Salta al contenuto

Scacco matto in tre mosse

Questo inverno è stato caldo. L’abbiamo detto, non siamo noi a nasconderci dietro un filo d’erba. Ma è stato anche nevoso, inutile negarlo. Negli USA, con una meravigliosa serie di neologismi, parlano di: Snowpocalypse, ma anche di Snowageddon. Come la mettiamo? Non c’è problema, ci pensa il blog di Al Gore a rimettere tutto in sesto.

Con tre semplici affermazioni (delle quali però vi invito a verificare la validità logica e scientifica), ci indicano la via della verità.

Leggiamo dal blog1 di Al Gore:

Con tutti i negazionisti climatici che spargono menzogne circa la crisi climatica sui media, è vitale che armiamo noi stessi con i fatti. Ringraziando, Repower America ha messo insieme una sequenza di fatti che spiegano la relazione tra la crisi climatica e il meteo estremo.

Quindi, leggiamo questa sequenza di fatti2 che, in tre mosse, mettono in scacco l’intero pensiero scettico (oltre che la logica umana, tutta).

Fatto: il cambiamento climatico causa tempeste di neve più frequenti e più violente
Le tempeste di neve da record necessitano di due fattori: temperature sotto la soglia di congelamento, e umidità molto alta. Su un pianeta più caldo di circa un grado in media, gli USA del Nord-Est godono ancora di molti giorni sotto lo zero; la grande differenza sono gli oceani più caldi che, producendo maggiori livelli di umidità nell’aria, produrranno tempeste più violente nella stagione fredda.

Fatto: possiamo aspettarci un tempo più estremo
Gli scienziati ci dicono che il cambiamento climatico abbia già portato ad un tempo estremo negli USA, e possiamo aspettarci uragani più violenti, più incendi, onde di calore e siccità, solo per citarne alcuni.

Fatto: il mondo si sta riscaldando ad una velocità superiore
Il tempo di una regione, nell’arco di giorni o mesi, non deve essere confuso con il clima o con pattern climatici a cavallo di decadi e secoli. La scienza è chiara in questo caso: l’ultima decade è stata la più calda registrata. E per mettere il tempo di quest’anno in prospettiva, gennaio [2010] è stato più caldo della media per gli USA continentali.

E’ davvero singolare come, messo all’angolo per mesi in seguito a tutti i vari scandali sul clima, Al Gore decida di tornare alla ribalta con una citazione tratta da un sito che si lancia in dissertazioni climatologiche a dir poco avventate. I perchè? Basti leggere gli articoli apparsi su CM nell’ultimo mese.

Scacco matto.

Reblog this post [with Zemanta]
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
  1. http://blog.algore.com/2010/02/repower_america_reports_the_fa.html []
  2. http://www.repoweramerica.org/climate-change-causes-severe-weather/ []
Published inIn breve

2 Comments

  1. Maurizio Zuccherini

    Ma ci pensate che questo stava per diventare presidente degli USA?

  2. Claudio Costa

    E’ un po che Lindzen e Spencer dicono che se aumenta l’evaporazione aumenta di conseguenza la nuvolosità,(in generale, poi ogni luogo ha una sua evoluzione) questo in inverno dovrebbe determinare riscaldamento. Ma il concetto dovrebbe esser valido anche per l’estate, quindi se ci saranno estati nuvolose saranno più fresche?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »