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Armageddon

Durante la mia consueta rassegna mattutina della stampa e degli studi pubblicati, sono incappato in un documento1 che definirei a dir poco spettacolare. Lo studio è stato condotto congiuntamente da NIEHS (National Institute of Environmental Health Sciences), NOAA, CDC (Centers for Disease Control and Prevention), EPA e altre organizzazioni. Lo studio affronta, una volta di più, gli effetti che il cambiamento climatico avrà sulla salute umana.

Nulla di nuovo? Aspettate a dirlo, perchè questo nuovo studio ci regala interessantissimi quanto innovativi spunti di riflessione. Non possiamo non partire dalle malattie più classiche: vediamone alcune.

  • Asma, allergie, affezioni varie alle vie respiratorie. Tutto questo sarà causato da una maggiore esposizione degli uomini ai pollini, dagli aerosol tossici provenienti dagli oceani e dall’inquinamento.
  • Malattie cardiovascolari. Il cambiamento climatico, dice lo studio, potrebbe esacerbare le esistenti patologie cardiovascolari, a causa del maggiore stress termico e di una modificata distribuzione di agenti patogeni causa di infezioni legate al sistema cardiocircolatorio. Temperature elevate, onde di calore, clima estremo sono tutti nemici del nostro cuore. Interessante la soluzione proposta: mitigazione del cambiamento climatico (che in alcune zone potrebbe portare ad una riduzione del tasso di mortalità causato dagli infarti).
  • Alimentazione e nutrizione. Il cambiamento climatico potrà causare una riduzione complessiva della disponibilità di cibo per gli abitanti del nostro pianeta, causando un aumento delle morti per malnutrizione. Ma anche per intossicazione, dovuta ad un aumento dei contaminanti nella catena alimentare marina, oltre che ad agenti patogeni, biotossine e pesticidi.
  • Sviluppo umano. Il cambiamento climatico avrà effetti deleteri sullo sviluppo umano, in quanto colpirà maggiormente donne in gravidanza e bambini nell’età della crescita.
  • Salute ed equilibrio mentale. Il clima estremo, le migrazioni di massa, la perdita delle proprietà, dei propri cari porterà ad un aumento dei livelli di stress mentale della popolazione umana, fino a vere e proprie patologie che mineranno la salute mentale.

La lista prosegue, ma in particolare mi soffermerei sul seguente punto che trasmette, finalmente, qualcosa di nuovo e di inquietante.

  • Tumori. Oltre ai fattori già conosciuti, quali la maggior esposizione agli UV, esistono altri fattori al momento poco studiati che potrebbero aumentare il richio di tumori. Secondo lo studio è necessario indagare sugli impatti che potranno avere i nuovi carburanti alternativi (biofuel), le celle fotovoltaiche, gli accumulatori di energia legati alle fonti alternative, in fase di esposizione o smaltimento degli stessi.

Dal momento che potreste non credere ai vostri occhi, vi propongo un estratto dallo studio:

New technologies have been proposed to decrease our dependence on greenhouse gas-intensive power generation and fuel use. However, many of these have potential impacts on cancer that should be more fully investigated prior to being implemented.

In italiano:

Le nuove tecnologie sono state proposte per ridurre la nostra dipendenza da energia e carburanti ad alte emissioni di gas serra. Tuttavia, molte di queste tecnologie hanno impatti potenziali sui tumori, che andrebbero indagate molto più approfonditamente prima di essere implementate.

Vi suona familiare questo concetto? Potremmo chiamarlo “Principio di precauzione”? E dunque, per precauzione abbiamo appena chiuso i cieli di mezzo mondo, per precauzione abbiamo abbandonato la scienza del clima, in favore della religione ecologista, e per precauzione nessuno sta fermando la nuova moda, ad esempio, di tappezzare il pianeta con i pannelli fotovoltaici. Attenzione, non sto sostenendo che la cosa sia pericolosa in sè. Mi domando semplicemente come mai il principio di precauzione si presti a così tante interpretazioni. In realtà la risposta è semplice: poichè non si tratta di scienza.

Proseguiamo in quello che, potrei sbagliarmi, è il primo atto d’accusa verso la “eco-compatibilità” delle nuove tecnologie.

Lo studio consiglia di indagare ulteriormente le implicazioni che l’uso di veicoli elettrici potrebbe avere sui tumori. Sì, avete letto bene: l’utilizzo di veicoli elettrici, ma anche, prosegue lo studio, la produzione, lo stoccaggio e lo smaltimento dei sistemi di accumulo dell’energia elettrica. Quindi stiamo parlando della produzione di batterie per le auto elettriche e per i sistemi fotovoltaici, produzione che potrebbe rivelarsi carcinogena per via della maggiore esposizione ai metalli. In particolare il crescente utilizzo di nickel e cadmio, ma anche ioni di litio e ioni di litio polimero. E’ certo che la maggiore esposizione al nickel è legata ad un accresciuto rischio di tumori, malattie respiratorie e malattie congenite, lo stesso vale per cadmio e piombo.

