e la popolazione mondiale mantiene accesa in continuazione una stufa da 15 TW, che corrisponde però solo allo 0.003% dell’oscillazione annuale della radiazione solare per effetto dell’eccentricità dell’orbita o ancora allo 0.00004% della radiazione solare media. Numeri simili sono però infinitesimi di ordine superiore legittimamente trascurabili, per usare un linguaggio caro ai matematici. Le oscillazioni della temperatura non possono trovare giustificazione nell’attività antropica.
    Allora studiamo e approfondiamo il fenomeno, evitando dare semplicisticamente dell’untore alla povera CO2 il cui uteriore accumulo non produce effetti sulla temperatura. Tutto quello che doveva fare lo ha già fatto con concentrazioni molto al di sotto dell’attuale. Non dimentichiamo che i sostenitori dell’effetto negativo della CO2 utilizzano equazioni di trasferimento dell’energia radiante che sono la negazione dei principi fondamentali della termodinamica, arrivando ad ammette addirittura che il calore si trasmette naturalmente anche dalle basse alle alte temperature. Ciò serve a dare il giusto peso alle loro previsioni.

    • Lorenzo

      ..pezzo interessante 🙂

  3. alessandrobarbolini

    é una costante verita che dalla fine della PEG ci sta interessando

  4. fabio81

    “Se il riscaldamento attuale è causato dalle emissioni dell’uomo,perchè non possiamo dire la stessa cosa per il forte riscaldamento denominato Optimum climatico medioevale?”.

    Ho formulato questa domanda sul blog Climalteranti, non ho ricevuto una risposta ma sono stato invitato a riformularla quando il blog tratterà l’argomento. Cose che capitano…

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