Non è esente da rischi nemmeno la produzione di celle fotovoltaiche, che potrebbe portare ad un accresciuto inquinamento ambientale. La sostanza incriminata, in questo caso, è il tellururo di cadmio (CdTe), sostanza già conosciuta per i suoi effetti carcinogeni. Altre sostanze pericolose per l’ambiente e la salute umana, utilizzate nella produzione di celle fotovoltaiche sono: composti dell’arsenico, tetracloruro di carbonio, fluoruro di idrogeno, acido solfidrico, piombo e composti del selenio. Tutte queste sostanze oltre a essere carcinogene hanno effetti molteplici sulla salute umana.

Vengono elencati poi i rischi della tecnologia a celle di idrogeno e delle centrali nucleari.

Siete confusi? Nessun problema, è il primo effetto nocivo che i cambiamenti climatici stanno operando sul vostro sistema nervoso. Infatti il cambiamento climatico può causare disturbi da lievi a gravi della salute mentale: fobie, paura di parlare in pubblico, comportamenti ossessivi-compulsivi, stress post-traumatico, ansia, depressione e suicidio.

Come se ne esce da tutto questo? Semplicemente, non ci possiamo più salvare è l’Armageddon.

Tetracloruro di carbonio

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  1. http://www.niehs.nih.gov/health/docs/climatereport2010.pdf []
Published inAmbienteAttualità

5 Comments

  1. Lucas

    Malattie come tumori, allergie, malnutrizione/obesità, malattie cardiocircolatorie e squilibri mentali, sono effettivamente in aumento!

    Ma secondo me è impensabile imputarle ai cambiamenti climatici, così come alle azioni umane sul clima!!!!

    Sono da imputare solamente alle aumentate aspettative di vita, che portano l’età media ad innalzarsi notevolmente, e alle migliori pratiche mediche, che hanno quasi ridotto di tantissimo l’incidenza di malattie infettive….le uniche che potrebbero essere influenzate dal clima, in maniera evidente..sempre secondo il mio parere.

    Gianluca

  2. andreax

    naaa..stanno solamente coprendo qualche altra bella macchinazione tuttora in corso.
    il cambiamento climatico sarà il nuovo capro espiatorio ufficiale al quale imputare le aumentate sofferenze.
    ormai la vera scienza è scomparsa dalla circolazione lasciando il posto all’intelliscientia prezzolata di regime.

  3. Personalmente non riesco a capire perchè la catastrofe dovrebbe arrivare proprio adesso. Se pochi gradi in più (ammesso che sia così) costituiscono una catastrofe, cosa dovrebbero dire i dinosauri? Eppure…

    CG

    • Luigi Mariani

      Anche a me per ognuna delle tematiche elencate vengono in mente n aspetti positivi legati all’aumento delle temperature.
      Mi sa tanto che questi signori, per scopi di bottega, ci stiano “rubando il futuro” riempiendolo di scenari paurosi. Peraltro le prime vittime di questa cultura della catastrofe sono
      1. la scienza intesa come chiave di lettura e interpretazione della realtà e che qui ci fa una ben grama figura
      2. i giovani che dovrebbero prepararsi ad affrontare i problemi veri dei prossimi anni ed invece vengono addestrati a confrontarsi con “inferni di cristallo” sempre più lontani dalla realtà stessa.

      A livello interpretativo (e cioè per darci una ragione di perché una tale cultura deteriore stia oggi dilagando) la chiave migliore resta sempre quella offerta da “Stato di paura” di Crichton (suggerisco in particolare di leggere l’incontro fra Evans e il professor Hoffman).

      Luigi Mariani

  4. duepassi

    Io applicherei il principio di precauzione all’interpretazione di questi studi.
    Per precauzione, per non farmi venire lo stress e l’ansia, invece di leggere queste dotte ricerche, mi domanderei come mai all’aumentare dei pericoli aumenti anche la durata della vita.
    Una risposta ce l’avrei.
    Questi studi sono fatti in nun’ottica che a me pare ossessionata, e poco credibile.
    Si attribuisce all’aumento di temperatura di pochi gradi un effetto catastrofico che non ha riscontri nella realtà.
    Sappiamo che la temperatura in quest’ultimo secolo è aumentata.
    Fossero credibili gli studi di questi signori, dovremmo constatare:
    1. una diminuzione della produzione di cibo da un secolo a questa parte
    (ma abbiano avuto invece un grande aumento)
    2. un aumento della mortalità
    (ma abbiamo avuto una diminuzione)
    3. effetti deleteri sullo sviluppo umano
    (ma dove ? non mi risulta affatto, anzi mi risulta il contrario)
    ecc. ecc.
    Se applichiamo il principio di precauzione a partire da un secolo fa, facendo finta di non sapere quello che è successo
    e poi verifichiamo
    vediamo che è successo in genere l’esatto opposto di quanto paventato da questo dotto studio.
    Secondo me.

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